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| 150°
del Dogma dell'Immacolata Concezione |
| Le apparizioni di
Lourdes |
Lourdes, capoluogo del distretto Alti Pirenei nella
parte meridionale della Francia, è diventata dopo le apparizioni
della Vergine Immacolata a Bernardette Soubirous, avvenute tra l’11
febbraio e il 16 luglio del 1858, una delle mete più frequentate
di pellegrinaggi internazionali.
E’ appunto il pellegrinaggio l’evento caratterizzante
di questo luogo di preghiera. All’inizio non fu facile compiere
pellegrinaggi alla santa Grotta: dopo le apparizioni, infatti, il
prefetto del luogo aveva proibito l’accesso al luogo. Fu per
l’intervento di Napoleone III che fu possibile nuovamente recarsi
in visita alla grotta.
Il 19 novembre 1858 una commissione episcopale d’inchiesta si
recò per la prima volta alla grotta e dopo un attento esame
sugli avvenimenti, su Bernardette, sulle guarigioni miracolose e sui
fenomeni di fede che si registravano presso la grotta, il vescovo
riconobbe l’autenticità delle apparizioni.
Questa data segna il rinvigorirsi della pratica dei pellegrinaggi
che segnarono tutti i momenti fondamentali della storia di Lourdes.
Il pellegrinaggio che alla fine del XIX secolo era prevalentemente
finalizzato ai miracoli e alle guarigioni, si è via via ricentrato
sulla preghiera e sul servizio dando luogo a innumerevoli opere di
carità.
La vitalità di Lourdes ha origine dalle apparizioni della Vergine
a Bernardette Soubirous.
Bernardette nacque il 7 gennaio 1844. Il padre, titolare di un mulino,
a causa di gravi problemi economici fu costretto a girovagare da un
posto all’altro per difendersi dai creditori, fino al momento
in cui, durante una carestia, fu arrestato con l’accusa di aver
rubato della farina. L’accusa si rivelò assolutamente
infondata e mossa solo dal sospetto per il fatto che la famiglia era
gravata da una grande povertà.
L’11 febbraio 1858, la sua primogenita Bernardette, accompagnata
dalla sorella ed un’amica si recarono presso la malsana grotta
di Massabielle alla ricerca di legna per riscaldare la casa e di ossa
da vendere per guadagnare qualche soldo per sopravvivere alla fame.
Mentre Bernardette cercava di vincere la resistenza ad inoltrarsi
in un luogo tanto malsano e per lei, affetta da asma, assai nocivo,
sentì il rumore di vento molto forte e vide la cavità
della grotta illuminarsi. Nella luce, Bernardette percepì un’immagine
femminile molto bella, vestita di bianco che le faceva segno di avvicinarsi.
La ragazza estasiata da tanta visione, prese la sua coroncina del
rosario e lo recitò davanti alla visione.
La Soubirous, pur con qualche ritrosia, raccontò quello che
le era successo alla sorella che a sua volta lo riferì alla
madre. Le reazioni furono alquanto violente ma non venne proibito
a Bernardette di recarsi ancora alla grotta in compagnia delle due
ragazze. Seguirono ancora due visioni, il 14 e il 18 febbraio e proprio
in quest’ultima, la giovane ricevé l’invito a presentarsi
in quel luogo per 15 giorni e le venne fatta una promessa: “Non
ti prometto di farti felice in questo mondo ma nell’altro”.
Dal 19 febbraio al 4 marzo ebbero luogo le quindici apparizioni in
una delle quali la Vergine diede indicazioni a Bernardette per scoprire
la sorgente.
Il 2 marzo la giovane ricevé l’ordine di recarsi dal
parroco con l’invito di organizzare una processione di fedeli
e costruire una cappella.
Il 25 marzo Bernardette si recò nuovamente alla grotta e chiese
per quattro volte alla donna della visione chi fosse; la risposta
fu: “Que soy era Immaculada Conceptiou”. Seguirono poi
le ultime due apparizioni, del 7 aprile e del 16 luglio.
La giovane Soubirous fu l’unica testimone di quello che le andava
accadendo e la testimonianza che ne diede fu resa in condizioni umane
impossibili. Bernardette, priva di istruzione, appartenente ad una
famiglia che non godeva di alcuna credibilità e stima, di salute
molto precaria, ha dovuto subire una lunga serie di interrogatori
da parte delle autorità civili e militari che in ogni modo
cercavano di farla cadere in contraddizioni, per avvalorare il sospetto
di una sua presunta malattia di origine psichica.
La giovane è una delle ultime a cui la sapienza umana avrebbe
fatto appello per portare un messaggio celeste.
Scrive Laurentin nel suo Lourdes. Cronaca di un mistero, “Non
è per caso che la Vergine sceglie questi sospetti, questi miserabili.
Uno dei cardini dell’avvenimento di Lourdes è in questa
frase chiave del Vangelo <<Beati i poveri>>. Ai detrattori
dei Soubirous, a tutti quelli che, in modo ancora più radicale,
ignorano questa gente poco interessante, la Vergine fa scoprire concretamente
in essi tale beatitudine. La folla va a riverire quella piccola emarginata.
Invidia la sua beatitudine, se ne augura qualche briciola. (…)
Quelli che tornano a casa con il denaro rifiutato, restituito, gettato
loro dietro da Bernardette, provano concretamente lo shock del messaggio
evangelico su ricchezza e povertà: quel messaggio destinato
ad assumere per ciascuno, secondo la sua condizione, una forma personale
nel corso della vita”.
A queste difficoltà si unirono quelle dei giudici ecclesiastici
che volevano convincerla di aver avuto una visione diabolica o quelle
dei pellegrini che assumevano atteggiamenti eccessivi nei confronti
della giovane, considerandola una santa e spingendola al feticismo.
La grande testimonianza della sua grandezza Bernardette la offrì
nella sua vita religiosa a Nevers. Si era recata in quel monastero
con la speranza di vivere nel nascondimento e di poter aiutare nel
servizio i poveri e i malati, dopo i primi anni in cui si rivelò
un’ottima infermiera, le sue condizioni di salute sempre più
precarie a causa di patologia polmonari, la costrinsero ad abbandonare
il suo incarico e a vivere la sua “inutilità” nella
preghiera.
Proprio la preghiera fu il primo modo in cui nacque il contatto tra
Bernardette e la Vergine apparsa. Fin dalla prima apparizione, Bernardette
cominciò quasi istintivamente a recitare il rosario; la preghiera
era stata per lei ciò che le aveva permesso di assumere, in
Dio, le sofferenze della sua esistenza. Ancora Laurentin: “se
il cielo sceglie quel che non esiste secondo il mondo non è
per il gusto gratuito di beffarsi del mondo. E non è il nulla
che sceglie, ma quel che esiste in verità. I Soubirous, con
la loro inefficacia materiale, la loro generosità senza calcolo,
l’autenticità del loro lavoro manuale e della loro semplicità
di cuore, esistevano già davanti a Dio prima dell’11
febbraio 1858, più che le grandi famiglie di Lourdes …”
Il suo confessore, l’abate Febvre testimoniò: “Era
afflitta da asma cronica, laceramento di petto e conseguente vomito
di sangue e ciò per la durata di due anni, fu colpita da aneurisma,
da gastralgia, tumore ad un ginocchio e negli ultimi due anni della
sua vita fu martoriata dalla carie nelle ossa, in modo che il suo
povero corpo divenne il ricettacolo di tutti i dolori. Inoltre, nell’orecchio
le si formarono degli ascessi che le cagionarono parziale sordità,
scomparsa solo qualche tempo prima della morte”.
Oltre alle sofferenze fisiche, Bernardette soffrì anche le
sofferenze spirituali dovute al timore di essersi ingannata rispetto
alle visioni. Inoltre, aveva la sensazione di non aver corrisposto
adeguatamente alla grazia di Dio e di essere abbandonata ed in questo
stato visse a lungo soffrendo ancor più che per le sofferenze
fisiche. >> |
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