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INTERVISTE |
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Oggi c'è una grande paura nel cuore dell'iracheno che
vive con ansia l'imminenza della guerra. Il popolo non sa quale
sia il suo futuro, non può programmare nè produrre,
e così aumentano la fuga e l'emigrazione, un fenomeno
nuovo, nato negli ultimi 15 anni.
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| Intervista a Mons. Philip Najim, Procuratore
della Chiesa Caldea presso la Santa Sede |
Agenzia Fides: Agenzia Fides: La Chiesa Caldea ha una storia
e una tradizione gloriosa, che dura da secoli. Può tracciare
un quadro delle sue origini e delle sue caratteristiche peculiari?
Mons. Philip Najim: La Chiesa patriarcale cattolica caldea
trae le proprie origini dall'attività evangelizzatrice di S.
Tommaso Apostolo e dalla diffusione del Cristianesimo nella regione
della Mesopotamia. Secondo la tradizione, mentre il Santo faceva il
viaggio in India, è passato per l'Iraq lasciando due discepoli,
Mar Addai e Mar Mari. La caratteristica della Santa Messa Caldea è
proprio l'Anafora (cioè la Preghiera Eucaristica) della Messa,
composta dagli apostoli. Questa Chiesa è chiamata "d'Oriente"
o "persiana", perchè i Caldei abitavano in Persia.
I Caldei sono una antica popolazione che ha le sua radici a Babilonia,
come conservato nel titolo del Patriarca. Sin dalle origini i rapporti
con Roma sono ottimi: la Santa Sede ci ha sempre incoraggiato a conservare
il nostro patrimonio liturgico, dentro e fuori dal territorio Patriarcale
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