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La Pont. Università Urbaniana: laboratorio di confronto per una cultura di pace - Dialogo con mons. Ambrogio Spreafico, Rettore della Pontificia Università Urbaniana.
Roma (Agenzia Fides) - In occasione del Convegno "Dal Collegio Urbano alla Pontificia Università Urbaniana" (28-30 novembre) che si celebra a 375 anni dalla fondazione del Collegio Urbano, l'Agenzia Fides ha incontrato mons. Ambrogio Spreafico, Rettore della Pontificia Università Urbaniana.

Fides: L'Università Urbaniana è stata da sempre un luogo di dialogo e interscambio culturale. Quali sono le differenze tra le Università tradizionali e quelle Pontificie? E tra le Pontificie e l'Urbaniana, l'unica specificamente Missionaria?
Mons. Spreafico: Per quanto riguarda lo studio c'è una certa uniformità all'interno delle Università Pontificie, perché sono comuni i curriculum filosofici, teologici, giuridici. L'Urbaniana però si qualifica da sempre per la sua caratterizzazione missionaria, che significa anzitutto la preoccupazione di comprendere come oggi debba essere comunicato il Vangelo e quindi tutto ciò che comporta questo impegno: la dottrina, la fede, ecc. C'è poi l'aspetto dell'inculturazione della fede, e quindi del dialogo, che implica la conoscenza delle religioni e delle culture. Direi che l'Università Urbaniana, soprattutto da alcuni anni, si sta qualificando anche all'interno delle altre Università Pontificie per questa caratterizzazione, che si rispecchia in particolare nella Facoltà di Missiologia, ma che è presente anche nelle altre Facoltà con una attenzione al complesso problema del rapporto tra cristianesimo, cultura e religione. E aggiungerei anche al rapporto tra il cristianesimo e la cultura laica. Del resto una volta l'Università ospitava l' "Istituto per lo studio dell'ateismo", che oggi è diventato un Istituto per lo studio delle culture, delle religioni. Direi che sono questi gli aspetti caratteristici dell'Urbaniana.

Fides: L'Università Urbaniana propone la cultura come elemento di pace e di convivenza civile. Lei crede che questa Università possa essere un vero "laboratorio di confronto e convivenza"?
Mons. Spreafico: Certo, ne sono convinto. Qui abbiamo studenti provenienti da 110 nazioni, poi ci sono i 90 Istituti affiliati in più di 40 paesi del mondo: penso questi numeri siano sufficienti a fotografare l'Università, che già oggi è un laboratorio di confronto e convivenza, ma deve esserlo ancora di più nel futuro. Abbiamo insegnamenti che riguardano la pace e lo sviluppo, ma è un settore sicuramente da ampliare e approfondire. E' un peccato che questi temi siano trattati quasi esclusivamente nelle Università non cattoliche, o almeno non Pontificie, quando la Chiesa cattolica a questo riguardo ha un'ansia profonda e una costante preoccupazione, come il Papa dimostra continuamente. La nostra qualificazione anche in questo campo, credo sia un servizio che possiamo senz'altro rendere alla Chiesa. (AP) (Agenzia Fides 29/11/2002)



 
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