APPROFONDIMENTI |
| Etica globale: il nuovo paradigma |
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"Dal
disagio al ben-essere" è stato il tema della Giornata
di studio promossa il 14 dicembre 2002 nel complesso monumentale Santo
Spirito in Sassia da "Med e Med" - "Medicina e Mediterraneo"
nella Sala Alessandrina dell'Accademia di storia dell'arte sanitaria.
Ad aprire i lavori è stato l'Arcivescovo Javier Lozano Barragán,
Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute.
Due le Sessioni della Giornata condotta dal direttore scientifico
Prof. Luigi Gentilini che dopo aver presentato l'Arcivescovo Presidente
ha svolto un interessante intervento su "Il valore aggiunto in
oncologia". "Il cancro - si è chiesto il Prof. Gentilini
- scaturisce dal sistema nervoso?". Oltre ai numerosi interventi
di carattere tipicamente scientifico sono state presentate anche alcune
significative testimonianze internazionali di solidarietà legate
ai Paesi del Terzo Mondo dove la Chiesa offre segni di particolare
attenzione nei riguardi dei malati e dei sofferenti. Non sono mancate
analisi e proposte nei riguardi del dramma dell'Aids in Africa. Pubblichiamo
l'intervento del Presidente del Pontificio Consiglio che ha riscosso
ampi consensi tra gli addetti ai lavori.
JAVIER LOZANO BARRAGÁN
Arcivescovo-Vescovo emerito di Zacatecas Presidente del Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute
Specialmente nel campo della Bioetica si sentono pareri che spesso
discordano da quelle norme che nella cultura cristiana eravamo
abituati a sentire, ascoltiamo pareri ed anche decisioni da parte
di alcuni Ministeri della Sanità di diversi Paesi che veramente
sono contrari alla morale cattolica, e ci domandiamo: cosa sta
succedendo? Certo, si parla della secolarizzazione della società
odierna, e questa potrà essere già una risposta;
ma ci domandiamo: c'è un corpo dottrinale etico dal quale
si parte verso queste nuove concezioni normative della condotta,
specialmente nel campo della manipolazione della vita, nel campo
della biogenetica? La presentazione che qui espongo è un
tentativo di offrire alcune linee sintetiche di questo pensiero
normativo, specialmente nel campo della vita; lo scopo è
di far conoscere un progetto di etica universale che vuole oggi
supplire al Cristianesimo e che in una o in altra maniera si trova
spesso nelle posizioni che si assumono per alcune decisioni riguardanti
la Bioetica. Presentiamo una specie di sintesi di questi pensieri,
e poi un breve giudizio sugli stessi. Questo progetto alcuni lo
chiamano "Il Nuovo Paradigma". Queste linee che propongo
sono il frutto di una riflessione sui diversi interventi al riguardo,
uditi specialmente sulle posizioni delle Nazione Unite nelle sue
varie dipendenze. Come introduzione, prima partiamo dal concetto
di globalizzazione, quindi mettiamo la cornice sotto la quale
si vuole presentare questa etica "globalizzata", per
procedere poi ad un tentativo di sintesi di essa e ad alcuni punti
di critica.
I. Introduzione- La globalizzazione
Oggi, nell'epoca della globalizzazione si parla anche del bisogno
di avere un'etica globale, universale; nella globalizzazione assistiamo
al defluire attraverso le frontiere geografiche e politiche di
gente, di informazione, di merce, e specialmente di capitale.
Risaltano i fattori della comunicazione, della tecnologia, delle
migrazioni, dell'informatica e della standardizzazione produttiva
e finanziaria. Ci troviamo di fronte ad una crescita dei rapporti
sovraterritoriali fra la gente, dove gli elementi basilari sono
la sovraterritorialità, il capitalismo di libero mercato,
una densità di reti di scambio indipendenti ed autonome
riguardo i differenti Governi nazionali.
In questa globalizzazione si parla del bisogno di una nuova etica
anche globalizzata: il Nuovo Paradigma, che s'inscriverebbe sotto
questa cornice ideologica:
- l'Eclettismo, che accetta qualsiasi affermazione di condotta,
indipendentemente dal suo sistema, contesto e giudizio;
- lo Storicismo, secondo il quale la verità cambia secondo
il suo adeguamento ad un'epoca determinata della storia che di
per sé passa;
- lo Scientismo, in cui si dice che l'unica verità accettabile
è quella sperimentabile nel campo scientifico;
- il Pragmatismo, in cui le decisioni etiche vanno prese considerando
come unico criterio l'utilità, secondo il binomio costo/beneficio,
e guidati in questo dall'opinione della maggioranza;
- il Nichilismo, in cui semplicemente si rinuncia alla capacità
di giungere a verità oggettive;
- la Postmodernità, in cui si assumono decisioni nichiliste.
Organizzazioni non governative, fautori del Nuovo Paradigma
Come abbiamo ormai accennato, il Nuovo Paradigma si forgia nell'Organizzazione
delle Nazioni Unite, ONU, specialmente nelle sue diramazioni:
OMS, UNESCO.
Al riguardo, nell'ONU sono specialmente attive tre Organizzazioni
non governative, cioè: "Women's Enviroment and Developement
Organization", "Earth Council Greenpeace" ed "International
Planed Parenthood Federation".
II. Il Nuovo Paradigma (sintesi)*
In questa piccola sintesi elenco i seguenti punti: lo sviluppo
sostenibile, finalità dell'Etica, le religioni, i valori,
i pilastri dell'Etica, problemi, fondamenti, principi della Bioetica
ed origini di questi principi.
1. Lo sviluppo sostenibile
Il mondo attuale non può continuare ad andare avanti così;
dopo la guerra fredda ci troviamo davanti a situazioni ecologiche
insostenibili, andiamo verso la degradazione totale del pianeta
dovuta alla contaminazione per residui tossici di tutte le risorse,
senza escludere le radioattive. Questo ci conduce ad un malessere
continuo che non può durare. Abbiamo bisogno di arrivare
al benessere per tutti, al benessere globale. Questo benessere
globale è possibile soltanto dentro uno sviluppo globale,
ma non lo sviluppo come quello che fino ad oggi abbiamo, perché
questo non lo si può sostenere più, ma dobbiamo
arrivare allo sviluppo sostenibile, cioè che non degradi
il pianeta e che mediante uno sviluppo armonico consegua il benessere
per tutti e sia centrato nel popolo (people centredness).
2. Finalità dell'Etica
Il benessere globale dentro lo sviluppo sostenibile è la
finalità della nuova etica globale, è la convergenza
verso la quale si dirige il Nuovo Paradigma. Questo benessere
globale costituisce la meta chiamata qualità di vita, che
è "la percezione dell'individuo della sua posizione
nella vita, nel contesto della cultura e del sistema di valori
nel quale si trova, in rapporto con le sue mete, aspettative,
standard ed interessi". Si tratta di un concetto di ampio
raggio, composto in maniera complessa per la salute fisica della
persona, il suo stato psicologico, le sue credenze personali,
le sue relazioni sociali e la sua relazionabilità con i
dati sopra indicati del suo intorno (whool). La Qualità
di vita copre 6 campi: Salute fisica, salute psicologica, livello
di dipendenza, relazioni sociali, dintorni (economia, libertà,
sicurezza, informazione, partecipazione, ambiente, traffico, clima,
trasporto...), spiritualità (religione e credenze personali).
Quello che è basilare è l'autonomia e la autodeterminazione
individuale. Si prescinde dalle obbligazioni sociali.
3. Le Religioni
Le diverse religioni esistenti nel mondo non sono state capaci
di generare questa etica globale, pertanto si devono sostituire
con una nuova spiritualità che abbia come finalità
il benessere globale dentro lo sviluppo sostenibile. La natura,
la terra, chiamata "GAIA", è divina ed inviolabile.
L'uomo è un suo elemento in più che si capisce soltanto
in armonia con la terra. Non si tratta di una nuova religione,
ma di una nuova spiritualità. Le religioni finora esistenti
si preoccupano dell'altra vita; questa spiritualità si
preoccupa della vita attuale, terrena, è una spiritualità
senza Dio, a livello secolare, la sua ultima finalità è
la viabilità del mondo attuale ed il benessere dell'uomo
in essa.
Ma in questa spiritualità non s'ignorano elementi validi
che si trovano in altri credi, questi vengono presi per formare
l'Etica globale. Così, specialmente dalle religioni delle
comunità indigene americane si raccoglierà il rispetto
per la natura e la necessaria interazione fra natura e uomo; dall'Ebraismo,
il concetto di santità; dal Buddismo, la serenità
e l'impassibilità; dall'Induismo, il rispetto per gli animali;
dall'Islamismo la virtù della giustizia; dal Cristianesimo,
la carità e la misericordia. Malgrado questo, tutte le
religioni sono uguali: incompetenti a risolvere il problema ecologico.
Non hanno risposte valide per questa epoca di globalizzazione.
Si deve lottare contro egemonie pretese e gerarchie dogmatiche
che vogliano imporre i loro punti di vista; l'obiettivo è
creare una cornice comune di condotta che identifichi i principi
etici fondamentali per la società globale emergente. Si
tratta di combattere efficacemente la sovrappopolazione, l'industrializzazione,
la degradazione ambientale, l'inettitudine delle istituzioni,
la polluzione ambientale, l'ingiustizia sociale, gli estremismi
religiosi ed ideologici, l'intolleranza e la esclusione sociale.
La nuova spiritualità trascende tutte le altre spiritualità
e religioni, le combatte e le supplisce, perché queste
spiritualità e religioni si percepiscono come bastioni
di resistenza contro i valori e le mete del Nuovo Paradigma.
I valori della libera impresa, la sovranità nazionale,
le religioni, i dogmi, la legge naturale, i valori tradizionali
si devono rifiutare per essere irrilevanti ed aver creato un vuoto
etico; oggi si deve aprire il varco ai nuovi valori che sono gli
unici che permetteranno di vivere in pace.
4. Valori
I valori del Nuovo Paradigma sono quelli che ispirano una cultura
della pace, una pace ecologica "Greenpeace", dell'amore,
della amicizia, del condividere, del curare, del processo di prendere
decisioni consultate, della democrazia partecipativa, della decentralizzazione,
della negoziazione, dei processi d'arbitrio e assegnazione positiva,
del no alla guerra, del rispetto per la vita, per la libertà,
la giustizia e l'equità, il mutuo rispetto, l'integrità.
5. Pilastri dell'Etica
Questa nuova etica si fonda su cinque pilastri: Diritti umani
e responsabilità, democrazia ed elementi della società
civile, protezione delle minoranze, impegno per la soluzione pacifica
dei conflitti e trattative trasparenti, equità intergenerazionale.
6. Problemi
I problemi ai quali si deve dare soluzione sono quattro: il primo
riguarda l'equilibrio uomo-natura; il secondo il significato della
felicità, della vita e della pienezza; il terzo esamina
la relazione fra l'individuo e la comunità ed il quarto
contempla l'equilibrio fra equità e libertà.
Questa nuova etica è indipendente dal dogma e dalla legge
naturale. La connessione fra conoscenza e prassi etica non è
causale come nelle scienze, ma situazionale. Cioè, non
occorrono norme evidenti che reggano la condotta, piuttosto la
condotta che oggi si adopera si tradurrà in norme di condotta
per il futuro. Il problema è generare il Consenso, affinché
la gente accetti questa nuova etica globale. Per questo fine si
devono creare delle motivazioni del tutto efficaci. Così
le "lobby" che le ONG devono attuare perché i
diversi Governi accettino le proposte che loro fanno.
7. Fondamenti
I tre fondamenti sopra i quali si costruisce questa nuovo etica
e spiritualità sono i diritti umani, la salute per tutti
e l'educazione. I diritti umani si fondano nella totale equità
di tutti gli uomini. Per questo si esige come unico rimedio accettabile
ed efficace da una parte la stabilizzazione della popolazione
e dall'altra il trasferimento massiccio della ricchezza dai ricchi
ai poveri. Per alcuni sostenitori di questa etica, il Capitalismo
è la radice di tutti i mali ed è una esigenza del
nuovo ordine opporsi alla globalizzazione economica (non global).
Si dice che si deve creare un nuovo standard di vita comune per
tutti. Si rispetta la diversità delle culture, ma nello
stesso tempo si pretende imporre una cultura universale.
Riguardo la salute per tutti, si esigono otto elementi: educazione
alla salute, nutrizione adeguata, acqua pulita, cure elementari,
salute materno-infantile, immunizzazione contro le malattie infettive
più importanti, prevenzione e controllo delle malattie
endemiche locali, cura adeguata delle malattie e disastri comuni
e salute riproduttiva. Questo diritto s'ingloba nella sicurezza
sociale, comporta cancellare la povertà, ottenere l'equità
globale sociale e si realizza dalla governabilità globale.
Esige occuparsi dell'educazione e delle tendenze democratiche.
Riguardo l'Educazione, questa deve essere un'educazione per tutti;
i suoi contenuti sono il curriculum basilare dell'educazione della
popolazione e si divide in quattro categorie: sviluppo sociale
ed economico con enfasi nella demografia sociale, ambiente ed
ecosistema, trattando specialmente della relazione fra popolazione
ed ambiente; "gender", sessualità e complemento
personale; famiglia e benessere. Si sottolineano i diritti umani,
lo sviluppo sostenibile, l'equità del genere (gender),
l'assicurazione della salute, la partecipazione, la governabilità,
le tecniche per forgiare i consensi, la cittadinanza globale,
la pace, la protezione dell'ambiente, la salute riproduttiva.
Questa educazione deve essere olistica ed è la chiave per
ottenere il consenso d'accettazione del Nuovo Paradigma. La educazione
deve essere interdisciplinare e generare così un processo
assai complesso. Deve essere tanto formale come informale.
8. Principi per la Bioetica
All'interno di questa bioetica chiusa al Trascendente, che alcuni
hanno chiamato "soggettiva", "autonoma", sono
stati formulati alcuni principi generali normativi per poter tracciare
lo studio della condotta umana nelle scienze della vita e della
salute. Questi principi sono tre, e cioè:
1. Il principio di autonomia
2. Il principio di beneficenza (ed in negativo della non malvagità)
3. Il principio di giustizia
Il principio di autonomia significa la libertà dell'agente
morale, cioè che un'azione è buona se rispetta la
libertà dell'agente morale e degli altri.
Il principio di beneficenza significa che bisogna fare sempre
il bene ed evitare il male.
Il principio di giustizia significa che bisogna dare ad ognuno
ciò che gli è dovuto.
9. Origine di questi principi
Poiché di per sé non ci sarebbero norme oggettive
in questa bioetica, appare complicata la giustificazione di questi
principi. Alcuni li hanno attaccati, dichiarando che hanno già
superato il principialismo americano (riferendosi al luogo dove
sono stati formulati). Tuttavia, altri ne danno una giustificazione
e affermano che si è giunti alla loro formulazione in via
sperimentale, sulla base dei risultati buoni e dei risultati cattivi
delle azioni realizzate nel campo della bioetica e sintetizzandone
le conseguenze.
Si danno varie spiegazioni, oppure non se ne danno affatto; le
diverse posizioni sono le seguenti:
9.1. Teoria evoluzionista
L'evoluzione della specie continua quando appare l'uomo e l'uomo
continua ad evolversi non solo per quanto riguarda la sua natura,
bensì per quanto riguarda la sua cultura, così che
per ogni tappa della storia ci sono una cultura ed un'etica differenti.
Nella tappa attuale della storia, la bioetica si sintetizza in
detti principi.
9.2. Teoria soggettivista
Non è possibile conoscere i valori, ognuno deve procedere
come crede opportuno e, come risultato generale di questo procedere,
nascono i principi addotti.
9.3. Teoria contrattualista
Siccome la teoria soggettivista ci portava al pieno relativismo,
essa va applicata però motivando un consenso, cioè
accordandosi tra tutti e procedendo secondo l'opinione della maggioranza,
una sorta di contratto sociale tra i membri della società.
Tutti sono stati d'accordo con questi principi.
9.4. Teoria clinica
Tuttavia, siccome non sempre è possibile mettersi d'accordo,
si esamina caso per caso e si agisce nella maniera che si ritiene
sia la migliore.
9.5. Teoria utilitaristica
Se si chiede quale sia questa maniera migliore, si risponde con
la teoria utilitaristica del costo/beneficio, secondo la quale
bisogna realizzare ciò che costa meno e che porta al risultato
migliore.
9.6. Teoria dei nuovi principi
Qualcuno opina (Peter Singer) che non bisogna rimanere attaccati
ai vecchi principi, bensì inventarne di nuovi. Così
per esempio non bisogna fissarsi semplicemente con il principio
"non ucciderai", bensì con uno nuovo che dica
"uccidi solo se lo decidi liberamente e ti fai carico di
tutte le conseguenze". I principi indicati si possono adottare
come principi etici, sempre che ognuno lo decida liberamente e
si faccia carico di tutte le sue conseguenze.
III. Alcuni punti per il giudizio sul Nuovo Paradigma
1. Problematica risultante nei principi della Bioetica
Come possiamo vedere, in ciascuna delle spiegazioni precedenti
si giunge ad un relativismo, non solo nel constatare la pretesa
origine dei principi, bensì nello stesso loro esame. In
effetti, il principio di autonomia corrisponde all'agire con libertà,
però esso vorrebbe dire che coloro che non hanno libertà
non vanno considerati per questa azione morale, ad esempio gli
invalidi, i bambini, i feti, gli embrioni.
D'altra parte, il principio di beneficenza dice di fare il bene
agli altri. Ma cosa è il bene? Cosa è buono veramente
per una persona? Se non sappiamo oggettivamente nulla di ciò
che può essere buono per qualcuno, non possiamo fargli
del bene; lo stesso dicasi della giustizia: cosa spetta ad ognuno?
Gli stessi principi che sono stati posti, considerati in se stessi,
non hanno spiegazione. Si suole dire che questi principi devono
essere intesi come principi attuali, cioè meramente di
attuazione, e non come principi prima facie, cioè come
principi teorici; però la difficoltà esiste anche
come principi di attuazione: perché devo agire in questo
modo se non è ragionevole?
Inoltre, quando questi principi entrano in collisione tra di loro,
quale di essi deve prevalere? Ad esempio, se il principio di autonomia
entra in collisione con il principio di beneficenza e questo,
a sua volta, con quello di giustizia, quale dobbiamo seguire?
Occorre un principio ulteriore, previo a questi, che dia loro
unità e che risolva un possibile conflitto. Il principio
di autonomia, e così di libertà, ha i propri limiti
quando si trova di fronte al bene di un terzo, e anche il bene
di un terzo è limitato quando si trova di fronte a quanto
è dovuto ad un'altra persona, però in ultima analisi
i principi non dicono cosa gli è dovuto. Così alcuni
ricorrono a quella che chiamano l'etica narrativa, in cui si narrano
uno ad uno solo i casi che succedono, e si agisce su esempio di
come si procedette anteriormente; oppure si rifugiano in ciò
che chiamano percezione femminile, cioè ciò che
la bontà fine di una persona giudica conveniente. Così
si avvicinano ad un altro criterio che chiamano criterio "della
virtù", secondo il quale colui che decide ciò
che è buono e ciò che è cattivo, è
chi ha abbastanza virtù, intendendo per virtù l'agire
secondo retta ragione. Parlando di retta ragione, si avvicinano
alla concezione classica della bioetica oggettiva.
E adesso ci riferiamo globalmente a tutto il Nuovo Paradigma.
2. Valori del Nuovo Paradigma
È giusto reagire contro la degradazione ambientale ed anche
rendersi conto che lo sviluppo ha un limite e che uno sviluppo
che non sia cosciente della degradazione che causa nella natura,
non si deve sostenere. Da un'altra parte, è anche corretto
cercare il benessere e procurarlo al meglio per tutti gli abitanti
del pianeta. È anche giusto che si procuri la qualità
di vita, specialmente se questa si intende come l'autocoscienza
del luogo che ognuno occupa nella sua situazione completa, tanto
ecologica come culturale nei suoi aspetti economici, sociali,
religiosi, politici ed educativi.
È anche corretto sostenere i diritti umani, il rispetto
delle minoranze sociali, la democrazia, l'equità fra tutti
gli uomini, ovvero sia, la sua uguaglianza fondamentale; è
molto legittimo aggiustare le relazioni fra l'uomo ed il suo ambiente
ed i rapporti tra l'individuo e la comunità. Così
è anche un'esigenza urgente lottare per la giustizia sociale,
ed è patente l'ingiustizia sociale ed economica che oggi
è presente nel mondo.
È una esigenza molto forte chiedere e realizzare la salute
per tutti, almeno nei suoi quadri fondamentali; ed è di
prima necessità avere l'educazione per tutti.
3. Antivalori del Nuovo Paradigma
L'antivalore più importante è che il Nuovo Paradigma
si presenta, come dicono, come una nuova spiritualità che
supplisce a tutte le religioni, perché queste sono inette
per preservare l'ecosistema. Praticamente si tratta di una nuova
religione secolare, una religione senza Dio, o se si vuole, con
un Dio nuovo che sarebbe la stessa terra con il nome di GAIA.
Questa nuova divinità avrebbe come elemento subordinato
l'uomo.
La serie dei valori che sostengono il Nuovo Paradigma sono valori
subordinati a questa divinità che si traduce nel supremo
valore ecologico che chiamano sviluppo sostenibile. E dentro questo
sviluppo sostenibile la finalità etica suprema sarebbe
il benessere.
È chiaro che ci troviamo nella totale negazione del Cristianesimo
e così del fatto fondamentale del Cristianesimo che è
l'Incarnazione del Verbo, la morte redentrice di Cristo e la sua
risurrezione gloriosa. Se si accetta questo fatto storico, il
presupposto del Nuovo Paradigma fallisce pienamente.
Questo non vuol dire che anche gli autentici valori enunciati
nel Nuovo Paradigma falliscono, giacché si tratta di valori
che non sono alieni dal pensiero cristiano, ma si esigono dentro
quest'ultimo. Nella Genesi si parla dell'"homo sapiens"
e dell'"homo faber"; ambedue si devono conciliare, non
è l'uomo l'amo dispotico della natura, ma il lavoratore
saggio che la domina rispettando le sue leggi.
Non si accetta il Nuovo Paradigma per la sua negazione di Dio
e per la negazione dell'altra vita e in concreto per essere un
pensiero totalmente immanente che nega il fatto storico di Cristo,
l'unico salvatore.
Al negare la sovranità degli Stati ci si colloca in una
pretesa di governo universale a carico di alcune ONG, il che è
veramente ridicolo.
Certamente è un grosso problema l'ingiusta distribuzione
della ricchezza nel mondo, ed il Capitalismo chiamato "selvaggio"
è un sistema nefasto. Si vede con chiarezza che l'economia,
pur essendo tanto importante, non può essere la chiave
della storia, né nel libero mercato, né nella pianificazione
statale. Ma bisogna trovare delle linee di soluzione, quello che
fa la Chiesa cattolica indicando per esempio la solidarietà
nell'azionariato sociale.
Si accetta l'uguaglianza dei sessi, ma non "l'equità"
nel senso del "gender" che vuole unificare talmente
i sessi da legittimare l'omosessualità e la distruzione
della famiglia. Si accetta il controllo natale, però non
la distruzione delle nascite come pianifica la cultura della morte
applicata specialmente al terzo mondo.
Non è la stessa cosa benessere che felicità. Cristo
non ci promette l'illusione di un benessere totale in questo mondo,
ma la felicità. La prova definitiva di qualsiasi religione
o, come dice il Nuovo Paradigma, di qualsiasi spiritualità,
è la soluzione al problema della morte. Il Nuovo Paradigma
non ci dà nessuna soluzione, semplicemente prescinde da
questo problema e quello che comporta, cioè, la sofferenza,
il dolore, la malattia. Cristo è l'unico che ci dà
una risposta soddisfacente dalla sua croce gloriosa con la risurrezione.
Il Nuovo Paradigma ha uno dei suoi grandi problemi quando percepisce
che tutto si deve fondare nel consenso, ma un consenso che non
procede da verità oggettive, ma da opinioni soggettive;
allora si sforza per forgiare consensi artificiali, ricorrendo
a tecniche di lavaggio cerebrale mediante un'educazione falsa
e con i mass media e le "lobby" che possono fare diverse
ONG in seno all'ONU ed altrove. Questi consensi sono assolutamente
vani e così, un'Etica basata su di essi non ha alcuna consistenza.
Una vera Etica universale, che veramente abbia la pretesa di essere
globale, deve essere un'Etica fondata sull'oggettività
dell'uomo stesso. L'Etica è il cammino retto che l'uomo
rincorre per soddisfare i suoi propri bisogni. Così l'Etica
indica il cammino per la piena realizzazione umana. Questa Etica
non può essere altra che quella che si fonda, sì
nell'uomo, ma che ha come finalità lo stesso Dio, e in
ultimo termine, il fatto storico dell'Incarnazione di Dio e così
la morte e risurrezione di Cristo il Signore. Superando già
i pregiudizi della modernità che riteneva la religione
come qualcosa d'intimista e sentimentale, troviamo nel cuore più
profondo della cultura i suoi bisogni religiosi, ed una legittima
ed imprescindibile tendenza verso quello che li soddisfa, che
in ultimo termine è soltanto Dio.
Così dobbiamo dire che i fondamenti oggettivi di una vera
Etica universale scaturiscono soltanto dalla Legge Naturale e
dal fatto storico rivelato di Cristo il Redentore. Oggi molti
non desiderano sentir parlare della legge naturale, si esprimono
con disprezzo dei "iusnaturalisti", però senza
riferimento ad essa, tutto è soggettivo ed arbitrario e
mai si potrà arrivare a delineare una vera Etica che abbia
pretesa di essere e sia veramente globale, universale.
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* Lo sviluppo di quello che si presenta come "Nuovo Paradigma"
è preso da Kim Yersu, "A Common Framework for Ethics
of the Twenty first Century", UNESCO, Division of Philosophy
and Ethics, 1999 November 15, at www.unesco.org drg philosphyandethics.
Da L'Osservatore Romano - Gennaio 2003
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