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AFRICA/REPUBBLICA CENTRAFRICANA ALLARME FAME l'AGENZIA FIDES
CHIEDE L'OPIONIONE DEI MISSIONARI
Sulla Repubblica Centrafricana. sconvolta da mesi da una sanguinosa
guerra civile, aleggia lo spettro della fame Esperti delle Nazioni
Unite hanno infatti espresso preoccupazione per una possibile
penuria alimentare, visto che mancano sementi per il prossimo
raccolto. I semi i, infatti, provengono soprattutto dalle zone
sotto controllo ribelle.
L'Agenzia Fides per verificare la notizia,ha contattato un missionario
cappuccino che da anni vive nel paese che afferma "L'allarme
è sul medio lungo termine. Infatti, l'alimentazione base
dei centrafricani è la manioca, che non ha bisogno di nuove
sementi per il prossimo raccolto, mentre il raccolto di miglio
è già stato fatto. Il problema si potrà però
presentare in futuro se non ritorna subito la pace. Molti contadini
infatti sono scappati a causa delle violenze e la stagione delle
piogge sta per iniziare. Se nessuno non coltiva più i campi,
allora sì tra qualche mese si potrebbero creare dei problemi
seri e quindi è necessario intervenire ."
I ribelli controllano ancora buona parte del paese" continua
il missionario cappuccino. "Continuano anche i saccheggi
perpetrati dai ribelli contro la popolazione civile e le strutture
economiche nelle zone da loro controllate. Proprio in questi giorni
è stata distrutta una fabbrica per il trattamento del cotone"
dice la fonte il nostro missionario. La distruzione delle strutture
economiche del paese pone una seria ipoteca per il futuro del
paese, anche quando la guerra finirà. Purtroppo, le trattative
di pace segnano ancora il passo. "L'unica notizia positiva"
continua il Padre cappuccino "è la visita in Centrafrica
del presidente del Ciad, Déby, accusato di appoggiare i
ribelli centrafricani. Speriamo che questa visita porti sviluppi
positivi." (L.M.) (Agenzia Fides 18/2/2003)
AFRICA/REPUBBLICA CENTRAFRICANA- LENTO RITORNO ALLA NORMALITA'.
IL NUOVO UOMO FORTE BOZIZE' ALLA RICERCA DELLA LEGITTIMITA' INTERNAZIONALE
Bangui (Agenzia Fides)- Il Centrafrica sta tornando verso
la normalità, dopo la conquista della capitale Bangui il
15 marzo da parte delle forze di François Bozizé,
che ha messo in fuga quelle del Presidente Ange-Félix Patassé.
Missionari contattati dall'Agenzia Fides in Centrafrica riferiscono
che "la calma sta tornando lentamente a Bangui, dopo i saccheggi
compiuti da soldati in fuga e dai ribelli, è stato ristabilito
un minino di ordine. Un missionario che ha accompagnato un ammalato
dalla periferia della capitale all'ospedale nel centro, ha detto
che le strade sono tranquille e che è possibile circolare
con relativa sicurezza". Nel resto del paese, gli ex ribelli
non hanno ancora preso possesso di tutte le città. Ad esempio,
a Bouar, città che si trova nell'est del paese a 440 km
da Bangui, fonti dell'Agenzia Fides affermano che "gli uomini
di Bozizé non si sono ancora visti. Qui regna la calma
ed è possibile circolare liberamente, la strada che collega
Bangui al Camerun e che passa di qui è aperta. Vi circolano
camion e pulmini per il trasporto dei passeggeri. Un nostro missionario
si è recato in bicicletta ad un convento di suore che si
trova in un villaggio a una decina di km da Bouar e ha detto che
la strada è libera, non essendovi posti di blocco o altri
impedimenti alla circolazione".
Il popolo spera che si arrivi finalmente alla pace. Bozizé
ha dichiarato che vuole collaborare con tutti, tranne che con
l'ex Presidente Patassé, per stabilizzare il paese. Egli
ha chiesto il sostegno della comunità internazionale, chiedendo
anche alla Francia l'invio di una forza di pace. Il Ciad ha inviato
un centinaio di uomini per rafforzare il contingente della Comunità
Economica e Monetaria dell'Africa Centrale (COMEC). Il Coordinamento
dei Partiti Politici d'Opposizione (CPPO) che raccoglie 12 formazioni
politiche contrarie a Patassé, ha affermato di appoggiare
il nuovo corso.
"I passi fatti da Bozizé sembrano positivi e sono
certamente dettati dalla necessità di ottenere un riconoscimento
internazione" dice un missionario all'Agenzia Fides. "
Il paese, infatti, senza l'aiuto economico esterno non può
sopravvivere. Attendiamo con prudenza gli sviluppi futuri. Tra
i fattori da non sottovalutare per raggiungere una stabilizzazione
definitiva, vi è quello etnico. Patassé e Bozizé,
infatti appartengono allo stesso gruppo etnico. Il passaggio di
poteri è avvenuto quindi all'interno della stessa etnia.
Bisognerà quindi vedere come si comporteranno i rappresentanti
degli altri gruppi." (L.M.) (Agenzia Fides 20/3/2003
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