Introduzione
Città del Vaticano (Agenzia
Fides) – “Cari giovani, la Chiesa ha bisogno di autentici
testimoni per la nuova evangelizzazione: uomini e donne la cui vita
sia stata trasformata dall’incontro con Gesù; uomini
e donne capaci di comunicare quest’esperienza agli altri.
La Chiesa ha bisogno di santi. Tutti siamo chiamati alla santità,
e solo i santi possono rinnovare l’umanità. Su questo
cammino di eroismo evangelico tanti ci hanno preceduto ed è
alla loro intercessione che vi esorto a ricorrere spesso”.
(Messaggio per la XX Giornata Mondiale della Gioventù, Colonia
2005)
Invitando i giovani a Colonia per il loro incontro mondiale, il
Santo Padre Giovanni Paolo II li esortava a “ripercorrere
idealmente l’itinerario dei Magi”, le cui reliquie secondo
la tradizione sono venerate proprio a Colonia, per incontrare, come
loro, il Messia di tutte le genti. Dopo aver adorato il Signore
Gesù, i Magi tornarono al loro paese per un’altra strada.
“Tale cambiamento di rotta può simboleggiare la conversione
a cui coloro che incontrano Gesù sono chiamati per diventare
i veri adoratori che Egli desidera” scrive ancora il Papa.
“Ascoltare Cristo e adorarlo porta a fare scelte coraggiose,
a prendere decisioni a volte eroiche... Chiama alcuni a lasciare
tutto per seguirlo nella vita sacerdotale o consacrata… Ma,
al di là delle vocazioni di speciale consacrazione, vi è
la vocazione propria di ogni battezzato: anch’essa è
vocazione a quella “misura alta” della vita cristiana
ordinaria che s’esprime nella santità. Quando si incontra
Cristo e si accoglie il suo Vangelo, la vita cambia e si è
spinti a comunicare agli altri la propria esperienza. Sono tanti
i nostri contemporanei che non conoscono ancora l’amore di
Dio, o cercano di riempirsi il cuore con surrogati insignificanti.
E’ urgente, pertanto, essere testimoni dell’amore contemplato
in Cristo”.
Nel suo primo Messaggio al termine del Conclave che lo aveva eletto
al Ministero Petrino, Sua Santità Benedetto XVI ebbe una
particolare attenzione per i giovani: “Penso in particolare
ai giovani. A loro, interlocutori del Papa Giovanni Paolo II, va
il mio affettuoso abbraccio nell’attesa, se piacerà
a Dio, di incontrarli a Colonia in occasione della prossima Giornata
Mondiale della Gioventù. Con voi, cari giovani, futuro e
speranza della Chiesa e dell’umanità, continuerò
a dialogare, ascoltando le vostre attese nell’intento di aiutarvi
ad incontrare sempre più in profondità il Cristo vivente,
l’eternamente giovane” (Messaggio del 20 aprile 2005).
Ed ancora, nell’udienza ai pellegrini tedeschi, il 25 aprile,
Benedetto XVI tornò a dire: “Attendo con gioia Colonia,
dove si incontreranno i giovani di tutto il mondo, o meglio, dove
la gioventù del mondo terrà il suo incontro con Cristo”.
Verso Colonia dunque si muoveranno decine di migliaia di giovani
da tutti i continenti, sulle orme dei Magi, per andare ad incontrare
ed adorare il Cristo vivente, e da lì ripartire, ansiosi
di portarlo agli altri, perché “Quando si incontra
Cristo e si accoglie il suo Vangelo, la vita cambia e si è
spinti a comunicare agli altri la propria esperienza”.
Sono ancora migliaia i giovani che sulle strade del mondo, lungo
tutto l’anno, portano Cristo agli altri, portano la sua Parola,
il suo Vangelo, il suo Amore, fino agli estremi confini della terra.
Nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 1986, Giovanni
Paolo II affidò espressamente a loro questo incarico: “Vi
chiamo, giovani di tutto il mondo, e vi invio come Cristo inviò
gli apostoli: il futuro della Chiesa dipende da voi, l'evangelizzazione
della terra nei prossimi decenni dipende da voi!”
In occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù, l’Agenzia
Fides dedica questo Dossier ad alcune iniziative in campo missionario
che vedono protagonisti i giovani: è un mosaico luminoso,
per quanto largamente incompleto, di quanto i giovani prendano sul
serio il mandato missionario affidato. Aiutati dalle Pontificie
Opere Missionarie, dagli Istituti e dalle Congregazioni religiose,
da Diocesi, Parrocchie, da singoli sacerdoti e suore, si dedicano
ad una formazione sistematica che li apre alla dimensione missionaria
della loro vita, propria di ogni battezzato, e non rimpiangono certo
di dover rinunciare magari alle ferie estive per trascorrerle al
fianco di chi ha più bisogno, di chi non ha mai sentito parlare
di Gesù Cristo.
Insieme ad una breve descrizione di quanto viene proposto ai giovani,
riportiamo anche una serie di testimonianze degli stessi giovani
che partecipano a queste attività di impegno missionario.
Alcune sono illuminanti e confermano la fiducia riposta in loro:
“E’ possibile vivere il Vangelo in maniera radicale,
è talmente possibile che è una grave responsabilità
che ricade su ognuno, su di me, se non faccio di tutto per provarci”
scrive Elianna. E ancora, un giovane Venezuelano missionario in
Mozambico, che ricorda: “Quando un adolescente mi disse: ‘hai
i capelli differenti dai nostri, quindi sei bianco, ma il tuo cuore
è nero, grazie perché stai con noi’ capii che
ero entrato nella loro vita, che ero stato accettato”. Ora,
tornato in Venezuela, è animatore dei giovani, per incoraggiarli
tramite la sua testimonianza “affinché altri vadano,
vedano e possano annunciare che la missione è andare, venire
e portare sempre la Buona Notizia”.
Itinerari missionari più o meno lunghi, di vecchia data o
appena sbocciati, iniziative consolidate o appena in rodaggio: da
un continente all’altro si percepisce comunque quest’ansia
missionaria, questa “santa inquietudine” di portare
Cristo agli altri, di cui la generosità dei giovani è
prova. Se in Europa, soprattutto grazie ai numerosi Istituti Missionari
presenti, ed in America Latina, per l’impegno specifico delle
Pontificie Opere Missionarie, il movimento missionario giovanile
vanta numerose iniziative e cammini consolidati che ora vanno coordinandosi,
anche in Africa si vedono germogli di speranza: Irène Mbanda,
studentessa all’Institut Supérieur de Sciences Médicales
di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, afferma: “il
Vangelo, per quanto bello sia, non si diffonde da solo. Spetta a
quelli che ci credono, annunciarlo agli altri… Sentiamo ripetere
continuamente che noi abbiamo tanti problemi e che ci mancano sia
il tempo che i mezzi per pensare ai problemi degli altri. Quanti
problemi non ha il nostro paese? E questo non solo sul piano economico
o politico, ma anche su quello religioso. Lasciamo il compito di
annunciare certi valori a gruppi religiosi che si dicono cristiani,
ma che spesso di cristiano hanno ben poco e che cercano un Dio che
risolve, con un colpo magico, tutte le difficoltà.”.
Segni di speranza vengano anche dall’Asia, dove in Pakistan
è stato ufficialmente riconosciuto da poco il primo gruppo
giovanile cattolico “Youth for Christ” che accoglie
giovani che intraprendono un cammino di preghiera, di ascolto della
Parola di Dio, di impegno sociale in favore dei bambini, di annuncio
del Vangelo ad altri giovani. Molto presente, come sottolinea p.
Edward Joseph, è la dimensione missionaria: i giovani si
fanno portatori della proposta di “Youth for Christ”
ai loro coetanei e coinvolgono altri giovani nell’attività
di volontariato. “Essi sono i veri protagonisti della nuova
evangelizzazione; sono gli unici che possono parlare ad altri giovani
e annunciare loro l’amore di Dio e i valori del Vangelo”.
“Non è tempo di vergognarsi del Vangelo” disse
Giovanni Paolo II ai giovani svizzeri nel giugno 2004, durante il
suo penultimo viaggio apostolico: “La Chiesa è missione…
è giunto il tempo di preparare giovani generazioni di apostoli
che non abbiano paura di proclamare il Vangelo!”.