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Tertio Millennio, il festival romano del cinema spirituale si apre al mondo delle missioni. - Colloquio con il Presidente dell'Ente dello Spettacolo, Andrea Piersanti

Roma (Agenzia Fides) - "Tertio Millennio", il festival cinematografico del cinema spirituale, si apre al mondo delle missioni e i suoi organizzatori lanciano un messaggio: <<Siamo pronti a collaborare con i missionari per portare il cinema di qualità anche nelle zone più disagiate>>. La sesta edizione del Festival Cinematografico "Tertio Millennio" prenderà il via la prossima settimana a Roma con un convegno sul tema "Ripartire dal primo. I dieci comandamenti nella cultura cinematografica del terzo millennio". "Tertio Millennio" è la prima manifestazione cinematografica del mondo ad essere stata organizzata con il patrocinio di due dicasteri della Santa Sede: il Pontificio Consiglio della cultura e il Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali.

"L'edizione di quest'anno assume una rilevanza tutta particolare, proprio per questo nostro progetto di aprirci al mondo delle missioni" ha detto Andrea Piersanti all'Agenzia Fides.
Piersanti è il Presidente dell'Ente dello Spettacolo e, insieme con il Prof. Claudio Siniscalchi della Lumsa di Roma, ha ideato il Festival sette anni fa.
"L'idea iniziale era quella di organizzare una manifestazione cinematografica in vista del Grande Giubileo del Duemila - ha spiegato Piersanti a Fides -. Con entusiasmo riscontrammo il positivo interesse della Chiesa italiana (il Segretario generale della Cei entrò a far parte del Comitato d'onore del Festival) e soprattutto della Santa Sede. Grazie all'entusiasmo e alla generosa disponibilità del Card. Poupard, di Mons. Foley e di Mons. Pastore, all'attenzione dimostrata dal Card. Sepe quando era alla guida del Comitato centrale del Grande Giubileo del Duemila, e poi grazie alla fattiva collaborazione di Mons. Planas, di Padre Ardura e di Don Luca Pellegrini, siamo riusciti ad affrontare le mille difficoltà organizzative e logistiche che una manifestazione del genere invariabilmente comporta. L'obiettivo era, infatti, di quelli che farebbero tremare i polsi a chiunque: costruire un posto dove esponenti di spicco della cultura laica potessero dialogare, essere ascoltati e, soprattutto ascoltare in un confronto sereno e senza pregiudizi con esponenti rappresentativi della cultura cattolica e del magistero della Chiesa in materia di comunicazione sociale".
Quali sono le difficoltà che avete incontrato?
"Nel nostro Paese sopravvive un diffuso e radicato anticlericalismo. Si tratta di una sorta di conformismo culturale che impedisce un confronto sereno. I cattolici dovrebbero rimanere confinati nei conventi. Lo ha scritto anche Galli della Loggia lunedì scorso sul "Corriere della Sera": la cultura laica sembra aver paura dei cattolici e li vorrebbe chiusi nelle sagrestie. Ovviamente ogni generalizzazione è pericolosa e non renderebbe giustizia a tantissimi laici che invece, con onestà, hanno accettato il confronto. Nei nostri incontri abbiamo ospitato, fra gli altri, Suso Cecchi D'Amico, Furio Colombo, Bernardo Bertolucci, solo per citarne alcuni".
I risultati più significativi del festival "Tertio Millennio"?
"Tre anni fa, durante il Festival di Venezia, il Card. Poupard consegnò a Giuseppe Tornatore il premio "Robert Bresson" del Festival "Tertio Millennio". Tornatore rimase molto colpito da questo riconoscimento (che nelle successive edizioni venne assegnato a Manoel De Oliveira e a Theo Angelopoulos). Tornatore disse ai tantissimi giornalisti, che lo assediavano, che spesso si ha l'impressione che i cattolici capiscano di cinema molto di più di tanti critici laici. Un'affermazione che ci ha riscattato di tanti anni di incomprensioni. Quest'anno, poi, siamo riusciti a mettere insieme due grandi concorrenti del mercato cinematografico italiano, Rai Cinema e Medusa Film, per organizzare, grazie alla loro autorevole sponsorizzazione, un nuovo premio dedicato agli autori di soggetti e sceneggiature cinematografiche. Il premio sarà intitolato al regista polacco Kieslowski scomparso qualche anno fa e sarà dedicato alla riscoperta e alla promozione dei valori umani e spirituali. Ma al di là dei singoli episodi soddisfacenti, in realtà abbiamo la consapevolezza di un risultato culturale importantissimo. Quando nacque il festival, l'opinione corrente nel mondo del cinema italiano era che i cattolici fossero impegnati esclusivamente in operazioni di censura. In questi anni, grazie alla forza del Magistero della Chiesa, siamo riusciti a far ribaltare questo luogo comune e adesso anche il mondo dell'industria guarda alla Chiesa con occhi diversi. Anche il premio "Kieslowski" è nato grazie a questa ritrovata sintonia".
Per il futuro, cosa state preparando?
"La vera sfida di un festival come "Tertio Millennio" è ovviamente l'allargamento internazionale dell'iniziativa. Un'agenzia come Fides lo sa meglio di chiunque altro: il cinema può essere uno straordinario mezzo di dialogo e di pacificazione fra genti e culture diverse. Organizzammo anche un Convegno su questo tema, qualche anno fa. Il cinema, come ha ricordato anche il Card. Ruini, è un terreno di missione. Ma, a differenza di altri mezzi della comunicazione sociale, il cinema è anche un formidabile strumento missionario. Un Festival come "Tertio Millennio" può diventare il laboratorio sperimentale per un nuovo modo di intendere il cinema in terra missionaria. Vogliamo provare a lavorarci insieme? Se i vostri missionari volessero mandarci suggerimenti e consigli, noi saremo lieti di prenderli in considerazione. Ma dirò di più: la nostra struttura è disponibile a collaborare con le tante missioni nel mondo, per portare non solo speranza ma anche un po' di buon cinema la dove ce ne sarà più bisogno". (Agenzia Fides 26/11/2002)

 
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