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Film dall'Asia: un vastissimo campionario di linguaggi scenici
e di tematiche. Dal dolente racconto delle devastazioni della
guerra, più spesso in forma di documentario, del Medio
Oriente alle industrie del cinema d'Oriente: Cina, Corea del Sud,
Giappone (che non abbiamo inserito in questa rassegna poiché,
essendo
uno dei Paesi più industrializzati del mondo non ci sembra
rientrare nella mappa e nelle problematiche dei popoli del Sud
del pianeta ).
Dagli sguardi dei bambini iraniani alle delicate storie d'amore
sudcoreane, passando attraverso il genere più commerciale
dell'industria cinematografica di Hong Kong, ascoltando la
voce delle registe israeliane o appassionandoci ai melò
in salsa indo-occidentale di Bolliwood, il nostro viaggio nella
cinematografia asiatica si rivela estremamente variegato e sorprendente.
Molte delle cinematografie che oggi, viste da occidente, chiamiamo
"nuove" o "emergenti", in realtà vedono
apparire i primi bagliori bluastri del proiettore, contemporaneamente
ai successi dei Lumiere nelle grandi capitali europee. Per questo
ci siamo soffermati a raccontare, brevemente, la storia della
cinematografia di alcuni importanti Paesi dell'Asia.
Per dimostrare che il presente ha radici profonde nel passato
di ogni realtà nazionale e per confermare che il cinema
segue fedelmente e, quando gli è concesso anticipa, i sentimenti
della gente.
Come in un "canto corale", fatto di immagini prima che
di suoni, di un popolo intero affidato alla voce isolata e a volte
inascoltata di un regista. Altre volte il "canto corale"
è solo un musical, ma anche questa è storia. Dall'evasione
alla capacità di essere documento anche scomodo della verità,
il cinema, quello vero, resta sempre una pagina di storia.
E non è colpa della "settima arte" se a volte
documenta una "brutta storia".
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