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Il Papa e i santuari mariani
GUADALUPE
O Madre! Tu conosci le vie che seguirono i primi evangelizzatori del Nuovo Mondo, dalle isole Guanahani e La Española alle foreste dell'Amazzonia e alle vette andine, giungendo fino alla terra del Fuoco nel Sud e ai grandi laghi e alle montagne del Nord. Accompagna la Chiesa che svolge la sua opera nelle nazioni americane affinché sia sempre evangelizzatrice e rinnovi il suo spirito missionario. Incoraggia tutti coloro che dedicano la propria vita alla causa di Gesù e alla diffusione del suo Regno.

O dolce Signora del Tepeyac, Madre di Guadalupe! Ti presentiamo questa moltitudine incalcolabile di fedeli che pregano Dio in America. Tu che sei entrata nel loro cuore, visita e conforta i focolari domestici, le parrocchie e le Diocesi di tutto il Continente. Fa' sì che le famiglie cristiane educhino in modo esemplare i propri figli nella fede della Chiesa e nell'amore del Vangelo, affinché siano un vivaio di vocazioni apostoliche. Volgi oggi il tuo sguardo verso i giovani e incoraggiali a camminare con Gesù Cristo.
Giovanni Paolo II a Guadalupe, 27 gennaio 1979

Il Papa sente, nell'intimo del suo cuore, quali vincoli speciali leghino te a questo popolo, e questo popolo a te; questo popolo, che affettuosamente ti chiama "la Morenita". Questo popolo e di riflesso tutto questo immenso Continente vive la sua unità spirituale in virtù della tua maternità: tu sei una Madre che, col suo amore, crea, conserva e rinforza l'unione tra i suoi figli. Salve, Madre del Messico!
Madre dell'America Latina!
Dall'omelia di Giovanni Paolo II a Guadalupe, 27 gennaio 1979

Ella è il rifugio dei peccatori ("refugium peccatorum"). Il popolo di Dio è consapevole della propria condizione di peccato. Per questo, sapendo che ha bisogno di una purificazione costante, "cerca senza smettere la penitenza e la riconciliazione" ("Lumen Gentium", 8). Ognuno di noi è consapevole di questo. Gesù cercava i peccatori: "Non hanno bisogno del medico i sani ma gli ammalati, e non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Lc 5,31-32). Al paralitico, prima di guarirlo, gli disse: "Uomo, ti sono rimessi i tuoi peccati" (Lc 5,20); e a una peccatrice: "Va', e non peccare più" (Gv 8,11). Se la coscienza del peccato ci opprime, cerchiamo istintivamente Colui che ha il potere di perdonare i peccati (cfr. Lc 5,24) e lo cerchiamo attraverso Maria, i cui santuari sono luoghi di conversione, di penitenza, di riconciliazione con Dio.
Dall'omelia di Giovanni Paolo II a Guadalupe, 27 gennaio 1979


 
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