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Sant'Agostino,
Discorsi, 272
Sacramento della comunità
Se vuoi comprendere il corpo di Cristo, ascolta l'Apostolo che dice ai fedeli:
Voi però siete il corpo di Cristo, le sue membra (1Cor 12,27). Se
voi dunque siete il corpo di Cristo e le sue membra, sulla mensa del Signore
viene posto il vostro sacro mistero: il vostro sacro mistero voi ricevete.
A ciò, che voi siete, voi rispondete Amen, e rispondendo lo sottoscrivete.
Odi infatti: "Il corpo di Cristo", e rispondi: "Amen".
Sii (veramente) corpo di Cristo, perché l'"Amen" sia vero!
Perché dunque nel pane? Qui non portiamo idee nostre, ma udiamo lo
stesso Apostolo che, parlando di questo sacramento, dice: Un solo pane noi,
pur essendo molti, siamo un solo corpo (1Cor 10,17). Comprendete e godete,
unità, verità, pietà, carità. "Un solo
pane": chi è quest'unico pane? "Pur molti... un solo corpo":
riflettete che il pane non si fa con un grano solo, ma con molti. Quando
riceveste l'esorcismo battesimale, veniste come macinati. Quando foste battezzati,
veniste come intrisi. Quando riceveste il fuoco dello Spirito Santo, veniste
come cotti. Siate quello che vedete e ricevete quello che voi siete! Questo
ha detto l'Apostolo parlando del pane.
Ma anche ciò che dobbiamo intendere del calice, pur senza dirlo,
lo ha mostrato chiaramente. Come infatti per ottenere le specie visibili
del pane molti grani di frumento vengono uniti a formare una cosa sola -
affinché in tal modo si avveri ciò che la Scrittura dice dei
fedeli: Era in loro un'anima sola e un cuor solo in Dio (At 4,32) - così
avviene del vino. Fratelli, riflettete da dove si fa il vino. Sono molti
gli acini che pendono dal grappolo, ma il succo degli acini confluisce in
unità. In questo modo il Signore Cristo ha contrassegnato noi, ha
voluto che a lui noi appartenessimo, ha consacrato sulla sua mensa il sacro
mistero della nostra pace e della nostra unità.
Città di Dio, 10,6: Sacrificio di Cristo, sacrificio della città
di Dio
Il vero sacrificio consiste in ogni azione con cui miriamo ad unirci con
Dio in un santo rapporto, rivolgendoci a quel sommo bene che ci può
rendere veramente beati. Perciò anche le stesse opere di misericordia,
con cui si viene in soccorso dell'uomo, se si fanno per Dio, non possono
dirsi vero sacrificio. Infatti, benché il sacrificio sia compiuto
e offerto dall'uomo, tuttavia è cosa divina, tanto che gli antichi
latini l'hanno designato anche con quest'ultimo nome. Perciò, un
uomo consacrato a Dio e votato a lui, in quanto muore al mondo per vivere
a Dio, è un sacrificio. È anche un'opera di misericordia che
ciascuno fa verso se stesso, come sta scritto: "Abbi misericordia della
tua anima, rendendoti gradito a Dio" (Sir.30,24 Volg.).
Dunque, veri sacrifici sono le opere di misericordia sia verso se stessi,
sia verso il prossimo in riferimento a Dio. D'altra parte le opere di misericordia
non si compiono per altro motivo, se non per e- liberati dalla miseria e
rendersi così beati di quella beatitudine che non si consegue se
non per mezzo di quel bene di cui fu detto: "Il mio bene è stare
vicino a Dio" (Sal.72,28). Ne consegue senza dubbio che tutta la città
redenta, cioè la comunità e la società dei fedeli,
viene offerta a Dio quale sacrificio universale, per mezzo del grande Sacerdote,
che ha offerto anche se stesso nella sua passione, sotto le sembianze di
servo perché diventassimo corpo di così grande capo. Ha offerto,
infatti, questa natura umana e in essa venne offerto, perché, proprio
per essa è mediatore, sacerdote e sacrificio. L'Apostolo ci esorta
a "offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito
a Dio" come nostro atto di culto spirituale (Rm.12,1). Ci raccomanda
di non conformarci al mondo presente, ma di trasformarci rinnovando la nostra
mente per poter discernere qual è la volontà di Dio, per capire
qual è il vero bene a lui gradito e perfetto, per comprendere che
noi stessi costituiamo tutto intero il sacrificio. Per questo soggiunge:
"Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di
voi non valutatevi più di quanto è conveniente, ma valutatevi
in maniera da avere di voi un giusto concetto, ciascuno secondo la misura
di fede che Dio gli ha dato. Poiché come in un solo corpo abbiamo
molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così
anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per
la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi
secondo la grazia data a ciascuno di noi" (Rm.12,3-6).
Questo è il sacrificio dei cristiani: "Pur essendo molti siamo
un corpo solo" (1Cor.10,17) in Cristo. E questo sacrificio la Chiesa
lo celebra anche con il sacramento dell'altare ben noto ai fedeli, in cui
le viene mostrato che, in ciò che essa offre, essa stessa è
offerta nelle cose che offre". |
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