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Vaticano - La non sanita’ nei paesi poveri causa
morti spesso prevenibili
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La situazione
sanitaria in tutto il mondo, con particolare riferimento alle zone più
svantaggiate, è precaria. Povertà, malnutrizione e carenze
igieniche possono trasformare in minacce letali le più banali
infezioni: malaria, polmonite, morbillo dissenteria, ecc. La Chiesa
è presente con oltre 21.757 istituzioni sanitarie sparse in tutto
il mondo e cerca di aiutare indipendentemente dall’appartenenza
religiosa. Di seguito una serie di dati allarmanti sulle principali
cause di morte per malattie e alcune informazioni sulle istituzioni
sanitarie cattoliche.
Le malattie infettive sono responsabili di quasi la metà delle morti nei paesi in via di sviluppo, principalmente perchè la gente più povera non ha accesso ai farmaci necessari per la prevenzione e per le cure. HIV, tubercolosi e malaria sono le tre cause principali, circa 300 milioni di persone si ammalano e più di 5 milioni muoiono ogni anno. Tra le malattie infettive letali ci sono quelle esantematiche, o malattie dei bambini, che complessivamente hanno colpito 1 milione 318mila di vittime. Tra queste la pertosse, con circa 20–40 milioni di casi in tutto il mondo ogni anno, il 90% dei quali nei paesi in via di sviluppo. Circa 200.000–400.000 di questi pazienti, principalmente bambini, muoiono. La poliomielite, conta circa 1919 casi riportati al 2003. Il morbillo ha causato 745.000 decessi e ci sono purtroppo Paesi dove meno del 50% dei bambini da 0-1 anno è stato vaccinato, in Mali solo il 33%; nella Rep. Centrafricana il 35%; in Congo il 37%; a Niauru il 40%; in Nigeria il 40%; in Afghanistan il 44%; a Vanuatu il 44%; nella R.D. Congo il 45%. La difterite ha ucciso 6mila persone in tutto il mondo; mentre il tetano 282mila. La meningite è un’altra delle malattie infettive letali, ci sono stati 173mila morti di cui 22mila in Africa; 17mila in America; 29mila nel Mediterraneo orientale; 15mila in Europa; 74mila nel Sud-est asiatico; 16mila nel Pacifico occidentale. A causa di carenze nutrizionali sono morte complessivamente 477.000 persone, di cui 151.000 in Africa; 59.000 in America; 43.000 nel Mediterraneo orientale; 12.000 in Europa; 189.000 nel Sud-est asiatico; 23.000 nel Pacifico occidentale. Un’altra grave causa di malattia è derivata dalla carenza di ferro portatrice di anemie in ogni parte del mondo. Un deficit di ferro può derivare da: carenza alimentare di ferro che è rara nei paesi industrializzati, tuttavia in tali paesi la dieta può rilevarsi inadeguata e ciò accade in particolare negli anziani, presso i più poveri e nell’età infantile. Anche un ridotto assorbimento di ferro, la perdita cronica di sangue dovuta a ulcere, gastriti emorragiche, carcinoma gastrico, carcinoma del colon, carcinoma dell’utero e tumori renali, causano anemia. Di tutte queste circostanze le malattie più letali per la carenza di ferro sono rappresentate dalle perdite croniche di sangue. Nel quadro mondiale la carenza di ferro colpisce: negli Stati uniti il 20% delle donne adulte, il 50% delle donne gravide, il 3% dei maschi e il 30% dei bambini (in questi paesi la mortalità è minima dato il progresso industriale e tecnologico). Le anemie causate dalla mancanza di ferro hanno coinvolto 138.000 persone, 21.000 in Africa; 14.000 in America; 11.000 nel Mediterraneo orientale; 6.000 in Europa; 81.000 nel Sud-est asiatico; 4.000 nel Pacifico occidentale. L'epatite B è una malattia del fegato causata dal virus dell’Epatite B. E’ estremamente contagiosa e può essere trasmessa sessualmente o per contatto con sangue o liquidi del corpo infetti. Sebbene il virus dell'Epatite B può infettare le persone di tutte le età, i giovani adulti e gli adolescenti sono quelli a rischio maggiore. Il virus dell'Epatite B attacca direttamente il fegato e può portare a malattie intense, danni del fegato, e in alcuni casi alla morte. 81.000 sono le persone contagiate, di cui 11.000 in Africa; 6.000 in America; 9.000 nel Mediterraneo orientale; 4.000 in Europa; 29.000 nel Sud-est asiatico; 23.000 nel Pacifico occidentale. L’epatite C è un’infiammazione del fegato (epatite) causata dal virus dell’epatite C. Contrariamente agli altri virus dell’epatite (A, B, D ed E), l’infezione causata dal virus dell’epatite C – scoperto nel 1989 – porta alla malattia epatica cronica. Si trasmette soprattutto per via ematica, ma può essere presente anche in altri fluidi corporei. 46.000 sono le persone contagiate, di cui 6.000 in Africa; 6.000 in America; 4.000 nel Mediterraneo orientale; 5.000 in Europa; 12.000 nel Sud-est asiatico; 12.000 nel Pacifico occidentale. Un’altra delle piaghe che colpisce le fasce più povere dei paesi a basso reddito è la lebbra, più di un nuovo caso al minuto e dieci milioni di persone ancora colpite. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i nuovi casi di lebbra diagnosticati nel mondo nel 2001 sono 760.695. Tra le malattie tropicali, la Dengue, o febbre spaccaossa, ogni anno fa registrare 25 milioni di malati. Secondo gli ultimi dati dell’OMS muoiono di tubercolosi circa 2 milioni di persone all’anno, di cui 1 milione e 75 mila uomini e 569.000 donne. In Africa sono stati registrati 336.000 decessi tra adulti e bambini; in America 46.000; nel Mediterraneo orientale 133.000; in Europa 77.000; nel Sud-est asiatico 701.000; nel Pacifico occidentale 351.000. Nel corso degli ultimi anni sono morte 1 milione e 124.000 persone di malaria, di cui 903.000 in Africa; 1.000 in America; 55.000 nel Mediterraneo orientale; 95.000 nel Sud-est asiatico; 10.000 nel Pacifico occidentale. Tenere sotto controllo questa malattia non sarebbe difficile, ma è ancora bassa la percentuale di bambini che dormono sotto una zanzariera: 0% nello Swaziland; 3% in Burundi e Zimbabwe; 6% in Guatemala, Ruanda, Tagikistan e Zambia; 7% in Uganda; 8% in Malawi; 10% in Angola e Costa d’Avorio. Circa 500,000 bambini africani sono colpiti dalla malaria cerebrale (forma acuta della malattia che colpisce il cervello) ogni anno, il 10-20% muoiono. Nei paesi in via di sviluppo ci sono 1,2 miliardi di poveri 780 milioni soffrono di fame cronica di cui il 34% nell’Africa subsahariana. Sempre a causa della malnutrizione, ogni anno ci sono 12 milioni di morti (55%) tra i bambini al di sotto dei cinque anni di età. Secondo le stime della Fao fatte tra il 1999 e il 2001, sono 842 milioni le persone sottonutrite nel mondo, 10 milioni delle quali vivono nei paesi industrializzati, 34 milioni in quelli in via di transizione e 798 milioni in quelli in via di sviluppo. |
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