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Africa Costa d'Avorio. A una settimana dal fallito golpe situazione di stallo a Bouaké
Usi e costumi di una tribù che abita la selva ecuadoriana
Bouaké (Agenzia Fides)- "Da ieri non si odono spari, ma la gente ha paura e la tensione cresce. È una settimana che la città è in mano ai ribelli e il disagio aumenta. L'acqua corrente è stata tagliata da domenica, e la gente sfida il coprifuoco per andare a rifornirsi ai pozzi". Così una fonte locale dell'Agenzia Fides descrive la situazione a Bouaké (la seconda città del paese, a 350 km a nord dalla capitale Abidjan), dove sono concentrati i ribelli che hanno tentato il golpe in Costa d'Avorio.
"La città è ancora in mano ai ribelli. L'esercito aveva occupato per qualche ora la parte est, ma è stato respinto. Purtroppo abbiamo notizie di violenze nei quartieri periferici abitanti da immigrati dal Burkina Faso. I militari governativi con la scusa di dare la caccia ai ribelli hanno saccheggiato le abitazioni di queste persone. Con la città in mano ai ribelli che appaiono ben armati e determinati a resistere, si rischia un bagno di sangue. La comunità internazionale deve intervenire con una forte azione di mediazione. È difficile dire quanti siano gli occupanti perché vi state alcune defezioni tra le loro fila. I ribelli però hanno reclutato numerosi giovani disoccupati con la forza, o offrendo loro del denaro. Non si sa come questi ragazzi reagiranno in caso di attacco da parte dell'esercito regolare". Le motivazioni e i mandanti del tentativo del colpo di stato in Costa d'Avorio rimangono ancora oscuri, ma stampa e televisioni locali accusano in modo sempre più diretto, i paesi vicini, in particolare il Burkina Faso, di aver appoggiato e finanziato i ribelli. "La Costa d'Avorio" dice la fonte dell'Agenzia Fides "ha interrotto le comunicazioni con il vicino, anche se quelle diplomatiche sono state mantenute. In realtà il Burkina ha dato un contributo importante nel risolvere il caso del furto miliardario alla Banca centrale di Stato, che molti sostengono fosse stato usato per finanziare il golpe (vedi Fides 24 settembre 2002). Il Burkina, infatti ha estradato il guardiano notturno ritenuto complice dei rapinatori. Le motivazioni del tentato golpe sembrano quindi di origine interna, le accuse contro forze esterne sono un tentativo di scaricare le tensioni verso l'esterno e un pretesto per chiedere l'applicazione del trattato di difesa con la Francia. Questo accordo prevede, infatti, l'intervento francese solo in caso di attacco esterno e per difendere la comunità francese presente nel paese. I militari francesi al momento si sono limitati solo ad evacuare i gli insegnanti e gli alunni di una locale scuola battista americana. (L.M.)
 
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