“Il
5 novembre 2003, il Santo Padre Giovani Paolo II, nominandomi
Vescovo di Pompei e Delegato Pontificio per il Santuario
della Beata Vergine del Santo Rosario, costruito nel
1876 dal beato Bartolo Longo, mi chiedeva, subito, nella
Bolla di nomina: "Ti esortiamo, Venerabile Fratello,
perché, confidando nella divina grazia e con l’aiuto
di Maria, Santa Madre di Dio, promuova con ardore la
diffusione della devozione mariana e specialmente la
preghiera semplice e feconda del Rosario, a Noi carissima,
che “batte lo stesso ritmo della vita umana” (RVM, 25)".
E volle, lo stesso Sommo Pontefice, concludere l’Anno
del Rosario, indetto il 16 ottobre 2002 con la Lettera
Apostolica Rosarium Virginis Mariae, proprio qui a Pompei,
il 7 ottobre 2003.
Perché questo collegamento stretto tra il Santuario
di Pompei, dedicato alla Vergine del Rosario, il Santo
Padre Giovanni Paolo II e il culto mariano? Perché è
stata la Madonna a costruire Pompei. Senza la SS. ma
Vergine, la Pompei moderna, ora città di 28.000 abitanti,
non esisterebbe, sarebbe come la città morta e dissepolta
dalle ceneri del Vesuvio.
La nuova Pompei nasce a seguito della conversione del
laico, oggi Beato, Bartolo Longo, avvenuta intorno al
1872, e con l’arrivo in Pompei della miracolosa Icona,
il 13 novembre 1875.
Da allora sgorga prima un ruscello, poi un torrente,
quindi un fiume inarrestabile di grazia e di santità
che, intorno al santuario, vide sorgere, come d’incanto,
un autentico miracolo di opere di carità: orfanotrofi,
istituti per i figli e le figlie dei carcerati, case
di riposo, tipografie, aziende agrarie, casa editrice,
scuole di ogni ordine e grado.
Dov’era solo una valle, anche un po’ triste e abbandonata,
oggi, intorno al santuario mariano tra i più celebri
al mondo, c’è una città industriosa dedicata a Maria.
Bartolo Longo fu il cantore di Maria: un cattolico,
figlio del popolo santo di Dio, dotato di una cultura
teologica eccellente e di una dottrina mariana straordinaria.
Di lui conserviamo, oltre alla celebre Supplica (14
ottobre 1883), che è tra le preghiere alla Madonna più
note al mondo, diverse Novene all’Immacolata che costituiscono,
ancora oggi, uno splendore di cultura teologica, di
amore, di pietà mariana pressoché insuperabili. Alla
fine dell’Ottocento, Longo si fece promotore di una
sottoscrizione che raggiunse circa 4 milioni di cattolici
in tutti i continenti, e con quell’appello ebbe offerte
in abbondanza che servirono a costruire, nel 1901, la
solenne facciata del santuario, che dedicò alla Pace
universale di Cristo. La pace che nasce dalla grazia
divina e dall’amore fraterno e volle, a protezione di
questo progetto ispirato, la Regina della Pace, con
una splendida statua. Pompei è il luogo dove si venera
la prediletta della SS. ma Trinità, la preservata dal
peccato originale e, quindi, Immacolata, la madre di
Gesù e della Chiesa, la Donna nuova, modello di santità
e speranza del mondo, la Regina dell’amore e della pace.
Date queste premesse è ben evidente che nel Santuario
di Pompei la Novena all’Immacolata acquisti un ruolo
straordinario e che da tutta la Campania accorrano migliaia
di fedeli per onorare la Madre del Signore.”
+ Carlo Liberati,
Delegato Pontificio e Vescovo-Prelato di Pompei. |