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- Speciale Giornata Missionaria 2005 |
La Missione in
Asia |
Indice
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Le
Missione attraverso le nuove tecnologie
Un altro settore in cui l’India registra un
progresso a passi da gigante sulla scena internazionale è
quello delle nuove tecnologie. Il paese, infatti costituisce la
nuova frontiera del lavoro qualificato per le multinazionali di
tutto il mondo. Il nuovo millennio si è aperto col massiccio
esodo di posti di lavoro, nei settori più innovativi, soprattutto
da Usa ed Europa, verso i paesi emergenti del continente asiatico.
La Chiesa non è rimasta a guardare questo imponente sviluppo
e si è impegnata nel campo dell’istruzione, ottenendo
diversi successi e riconoscimenti. Ad esempio l’Unione Indiana
ha conferito alla scuola cattolica Don Bosco Higher Secondary School
a Kohima, capitale dello stato del Nagaland (India Nordorientale),
un premio di eccellenza per l’insegnamento dell’informatica.
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Il riconoscimento, assegnato di recente a New Delhi dal Presidente dell’India
Abdul Kalam, consiste in 150mila rupie ed è stato ritirato dal
preside dell’istituto, il salesiano p. John Bosco Perianayagam.
Il premio, che va ad aggiungersi ai numerosi e prestigiosi
riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni dalle scuole cattoliche, conferma
l’ottimo lavoro che la Chiesa cattolica svolge in India nel settore
chiave dell’istruzione, adoperandosi per la crescita culturale e
il consolidamento della millenaria cultura indiana.
La scuola ha il primato di aver introdotto per prima un programma di insegnamento
dell’Informatica nello stato del Nagaland, avviandolo già
nel 1986. Oggi, conta oltre 1.400 studenti e un laboratorio all’avanguardia
tecnologica, con 35 computer e uno staff di cinque insegnanti di informatica.
A giovare di questa istruzione sono sopratutto i giovani delle aree rurali.
In tutto il paese scuole e istituti cattolici, che forniscono alti standard
qualitativi di istruzione, sono divenuti punti di eccellenza dei servizi
educativi nazionali, tanto che spesso sono frequentati in maggioranza
da studenti non cristiani.
La comunità cattolica, considerando l’istruzione dei giovani
è fondamentale per la crescita della persona e lo sviluppo della
società, si sta sforzando per aumentare lo standard di alfabetizzazione
del popolo indiano, promuovendo anche il libero contributo di enti privati
nel campo dell’istruzione, come quello offerto dalle scuole cattoliche.
In tale contesto i mass media rappresentano una sfida cruciale per la
comunità cattolica in India, presa di mira da alcuni settori della
società e gruppi estremisti-nazionalisti che utilizzano i mass-media
per fare propaganda. I cristiani hanno compreso l’urgenza di avere
voci che offrano la reale e giusta immagine della Chiesa in India.
Da un lato si nota il grande progresso tecnologico dei mezzi di comunicazione
di massa e la necessità di stare al passo con i tempi; dall’altro
ci si accorge di dover essere più incisivi in questo campo, che
ricopre un ruolo cruciale dell’orientare le questioni sociali, politiche
e religiose e nel creare una pubblica opinione. Per questo i Vescovi hanno
deciso di pianificare il futuro impegno della Chiesa indiana in questo
delicato settore: elaborando una strategia di comunicazione caratterizzata
dalla stretta cooperazione con progetti nel campo dell’istruzione
e della carità, e hanno esortato tutto il personale ecclesiastico
a partecipare attivamente alle nuove opportunità create per la
diffusione della Buona Novella e del Reggo di Dio
L’India – nota il messaggio finale dei Vescovi, dal titolo
“Chiamati ad essere una Chiesa che comunica” – ha fatto
grandi passi avanti nel campo della tecnologia dell’informazione,
con la grande diffusione di radio, Tv, stampa, cinema, Internet, che hanno
grande influenza sull’opinion pubblica.
I Vescovi hanno espresso gratitudine ai grandi mass-media che hanno contribuito
alla diffusione di valori democratici e secolari e a liberare la società
dalla oscure forze dell’odio fra comunità e caste, da corruzione
e criminalità, rifiutando di arrendersi a “sensazionalismo,
trivializzazione, odio sociale”. I mass-media, hanno sottolineato,
hanno un ruolo profetico, la vocazione di parlare contro i falsi dei e
falsi ideali di oggi – quali materialismo, edonismo, consumismo
e nazionalismo. I mass-media devono unire le persone nella sequela e aiutarle
a cooperare con il suo piano per la loro salvezza, lavorare per l’unità
e il progresso di tutti i popoli.
La Chiesa nota l’urgenza di educare gli utenti, soprattutto giovani
e bambini all’uso critico dei media e, d’altro canto, motivare
tutto il personale ecclesiastico a partecipare attivamente alle nuove
opportunità create dai media per la diffusione del Buona Novella
e del Regno di Dio.
La Conferenza Episcopale ha affidato alla Commissione per le Comunicazioni
Sociali, in seno alla Conferenza, il compito di elaborare un piano pastorale
per le comunicazioni. Il piano dovrebbe monitorare i centri esistenti,
rivitalizzando l’operato dei centri di comunicazione sociali nelle
diocesi.
La Chiesa, da parte sua, necessita di una rete di mass-media in cui mostrare
e rendere noto il suo punto di vista su tutte questioni che riguardano
la vita dell’uomo e dare maggior attenzione ai media esistenti nelle
diverse regioni del paese.
I cattolici vogliono farsi vicini a tutte quelle persone, una larga fascia
di popolazione, che non viene raggiunta dai mass-media moderni: per questo
occorre studiare anche media alternativi nel campo dell’arte, danza,
musica, teatro. I Vescovi insistono anche sulla necessità di formazione
sulla comunicazione rivolta a Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, che
sia integrata con la formazione biblica e catechetica.
In tale contesto si inserisce la presenza più organica della Chiesa
su Internet: è stato presentato e lanciato all’Ufficio per
i Mass-media e l’Informazione della Conferenza Episcopale Indiana
un nuovo sito Internet che raccoglierà e divulgherà notizie
sulla comunità cattolica. All’indirizzo on-line www.theindiancatholic.com
si trovano utili informazioni sulla storia, le attività, la missione
dei cattolici di tre riti (Latino, Siro-malabarese e Siro-malankarese)
esistenti nel paese del subcontinente, che conta un miliardo di persone.
La navigazione sul sito risulta semplice e chiara e gli utenti della rete
possono accedere con facilità a preziose informazioni, di attualità
e di storia, per comprendere sempre meglio la natura e la missione della
Chiesa in India. Il sito si propone di informare correttamente tutti,
fedeli e non cristiani, dato che spesso la comunità cattolica è
oggetto di attacchi di gruppi fondamentalisti indù che accusano
falsamente la Chiesa di condurre un’opera di proselitismo mascherata
da servizio sociale.
L’Ufficio per i Mass-media e l’Informazione, nella Conferenza
Episcopale, è stato istituito nel 1992, per portare la presenza
della Chiesa sui media cattolici e secolari. Esso cerca di offrite l’autentico
volto della Chiesa nella società, mantiene buone relazioni con
il personale che opera ei mass media, contribuendo a diffondere i valori
della dignità della persona, della libertà religiosa, i
diritti delle minoranze.
La Conferenza Episcopale indiana da tempo ha messo in agenda di moltiplicare
gli sforzi per rendere presenti sui mass media il messaggio evangelico
e una corretta informazione sull’attività delle comunità
cattoliche. E’ nato così il nuovo programma televisivo sui
temi della pace e della giustizia, affidato alla conduzione del sacerdote
Salesiano don Robin Gomes. L’iniziativa è partita da un canale
televisivo di Calcutta che ha ideato un programma settimanale della durata
di mezz’ora, intitolato “Amrita Katha”. La serie, che
ha avuto inizio domenica 7 agosto, apre le trasmissioni del mattino dell’emittente
“Star News”.
La Chiesa indiana è convinta che i mass media possono costruire
la pace promuovendo i valori della tolleranza e della riconciliazione.
Occorre anche vigilare contro le falsità, la distorsione dei fatti,
le menzogne costruite, affermano i Vescovi.
Un recente episodio testimonia questa tendenza: i cristiani del Karnataka
sono preoccupati per una trasmissione in onda sull’emittente privata
indiana “Udaya Tv”, che continua a diffondere false accuse
di proselitismo e conversioni fraudolente contro missionari, sacerdoti
cattolici e fedeli. La trasmissione ha anche segnalato in particolare
alcuni religiosi del Santuario del Bambino Gesù a Bangalore, esponendoli
a possibili ritorsioni di gruppi fondamentalisti indù. L’Arcivescovo
di Bangalore, Mons. Bernard Moras, ha allertato le autorità e ha
chiesto ai fedeli la massima prudenza, denunciando la falsità delle
accuse mandate in onda.
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