BLOCK
NOTES |
| |
da l'Osservatore Romano del 5 maggio
2003 |
|
Un dialogo di amore fra il Padre e i figli
attraverso la Vergine Madre
BENIN: Una riflessione del Vescovo di Natitingou sulla preghiera
mariana
|
 |
"Il Rosario è un dialogo di amore fra il Padre e i
figli attraverso la Vergine Maria". È quanto scrive
Mons. Pascal N'Koue, Vescovo di Natitingou (Benin), in un messaggio
indirizzato ai fedeli in occasione dell'Anno del Rosario. Eccone
il testo in una nostra traduzione italiana:
Giovanni Paolo II, il 16 ottobre 2002, ha proclamato, per tutta
la Chiesa Universale, un Anno del Rosario. Si tratta dunque di un
anno mariano. Vorrei allora parlarvi del Rosario.
Nell'apparizione del 13 maggio 1917 la Vergine Maria dice ai tre
bambini di Fatima in Portogallo: "Recitate il Rosario tutti
i giorni". Questo "tutti i giorni" mi ha sempre colpito.
Perché tutti i giorni quando né Lei né gli
Apostoli, e neppure Gesù Cristo, dicono ai fedeli di andare
a Messa tutti i giorni? È per dirci che il Rosario è
più importante?
Validi motivi impediscono a molti cristiani di andare a Messa tutte
le mattine. Alcuni vivono a 50 chilometri dal sacerdote più
vicino, come i cristiani di Kaoubagou rispetto a Kérou dove
risiede il loro parroco. Altri hanno occupazioni mattutine che coincidono
con l'orario della Messa. Altri ancora hanno una salute così
fragile da non potersi spostare tutte le mattine. Sarebbe impossibile
per questi cristiani partecipare tutte le mattine alla Santa Eucaristia.
La recita del Rosario è invece accessibile a tutti: grandi
e piccoli, ricchi e poveri, funzionari e contadini. Tutte le persone
di buona volontà, anche i catecumeni, i simpatizzanti della
nostra religione, possono recitare ogni giorno il Rosario. Perché
no?
Sì, Dio è realmente un pedagogo. Egli sa che noi abbiamo
bisogno di metterci costantemente in contatto con Lui, ecco perché
ci ha donato una preghiera che è alla portata di tutti: la
recita del Rosario.
Lo si può recitare da soli o in gruppo, in chiesa, in famiglia,
in viaggio, in un taxi, su uno "zémidjan" (moto
taxi), facendo tranquillamente una passeggiata di sera o andando
a visitare un amico. Lo si può recitare con persone in salute
o malate, sbucciando igname o coltivando legumi; sdraiati, in piedi,
seduti, in ginocchio, questa preghiera è sempre possibile.
Si adatta a tutte le posizioni e a tutti i luoghi. È straordinaria!
Che bella invenzione!
Di fatto la madre di famiglia può recitare il Rosario mentre
culla il proprio bambino o mette in ordine la casa. Anche le venditrici
di "tchoucoutou" (bevanda locale a base di miele o di
sorgo) che aspettano i clienti possono recitare il Rosario. Non
perché i clienti siano numerosi ma per la gloria di Dio e
la salute del marito e dei figli, e perché la pace regni
nella loro casa. Anche il padre di famiglia che si reca in campagna
o in ufficio, o quando si riposa, può recitarlo. Nelle 24
ore che compongono una giornata non è impossibile trovare
15 minuti per la nostra vita spirituale e per chiedere alla Vergine
Maria di aiutarci a incontrare Dio per ringraziarlo dei suoi benefici.
Il Rosario ci permette di presentare più facilmente e nostre
richieste a Dio. Fra gli esseri umani nessuno conosce Gesù
tanto quanto Maria. Ecco perché chiediamo alla Santa Vergine
di pregare per noi peccatori.
È vero che la preghiera più gradita che possiamo offrire
a Dio, e la più proficua per la nostra anima, è il
Santo Sacrificio della Messa. Questa è al di sopra di ogni
altra preghiera. Ma è anche vero che dopo l'Eucaristia viene
la recita del Rosario, o per lo meno questa è la mia convinzione.
Se così non fosse, la Vergine Maria non l'avrebbe raccomandata
tanto. Recitiamolo con fede e fiducia. Maria stessa sa che Dio apprezza
questa preghiera.
Le persone che hanno la possibilità di partecipare ogni giorno
all'Eucaristia sono pregate di non trascurare la recita quotidiana
del Rosario.
Nelle chiese dove non vi sono le Lodi mattutine prima della Messa,
il Rosario può essere recitato al loro posto come preparazione
all'Eucaristia o anche come azione di rendimento di grazie. E che
bella preghiera della sera in famiglia può essere!
Il Rosario è un tesoro: è una preghiera orale, facile,
popolare, che bisogna recitare lentamente e con calma affinché
non diventi una tiritera; fa molto bene all'anima. È veramente
adatta a tutti.
È una preghiera biblica, una preghiera amata da molti Santi
e incoraggiata da molti Papi. Il Sommo Pontefice attuale, nella
sua Lettera Apostolica sulla recita del Rosario, ci fa questa sorprendente
confidenza: "Fin dai miei anni giovanili, questa preghiera
ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale... Il Rosario
mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova.
Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre
conforto... Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera
meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua
profondità".
In effetti questa preghiera, pur chiedendo alla Santa Vergine di
pregare con noi e per noi, è una preghiera incentrata su
Gesù Cristo. Quando si recitano le Ave Maria, si contemplano
e si meditano i principali episodi della vita di Gesù Cristo.
Siano essi misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi o luminosi, ci mettono
in comunione viva con Gesù attraverso il cuore di sua Madre
e nostra Madre. Tutti questi misteri riguardano sempre un aspetto
della nostra vita individuale o familiare, un aspetto del nostro
paese, della nostra parrocchia, o dell'umanità. Il Rosario
si sgrana al ritmo della vita umana. È un prezioso strumento
di catechesi. Bisognerebbe includerlo nel programma della catechesi
fin dai primi anni di catecumenato. Che ne pensate?
Alcuni hanno obiettato che è una preghiera monotona a causa
della ripetizione continua e ininterrotta delle Ave Maria che la
compongono. A queste persone bisognerebbe chiedere se esiste qualcosa
di vitale per l'uomo senza la ripetizione continua delle stesse
azioni.
Così, per mantenerci in vita, durante la giornata, respiriamo:
inspiriamo ed espiriamo sempre allo stesso modo. Per vedere, i nostri
occhi si aprono e si chiudono. Il nostro cuore batte continuamente
seguendo sempre lo stesso ritmo. Il sole stesso si leva tutti i
giorni ad est per tramontare a ovest; il giorno succede alla notte,
la stagione secca succede alla stagione piovosa sempre nello stesso
modo. Quando vi è un ritardo ci lamentiamo. Noi abbiamo bisogno
di questa ripetizione per vivere. Lo stesso accade nella vita spirituale.
La monotonia, o ripetizione, è vitale. Noi abbiamo continuamente
bisogno delle stesse preghiere (il Credo, il Padre Nostro, l'Ave
Maria, il Gloria Patri), degli stessi atti di fede, di speranza
e di carità per alimentare la nostra vita in Gesù
Cristo. Non confondiamo la ripetizione con la noia. Gli innamorati,
da millenni, si ripetono sempre la stessa frase: "ti amo".
Nessuno si è mai lamentato dicendo che è monotono
amarsi. Anche quando si trovano dei sinonimi, si è insoddisfatti
e si ritorna sempre alla stessa frase: "ti amo". Ciò
che manca a quanti ritengono che la recita del Rosario sia monotona
è proprio l'amore. Tutto ciò che si fa senza amore
è monotono nel senso di noioso. Non per niente Gesù
ci ha detto che tutti i Comandamenti di Dio sono contenuti in quello
dell'amore verso Dio e verso il prossimo. Il Rosario è un
dialogo di amore fra il Padre e i figli attraverso la Vergine Maria
che è la mamma. Ci si sente subito in famiglia con questa
preghiera.
Io ho conosciuto due parroci che amavano recitare il Rosario la
sera dopo cena. Mi hanno "inoculato" questo bel "virus".
E ciò mi ha giovato. Li ringrazio profondamente. Auspico
vivamente che i sacerdoti possano trasmettere questa devozione ai
fedeli della loro parrocchia. A tal fine devono prendere il Rosario,
recitarlo e insegnare a recitarlo. Se il sacerdote è riconosciuto
come l'uomo dell'Eucaristia, vorrei che lo fosse anche come l'uomo
del Rosario. Un sacerdote cattolico che non nutre devozione per
la Vergine Maria non può restare a lungo in piedi. Se si
ama veramente Cristo, ci si sente naturalmente spinti ad amare sua
Madre. Questa ci permette di conservare un certo equilibrio nella
nostra vita affettiva. Ciò è vero per il sacerdote;
ciò è vero per tutti. Esorto anche le mamme cristiane
a trasmettere questa devozione mariana ai figli.
Che il Santuario di Notre Dame de l'Atacora, che non è forse
l'ottava meraviglia del mondo ma che è certamente la prima
meraviglia dell'Atacora, sia maggiormente frequentato! I frutti
di santità non tarderanno a comparire. È questo il
mio auspicio in questo anno mariano. Che la Vergine Maria ci aiuti
a essere buoni cristiani, fedeli a suo Figlio Gesù Cristo,
a Colui che vive nei secoli dei secoli.
|