"Totus
tuus ego sum et omnia mea tua sunt. Accipio. Te in mea omnia!":
Sono tutto tuo, e tutto ciò che ho è tuo. Sii tu mia
guida in tutto.
Con questo semplice e insieme solenne atto di offerta il Vescovo
di Roma, Giovanni Paolo II, desidera ancora una volta riaffermare
il proprio servizio al Popolo di Dio, che non può essere
nient'altro che l'umile imitazione di Cristo e di Colei, che ha
detto di se stessa:
"Eccomi, sono la serva del Signore" (Lc 1,38). Sia questo
atto segno di speranza, come segno di speranza è il giorno
dell'Immacolata Concezione sullo sfondo di tutti i giorni del nostro
Avvento.
Giovanni Paolo II nella Basilica di Santa Maria Maggiore - Roma,
8 dicembre 1978 |
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Il nuovo Vescovo di Roma varca oggi
la soglia del tempio mariano della Città Eterna, consapevole
della lotta tra il bene e il male, che pervade il cuore di ogni
uomo, che si svolge nella storia dell'umanità e anche nell'anima
del "popolo Romano". Ecco ciò che al riguardo ci
dice l'ultimo Concilio: "Tutta intera la storia umana è
infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre;
lotta cominciata fin dall'origine del mondo, che durerà,
come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in questa
battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare
unito al bene, né può conseguire la sua interiore
unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della
grazia di Dio" ("Gaudium et Spes", 37). E perciò
il Papa, agli inizi del suo servizio episcopale nella cattedra di
san Pietro a Roma, desidera affidare la Chiesa in modo particolare
a Colei in cui si è compiuta la stupenda e totale vittoria
del bene sul male, dell'amore sull'odio, della grazia sul peccato;
a Colei della quale Paolo VI disse che è "inizio del
mondo migliore", all'Immacolata.
Giovanni Paolo II nella Basilica di Santa Maria Maggiore - Roma,
8 dicembre 1978
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