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| 150°
del Dogma dell'Immacolata Concezione |
| Le apparizioni di
Fatima |
Fatima è il nome d’origine araba di un
villaggio al centro del Portogallo.
Ecclesiasticamente è parrocchia dell’arcipretura di Villa
Nova di Ourem, in diocesi di Leiria, provincia ecclesiastica di Lisbona.
Civilmente è un piccolo borgo che si è ingrandito all’indomani
delle apparizioni che hanno portato un gran flusso di fedeli che si
recano in pellegrinaggio a far visita alla grotta delle apparizioni.
Unici veggenti delle apparizioni furono tre giovanissimi pastori,
Lucia di Gesù Santos che all’epoca delle apparizioni
aveva dieci anni, Francesco Marto, di nove anni e sua sorella Giacinta
di sette.
Le famiglie dei bambini sono famiglie modeste ma non indigenti, prevalentemente
dedite al lavoro dei campi ed anche i tre ragazzi, che non hanno alcuna
forma di cultura, si dedicano ad accudire un piccolo gregge.
Buona è, invece, la loro istruzione religiosa grazie al catechismo
parrocchiale al quale partecipano con assiduità e agli insegnamenti
che offre loro la madre di Lucia.
La storia delle apparizioni della Vergine vanno inquadrate in un piano
più complesso che non va limitato alle sole sei apparizioni
della Vergine dal maggio all’ottobre 1917 ma va completato con
le apparizioni dell’angelo del 1916 e le apparizioni complementari
del 1925 e del 1929 divulgate più tardi.
Nel 1916, infatti ai tre pastorelli appare per tre volte un angelo
che li prepara alle apparizioni della Vergine: nella prima apparizione,
l’angelo che si definisce “Angelo della Pace” e
“Angelo del Portogallo” insegna loro la preghiera: “Mio
Dio, io credo, spero e vi amo. Vi domando perdono per quelli che non
credono, non sperano e non vi amano”. Nella seconda apparizione
insegna loro la pratica del sacrificio quotidiano e nella terza insegna
una bellissima preghiera trinitaria: “Santissima Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo, io vi adoro profondamente e vi offro
il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù
Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione
degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze con le quali egli
è offeso; e per i meriti infiniti del cuore sacratissimo di
Gesù e per l’intercessione del cuore immacolato di Maria
vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.
Suor Lucia riassumerà con queste parole gli effetti di quelle
angelofanie: “La forza della presenza di Dio era così
intensa, che ci assorbiva e annichiliva quasi completamente. Sembrava
privarci anche dell’uso dei sensi corporali (…). La pace
e la felicità che sentivamo erano grandi, ma tutte interiori,
con l’animo completamente raccolto in Dio”.
Le apparizioni centrali sono quelle avvenute a Fatima nel corso del
1917.
La prima avvenne il 13 maggio: mentre i tre giovani pastori di domenica
erano a pascolare il gregge, dopo aver pranzato e recitato il rosario,
all’improvviso un gran bagliore squarciò il cielo e in
mezzo ad alcuni cespugli di lecci apparve la figura di una persona
che li chiamava. I veggenti dichiararono: “Sembrava non avesse
più di 18 anni. Il suo vestito aveva il candore della neve.
Lo stesso si dica del manto dai bordi dorati che le copriva il capo
e la maggior parte del corpo. Dalle mani congiunte all’altezza
del petto, le pendeva un grazioso rosario, terminante in una croce
d’oro”.
La Vergine parla della sua origine celeste e invita i ragazzi a ritornare
per sei mesi consecutivi, allo stesso giorno e alla stessa ora.
La seconda apparizione, a giugno del 1917 avvenne alla presenza di
un piccolo gruppo di persone. Il testo dell’apparizione si riferisce
alla missione affidata a Lucia: “Sì, Giacinta e Francesco
verrò presto a prenderli. Tu, però, devi rimanere quaggiù
più a lungo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere
ed amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore
immacolato. A chi la praticherà prometto la salvezza. Questa
anime saranno predilette da Dio e come fiori saranno collocate in
me dinanzi al suo trono”.
La terza apparizione occorsa il 13 luglio aveva per contenuto la comunicazione
del segreto, le cui parti conosciute dicono: “Avete visto l’inferno
dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli il
Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato.
Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno
e vi sarà pace. La guerra sta per finire; ma se non cessano
di offendere il Signore, nel regno di Pio XI ne incomincerà
un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una
luce sconosciuta, sappiate che quello è il grande segno che
vi dà Dio che prossima è la punizione del mondo per
i suoi tanti delitti, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni
contro la Chiesa e contro il santo Padre. Per impedire ciò,
verro a chiedere la consacrazione della Russia al mio cuore immacolato
e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si darà
ascolto alle mie domande, la Russia si convertirà e si avrà
pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando
guerre e persecuzioni alla chiesa, molti buoni saranno martirizzati,
il santo Padre avrà molto da soffrire: varie nazioni saranno
annientate. Finalmente il mio cuore immacolato trionferà. Il
santo Padre mi consacrerà la Russia. Questa convertirà
ed una pausa di pace sarà concessa al mondo. Il Portogallo
si manterrà sempre nella dottrina della fede (…). Non
dite questo a nessuno. A Francesco potete dirlo”.
Quelle di Fatima sono sicuramente le apparizioni più profetiche
dell’epoca moderna.
La prima e la seconda riguardano la spaventosa visione dell’inferno,
la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la seconda guerra mondiale
e la previsione dei danni immani che la Russia, nella sua defezione
dalla fede cristiana e nell’adesione al totalitarismo comunista,
avrebbe recato all’umanità.
La terza parte del segreto fu scritta per ordine del Vescovo di Leiria
e consegnato allo stesso in busta chiusa per essere meglio custodito.
Lo stesso Vescovo trasmise poi la busta nel 1957 all’Archivio
segreto del Sant’Uffizio.
Nel 1959 il Commissario del Sant’Uffizio Padre Pierre Paul Philippe
portò a Giovanni XXIII la busta contenente la terza parte del
segreto, ma il papa decise di non renderla pubblica. Medesima cosa
fece qualche anno dopo Papa Paolo VI.
Giovanni Paolo II dopo l’attentato in cui fu coinvolto il 13
maggio 1981 chiese subito la busta contenente il segreto e nel 2000
vi fu la comunicazione ufficiale, autorizzata dal santo Padre, della
terza parte del segreto. Il testo di questa rivelazione dice: “Scrivo
in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo
di sua eccellenza reverendissima il Signor Vescovo di Leiria e della
Vostra e mia Santissima Madre.
Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato
sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con
una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme
che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto
dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso
di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con
voce forte disse: penitenza, penitenza, penitenza! E vedemmo in una
luce immensa che è Dio qualcosa di simile a come si vedono
le persone in uno specchio quando vi passano davanti un Vescovo vestito
di bianco abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre.
Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna
ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi
grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il santo Padre,
prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezzo
in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore
e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo
cammino, giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi
della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono
vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono
gli uni dopo gli altri i vescovi sacerdoti, religiosi e religiose
e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.
Sotto i bracci della Croce c’erano due angeli ognuno con un
innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue
dei martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.
La quarta apparizione, quella del mese di agosto, non fu nel solito
luogo a causa del fatto che il sindaco di Villa Nova di Aurem, nel
tentativo di strappare loro il segreto, sequestrò i tre pastorelli
veggenti e li riconsegnò ai genitori solo dopo tre giorni.
Tuttavia la moltitudine di gente che si era raccolta per l’apparizione
assisté a speciali prodigi nel cielo che testimoniarono che
l’assenza dei ragazzi non impediva al Signore di manifestarsi.
L’apparizione ebbe luogo il 19 dello stesso mese e il suo testo
dice: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori.
Badate che molte anime vanno all’inferno perché non vi
è chi si sacrifichi e preghi per loro”.
Nella quinta apparizione la Madonna promise guarigioni e il ritorno
il mese seguente.
La sesta apparizione fu preceduta da una grande pubblicità
sulla stampa che annunciava che la Vergine avrebbe compiuto un miracolo
perché tutti credessero. I testi dell’apparizione sono:
“Sono la Madonna del rosario. Voglio che si costruisca qui una
cappella in mio onore. Si continui sempre a recitare il rosario tutti
i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto a
casa (…). Non offendano più nostro Signore, che è
già troppo offeso”.
Terminata la visione, ci fu nel cielo un prodigio straordinario già
preannunciato alcuni mesi prima: un moto di rotazione vertiginoso
del sole, che assumeva tutti i colori dell’arcobaleno riflettendoli
sulle persone.
Si conclusero così le apparizioni centrali, ma il 10 dicembre
del 1925, Lucia, all’epoca postulante della congragazione Dorotea
ricevé nella sua camera la visione della Madonna e di Gesù
Bambino. Il testo di questa visione è: “Guarda, figlia
mia, il mio cuore circondato di spine con cui gli uomini ingrati ad
ogni momento lo trafiggono con le loro bestemmie ed ingratitudini.
Tu almeno cerca di consolarmi, e da parte mia annuncia che io prometto
di assistere, nell’ora della morte, con le grazie necessarie
alla salvezza delle loro anime, tutti quelli che nel primo sabato
di cinque mesi consecutivi si confesseranno, riceveranno la santa
comunione , diranno una corona del rosario e mi faranno compagnia
durante quindici minuti, meditando i misteri del rosario, al fine
di offrirmi riparazione”.
Il testo dell’apparizione di Tuy fu trascritto dal padre spirituale
di Lucia, P. Gonçalves: “E’ arrivato il momento
in cui il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo,
la consacrazione della Russia al mio cuore immacolato, promettendo
di salvarla per questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizia
di Dio condanna per i peccati commessi contro di me. Vengo a chiedere
riparazione. Sacrificati per questa intenzione e prega (…).
Non hanno voluto fare attenzione alla mia domanda … lo faranno
ma sarà tardi. La Russia avrà sparso i suoi errori nel
mondo, provocando guerre, persecuzioni contro la Chiesa; il santo
Padre avrà molto da soffrire”.
Con questa apparizione si conclusero ufficialmente le manifestazioni
di Fatima. >> |
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