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"Cos'è il cinema? E' immagine. Le immagini da sempre
sono magiche, sin da quando i nostri sconosciuti antenati hanno
cominciato a dipingere figure di animali sulle pareti delle loro
caverne" .Così il regista russo Andrei Konchalovskij
spiega
il fascino profondo della settima arte. Fascino che innesta le sue
radici nell 'humus stesso dell'animo umano: "Il contenuto del
cinema è il mistero dell'essere umano. Ma la maggior parte
dei film non parlano di questo mistero.La gente crede di conoscere
la natura umana
Ma l'arte e il cinema non possono cambiare
l'uomo
Il cinema deve risvegliare il bambino che è
in noi, farlo ridere, farlo piangere, farlo credere. E' questa
la missione di tutta l'arte: proiettare su di noi la sofferenza
di tutti gli uomini per renderci generosi . Almeno per un istante,
almeno per il tempo necessario a cercare di cambiare l'angolazione
da cui siamo abituati a guardare la vita".
Eccoci dunque di fronte ad immagini che vengono da lontano,
da terre oltre il mare, dall'altro capo del mondo o da realtà
che scorrono, a volte volutamente ignorate, accanto a noi.
Storie di uomini e donne, racconti di vite vissute in un "altrove"
che a volte è superfluo specificare , epopee del nostro
tempo, documenti e frammenti di storia , culture, viaggi e sentimenti
fissati dalla pellicola cinematografica che raccontano mondi ancora
troppo lontani per chi vive nel tempo della globalizzazione e
nella civiltà dell'immagine.
(dossier a cura di Miela Fagiolo D'Attilia)
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