| Suor Liliana Rivetta (1943-1981)
Nasce a Gavardo il 15 novembre 1943. A 22 anni, 25 marzo 1965, decide
di entrare tra le Missionarie Comboniane e fa il noviziato a Londra.
Dopo la prima professione, nel 1967, e il completamento della formazione,
nel 1969 parte per l’Uganda, a Lira, dove svolge la sua missione
tra i più piccoli dell’asilo fino al 1973, quando rientra
in Italia per la professione perpetua. Nel gennaio 1977, dopo un’ulteriore
specializzazione, parte per Kariobangi, nel Kenya. Nel 1978 raggiunge
Amudat (Uganda), tra i Pokot. Nel 1981 rientra in Italia per un periodo
di riposa. Tornata in missione da appena due mesi, il 10 agosto 1981
muore mentre svolge il suo servizio, vittima di un agguato mortale ad
opera di una delle tante bande di razziatori che imperversavano. Tornava
da Moroto ad Amudat portando del materiale scolastico; da poco aveva
accettato di sostituire una consorella responsabile della scuola elementare
governativa di Amudat per consentirle di curarsi. Era alla guida della
vettura su cui viaggiavano anche un’altra suora e quattro maestri.
La macchina cade in una imboscata, suor Liliana viene raggiunta da un
proiettile al cuore e muore all’istante. I razziatori arraffano
quello che possono e fuggono. “Questa è la vita che ho
scelto” scriveva nell’ultima lettera inviata a casa, giunta
dopo la sua morte. Una scelta di amore per l’Africa ed i Pokot,
di cui aveva imparato, lingua, usanze e costumi, e che aiutava in ogni
modo, cercando aiuti e distribuendoli, soprattutto in tempo di carestia.
Suor Teresa Dalle Pezze (1939-1985)
Nata il 10 ottobre 1939 nei dintorni di Vicenza, aveva lasciato il suo
piccolo paese a 18 anni, come tanti coetanei, per andare a lavorare
in Svizzera e così aiutare la famiglia. Nel pensionato gestito
dalle suore che la ospita, matura la vocazione e nel 1961 entra tra
le Pie Madri della Nigrizia. Non fatica ad inserirsi nel gruppo delle
novizie e in uno stile di vita sobrio, povero, austero ma anche ricco
di gioia. Nel 1964 la prima professione e nel 1968, dopo un periodo
di formazione e di studio della lingua, giunge in Mozambico. Il suo
campo di lavoro è la scuola, come dirigente e come insegnante,
a Netia, Memba e Monaco. Un compito non facile che suor Teresa svolge
con dedizione e impegno. Nel 1975 l’indipendenza del paese dal
Portogallo, l’espulsione dei missionari, la nazionalizzazione
delle scuole… Suor Teresa, pur titubante in questo nuovo clima
anti-religioso, accetta di rimanere e insegna a Monapo dal 1976 al 1980.
Nonostante le difficoltà e le tensioni, continua nel suo lavoro
perché vuole bene alla sua gente. Nel 1980 la scuola viene trasferita
a Netia e suor Teresa assume anche l’incarico di “responsabile
della salute” degli alunni. Cerca di aiutare in ogni modo i bambini
e i ragazzi, molti dei quali separati dai genitori dalla guerriglia,
ricorrendo spesso ai benefattori in Italia. Nel clima di restrizioni
religiose cercava sempre di proseguire la sua opera pastorale e missionaria.
La guerriglia dilaga anche nella provincia di Netia, seminando morte,
odio e violenza. Il 3 gennaio 1985, dietro l’insistenza della
consigliera generale che visto il suo stato di salute estremamente precario
l’aveva pregata di rientrare in Italia alla fine dell’anno
scolastico, suor Teresa si reca a Monapo per i documenti necessari.
Durante il viaggio di rientro il convoglio in cui si trovava cadde in
una imboscata dei guerriglieri, suor Teresa fu raggiunta da tre pallottole
e morì sul colpo. |