LE PÈLERINAGE
DE LOURDES
CENTENARIO DELLE APPARIZIONI
DELLA VERGINE MARIA A LOURDES
2 luglio 1957(1)
Il pellegrinaggio a Lourdes, che Noi abbiamo avuto la gioia di
compiere recandoCi a presiedere in nome del Nostro predecessore
Pio XI le solennità eucaristiche e mariane per la chiusura
del giubileo della redenzione, ha lasciato nella Nostra anima profondi
e dolci ricordi. Così Ci è particolarmente caro sapere
che, per l'iniziativa del vescovo di Tarbes e Lourdes, la città
mariana si accinge a celebrare con particolare splendore il centenario
delle apparizioni della Vergine immacolata nella grotta di Massabielle
e che un comitato internazionale è stato pure costituito
a tale scopo, sotto la presidenza dell'eminentissimo cardinale Eugenio
Tisserant, decano del sacro collegio. Insieme con voi, diletti figli
e venerabili fratelli, vogliamo ringraziare Dio per l'insigne favore
fatto alla vostra patria e per tante grazie largite nel corso di
un secolo sulla moltitudine di pellegrini. Desideriamo parimenti
invitare tutti i Nostri figli a rinvigorire, in quest'anno giubilare,
la loro devozione fidente e generosa verso colei che, secondo la
parola di san Pio X, si compiacque stabilire a Lourdes «la
sede della sua immensa bontà».(2)
I
Ogni terra cristiana è una terra mariana; e non c'è
popolo riscattato nel sangue di Cristo che non ami proclamare Maria
sua patrona. Questa verità acquista un risalto singolare
quando si rievoca la storia della Francia. Il culto della Madre
di Dio risale alle origini della sua evangelizzazione e, tra i più
antichi santuari mariani, Chartres richiama tuttora i pellegrini
in gran numero e a migliaia i giovani. Il medioevo, che specialmente
con san Bernardo cantò la gloria di Maria e celebrò
i suoi misteri, vide l'ammirevole fioritura delle vostre cattedrali
dedicate alla Madonna: Le Puy, Reims, Amiens, Parigi e tante altre.
... Esse, con le loro guglie slanciate, annunciano da lontano questa
gloria dell'Immacolata, la fanno risplendere nella pura luce delle
vetrate e nell'armoniosa bellezza delle statue: soprattutto attestano
la fede di un popolo, che supera se stesso in uno slancio magnifico
per elevare nel cielo di Francia l'ininterrotto omaggio della sua
pietà mariana.
Nelle città e nelle campagne, alla sommità dei colli
o dominando il mare, i santuari consacrati a Maria - umili cappelle
o splendide basiliche - ricoprirono a poco a poco il paese con la
loro ombra tutelare. Prìncipi e pastori, fedeli innumerevoli
vi sono accorsi lungo i secoli per prostrarsi dinanzi alla Vergine
santa, salutata con i titoli più espressivi della loro fiducia
o della loro misericordia, del sicuro ausilio, o del buon soccorso;
là il pellegrino si rifugia presso Nostra Signora della guardia,
della pietà o della consolazione; altrove la sua preghiera
sale verso Nostra Signora della luce, della pace, della letizia
o della speranza; o ancora egli implora Nostra Signora delle virtù,
dei miracoli o delle vittorie. Stupenda litania di appellativi,
la cui enumerazione, giammai completa, narra di provincia in provincia
i benefici che la Madre di Dio effonde, nel corso dei tempi, sulla
terra di Francia.
Il secolo XIX doveva tuttavia, dopo la tormenta rivoluzionaria,
essere, per molti titoli, il secolo delle predilezioni mariane.
Per non citare che un solo avvenimento, chi non conosce oggi la
«medaglia miracolosa»? Rivelata, nel cuore stesso della
capitale francese, ad un'umile figlia di san Vincenzo de' Paoli,
che Noi abbiamo avuto la gioia di iscrivere nell'albo dei santi,
questa medaglia recante impressa l'immagine di «Maria concepita
senza peccato», ha sparso in ogni contrada prodigi spirituali
e materiali. E qualche anno più tardi, dall'11 febbraio al
16 luglio 1858, piaceva alla beata vergine Maria di manifestarsi
nella terra dei Pirenei ad una fanciulla pia e pura, nata da una
famiglia cristiana, laboriosa nella sua povertà. «Ella
viene a Bernardetta, - dicevamo altra volta - ella ne fa la propria
confidente, la collaboratrice, lo strumento della sua materna tenerezza
e della misericordiosa onnipotenza del suo Figlio, per restaurare
il mondo in Cristo mediante un nuovo e incomparabile effondersi
della redenzione».(3)
Gli avvenimenti che si svolsero allora a Lourdes, e di cui meglio
si valutano, oggi, le spirituali proporzioni, vi sono ben noti.
Sapete, diletti figli e venerabili fratelli, in quali condizioni
impressionanti nonostante scherni, dubbi e opposizioni, la voce
di questa fanciulla, messaggera dell'Immacolata, si è imposta
al mondo. Conoscete la fermezza e purezza della sua testimonianza,
provata con sapienza dall'autorità episcopale e da questa
sancita sin dal 1862. Già le moltitudini erano accorse, e
non hanno cessato, poi, di affluire alla grotta delle apparizioni,
alla sorgente miracolosa, nel santuario sorto su richiesta di Maria.
È la commovente teoria degli umili, dei malati e degli afflitti:
è l'imponente pellegrinaggio di migliaia di fedeli di una
diocesi o di una nazione; è il tiepido assenso di un'anima
tormentata che cerca la verità... «Giammai - abbiamo
pure detto - in un angolo della terra si è visto simile corteo
di sofferenza, giammai un eguale irradiarsi di pace, di serenità,
di gioia».(4) E non mai, potremmo aggiungere, si conoscerà
il numero di benefici che il mondo deve alla Vergine soccorritrice!
«O grotta beata, onorata dalla presenza della Madre di Dio!
Roccia degna di venerazione, dalla quale sono scaturite con abbondanza
le acque vivificatrici!».(5)
Questi cent'anni di culto mariano, del resto, hanno in qualche modo
intrecciato tra la sede di Pietro e il santuario dei Pirenei saldi
vincoli, che Ci piace ricordare. Non è stata forse la stessa
Vergine a desiderare tali relazioni? «Ciò che a Roma
il sommo pontefice definiva con il suo infallibile magistero, la
vergine immacolata Madre di Dio, benedetta tra tutte le donne, volle,
come sembra, confermare con le sue labbra, quando poco dopo si manifestò
con una celebre apparizione alla grotta di Massabielle ... ».(6)
Certamente la parola infallibile del romano pontefice, interprete
autentico della verità rivelata, non aveva bisogno di alcuna
conferma celeste per avvalorare la fede dei credenti. Ma con quale
commozione e gratitudine il popolo cristiano e i suoi pastori appresero
dalle labbra di Bernardetta la risposta venuta dal cielo: «Io
sono l'Immacolata Concezione»!
Pertanto non fa meraviglia che i Nostri predecessori si siano compiaciuti
di moltiplicare i privilegi al santuario. Sin dal 1869, Pio IX,
di santa memoria, si rallegrava perché gli ostacoli suscitati
contro Lourdes dalla nequizia degli uomini avessero consentito di
«manifestare con più forza e evidenza la chiarezza
dell'avvenimento».(7) Forte di tale certezza, egli arricchisce
di benefici spirituali la chiesa allora costruita e fa coronare
la statua di Nostra Signora di Lourdes. Leone XIII, nel 1892, concede
l'ufficio proprio e la messa della festa «in apparitione beatae
Mariae virginis immaculatae», che il suo successore estenderà
alla chiesa universale; l'antico invito della sacra Scrittura avrà,
d'ora innanzi, nuova applicazione: «Alzati, amica mia, mia
bella, e vieni! O mia colomba che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi».(8) Verso la fine della sua vita,
il grande pontefice volle inaugurare e benedire egli stesso la riproduzione
della grotta di Massabielle eretta nei Giardini Vaticani e, nello
stesso tempo, la sua voce si elevava verso la Vergine di Lourdes
con una preghiera ardente e fiduciosa: «Nella sua potenza
la Vergine Madre, che altre volte cooperò con il suo amore
alla nascita dei fedeli nella chiesa, sia ancora oggi lo strumento
e la custode della nostra salvezza; ... che ella dia la tranquillità
della pace agli spiriti angosciati, che affretti infine, nella vita
privata come nella vita pubblica, il ritorno a Gesù Cristo».(9)
Il cinquantenario della definizione dogmatica dell'immacolata concezione
della Vergine santissima offrì a san Pio X l'opportunità
di attestare, in un documento solenne, il nesso storico tra questo
atto del magistero e l'apparizione di Lourdes: «Appena Pio
IX aveva definito verità di fede cattolica che Maria fu sin
dall'origine esente dal peccato, la Vergine stessa cominciò
a operare meraviglie in Lourdes».(10) Poco dopo, egli crea
il titolo episcopale di Lourdes, unito a quello di Tarbes, e firma
l'introduzione della causa di beatificazione di Bernardetta. Ma
soprattutto toccava a questo grande papa dell'eucaristia di porre
in risalto e favorire l'ammirevole armonia che esiste a Lourdes
tra il culto eucaristico e la preghiera mariana: «La pietà
verso la Madre di Dio, egli osserva, vi fa fiorire una straordinaria
e ardente devozione verso nostro Signore».(11) Poteva, d'altronde,
essere diversamente? Tutto in Maria ci porta verso il suo Figlio,
unico salvatore, in previsione dei cui meriti ella fu immacolata
e piena di grazia; tutto in Maria ci innalza alla lode dell'adorabile
Trinità e beata fu Bernardetta, la quale, mentre recitava
il rosario davanti alla grotta, apprese dalle labbra e dallo sguardo
della Vergine santa a rendere gloria al Padre, al Figlio e allo
Spirito Santo! Perciò Noi siamo lieti, in questo centenario,
di associarci al seguente omaggio reso da san Pio X: «La gloria
unica del santuario di Lourdes sta nel fatto che i popoli vi sono,
da ogni parte, chiamati da Maria all'adorazione di Cristo Gesù
nell'augusto sacramento, di modo che quel santuario, insieme centro
di devozione mariana e trono del mistero eucaristico, sembra superare,
in gloria, tutti gli altri del mondo cattolico».(12)
Benedetto XV volle arricchire il santuario, già colmo di
favori, di nuove e preziose indulgenze e, se le tragiche circostanze
del suo pontificato non gli permisero di moltiplicare gli atti pubblici
del suo ossequio, volle nondimeno onorare la città mariana
accordando al suo vescovo il privilegio del pallio nella sede delle
apparizioni. Pio XI - che era già stato pellegrino a Lourdes
- proseguì l'opera ed ebbe la gioia di elevare agli onori
degli altari la privilegiata della Vergine, divenuta suor Maria
Bernarda nella Congregazione della carità e dell'istruzione
cristiana. Non veniva così a confermare, in un certo senso,
la promessa fatta dall'Immacolata alla giovane Bernardetta, «che
sarebbe stata felice non in questo mondo, ma nell'altro»?
Ora è Nevers, che, onorata di conservare la preziosa urna,
richiama in gran numero i pellegrini di Lourdes, desiderosi di imparare
presso la santa ad accogliere come si conviene il messaggio della
Madonna. Più tardi l'illustre pontefice, che aveva poco prima
onorato, sull'esempio dei suoi predecessori, con una legazione,
le feste anniversarie delle apparizioni, decideva di chiudere il
giubileo della redenzione alla grotta di Massabielle, là
dove, secondo le sue stesse parole, «l'immacolata vergine
Maria si mostrò più volte alla beata Bernardetta Soubirous,
esortando con bontà tutti gli uomini alla penitenza, nel
luogo stesso della meravigliosa apparizione, che essa ricolmò
di grazie e di prodigi».(13) In verità, concludeva
Pio XI, questo santuario «passa ora a giusto titolo per uno
dei principali santuari mariani del mondo».(14)
A questo unanime concerto di lodi, come non avremmo unita la Nostra
voce? L'abbiamo fatto specialmente nella Nostra enciclica Fulgens
corona, ricordando, sulle orme dei Nostri predecessori che «la
beata vergine Maria stessa sembra abbia voluto confermare, con un
prodigio, la definizione che il vicario del suo divin Figlio in
terra aveva proclamata, con il plauso dell'intera chiesa».(15)
E Noi ricordavamo, in tale circostanza, come i romani pontefici,
riconoscendo l'importanza della peregrinazione, non avevano cessato
di «arricchirla di favori spirituali e degli attestati della
loro benevolenza».(16) La storia di questi cento anni, che
abbiamo rievocato a grandi linee, non è invero una costante
illustrazione della segnalata benevolenza dei pontefici, la cui
ultima espressione fu la chiusura a Lourdes dell'anno centenario
del dogma dell'immacolata concezione? Ma Noi desideriamo, diletti
figli e venerabili fratelli, ricordare specialmente un documento,
con il quale Ci piace di incoraggiare il diffondersi di un apostolato
missionario nella vostra cara patria. Ci fu caro perciò di
rifarci ai «meriti singolari che nel corso dei secoli la Francia
si è acquistata nel progresso della fede cattolica»,
e a tal proposito Noi rivolgevamo «la mente e il cuore verso
Lourdes, dove, quattro anni dopo la definizione del dogma, la Vergine
immacolata stessa sigillò spontaneamente, con le apparizioni,
i colloqui e i miracoli, la dichiarazione del maestro supremo».(17)
Anche oggi Ci rivolgiamo verso il celebre santuario, che si prepara
a ricevere sulle rive del Gave l'ingente numero dei pellegrini del
centenario. Se da un secolo, ardenti suppliche pubbliche e private
vi hanno ottenuto da Dio, per l'intercessione di Maria, tante grazie
di guarigioni e di conversioni, Noi abbiamo salda fiducia che in
quest'anno giubilare la Madonna vorrà ancora rispondere con
larghezza all'attesa dei suoi figli. ma abbiamo soprattutto la convinzione
che ella ci esorta a raccogliere le lezioni spirituali delle apparizioni,
e ad impegnarci sulla via così chiaramente da lei indicataci.
II
Queste lezioni, eco fedele del messaggio evangelico, concorrono
a porre in risalto, in maniera impressionante, il contrasto tra
i disegni di Dio e la vana sapienza del mondo. La Vergine immacolata,
mai sfiorata dal peccato, si manifesta a una fanciulla innocente,
in una società, che non ha affatto coscienza dei mali che
la divorano, che copre le sue miserie e le sue ingiustizie con apparenze
di prosperità, di splendore e di spensieratezza. In materna
comprensione, ella volge uno sguardo su questo mondo riscattato
dal sangue del Figlio suo, dove, purtroppo, il peccato ogni giorno
accumula tante stragi, ed ella, per tre volte, lancia il suo vibrante
richiamo: «Penitenza, penitenza, penitenza!». Chiede
inoltre atti significativi: «Andate a baciare la terra in
penitenza per i peccatori». E agli atti occorre aggiungere
la preghiera: Pregherete Dio per i peccatori». Come al tempo
di Giovanni Battista, come all'inizio del ministero di Gesù,
lo stesso invito, forte e perentorio, indica agli uomini la via
del ritorno a Dio: «Pentitevi» (Mt 3, 2; 4,17). Chi
oserebbe dire che questo appello alla conversione del cuore abbia
perduto nei giorni nostri qualche cosa della sua efficacia?
E la Madre di Dio potrebbe forse avvicinarsi ai suoi figli se non
quale messaggera di perdono e di speranza? Già l'acqua scorre
ai suoi piedi: «O voi tutti che siete assetati, venite alle
acque e attingerete dal Signore la salvezza»,(18) a questa
sorgente, dove Bernardetta per prima è andata docilmente
a bere e a lavarsi, affluiranno tutte le miserie dell'anima e del
corpo. «Ci sono andato, mi sono lavato e ho visto» (Gv
9,11) potrà rispondere ora, con il cieco del vangelo, il
pellegrino riconoscente. Ma, come per le folle che si stringevano
intorno a Gesù, la guarigione delle piaghe fisiche ripete,
insieme con un gesto di misericordia, il segno del potere che ha
il Figlio dell'Uomo di rimettere i peccati (cf. Mc 2,10). Presso
la grotta benedetta, in nome del suo Figlio divino, la Vergine ci
chiama alla conversione del cuore e alla speranza del perdono. L'ascolteremo?
La vera grandezza del prossimo anno giubilare sta in questa umile
risposta dell'uomo che si riconosce peccatore. Quali benefici per
la chiesa potremmo attenderci qualora ciascun pellegrino di Lourdes
- come ogni cristiano unito spiritualmente alle celebrazioni centenarie
- attuasse quest'opera di santificazione prima di tutto in se stesso,
«non in parole e con la lingua, ma in opere e in verità!»
(1Gv 3,18). Ogni cosa, del resto, ivi lo proclama, giacché
forse in nessun luogo più che a Lourdes ci si sente portati
alla preghiera, all'oblio di sé, alla carità. Nell'osservare
la dedizione dei barellieri e la pace serena dei malati, nel rilevare
la fraternità che unisce alla medesima invocazione fedeli
di ogni provenienza, nell'osservare la spontaneità dell'aiuto
scambievole e il fervore senza affettazione dei pellegrini genuflessi
davanti alla grotta, i migliori sono attratti verso una vita più
integralmente offerta al servizio di Dio e dei loro fratelli; i
meno fervorosi diventano consapevoli della loro tiepidezza e ritrovano
il cammino della preghiera; i peccatori più induriti e gli
stessi increduli sono spesso toccati dalla grazia, o almeno, se
sono sinceri, non restano insensibili alla testimonianza di questa
«moltitudine di credenti che hanno un solo cuore e un'anima
sola» (At 4,32).
Tuttavia un'esperienza di pochi giorni di pellegrinaggio generalmente
non basta, da sola, per imprimere nell'anima con caratteri incancellabili
l'invito di Maria a una vera conversione spirituale. Perciò
Noi esortiamo i pastori delle diocesi e tutti i sacerdoti a gareggiare
nello zelo affinché i pellegrinaggi del centenario siano
preparati, effettuati e soprattutto seguìti nella maniera
il più possibile propizia a una profonda e duratura azione
della grazia. Ritorno all'assidua frequenza dei sacramenti, rispetto
della morale cristiana in tutta la vita, impegno nelle file dell'Azione
cattolica e delle diverse opere raccomandate dalla chiesa: solo
così l'importante previsto movimento di folle verso Lourdes,
nell'anno 1958, porterà, secondo l'aspettativa della stessa
Vergine immacolata, quei frutti di salvezza di cui l'umanità
oggi ha tanto bisogno.
Ma la sola conversione individuale del pellegrino, sebbene sia la
cosa principale, non sarebbe sufficiente. In questo anno giubilare
Noi vi esortiamo, diletti figli e venerabili fratelli, a suscitare
tra i fedeli affidati alle vostre cure uno slancio collettivo di
rinnovamento cristiano della società, in risposta all'appello
di Maria. Già Pio XI in occasione delle feste mariane del
giubileo della redenzione implorava «che gli spiriti accecati...
siano illuminati dalla luce della verità e della giustizia;
che gli smarriti nell'errore siano ricondotti sul retto cammino,
che una giusta libertà sia accordata dovunque alla chiesa,
e che un'èra di concorde e vera prosperità sorga per
tutti i popoli».(19)
Ora il mondo, che ai nostri giorni offre tanti giusti motivi di
legittimo orgoglio e di sicurezza, conosce anche una terribile tentazione
di materialismo, frequentemente denunciata dai Nostri predecessori
e da Noi stessi. Questo materialismo non si trova solamente nella
condannata filosofia che regge la politica e l'economia di una parte
dell'umanità; esso imperversa pure nell'amore al denaro,
le cui rovine si allargano secondo le dimensioni delle moderne intraprese,
e che purtroppo è lo stimolo determinante di tante deliberazioni
che pesano sulla vita dei popoli; si esprime nel culto del corpo,
nell'eccessiva ricerca dei comodi e nel rifuggire da ogni austerità
di vita; spinge al disprezzo della vita umana fino a distruggerla
prima che abbia visto la luce; si manifesta nella ricerca sfrenata
del piacere, che si esibisce senza pudore e tenta anche di sedurre,
con le letture e gli spettacoli, le anime ancora pure; si palesa
nel disinteresse per il fratello, nell'egoismo che lo opprime, nell'ingiustizia
che lo priva dei suoi diritti; in una parola, in quel concetto della
vita che tutto regola solo in funzione della prosperità materiale
e delle soddisfazioni terrene. «Anima mia, diceva un ricco,
tu hai messo da parte una quantità di beni per moltissimi
anni: riposati; mangia, bevi, dàtti bel tempo. Ma Dio gli
disse: Stolto, in questa stessa notte ti sarà richiesta l'anima
tua» (Lc 12,19-20).
A una società che, nella vita pubblica, sovente contesta
i diritti supremi di Dio; che vorrebbe guadagnare l'universo a prezzo
della sua anima precipitando così verso la propria rovina,
la Madre santissima ha lanciato un grido di allarme. Docili al suo
richiamo, i sacerdoti siano coraggiosi nel predicare a tutti senza
timore le grandi verità della salvezza. Non vi è infatti
durevole rinnovamento se non è fondato sugli intangibili
principi della fede, e spetta ai sacerdoti di formare la coscienza
del popolo cristiano. Come l'Immacolata, che, mossa a pietà
delle nostre miserie e chiaramente conoscendo i nostri veri bisogni,
viene agli uomini per ricordare loro i gradi essenziali e austeri
della conversione religiosa, così i ministri della parola
di Dio debbono, con soprannaturale fermezza, indicare alle anime
lo stretto cammino che porta alla vita (cf. Mt 7,14). Lo faranno
senza dimenticare lo spirito di dolcezza e di pazienza a cui debbono
risalire (cf. Lc 9,55), ma senza nascondere nulla delle esigenze
dell'evangelo. Alla scuola di Maria essi impareranno a non vivere
che per dare Gesù al mondo, ma, se pur occorre, anche ad
attendere con fede l'ora di Gesù e a restare ai piedi della
croce.
Accanto ai propri sacerdoti, i fedeli devono collaborare in quest'ardore
di rinnovamento. Chi dunque non potrà fare ancora di più
per la causa di Dio, là dove la Provvidenza lo ha collocato?
Il Nostro pensiero si volge dapprima alla moltitudine di anime consacrate,
che, nella chiesa, attendono a innumerevoli opere di bene. I loro
voti religiosi le impegnano più di altri a lottare vittoriosamente,
sotto l'egida di Maria, contro il dilagare nel mondo delle smodate
cupidigie di indipendenza, di ricchezza e di godimenti; perciò,
alla voce dell'Immacolata, esse si opporranno all'offensiva del
male con le armi della preghiera e della penitenza e con le vittorie
della carità. Il Nostro pensiero va, del pari, alle famiglie
cristiane, per scongiurarle di rimanere fedeli alla loro insostituibile
missione nella società. Si consacrino esse, in questo anno
giubilare, al cuore immacolato di Maria! Tale atto di fede sarà
per gli sposi un aiuto spirituale prezioso per l'adempimento dei
doveri della castità e della fedeltà coniugali; manterrà
nella sua purezza l'aura del focolare in cui crescono i piccoli;
più ancora, farà della famiglia, rinfrancata dalla
devozione mariana, una cellula vivente per la trasformazione sociale
e per la conquista apostolica. Senza dubbio, al di là della
cerchia familiare, i rapporti professionali e civili presentano
ai cristiani, ansiosi di lavorare per il rinnovamento della società,
un vasto campo di azione. Adunati ai piedi della Vergine santa,
pronti alle sue esortazioni, dapprima essi considereranno se medesimi
con occhio esigente per sradicare dalla propria coscienza i falsi
giudizi e le reazioni egoistiche, paventando la menzogna di un amore
di Dio che non si traduca in amore effettivo per i propri fratelli
(cf. 1Gv 4,20). Cercheranno poi, cristiani di ogni classe e di tutte
le nazioni, di convergere tutti nella verità e nella carità,
di dissipare incomprensioni e sospetti. Sicuramente, il peso delle
strutture sociali e delle pressioni economiche che grava sulla buona
volontà degli uomini è enorme e spesso la paralizza.
Ma, se è vero, come i Nostri predecessori e Noi stessi abbiamo
insistentemente sottolineato, che la questione della pace sociale
e politica nell'uomo è prima di tutto una questione morale,
nessuna riforma è fruttuosa, nessun accordo è stabile
senza un mutamento e una purificazione dei cuori. La Vergine di
Lourdes, in questo anno giubilare, lo ricorda a tutti.
Ora, se Maria, nella sua sollecitudine materna, si rivolge con speciale
predilezione verso alcuni suoi figli, non è forse verso gli
umili, i poveri e i malati, coloro che Gesù ha tanto amato?
«Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, e
io vi ristorerò» (Mt 11,28) sembra che ella ripeta
col suo divin Figlio. Andate a lei, voi, che, senza alcuna difesa
dai rigori della vita e dall'indifferenza degli uomini, siete oppressi
dalla miseria materiale; andate a lei, voi che siete colpiti dai
dolori e dalle prove morali; andate a lei, cari malati e infermi,
che a Lourdes siete ricevuti e onorati quali membra sofferenti di
nostro Signore; andate a lei e abbiate la pace del cuore, la forza
per il dovere quotidiano, la gioia del sacrificio bene offerto.
La Vergine immacolata, che conosce i segreti sentieri della grazia
nelle anime e il lavorìo silenzioso di questo lievito soprannaturale
del mondo, sa quale valore hanno agli occhi di Dio le vostre sofferenze
unite a quelle del Salvatore. Esse possono notevolmente giovare,
non ne dubitiamo, a quel rinnovamento cristiano della società,
che Noi imploriamo da Dio grazie alla potente intercessione della
Madre sua. Voglia poi Maria, ascoltando la preghiera dei malati,
degli umili, di tutti i pellegrini di Lourdes, volgere il suo occhio
materno a coloro che si trovano tuttora fuori dell'ovile della chiesa,
per raccoglierli nell'unità! Guardi benigna quanti vanno
alla ricerca e sono assetati di verità, per condurli alla
sorgente delle acque vive! Vivifichi infine, con la sua tenerezza,
gli immensi continenti e i vasti agglomerati umani dove Cristo Signore
è purtroppo così poco conosciuto e amato; e ottenga
alla chiesa la libertà e la gioia di rispondere in ogni dove,
sempre giovane, santa e apostolica, all'attesa degli uomini!
«Volete avere la bontà di venire ...», diceva
la Vergine santa a Bernardetta. Questo invito affabile, che non
comanda, che si rivolge al cuore e sollecita con delicatezza una
risposta libera e generosa, è nuovamente proposto dalla Madre
di Dio ai suoi figli di Francia e del mondo. Senza imporsi, ella
insiste a che essi riformino se medesimi e si adoperino, con tutte
le forze, alla salvezza del mondo. I cristiani non rimarranno inerti
a tale richiamo; andranno a Maria. A ciascuno di essi, al termine
di questa lettera, Noi vorremmo dire con san Bernardo: «Nei
pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca
Maria. ... Seguendo lei non ti smarrisci, pregando lei non ti disperi,
pensando a lei non sbagli. Se lei ti tiene, non cadi; se lei ti
protegge, non temi; se lei ti guida, non ti stanchi; se lei ti dà
il suo favore, tu arrivi al tuo fine ...».(20)
Noi abbiamo fiducia, diletti figli e venerabili fratelli, che Maria
esaudirà la vostra e la Nostra preghiera. Glielo chiediamo
in questa festa della Visitazione, tanto opportuna per celebrare
colei che si degnò, or è un secolo, di visitare la
terra di Francia. Invitandovi a cantare a Dio, insieme con la Vergine
immacolata, il "Magnificat" della vostra riconoscenza,
Noi invochiamo su di voi, su tutti coloro che hanno la responsabilità
delle celebrazioni del centenario, la più larga effusione
di grazie, in pegno delle quali vi impartiamo, dal profondo del
cuore, con costante e paterna benevolenza, la benedizione apostolica.
Roma, presso San Pietro, nella festa della Visitazione di Maria
santissima, 2 luglio dell'anno 1957, XIX del Nostro pontificato.
(1) PIUS XII, Epist. enc. Le pèlerinage de Lourdes primo
exeunte saeculo ex quo Immaculata Virgo Maria in Lapurdensi specu
se conspiciendam dedit, [À nos très chers Fils le
Cardinal Achille Liénart, Évêque de Lille, le
Cardinal Pierre Gerlier, Archévêque de Lyon, le Cardinal
Clément Roques, Archévêque de Rennes, le Cardinal
Maurice Feltin, Archévêque de Paris, le Cardinal Géorges
Grente, Archévêque-Évêque du Mans, et
à tous nos vénérables Frères les Archévêques
et les Évêques de France, en paix et communion avec
le Siège Apostolique], le 2 Juillet 1957: AAS 49(1957), pp.
605-619.
Memoria degli avvenimenti a un secolo dall'apparizione della Vergine.
Atti e documenti dei pontefici. Rinnovare il fervore religioso in
occasione delle celebrazioni centenarie. Rinnovamento cristiano
della società in risposta all'appello di Maria.
(2) Lettre du 12 juillet 1914: AAS 6(1914), p. 376.
(3) Discours du 28 avril 1935 à Lourdes: E. card. PACELLI,
Discorsi e panegirici, Vaticano ²1956, p. 435.
(4) Ibidem, p. 437.
(5) Office de la fête des Apparitions, Hymne de II Vêpres.
(6) Décret de Tuto pour la Canonisation de S.te Bernadette,
2 juillet 1933: AAS 25(1933), p. 377.
(7) Lettre du 4 septembre 1869 à Henri Lasserre: Archivio
Seereto Vaticano, Ep. lat., an. 1869, n. 388, f. 695.
(8) Ct 2,13-14. Graduel de la Messe de la fête des Apparitions.
(9) Bref du 8 septembre 1901: Acta Leonis XIII, vol. 21, pp. 159-160.
(10) Lettre encyclique Ad diem illum, 2 février 1904: Acta
Pii X, vol, 1, p. 149; EE 4/18.
(11) Lettre du 12 juillet 1914: AAS 6(1914), p. 377.
(12) Bref du 25 avril 1911: Arch. Brev. Ap., Pius X, an. 1911, Div.
Lib. IX, pars I, f. 337.
(13) Bref du 11 janvier 1933: Arch. Brev. Ap., Pius XI, Ind. Perpet.
f.128.
(14) Ibidem.
(15) Lettre encyclique Fulgens corona, 8 septembre 1953: AAS 45(1963),
p 578; EE 6/946.
(16) Ibidem: EE 6/948.
(17) Constitution apostolique Omnium Ecclesiarum, 15 août
1954, p. 567.
(18) Office de la fête des Apparitions, 1er Répons
du III Noct.
(19) Lettre du 10 janvier 1935: AAS 27(1935), p. 7.
(20) S. BERNARDUS, Hom. II super "Missus est": PL 183,
70-71; Opere di San Bernardo, ediz. bilingue, Città Nuova,
Roma 1990, vol. II, p. 90(11-17).
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