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| LA TV TRA
PEDAGOGIA E PROPAGANDA |
In moltissimi paesi africani la televisione viene considerata
soprattutto uno strumento pedagogico , di divulgazione ed educazione
di ampi strati della popolazione. Ma anche un mezzo che può
essere la migliore cassa di risonanza per sostenere il consenso
nei confronti dei governi che sovvenzionano il funzionamento di
emittenti a carattere nazionale .
Data la scarsità di mezzi economici ,di strutture tecnologiche
e di introiti pubblicitari consistenti, la vita delle televisioni
nazionali, è strettamente collegata ai finanziamenti statali
erogati dai ministeri preposti.
Ciò nonostante i budget delle televisioni africane sono
spesso sufficienti solo per una programmazione di cinque o sei
ore nell'arco dell'intera giornata come nel caso di Tele-Tchad,
l' emittente nazionale del paese che trasmette solo su un raggio
di 25 chilometri intorno alla capitale per un totale di 38 ore
settimanali suddivisi nelle seguenti percentuali di programmi:
intrattenimento e documentari (40%), film e sport (30%), attualità
(20 %), infanzia e giovani (10%).
In Cameroun, Ghana e Kenya esiste un sistema di pagamento del
canone televisivo , ma la riscossione è solo parziale a
causa dell'isolamento di alcune regioni. Nell'insieme, la maggior
parte del denaro investito nelle televisioni statali viene assorbito
dai salari dei dipendenti e dalle spese per il funzionamento delle
attrezzature .
Questa mancanza di risorse finanziarie innesca il problema della
dipendenza dai Paesi industrializzati che spesso inviano in Africa
materiale tecnico desueto, messo da parte in cambio di strutture
più aggiornate.
Questi "doni" o materiale di riciclaggio che dir si
voglia, restano spesso inutilizzati a causa della carenza di personale
tecnico in grado di farli funzionare: la mancanza di personale
tecnico è ancora uno dei problemi che purtroppo,anche in
questo campo, si ripete a danno degli africani.
L'unica eccezione nel campo delle televisioni nazionali africane
è la South Africa Broadcasting Corporation- SABC, finanziata
al 75% dagli introiti pubblicitari e con potenti mezzi di produzione
e diffusione non solo sul territorio nazionale ma anche in tutta
l'Africa del sud e in America del nord.
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