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NOTES |
| L'incontro mondiale della comunità cattolica
vietnamita della diaspora |
FRANCESCO M. VALIANTE
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da l'Osservatore Romano |
Hanno
portato nella Basilica di San Pietro le note, i colori, le voci di
un popolo dalla fede umile e tenace, temprata nelle prove e radicata
nella speranza. Tremila rappresentanti della comunità cattolica
vietnamita della diaspora si sono raccolti intorno all'Altare della
Confessione domenica 27 luglio per partecipare alla Concelebrazione
Eucaristica presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione
per l'Evangelizzazione dei Popoli, a conclusione del grande incontro
svoltosi da giovedì 24 presso la Pontificia Università
Urbaniana.
Proprio sul luogo del martirio dell'Apostolo Pietro questa gioiosa
assemblea di sacerdoti, religiosi, religiose, giovani, donne, anziani,
bambini — giunti da diciotto Paesi del mondo — ha voluto
riaffermare la testimonianza di una fedeltà ecclesiale mai
venuta meno, nonostante le difficoltà e le sofferenze di
tre decenni di vita trascorsi lontano dalla propria terra. Là
dove duemila anni fa la missione affidata da Cristo al Principe
degli Apostoli ha trovato la sua più alta e sublime manifestazione
l'intrepido «popolo della diaspora» ha accolto a piene
mani l'invito evangelico: «Duc in altum! - Andate al largo!».
Con tutta la singolare ricchezza di una tradizione liturgica espressa
nel fascino delle danze, dei canti, degli strumenti tipici, dei
costumi variopinti, i fedeli vietnamiti hanno vissuto ai piedi dell'Eucaristia
un forte momento di preghiera, di comunione, ma soprattutto di slancio
apostolico. Non a caso la Concelebrazione si è conclusa con
il solenne mandato missionario affidato dal Card. Sepe ai rappresentanti
della comunità nei diversi Continenti. «Ricevi la Croce
e il Libro della Parola di Vita — ha detto consegnando loro
il Crocifisso e il Vangelo —. La Chiesa ti invia per andare
in tutto il mondo per annunciare la Parola di Dio a tutte le genti
affinché siano salve».
È questo il compito principale che attende oggi le «avanguardie»
della grande comunità della diaspora vietnamita. Sono più
di 2 milioni — di cui 500.000 cattolici — le persone
che attualmente vivono lontane dalla patria, sparse in oltre trenta
Nazioni del pianeta. La maggioranza di coloro che il mondo cominciò
a conoscere intorno al 1975, quando assurse tragicamente agli onori
delle cronache il dramma dei «boat people», vivono oggi
negli Stati Uniti. Consistenti comunità esistono anche in
Francia, in Australia, in Canada, nella Repubblica Federale di Germania.
In Italia i vietnamiti sono 3.000, di cui 700 cattolici. Tra la
comunità della diaspora vi sono ben 800 sacerdoti e il loro
numero continua a crescere al ritmo di 5-10 ogni anno.
La consegna missionaria: «Duc in altum!»
Proprio a questo fiero e indomito «gregge» di credenti
si è rivolto il Card. Sepe durante l'omelia della Santa Messa.
«Oggi il Signore — ha detto — vi invita a proclamare
il Vangelo nei luoghi dove avete scelto di vivere, facendo risuonare
nel vostro cuore le parole che rivolse a Pietro e agli apostoli:
“Duc in altum! - Andate al largo!”. Pietro e i suoi
primi compagni si fidarono di Gesù, gettarono le reti, presero
una enorme quantità di pesci. Quel medesimo invito vale anche
per noi, come ci ha insegnato il Papa, che ci esorta a non dimenticare
il passato, a vivere con gioia il presente, ad aprirci con fiducia
al futuro».
«Voi — ha proseguito il Porporato — siete venuti
da tante parti del mondo, come pellegrini di fede, per incontrarvi
nel nome del Signore Gesù, che tutti crediamo Figlio di Dio
e Redentore della nostra umanità. Come pellegrini, voi portate
dietro le vostre spalle uno zaino carico di emozioni. Nella bisaccia
c'è un po' di tutto: c'è la gioia del viandante che
raggiunge la meta del proprio viaggio, c'è la soddisfazione
di incontrare tanti fratelli nella fede, che ci accomuna come in
una sola famiglia, ma c'è anche la grande nostalgia per i
familiari lontani, che non vedete da anni». «Alcuni
di voi — ha ricordato — sono andati via dal Paese, portando
con sé solo un ricordo, altri conservano del passato solo
qualche sbiadita fotografia». «Eppure — ha aggiunto
— nonostante tante prove, avete saputo conservare, forte e
vigorosa, la fede che vi è stata consegnata dai vostri padri».
Il commosso ricordo dell'eroico Card. Van Thuân
Guardando al luminoso patrimonio di fede della comunità vietnamita,
il Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
non ha potuto fare a meno di richiamare alla memoria l'eroica testimonianza
del Card. François-Xavier Nguyên Van Thuân. Il
Porporato, morto il 16 settembre dello scorso anno dopo una vita
da autentico «buon pastore» spesa per le sue «pecore»,
è stato un modello esemplare di fedeltà sacerdotale
e di zelo apostolico. Ha affrontato il carcere duro — dove
ha trascorso ben tredici anni — con la forza granitica di
una fede alimentata costantemente dalla preghiera e dall'Eucaristia.
«Egli — ha detto il Card. Sepe — è uno
dei padri della vostra fede cattolica. La sua testimonianza ha commosso
la Chiesa universale, ed è motivo di orgoglio della vostra
Chiesa. Egli ha amato il Signore Gesù, la sua Chiesa e la
sua Nazione in grado eminente». «Oggi — ha proseguito
— egli stesso vi esorta a restare fedeli al Vangelo. Dal cielo,
egli accompagna i vostri passi. A lui potete rivolgervi come ad
un intercessore della Chiesa vietnamita».
Riferendosi all'episodio evangelico della moltiplicazione dei pani
e dei pesci (Gv 6, 1-15) il Card. Sepe ha ricordato che oggi «nel
mondo c'è una doppia fame: del corpo e dello spirito. Ambedue
dobbiamo soddisfarle. Ma è soprattutto quella della spirito
la più esigente». «Fame di pane e fame di Dio
— ha sottolineato —. Voi siete chiamati a saziare soprattutto
la fame di Dio del vostro popolo errante. Siete chiamati a portare
il messaggio di Cristo, unico Salvatore, ad offrire il suo sacrificio
per la vita del mondo, cioè l'Eucaristia». «Ricevendo
il Corpo, il Sangue e la divinità del Signore — ha
spiegato — noi riceviamo anche la forza di obbedire al comando
del Signore che ci ordina di andare nel mondo per annunciare il
suo Vangelo». «L'Eucaristia — ha ribadito —
sfocia nella missione, in quanto essa è fonte e culmine di
tutta l'evangelizzazione».
«Cara Chiesa vietnamita della diaspora — ha esortato
il Porporato —, il Signore oggi ti chiama ad essere missionaria,
a compiere un viaggio affascinante nelle strade del mondo, nelle
quali ti trovi a vivere». «Ma è — ha ammonito
— un viaggio non privo di insidie. Esistono sfide che interrogano
la tua comunità: come evitare di perdere la tua identità
cristiana, senza soccombere alle sfide di una società consumista;
come annunciare con coraggio il Vangelo di Gesù; come vincere
la miseria di tanta gente; come asciugare le tue lacrime; come alimentare
la tua speranza nel futuro».
«Ma abbi fede — ha proseguito —. Di fronte a tante
incertezze, sappiamo che il Signore è con noi. Il futuro
è di Dio». «La Vergine Maria, che voi conoscete
e venerate come la Madonna di La Vang — ha concluso —
vi aiuti ad attingere ogni giorno dalla preghiera intensa e fedele
la novità e la forza per essere testimoni e missionari di
Cristo in mezzo al vostro popolo».
Con il Card. Sepe hanno concelebrato l'Arcivescovo Sthepen Fumio
Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei
Migranti e degli Itineranti; l'Arcivescovo di Adelaide (Australia),
Mons. Philip Edward Wilson; il Vescovo di Nha Trang, Mons. Paul
Nguyên Van Hòa, Presidente della Conferenza Episcopale
del Viet Nâm; Mons. Giuseppe Dinh Duc Dao, Responsabile internazionale
dell'apostolato per i vietnamiti in diaspora (questi ultimi due
al termine della Santa Messa hanno rivolto parole di saluto e di
ringraziamento a tutti i presenti); 130 sacerdoti, tra cui i direttori
nazionali della pastorale per i vietnamiti di diversi Paesi del
mondo.
Il primo incontro mondiale dopo la diaspora
La Concelebrazione Eucaristica di domenica 27 è stata il
momento culminante e conclusivo dell'incontro di fede — il
primo a livello mondiale organizzato dopo la diaspora — iniziatosi
giovedì 24. Promosso dall'Ufficio di coordinamento per la
pastorale dei vietnamiti della diaspora, istituito presso la Congregazione
per l'Evangelizzazione dei Popoli e diretto da Mons. Dinh Duc Dao,
il raduno ha avuto come tema «Uniti per vivere e proclamare
il Vangelo». Attraverso riflessioni, confronti, gruppi di
studio, l'incontro ha voluto offrire un contributo alla elaborazione
di un articolato progetto pastorale per l'intera comunità
cattolica in diaspora. Punti di partenza fondamentali sono state
le indicazioni di Giovanni Paolo II — che ha inviato ai partecipanti
un telegramma di cui il Card. Sepe ha dato lettura nel corso dei
lavori di venerdì 25 — e le sollecitazioni delle Chiese
locali.
La fase preparatoria di questo appuntamento è durata oltre
un anno e si è svolta secondo un triplice itinerario: promozione
spirituale e sensibilizzazione delle famiglie; peregrinatio della
Madonna di La Vang nelle comunità della diaspora (sei statue
della Vergine, benedette dal Papa, hanno girato in numerosi Paesi
dell'Asia, dell'Australia, dell'Europa e dell'America); incontri
dei cattolici vietnamiti nei diversi Continenti.
Il momento inaugurale del raduno si è svolto giovedì
sera presso il Terminal Gianicolo ed è stato presieduto dal
Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
È seguita la Celebrazione Eucaristica presieduta dall'Arcivescovo
Wilson. Nella mattina di venerdì gli adulti si sono riuniti
per approfondire il tema «Testimonianza di fede nel passato
e prospettiva del cammino di fede della comunità cattolica
vietnamita in diaspora», mentre i giovani sono stati protagonisti
di un incontro incentrato su «Giovani e futuro della comunità
cattolica vietnamita in diaspora nelle Chiese locali e la Chiesa
in Viet Nâm». Sono seguite una Celebrazione penitenziale,
una processione e la Benedizione eucaristica. Nel pomeriggio Mons.
Dinh Duc Dao ha celebrato la Santa Messa di ringraziamento nella
Basilica di Santa Maria Maggiore. Nella serata il Card. Sepe ha
presieduto una manifestazione culturale con contributi delle comunità
e degli artisti vietnamiti.
Sabato mattina i partecipanti si sono riuniti in gruppi per nazione
di residenza, mentre nel pomeriggio gruppi specifici hanno riflettuto
su sette tematiche diverse: i sacerdoti, i diaconi, i religiosi
e i seminaristi su «Testimoni di unità nella vita consacrata
e apostolica»; i genitori su «Testimoni di unità
nell'amore per trasmettere la fede ai figli»; i giovani su
«Testimoni di unità secondo il Vangelo per essere apostoli
tra i giovani»; i membri dei consigli pastorali su «Testimoni
di unità per costruire comunità unita e impegnata
nell'annuncio del Vangelo»; i membri di associazioni e movimenti
apostolici su «Uniti per annunciare il Vangelo secondo il
carisma delle associazioni e movimenti apostolici»; gli operatori
dei mass media su «Uniti per annunciare il Vangelo attraverso
i mass media»; gli artisti su «Uniti per proclamare
il Vangelo attraverso l'arte». Nella serata si è svolta
una processione in onore della Madonna di La Vang, alla quale è
seguita la Santa Messa celebrata presso il Terminal Gianicolo dal
Vescovo Nguyên Van Hòa e una veglia di preghiera.
Un anno carico di significati storici
Questo 2003 è un anno carico di significati storici ed ecclesiali
per i cattolici vietnamiti. Oltre a ricordare il 30° anniversario
della diaspora, essi commemorano con particolare fervore alcune
date fondamentali nella storia di fede del Paese: i 470 anni dell'evangelizzazione;
i 205 anni delle apparizioni della Madonna di La Vang (che nell'agosto
del 1798 si manifestò prodigiosamente ai cristiani rifugiatisi
nelle foreste per sfuggire alle persecuzioni); i 70 anni della nomina
del primo Vescovo vietnamita; i 15 anni della canonizzazione di
117 martiri (uccisi tra il 1745 e il 1862) elevati agli onori degli
altari da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988 in Piazza San Pietro.
Nel cuore di questo tempo di grazia, il primo incontro della comunità
vietnamita della diaspora affida ai cristiani del Paese responsabilità
esaltanti ed indica nuovi orizzonti apostolici per vivere questo
Terzo Millennio nel segno dell'unità e della missione. |
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