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San
Gaudenzio di Brescia, Discorsi, 2
Sacramento pasquale
"Gustate e vedete com'è buono il Signore" (Sal 33,9)
Quando Gesù diede ai suoi discepoli il pane e il vino consacrati,
disse: Questo è il mio corpo... questo è il mio sangue (Mt
26,26-28). Fidiamoci di colui al quale abbiamo creduto. Cristo, che è
la verità, non può mentire...
La notte in cui fu tradito per essere crocifisso, Gesù ci ha lasciato
in dono, come eredità del suo nuovo testamento, proprio questo pegno
della sua presenza. Noi ne siamo nutriti e fortificati durante il viaggio
di questa nostra vita, fino a che lasceremo il mondo presente e arriveremo
a lui. Per questo il Signore diceva: Se non mangerete la mia carne e non
berrete il mio sangue, non avrete in voi la vita (Gv 6,64). Ha voluto infatti
che la sua opera di salvezza continuasse in mezzo a noi; ha voluto che le
anime si santificassero nel suo sangue, partecipando sacramentalmente alla
sua passione. Perciò ordina ai suoi discepoli fedeli - i primi sacerdoti
istituiti per la Chiesa - di tenere continuamente vivi questi misteri della
vita eterna; e tutti i sacerdoti sparsi nelle chiese del mondo intero li
devono celebrare fino al giorno della venuta di Cristo. Così tutti
noi, sacerdoti e popolo dei fedeli, abbiamo ogni giorno davanti agli occhi
la figura della passione di Cristo, la teniamo fra le mani, ce ne nutriamo
e la portiamo nel nostro petto: il ricordo della nostra redenzione non può
dunque mai cancellarsi in noi, e abbiamo sempre a nostra portata il dolce
rimedio che ci proteggerà per sempre contro il veleno del diavolo.
A questo ci invita lo Spirito Santo: Gustate e vedete com'é buono
il Signore...
Sappiamo che il pane, composto di molti grani di frumento ridotti in farina
e impastati con acqua, deve passare attraverso il fuoco per giungere alla
sua perfezione. Non è fuori luogo vedere in questo una figura del
corpo di Cristo: sappiamo infatti che il suo unico corpo è formato
dalla moltitudine di tutto il genere umano, e portato a compimento dal fuoco
dello Spirito Santo. Gesù è nato dallo Spirito: e poiché
in lui doveva compiersi ogni giustizia, è entrato nell'acqua del
battesimo per consacrarla, uscendo poi dal Giordano pieno di Spirito Santo,
quello Spirito che era disceso su di lui in forma di colomba. Così
infatti dice l'evangelista: Gesù, ripieno di Spirito Santo, tornò
dalle rive del Giordano (Lc 4,1). Allo stesso modo, il sangue di Cristo
è un vino che, tratto dai numerosi acini di un'uva raccolta nella
vigna da lui stesso piantata, viene premuto nel torchio della croce e fermenta
per virtù propria, come in un'anfora, nel cuore di coloro che lo
bevono con fede.
Questo sacrificio salvifico della Pasqua, riceviamolo insieme con tutta
la sete religiosa del nostro cuore, noi che siamo fuggiti dall'Egitto e
dalla tirannia diabolica. Così il più intimo del nostro essere
sarà santificato dallo stesso Gesù Cristo nostro Signore,
che noi crediamo presente nei suoi sacramenti. La sua potenza inestimabile
rimane in eterno. |
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