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L'ATTENZIONE DELLA CHIESA

Nel piano pastorale emerso dai lavori del Sinodo Africano e nel documento finale "Ecclesia in Africa" presentato da Giovanni Paolo II nel 1995 a Johannesburg, molte sottolineature riguardano espressamente l'uso dei mezzi di comunicazione sociale per un equo sviluppo della società africana.
"Essendo i mezzi di comunicazione per lo più gestiti da centri situati nell'emisfero nord , non si tengono sempre nella dovuta considerazione le priorità e i problemi propri di altri Paesi, né viene rispettata la loro fisionomia culturale. Anzi, non di rado viene imposta una visione distorta della vita e dell'uomo e così non rispondono alle esigenze di vero sviluppo"(La Chiesa in Africa, n.52).
Pur essendo stato scritto diversi anni fa il documento presenta una lettura più che attuale degli scenari mondiali della comunicazione, come leggiamo più avanti : "…ai giorni nostri, i mass media costituiscono non solamente un mondo,ma una cultura e una civiltà. E' in questo mondo che la Chiesa è invitata a portare la buona novella della salvezza"ed è compito di chi è al servizio dell'evangelizzazione "entrarvi al fine di sapersene opportunamente servire" (n.71).
E ancora più esplicitamente il Papa ribadisce: "I mass media sono in se stessi un mondo da evangelizzare e bisogna che i messaggi che essi trasmettono contengano bontà, verità e bellezza . Manifesto la mia inquietudine per quanto riguarda il contenuto morale di molti loro programmi…in particolare metto in guardia contro la pornografia, la violenza e la rappresentazione molto negativa dell'Africano…"(n. 124)
Poiché i mezzi di comunicazione di massa sono un veicolo di evangelizzazione , è importante che si crei in questo ambito una "più efficace collaborazione a tutti i livelli: diocesano, nazionale , continentale, universale" per valorizzare ciò che di buono già esiste e promuovere il nuovo , puntando su una buona formazione religiosa e professionale degli operatori.
Ma l'ampiezza del problema è tale da toccare dimensioni planetarie: "I mezzi di comunicazione, soprattutto nelle loro forme più moderne ,esercitano un influsso che supera ogni frontiera …In Africa la Chiesa ha molto bisogno della solidarietà delle Chiese sorelle dei Paesi più ricchi e avanzati dal punto di vista tecnologico. Sempre in Africa, alcuni programmi di collaborazione continentale già operanti, come la Commissione episcopale pan-africana di comunicazioni sociali ,dovrebbero essere incoraggiati e rivitalizzanti. Come ha suggerito il Sinodo, bisognerà stabilire una più stretta collaborazione in altri settori, quali la formazione professionale, le strutture produttive della radio e della televisione e le emittenti a portata continentale" (n.126).

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