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I missionari redentoristi ucraini
Danilo Bisacco
da l'Osservatore Romano del 5 aprile 2003
Il 21 agosto si celebreranno i 90 anni dalla fondazione del ramo orientale dei religiosi redentoristi in Ucraina. Tale fondazione si ricollega al lavoro pastorale svolto dai redentoristi tra gli immigrati ucraini in Canada sin dal 1898. In tale anno, infatti, Padre Achille Delaere, con i suoi confratelli, diede inizio ad una particolare attività pastorale tra gli immigrati di rito latino. Dopo aver ottenuto l'approvazione dalla Congregazione di Propaganda Fide, il 26 settembre 1906 fu celebrata per la prima volta la Santa Messa in rito orientale. Questi fedeli ucraini del Canada, notando come sacerdoti stranieri in mezzo a loro sapessero parlare la loro stessa lingua e celebrare secondo il loro rito, non tardarono ad apprezzare in essi la delicata attenzione, come pure lo spirito di generosità e di sacrificio.
Nel 1910 il venerato Arcivescovo Metropolita ucraino Andrej Šeptyc'kyj, partecipando al Congresso Eucaristico di Montreal, ebbe occasione di visitare una parte del suo gregge disperso in terra canadese. Fu dunque merito degli immigrati ucraini di far conoscere il lavoro apostolico di Padre Delaere e dei suoi confratelli. Rimasto favorevolmente impressionato, il Metropolita Šeptyc'kyj decise di invitare i redentoristi belgi in Ucraina per un regolare lavoro pastorale.
Soltanto qualche anno dopo, esattamente il 21 agosto 1913, sei redentoristi belgi, con il loro primo superiore e fondatore, Padre Schryvers, giunsero nell'Ucraina dell'Ovest (Galizia), nella città di Univ, circa 50 chilometri ad est di Leopoli. Come si può immaginare gli inizi non furono facili, anche per lo studio delle lingue ucraina e paleoslava (necessaria per le celebrazioni liturgiche). In una lettera scritta da Padre Schryvers al suo Generale così si legge: "La divina Provvidenza ci deve aiutare, perché la lingua ucraina è molto difficile". L'altra difficoltà consisteva nell'approfondimento del rito orientale e delle tradizioni e dei costumi del popolo. Tuttavia la difficoltà maggiore proveniva forse dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che sembrava segnare l'inizio della loro fine.
Terminata la guerra, nuovi motivi di speranza sembravano riaffacciarsi, e già nel 1919 i Padri fondavano un loro primo convento, dono del Metropolita Andrej. Si realizzavano dunque le prime opere di apostolato, ed erano tanti i giovani che chiedevano di entrare a far parte della nuova comunità religiosa. Nel 1922 fu aperta una Casa di Studi con lo scopo di formare i candidati al lavoro apostolico secondo il carisma redentorista, e tra i primi figura Mykola {U-Ccaron}arnec'kyi. Completato il noviziato ed emessi i voti semplici, i giovani venivano inviati nei seminari redentoristi belgi, per il corso di studi filosofico-teologici. Questo stato di cose durò in effetti fino al 1934, anno in cui veniva fondato un seminario in Ucraina.
La giovane comunità dei figli di sant'Alfonso Maria de' Liguori dovette trovare felice sviluppo in Ucraina se solo nel 1923, ad ovest della regione erano già presenti ed operanti 12 sacerdoti, 9 fratelli e 24 novizi, e, nel 1938 (25° anniversario della fondazione) vi erano 6 case con 51 sacerdoti, 22 studenti, 34 fratelli, 12 novizi e 115 studenti nel collegio.
Come è noto, nel 1946, fu celebrato uno pseudo-sinodo, ispirato dal regime comunista, in cui si decise che la Chiesa cattolica doveva unirsi con la Chiesa ortodossa. Cominciò la cosiddetta vita nascosta, la vita nelle catacombe a cui fu costretta la Chiesa greco-cattolica in Ucraina. I sacerdoti cattolici che si opponevano all'"unione", cioè al passaggio forzato alla Chiesa ortodossa, venivano mandati in Siberia oppure trascinati agli arresti con regime molto duro. Quei sacerdoti che, invece, riuscivano ad evitare l'esilio, continuavano il loro ministero di nascosto: lavoravano nei posti più disparati, ed a fine giornata celebravano in case private la Santa Messa ed amministravano i Sacramenti, cambiando, di volta in volta, il luogo di riunione per evitare sospetti negli uffici di polizia. Durante la Liturgia venivano oscurate tutte le finestre e la porta tenuta ben chiusa. Queste riunioni di preghiera registrarono una notevole partecipazione di laici, che consideravano ormai la comunità di fede quasi come una loro famiglia.
Tra i redentoristi che hanno dato la loro vita per Cristo e per la Chiesa durante gli anni della persecuzione sovietica, ne ricordiamo quattro in particolare: due Vescovi - Mykola {U-Ccaron}arnec'kyj e Vasyl' Vely{l-ccaron}kovs'kyj - e due sacerdoti: Zynovij Kovalyk e Ivan Zjatyk.
Mykola {U-Ccaron}arnec'kyj, nato nel 1884, fu arrestato l'11 aprile 1945. Nella prigione in cui era stato condotto veniva maltrattato brutalmente, spesso svegliato di notte, interrogato, picchiato. Dopo un certo tempo fu trasportato a Kyiv dove fu processato e, con l'accusa di essere un "agente del Vaticano", fu condotto in Siberia, insieme con il Metropolita Josyf Slipyi, in una prigione di rigore. Nel 1956, poiché lo stato di salute del Vescovo {U-Ccaron}arnec'kyj era notevolmente peggiorato, i medici non davano più speranza di vita, ed il prigioniero fu costretto ad indossare il vestito con il quale solitamente venivano seppelliti i detenuti che morivano. La direzione della prigione lo considerò pertanto come un malato ormai senza speranza e perciò decise di mandarlo a Leopoli perché nessuno potesse accusare il governo sovietico della morte del Vescovo. Il 2 aprile 1959 Mykola {U-Ccaron}arnec'kyi morì. Le sue ultime parole furono rivolte alla Madonna del Perpetuo Soccorso nella quale aveva posto sempre una grande fiducia filiale.
Un altro Vescovo, Vasyl' Velyckovs'kyi, nato nel 1903, fu arrestato anch'egli l'11 aprile 1945. Tra forti minacce, in una stanza isolata del KGB, gli fu chiesto il passaggio alla Chiesa ortodossa in cambio della libertà, ma, avendo opposto un netto rifiuto, si vide confermato nella condanna. Soltanto dopo oltre dieci anni di prigione, finalmente libero, fu posto alla guida della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, dove consacrò oltre 40 sacerdoti. Ma nel 1969, per la seconda volta, fu arrestato per aver divulgato libri di letteratura religiosa e per aver ascoltato trasmissioni dalla Radio Vaticana. Per questo motivo fu rimandato in una prigione ancora più severa dell'Ucraina orientale. Dopo questa seconda prigionia, tornò molto debole e malato, e il 30 giugno 1973 ha reso la sua anima nelle mani di Dio.
Dei due sacerdoti, il sopra menzionato Padre Zynovij Kovalyk, nato nel 1903, fu arrestato per aver predicato durante la Festa della Dormizione della Madonna nel 1940, alla presenza di circa diecimila fedeli. Quando gli dissero che ciò poteva essere pericoloso, egli rispose che se fosse stata volontà di Dio, sarebbe stato pronto ad accogliere anche la morte. Morì in prigione nel 1941.
Il secondo religioso, Padre Ivan Zjatyk, nato nel 1899, fu messo in prigione con l'accusa di diffondere idee antisovietiche, e di mantenere corrispondenza con i Vescovi detenuti, specialmente con il Metropolita Josyf Slipyi, in carcere per la stessa accusa. I compagni di prigione raccontano che padre Ziatyk veniva spesso picchiato con bastoni, ed una volta, dopo che gli fu versata acqua addosso, fu tenuto fuori al freddo. A causa dei ripetuti maltrattamenti morì il Venerdì santo del 1952.
Ma, beato chi supera la prova, "perché una volta superata la prova, riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano" (Gc, 1, 12); queste parole di san Giacomo Apostolo si sono realizzate nella Chiesa greco-cattolica, nella Comunità dei redentoristi, perché dopo i lunghi giorni della feroce persecuzione è arrivato il tempo della consolazione. Con il crollo del regime bolscevico la Chiesa cattolica in Ucraina ha ritrovato la sua libertà e i suoi figli, che hanno molto sofferto durante la persecuzione, sono stati riconosciuti dal Papa come testimoni della fede, ed elevati alla gloria degli altari.
Nel 1990 i religiosi redentoristi ucraini, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno celebrato il loro Capitolo Provinciale, impegnandosi così ad una sempre maggiore dedizione per la vita cristiana in Ucraina. Grazie alle iniziative del Provinciale, Padre Michele Woloschyn, sono state aperte nuove case ed è stato inaugurato l'Istituto "Beato Mykola {U-Ccaron}arnec'kyj", dove i giovani redentoristi compiono gli studi in preparazione al sacerdozio. Attualmente in Ucraina i conventi redentoristi sono 8 - un altro è in Siberia - mentre i sacerdoti sono 51; 44 gli studenti e 11 i novizi, con 10 postulanti.
La Provincia è ancora abbastanza giovane, ma cerca di operare nella profonda fedeltà alla Chiesa ed alle anime nella nuova evangelizzazione, soprattutto in quest'ultimo tempo, nella gioiosa riconoscenza a Dio, che ha donato alla Comunità in questi anni tanti religiosi zelanti, soprattutto i quattro Padri redentoristi, proclamati beati dal Papa Giovanni Paolo II, il 27 giugno 2001, nel corso della sua preziosa ed indimenticabile visita pastorale in Ucraina.
Tutti i testi proposti in questa sezione possono essere utilizzati liberamente. Si richiede solamente di citare l'Agenzia Fides come fonte.
 
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