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Un dialogo tra culture che raccontano i valori dell'uomo
dossier curato da Miela Fagiolo D'Attilia
Gli scenari mondiali

Dal Sud del mondo al cinema d'Europa

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Per un cinema senza frontiere

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Gli scenari mondiali
"Cos'è il cinema? E' immagine. Le immagini da sempre sono magiche ,sin da quando i nostri sconosciuti antenati hanno cominciato a dipingere figure di animali sulle pareti delle loro caverne" .Così il regista russo Andrei Konchalovskij spiega
il fascino profondo della settima arte . Fascino che innesta le sue radici nell 'humus stesso dell'animo umano: "Il contenuto del cinema è il mistero dell'essere umano . Ma la maggior parte dei film non parlano di questo mistero.La gente crede di conoscere
la natura umana…Ma l'arte e il cinema non possono cambiare l'uomo…Il cinema deve risvegliare il bambino che è in noi, farlo ridere, farlo piangere, farlo credere. E' questa la missione di tutta l'arte: proiettare su di noi la sofferenza di tutti gli uomini per renderci generosi . Almeno per un istante, almeno per il tempo necessario a cercare di cambiare l'angolazione da cui siamo abituati a guardare la vita".
Eccoci dunque di fronte ad immagini che vengono da lontano,
da terre oltre il mare, dall'altro capo del mondo o da realtà che scorrono, a volte volutamente ignorate, accanto a noi.
Storie di uomini e donne, racconti di vite vissute in un "altrove" che a volte è superfluo specificare , epopee del nostro tempo, documenti e frammenti di storia , culture, viaggi e sentimenti fissati dalla pellicola cinematografica che raccontano mondi ancora troppo lontani per chi vive nel tempo della globalizzazione e nella civiltà dell'immagine.
La stragrande produzione cinematografica dei Paesi del Sud del mondo ci è praticamente sconosciuta, nella maggior parte dei casi tagliata fuori dai circuiti della distribuzione internazionale, negletta dalla stampa e dal pubblico di massa , nel migliore dei casi presentata in manifestazioni speciali, importanti per dimostrare che non perché certa filmografia sia poco conosciuta, manchino produzioni originali e personaggi culturali di alta statura culturale e professionale.
Per avere un idea della scarsa visibilità che abbiamo di opere cinematografiche provenienti da circuiti extraeuropei ed extramericani basta dare un occhiata ai dati fornitici dall' ANICA (Associazione Nazionale Industrie cinematografiche Audiovisivi e Multimediali ) sui film proiettati in Italia del 1998 al 2002 di provenienza dai seguenti paesi:

PAESE DI PRODUZIONE n.FILM
Arabia 1 (1998)
Argentina 2 (2002)
Brasile 6 (98-02)
Bulgaria 2 (2002)
Cecoslovacchia 2 (2000-02)
Cina 14 ( 98-02)
Corea 3 (2000-01)
India 3 (2001-02)
Iran 7 (1998-01)
Messico 3 (2000-01)
Perù 1 (2002)
Polonia 2 (2000-02)
Sudafrica 1 (2001)

Tra questi film pochissimi i titoli conosciuti al largo pubblico come il cecoslovacco "Dark blue Word"(2002) ,i film indiani "Monson wedding"(2001) e "Lagaan"(2002), i successi iraniani
"Viaggio a Kandhar"(2001) e "Djomen"(2001) ,il recente "Pantaleon e le visitatrici" (2002) dal Perù , e "L'ultimo treno" (2000) dalla Polonia.

 
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