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Ancora oggi la maggior parte delle TV africane trasmettono per
l'85% film offerti da paesi ex colonie e quindi ancora affini
sul piano linguistico. Spesso si tratta di prodotti - film, documentari,
fiction , soprattutto made in USA - già invecchiati sui
mercati locali e internazionali e quindi ormai acquisibili a bassissimo
prezzo o addirittura "in confezione omaggio" . Secondo
uno studio realizzato dalla società finanziaria Screen
Digest l'82% delle programmazione in onda in Kenya e su alcuni
canali sudafricani è all'82% di provenienza americana.
Niente di meglio per riempire le ore dei palinsesti pomeridiani
che una delle soap americane dalle infinite puntate e dai complessi
intrecci .
Non mancano infatti società e multinazionali che offrono
gratis una soap opera come la storia " Dallas" (un nome
che alle giovani generazioni italiane evoca ormai soltanto la
città texana da cui la celebre fiction degli anni 80 aveva
preso ispirazione) usata come veicolo per sponsorizzare e diffondere
i prodotti di largo consumo come caffè e bevande.
In paesi come lo Zambia , le isole di Capo Verde, Gibuti, ma anche
come il Sudafrica le telenovelas di importazione brasiliana o
i serials di produzione americana sono in testa alle classifiche
degli ascolti .
Appena acceso l'apparecchio , come farfalle nelle notti d'estate
richiamate dall'alone di luce azzurrina, ecco apparire sull'uscio
di casa la vicina desiderosa di non perdere la nuova puntata,
i figli della vicina , qualche amico dell'isolato accanto, fanatico
delle soap opera e così via.
Un po' come era in Italia nella metà degli anni '50, la
televisione in Africa è ancora un elemento di socializzazione
perché la proporzione tra numero di apparecchi e popolazione
è ancora molto basso e possedere un apparecchio per nucleo
familiare è già un privilegio significativo.
Negli ultimi anni alcune televisioni , come quella guineana ad
esempio, hanno cominciato a produrre soap opera ispirate a storie
africane e il successo di queste opere è stato rilevante,
a conferma di quanto il magnate televisivo Rupert Murdoch ha sostenuto
in più occasioni: "Dovunque mi trovi, i programmi
più seguiti sono quelli realizzati localmente".
Più che al livello qualitativo , inevitabilmente condizionato
dall'esiguità dei mezzi di produzione, la gente è
interessata allo svolgimento della storia che esprime i valori
della cultura africana.
Gli attori di queste fiction , povere e senza mercato estero,
diventano più popolari dei divi di importazione. Inoltre
le televisioni dei vari Paesi del continente si sono dimostrate
un ottimo canale di diffusione dei corto e lungometraggi realizzati
a basso costo da registi e cineasti che non trovano spazio nei
circuiti cinematografici a causa della mancanza di finanziamenti,
di sale attrezzate e di sistemi di distribuzione efficienti.
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