Salve,
o Madre, Regina del mondo.
Tu sei la Madre del bell'Amore,
Tu sei la Madre di Gesù fonte di ogni grazia,
il profumo di ogni virtù,
lo specchio di ogni purezza.
Tu sei gioia nel pianto,
vittoria nella battaglia, speranza nella morte. Quale dolce sapore
il tuo nome nella nostra bocca, quale soave armonia nelle nostre
orecchie, quale ebbrezza nel nostro cuore!
Tu sei la felicità dei sofferenti,
la corona dei martiri,
la bellezza delle vergini.
Ti supplichiamo, guidaci dopo questo esilio al possesso del tuo
Figlio, Gesù.
Amen.
Giovanni Paolo II al Santuario della Madonna del Divino Amore, 1
maggio 1979
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La tradizione cristiana che ci fa offrire
fiori, "fioretti" e pii propositi alla Tuttabella e alla
Tuttasanta trovi in questo Santuario, che sorge nel bel mezzo della
campagna romana, ricca di luce e di verde, il punto ideale di riferimento
in questo mese a lei consacrato. Tanto più che la sua Immagine,
raffigurata seduta in trono, con in braccio Gesù Bambino,
e con la colomba discendente su di lei quale simbolo dello Spirito
Santo, che è appunto il Divino Amore, ci richiama alla mente
i vincoli dolci e puri che uniscono la Vergine Maria allo Spirito
Santo e al Signore Gesù, Fiore sbocciato dal suo grembo,
nell'opera della nostra redenzione: quadro mirabile già contemplato,
in una lirica invocazione, dal sommo Poeta italiano, quand'egli
fa esclamare a san Bernardo: "Nel ventre tuo si riaccese l'Amore
/ per lo cui caldo ne l'eterna pace / così è germinato
questo Fiore" (Dante, "Paradiso", XXXIII,7-9).
Dall'omelia di Giovanni Paolo II al Santuario della Madonna del
Divino Amore, 1 maggio 1979 |