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San
Giustino, Prima Apologia, 65-67
Ordunque noi, dopo avere così lavato chi crede e ha aderito, lo conduciamo
nell'adunanza dei fratelli, come noi ci chiamiamo, onde pregare in comune
fervidamente per noi, per l'illuminato e per tutti gli altri, ovunque siano;
per meritare, dopo aver appresa la verità, di riuscire buoni nelle
opere della vita, osservanti dei precetti e conseguire così la salvezza
eterna. Cessate le preghiere ci abbracciamo con scambievole bacio. Quindi
viene recato al preposto dei fratelli un pane e una coppa d'acqua e vino
temperato; egli li prende e loda e glorifica il Padre di tutti per il nome
del Figlio e dello Spirito Santo; indi fa un lungo ringraziamento [in greco
"eucaristia"], per averci fatti meritevoli di questi doni. Terminate
le preghiere e il ringraziamento eucaristico, tutto il popolo presente acclama:
"Amen!". Amen in lingua ebraica vuol dire "sia". Quando
il preposto ha rese le grazie e tutto il popolo in coro ha risposto, quelli
che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane,
il vino e l'acqua consacrati, e ne portano agli assenti.
Questo alimento noi lo chiamiamo eucaristia, e non è dato parteciparne
se non a chi crede veri gli insegnamenti nostri, ha ricevuto il lavacro
per la remissione dei peccati e la rigenerazione e vive secondo le norme
di Cristo. Poiché noi non lo prendiamo come un pane comune e una
comune bevanda; ma come Gesù Cristo salvatore nostro, incarnatosi
per la parola di Dio, prese carne e sangue per la nostra salvezza, così
il nutrimento consacrato con la preghiera di ringraziamento formata dalle
parole di Cristo e di cui si nutrono per assimilazione il sangue e le carni
nostre, è, secondo la nostra dottrina, carne e sangue di Gesù
incarnato. Gli apostoli difatti nelle loro Memorie, dette Evangeli, tramandarono
che Gesù Cristo lasciò loro tale legato: preso un pane e rese
grazie egli disse loro: Fate ciò in memoria di me; questo è
il mio corpo (Lc 22,19-20; 1Cor 11,23-25; Mt 25,28); e preso similmente
il calice e rese grazie, disse: Questo è il mio sangue; e a loro
soli li offerse. Ora i funesti demoni ricopiarono un tale atto, introducendolo
anche nei misteri di Mitra. Difatti nei riti dell'iniziazione con certe
formule pongono innanzi un pane e un calice d'acqua e pronunziano delle
frasi, come voi sapete o potete informarvi. Da allora sempre rinnoviamo
tra noi la memoria di queste cose; e quelli dei nostri che posseggono, soccorrono
gli indigenti tutti, e conviviamo sempre uniti. E in tutte le nostre offerte
benediciamo il Fattore dell'universo per il Figlio suo Gesù Cristo
e per lo Spirito Santo. E nel giorno chiamato del Sole ci raccogliamo in
uno stesso luogo, dalla città e dalla campagna, e si fa la lettura
delle Memorie degli apostoli e degli scritti dei profeti, sin che il tempo
lo permette. Quando il lettore ha terminato, il preposto tiene un discorso
per ammonire ed esortare all'imitazione di questi buoni esempi. Di poi tutti
insieme ci leviamo e innalziamo preghiere; indi, cessate le preci, si reca,
come si è detto, pane e vino e acqua; e il capo della comunità
nella stessa maniera eleva preghiere e ringraziamenti con tutte le sue forze,
e il popolo acclama, dicendo: "Amen!". Quindi si fa la distribuzione
e la spartizione a ciascuno degli alimenti consacrati e se ne manda per
mezzo dei diaconi anche ai non presenti. I facoltosi e volonterosi spontaneamente
danno ciò che vogliono e il raccolto è consegnato al capo,
il quale ne sovviene gli orfani, le vedove, i bisognosi per malattie o altro,
i detenuti e i forestieri capitati; egli soccorre, in una parola, chiunque
si trovi in bisogno. Ci aduniamo tutti dunque il giorno del Sole, perché
è il primo giorno in cui Dio, cangiate tenebre e materia, plasmò
il mondo, e in cui Gesù Cristo, Salvatore nostro, risorse dai morti.
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