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FORUM MONDIALE SULL'ACQUA: Concluso a Kyoto con 400 piani operativi
Tutelare la sopravvivenza del pianeta

Il terzo Forum mondiale dell'acqua si è chiuso, ieri, a Kyoto, in Giappone, con una dichiarazione ministeriale che è stata sottoscritta da oltre cento Paesi. Tale dichiarazione sollecita il mondo a passare all'azione per cominciare a risolvere sul terreno una drammatica emergenza di risorse idriche, che si configura minacciosa per la sopravvivenza stessa dell'umanità su scala planetaria.
"È stato fatto un buon lavoro e la dichiarazione con i suoi appelli alle azioni concrete va nella giusta direzione - ha affermato, citato dall'"Ansa", il sottosegretario all'ambiente Roberto Tortoli, capo della delegazione italiana alla conferenza ministeriale del Forum -. Purtroppo la guerra in Iraq ha distolto l'attenzione del mondo da temi altrettanto urgenti ed ha pesato in negativo soprattutto per quanto riguarda la definizione delle risorse finanziarie da investire per il raggiungimento degli obiettivi prefissati".
Il Forum, il terzo dopo quelli di Marrackech nel 1997 e dell'Aja nel 2000, ha visto per una settimana quasi 10.000 rappresentanti governativi, di organizzazioni internazionali, esperti, operatori e volontari di organizzazioni non governative, dibattere i modi e le risorse per raggiungere gli obiettivi prefissati dal vertice di Johannesburg dello scorso anno sullo sviluppo sostenibile: di ridurre della metà, da qui al 2015, il numero degli individui attualmente privi d'acqua potabile, 1,4 miliardi, e di servizi igienici adeguati, circa tre miliardi, causa di 5 milioni di morti all'anno - di cui ben due milioni sono bimbi sotto i cinque anni di età per malattie collegate.
La Conferenza ministeriale ha esaminato ed accettato circa 400 programmi concreti di interventi, di cui 40 presentati dall'Italia. "Al mio ritorno in Italia - ha detto Tortoli - proporrò che l'Italia adotti un Paese africano, ancora da definire, per aiutarlo, coinvolgendo l'intera società italiana a tutti i livelli, a risolvere il suo problema di acqua potabile e per servizi igienici e di risorse idriche per l'agricoltura. Per questo obiettivo sarà possibile, ad esempio, usare gli strumenti della detassazione sugli aiuti a questo Paese. È ora di passare dalle visioni di insieme e dalle dichiarazioni di principio, essenziali certo ma non sufficienti, a programmi fattibili e controllabili, che portino risultati".
Su questo terreno il Forum di Kyoto sembra essere riuscito a creare tra i partecipanti, peraltro divisi su alcuni temi chiave, come la privatizzazione o no delle risorse idriche, il raddoppio degli investimenti pubblici sull'acqua, e l'inserimento del diritto all'acqua tra i diritti umani fondamentali, la consapevolezza di dover passare all'azione.
Dove invece, segnala l'"Ansa", il Forum non ha potuto fare passi avanti è stato su uno degli obiettivi dichiarati alla vigilia: le modalità di reperimento delle risorse finanziarie necessarie per raggiungere gli obiettivi per l'acqua del pianeta fissati dal vertice di Johannesburg, circa 180 miliardi di dollari l'anno, più del doppio di quegli 80 miliardi di dollari attualmente spesi nel mondo, e spesso in maniera disorganica e inefficace. E così - rileva l'agenzia sopra citata - il complesso di proposte per finanziamenti multilataterali presentato al Forum dall'ex presidente del Fondo monetario internazionale Michael Camdessous non ha ricevuto la dovuta attenzione. "Abbiamo notato con interesse il rapporto che propone il raddoppio degli investimenti nel settore dell'acqua", si legge, al riguardo, nella Dichiarazione ministeriale.
Tokio, 24.03.2003
Da L'Osservatore Romano


 
 
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