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| IL
CAMMINO VERSO LA V CONFERENZA GENERALE |
ORGANISMI COINVOLTI NELLA PREPARAZIONE
Gli organismi coinvolti nella preparazione della V Conferenza Generale
dell’Episcopato latinoamericano sono due: il Consiglio Episcopale
Latinoamericano (CELAM) e la Pontificia Commissione per l’America
Latina (CAL).
Il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) nato per volontà
di Papa Pio XII nel 1955 con la Lettera Apostolica Ad Ecclesiam Christi,
è un organismo ecclesiale di coordinamento con sede nella capitale
della Colombia, Santa Fé di Bogotà. In concreto è
“un organismo di riflessione, di collaborazione e servizio alle
Conferenze Episcopali dell’America Latina” (Statuti art.1,1).
Tutti gli studi cattolici che si sono occupati della nascita e dello sviluppo
del CELAM concordano nel segnalare due Pastori come i più importanti
sostenitori dell’istituzione di questo organismo: il Card. Antonio
Samoré (Italia) e Manuel Larraín (Cile). Naturalmente ci
sono molti altri nomi di latinoamericani ed europei che giustamente potrebbero
essere annoverati tra i “pionieri”, come Mons. Bernardino
Echeverría (Ecuador), Juan Landázuri Ricketts (Perù)
e Jaime de Barros Camara, allora Arcivescovo di Rio de Janeiro.
Una menzione speciale si può fare del Cardinale Adeodato Giovanni
Piazza, Legato Pontificio che Pio XII nominò Presidente della Conferenza
di Rio de Janeiro (25 luglio – 4 agosto 1955) in cui venne formulata
al Papa la proposta – da parte dei 96 Vescovi partecipanti –
di creare il CELAM. Per volontà dello stesso Pio XII, il Card.
Piazza, il 24 settembre 1955, inviò a tutti i Vescovi latinoamericani
una lettera che diceva: “Sua Santità ha accolto con benevolenza
la richiesta della Conferenza Generale di dar vita al Consiglio Episcopale
Latinoamericano e, allo stesso tempo, il Pontefice ha approvato il contenuto
del progetto della Conferenza”. Il nuovo organismo si mise rapidamente
all’opera e i frutti non tardarono ad arrivare. Il momento per la
nascita del CELAM era sufficientemente maturo e contava sull’appoggio
entusiasta dei Pontefici, così come sull’esperienza delle
Conferenze Episcopali locali.
Il Presidente ed i Delegati delle 22 Conferenze Episcopali formano l’Assemblea
Generale del CELAM sotto la guida del Presidente. Questa Assemblea ordinaria
si riunisce ogni 4 anni. La trentunesima Assemblea ordinaria del CELAM
che dovrà eleggere le nuove cariche ed elaborare il Piano Pastorale
globale a partire dalle conclusioni della V Conferenza Generale, si terrà
per la prima volta all’Avana (Cuba) dal 9 al 14 luglio 2007.
Le attuali autorità del CELAM sono:
Presidente: Card. Francisco Javier Errázuiz Ossa, Arcivescovo di
Santiago del Cile (Cile)
Primo Vicepresidente: Sua Ecc. Mons. Carlos Aguiar Retes, Vescovo di Texcoco
(Messico)
Secondo Vicepresidente: Sua Ecc. Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Arcivescovo
di Vitória da Conquista (Brasile)
Presidente del Comitato Economico: Card. Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo
di Santa Fé di Bogotà (Colombia)
Segretario Generale: Sua Ecc. Mons. Andrés Stanovnik, Vescovo di
Riconquista (Argentina).
La Pontificia Commissione per l’America Latina (CAL). Papa Pio
XII, il 21 aprile 1958, creò la Pontificia Commissione per l’America
Latina (CAL). Il 30 novembre 1963, Paolo VI con lo scopo di fare della
Commissione una sede in cui studiare temi e problemi relativi alla realtà
latinoamericana, istituì il Consiglio Generale del CAL, formato
da 24 Membri e 12 Consiglieri, tra i quali ci sono la maggior parte dei
Cardinali latinoamericani e altri Vescovi, membri della Curia Romana e
ecclesiastici che dirigono istituzioni di aiuto in America Latina. Giovanni
Paolo II, con il Motu proprio “Decessores Nostri” (18 giugno
1988) esortò la Pontificia Commissione ad offrire un aiuto efficace
e con mezzi pastoralmente opportuni al Consiglio Episcopale Latinoamericano
(CELAM). La Pontificia Commissione per l’America Latina è
presieduta dal Prefetto della Congregazione per i Vescovi, attualmente
il Cardinale Giovanni Battista Re. Il suo Vicepresidente, l’Arcivescovo
messicano Luis Robles Díaz, è mancato improvvisamente a
Roma sabato 7 aprile 2007.
Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Decessores Nostri”,
del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con la quale si riorganizza la
Pontificia Commissione per l’America Latina (18 giugno 1988).
1. I nostri predecessori e noi stessi, mossi dalla quotidiana “sollicitudo
omnium Ecclesiarum”, abbiamo riposto gran parte delle nostre cure
e delle nostre ferme speranze nelle sorti della Chiesa nei Paesi dell’America
Latina. Ne è testimonianza la creazione, da parte del Sommo Pontefice
Pio XII, in data 21 aprile 1958, di un’apposita Commissione pontificia,
con la finalità di studiare in maniera unitaria i principali problemi
della vita cattolica, della difesa della fede e dell’incremento
della religione nell’America Latina, favorendo la maggiore cooperazione
fra gli organismi della Curia romana interessati alla loro soluzione,
e di assistere con i mezzi pastoralmente più opportuni il Consiglio
episcopale Latino-americano (CELAM).
Si aggiunse poi il Consiglio generale della Pontificia Commissione per
l’America Latina, istituito da Paolo VI il 30 novembre 1963, con
la espressa finalità di studiare i temi e i problemi di maggior
interesse riguardanti il continente Latinoamericano, formulandone gli
opportuni suggerimenti.
I frutti dati da entrambi gli organismi strettamente collegati fra loro
e l’importanza della funzione che essi hanno lodevolmente svolto
in questi anni consigliano oggi di potenziarli ulteriormente e di dare
loro una struttura solida e articolata, in consonanza anche con la nuova
organizzazione della Curia romana.
Perciò, “Motu Proprio”, con conoscenza di causa e dopo
matura deliberazione, dichiariamo che rimangano unificati la Pontificia
Commissione per l’America Latina e il Consiglio generale della Pontificia
Commissione per l’America Latina. L’organismo così
costituito continuerà a chiamarsi “Pontificia Commissione
per l’America Latina”.
Questa commissione è strettamente vincolata alla Congregazione
per i Vescovi e si reggerà secondo le norme che seguono.
I. La Pontificia Commissione per l’America Latina ha il compito
primario di studiare in maniera unitaria i problemi dottrinali e pastorali
concernenti la vita e lo sviluppo della Chiesa nell’America Latina,
nonché di assistere e aiutare gli organismi della curia maggiormente
interessati per propria autorità e competenza nella soluzione di
questi specifici problemi. Tramite il suo presidente, la Commissione informa
regolarmente in merito il Sommo Pontefice, e gli presenta anche tutti
i suggerimenti di eventuali iniziative e misure di governo che si ritengono
convenienti od opportuni.
II. La commissione svolge anche un’opera di specifico collegamento
tra la Santa Sede e i diversi organismi soprannazionali o nazionali per
l’America Latina. Concretamente, essa è in contatto regolare:
a) con il CELAM e il suo Segretariato generale, tenendo continui rapporti
con gli stessi e seguendo attentamente quanto riguarda il loro funzionamento
e le loro iniziative; in particolare, s’interessa all’esame,
d’accordo con i competenti organismi della Curia romana, delle conclusioni
e risoluzioni prese dal CELAM nelle proprie riunioni;
b) con gli organismi episcopali nazionali e altri enti di aiuto all’America
Latina;
c) con la Confederazione latino americana dei religiosi (CLAR), chiedendo
consiglio alla Congregazione che si chiamerà per gli Istituti di
Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, specialmente per
quanto concerne l’inserimento e la partecipazione dei religiosi
nella pastorale della Chiesa in America Latina e, pertanto, i rapporti
di detta Confederazione con i Vescovi diocesani, con le Conferenze episcopali
e con lo stesso CELAM;
d) con le istituzioni cattoliche internazionali e le altre associazioni
e movimenti che operano in America Latina, opportunamente udito il parere
del Consiglio per i Laici.
III. Presidente della Pontificia Commissione è il prefetto della
Congregazione per i Vescovi, che è coadiuvato da un Vescovo vicepresidente.
Li assistono, come consiglieri, alcuni Vescovi scelti dal romano Pontefice,
sia dalla Curia romana sia dall’episcopato di America Latina.
IV. Membri della medesima, nominati dal Sommo Pontefice, sono: - i segretari
dei dicasteri maggiormente interessati; - due Vescovi che facciano parte
del Consiglio episcopale Latinoamericano; - tre Presuli diocesani di America
Latina.
V. La Commissione ha propri officiali.
VI. La CAL si riunirà di regola ogni tre mesi per l’esame
di tutte le questioni ordinarie e straordinarie appartenenti alla competenza
propria della Commissione (art. I e II).
VII. Per lo studio di questioni generali di particolare importanza la
CAL si avvarrà di una propria assemblea Plenaria (“Consiglio
Generale”) alla quale saranno invitati oltre ai membri della medesima
commissione: il presidente del Consiglio episcopale Latinoamericano; i
presidenti e i segretari degli organismi episcopali nazionali per l’aiuto
alla Chiesa in America Latina e di altre istituzioni, a giudizio della
Santa Sede;
- i presidenti dell’Unione dei Superiori Generali;
- e dell’Unione Internazionale delle Superiore;
- e della Confederazione latinoamericana dei religiosi.
VIII. In un regolamento, da sottoporre alla nostra approvazione, verranno
ulteriormente specificate e dettagliate le norme con le quali si reggerà
e funzionerà questa Pontificia Commissione.
Quanto stabilito da noi in questa lettera “Motu Proprio” comandiamo
essere tutto confermato e ratificato, senza che nulla osti in contrario.
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 18 del mese di giugno dell’anno
1988, decimo del nostro Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
Entrambi gli organismi sono stati molto importanti nella preparazione
e realizzazione delle Assemblee a partire da Medellín, così
come nella diffusione e applicazione delle loro conclusioni giocando un
ruolo decisivo nel processo di maturazione continentale della Chiesa in
America.
IL LUOGO DI CELEBRAZIONE DELLA V CONFERENZA GENERALE
“Se il Brasile nacque all’ombra della croce, si organizzò,
crebbe e prosperò, protetto sempre dalla Madre Santissima, venerata
eternamente e invocata sotto numerosi titoli” (Papa Pio XII nel
Radio messaggio del settembre 1954).
I lavori della V Conferenza Generale si svolgeranno per 18 giorni nelle
strutture del Santuario Nazionale di “Nostra Signora di Aparecida”,
Patrona del Brasile. Per la prima volta una Conferenza Generale sarà
celebrata all’interno di un santuario della Vergine Maria. Secondo
Padre Sidney Fones, Segretario aggiunto del CELAM, “scegliendo un
santuario mariano così significativo per accogliere la Quinta Conferenza
Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, Benedetto
XVI dimostra che l’appuntamento non deve essere solo un incontro
di lavoro, ma anche, per usare un’espressione biblica, un “cenacolo”,
un momento di orazione, di discernimento”.
Mons. Andrés Stanovnik, Segretario generale della Quinta Conferenza
Generale ha affermato: “Quando ci hanno messo al corrente del fatto
che il Santo Padre Benedetto XVI aveva deciso che la Quinta Conferenza
sarebbe avvenuta all’interno del Santuario di Aparecida, ci siamo
rallegrati moltissimo. Primo, perché la Conferenza si terrà
all’interno di un santuario mariano che ha un profondo significato
nella nostra regione. La devozione mariana è una caratteristica
dei nostri popoli. La nostra gente si sente molto legata ai santuari mariani
dove sperimenta una speciale vicinanza alla Vergine, e si lascia condurre
da essa all’incontro con Gesù Cristo e con la Chiesa. I Vescovi
saranno lì più di 20 giorni, accompagnati da numerosi pellegrini
durante le celebrazioni quotidiane della Santa Messa all’altare
maggiore della Basilica. La presenza della Vergine Maria, prima discepola
e missionaria, ci ricorderà ad ogni passo la nostra comune vocazione
di discepoli e missionari di Gesù Cristo. Per la Conferenza di
Aparecida, l’appuntamento mariano si rende ancora più significativo
se teniamo presente che l’inaugurazione e la chiusura coincidono
provvidenzialmente con due feste mariane: il 13 maggio la Vergine di Fatima,
ed il 31 maggio la Visitazione della Santissima Vergine Maria. Nel contesto
del Santuario di Aparecida, dove si terrà la riunione dei Vescovi,
la presenza di Nostra Signora ci riporta alla mente quei giorni in cui
Lei, perseverando insieme agli Apostoli, cooperò per la nascita
della Chiesa. In Essa noi confidiamo, affinché anche oggi sia con
noi, ci mostri il cammino della docilità e dell’obbedienza
allo Spirito Santo, e affinché con la sua luce sappiamo discernere
il tempo presente e così, rinnovati dall’ardore missionario,
lavoriamo tenacemente a favore della vita dei nostri popoli in Cristo,
Via, Verità e Vita.”
Alcuni dati sulla città di Aparecida (conosciuta dai brasiliani
come Aparecida del Nord). Ad alcuni chilometri da Guarantiguetá,
città dello Stato di San Paolo, si trova il paese di Aparecida,
che deve il suo nome e la sua origine al Santuario della Vergine che fu
costruito nel 1743. Popolazione: 34.904 abitanti (censimento del 2000
). Attualmente Aparecida accoglie circa 7 milioni di pellegrini l’anno.
Distanza da San Paolo: 168 km.
Dati storici sul ritrovamento dell’immagine di “Nostra Signora
di Aparecida”.
Nel 1717 il governatore del reggimento di San Paolo, Don Pedro de Almeida,
sta facendo un viaggio verso Minas Gerais seguendo la strada di Valle
del Paraíba. Per sfamare il governatore ed il suo seguito avevano
chiesto ai pescatori del luogo di riunire la maggior quantità possibile
di pesce. I pescatori, tra i quali c’erano Domingo Martins, Juan
Alves e Felipe Pedroso, presero le loro canoe, si diressero al Río
Paraíba e cominciarono a lavorare pieni di entusiasmo. Lanciavano
le reti una, due volte, ma era inutile. Non riuscirono a pescare nulla.
Navigarono per sei chilometri risalendo il fiume, fino al porto di Itaguassú.
Gettarono nuovamente le reti ma l’unica cosa che riuscirono a tirare
fuori fu una figura di ceramica, coperta di fango e senza testa. Dopo
averle lanciate nuovamente presero la testa e scoprirono che si trattava
dell’immagine di Nostra Signora della Concezione. Dopo questo ritrovamento
presero una grande quantità di pesce. I pescatori ritornarono alle
loro case felici di aver fatto una pesca così meravigliosa e molto
stupiti per ciò che gli era successo.
Felipe Pedroso, uno dei pescatori, conservò l’immagine di
ceramica a casa sua, insieme a Lorenzo de Sá, per circa sei anni.
Quindi andò a vivere a Ponte Alta dove rimase per circa nove anni.
Si trasferì poi a Itaguassú, dove aveva trovato l’immagine.
Nel 1733 Felipe regalò l’immagine a suo figlio Atanasio Pedroso.
Atanasio fece costruire un oratorio e collocò l’immagine
della Vergine sul cosiddetto “altare di Paus”. In questo oratorio
si riuniva tutti i sabati con la sua famiglia e un gruppo di vicini per
recitare la terza parte del Santo Rosario e lodare la Santissima Vergine.
Subito cominciarono ad avvenire straordinari prodigi e la fama della Vergine
cominciò a diffondersi spontaneamente. Il numero di pellegrini
che venivano dai paesi vicini crebbe e la piccola cappella di Itaguassú
non poteva certo contenerli. Allora Padre José Alves, vicario della
parrocchia di Guaratinguetá, ordinò di costruire una cappella
più grande nel Morro dei Coqueiros, che era più vicina alla
parrocchia. Il tempio venne inaugurato il 26 luglio 1745, sotto il titolo
di Nostra Signora Aparecida, e due anni dopo sorse intorno ad esso un
piccolo paese. Il numero dei pellegrini continuò a crescere in
modo straordinario e la devozione si estese per tutto il Brasile. Molto
presto cominciarono a dedicare Cappelle e Chiese a Nostra Signora Aparecida,
che da tutte le parti era invocata come Madre e Patrona.
Nel 1852 venne realizzata una nuova costruzione e più tardi, nel
1888, un’altra ancora. Nel 1904 l’immagine fu solennemente
incoronata e nel 1908 il tempio fu elevato alla dignità di Basilica
minore. Il 16 giugno 1930 Papa Pio XI dichiarò Nostra Signora Aparecida
patrona del Brasile. Nel 1946 iniziò la costruzione dell’attuale
Basilica, che il 4 giugno 1980 fu consacrata dal Santo Padre Giovanni
Paolo II.
Date principali
1717: tre pescatori trovano nella loro rete l’immagine di Nostra
Signora della Concezione Aparecida e inizia la devozione.
1741: si costruisce una cappella per accogliere l’immagine dell’Aparecida.
1844: fu costruita una chiesa maggiore, conosciuta come la “Basilica
minore”.
1955: iniziò la costruzione della “Basilica Nuova”,
consacrata dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1980.
Incoronazione di Nostra Signora di Aparecida, Patrona e Regina del Brasile.
Papa Giovanni Paolo II inviò un suo Messaggio a Mons. Raymundo
Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida, in Brasile, in occasione del
centenario dell’incoronazione della statua di Nostra Signora della
Concezione di Aparecida. Il Santo Padre si univa spiritualmente al caro
paese brasiliano in questo omaggio alla sua Regina e Protettrice, e nominava
suo Inviato speciale ai riti ed alle celebrazioni di questo significativo
evento, che avrebbe avuto luogo nel Santuario Nazionale di Nostra Signora
Aparecida, il Cardinale Eugenio Araujo Sales.
“Sono passati quasi tre secoli – spiegava il Santo Padre nel
Messaggio – da quando la Vergine ebbe un incontro singolare con
il popolo brasiliano di questo luogo”. Infatti “le origini
del santuario sono in relazione con la scoperta da parte di tre pescatori,
di una piccola immagine di Nostra Signora, di colore nero e con il viso
sorridente, che videro sorgere dalle acque, pescata con una rete, con
la quale, dopo, ottennero una pesca molto abbondante”.
I tre pescatori riconobbero in questa azione un segnale di protezione
speciale della Vergine. E a partire da questo remoto mese di settembre
del 1717, “crebbe nel popolo un culto per l’immagine, che
cominciarono a chiamare Aparecida. La moltitudine immensa di persone e
fedeli che si presenta al santuario della Regina e Protettrice obbedisce
– scriveva il Papa – a un commovente e sincero richiamo dell’anima
di questo popolo brasiliano nella sua ricerca di Dio attraverso Nostra
Signora”. “Nel passato della storia di questa immagine morena
di Regina e Madre tanto amata – proseguiva il Pontefice –
una moltitudine di uomini e donne di tutte le culture e condizioni l’ha
proclamata Sovrana. Per questo il mio venerabile predecessore, Pio X,
colpito dalla sollecitudine dei figli devoti della Vergine Aparecida,
incoronò Nostra Signora come Regina del Brasile nel 1904”.
Giovanni Paolo II affidò ognuna delle Comunità Ecclesiali
brasiliane alla protezione di Nostra Signora Aparecida, affinché
i suoi figli fedeli rimanessero nella purezza delle fede, fossero collaboratori
della speranza e generosi nella carità.
Alcuni dati sul Santuario Nazionale di Aparecida
È affidato alla cura pastorale dei padri Redentoristi; contiene
75 mila persone; la cupola centrale ha un’altezza di 70m e un diametro
di 78m. La torre della Basilica misura 100m di altezza, i pellegrini possono
salire grazie a moderni ascensori per osservare la città di Aparecida
e il porto di Itaguassú dove venne ritrovata l’immagine di
Nostra Signora.
L’Arcidiocesi di Aparecida include la Radio Aparecida che copre
tutto il territorio brasiliano e recentemente ha inaugurato la TV Aparecida.
L’Arcivescovo è Mons. Raymundo de Assis Damasceno.
PARTECIPANTI
Per quel che riguarda i partecipanti, eccetto la nomina della Presidenza,
costituita da tre Presidenti e un Segretario generale, che è prerogativa
del Santo Padre, il Regolamento della V Conferenza Generale, approvato
da Benedetto XVI, stabilisce quanto segue:
Con diritto di parola e di voto partecipano 162 tra Cardinali e Vescovi,
tra i quali:
A. I tre Presidenti nominati dal Santo Padre: il Cardinale Giovanni Battista
Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia
Commissione per l’America Latina; il Cardinale Francisco Javier
Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente del
CELAM; il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di San Salvador
de Bahía e Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile.
B. Tutti i Cardinali latinoamericani – residenti in America –
che non hanno superato gli 80 anni.
C. I membri della Presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano
– CELAM – in carica all’inaugurazione dell’Assemblea
(secondo gli Statuti del CELAM sono il Presidente, i due Vicepresidenti,
il Segretario Generale e il Presidente del Comitato Economico )
D. I Presidenti delle Conferenze Episcopali dell’America Latina
che partecipano di diritto. Inoltre partecipano anche i Presidenti delle
Conferenze Episcopali degli Stati Uniti d’America, del Canada, della
Spagna e del Portogallo. Per la prima volta in questa Conferenza i Presidenti
di questi paesi avranno diritto di parola e di voto. Finora erano stati
solamente ospiti, senza diritto al voto.
E. I Vescovi delegati di ogni Conferenza Episcopale dell’America
Latina ed eletti dalla stessa (i Vescovi emeriti possono essere eletti
come Delegati). La proporzione è un Vescovo per ogni otto Vescovi,
per garantire in questo modo la proporzionalità e la rappresentatività
della Chiesa. Per questo il numero maggiore di rappresentanti sarà
quello di Brasile e Messico.
F. Il Presidente e il Vicepresidente della Pontificia Commissione per
l’America Latina.
G. Cardinali e Vescovi designati dal Papa.
H. Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
Tutti gli eletti devono essere ratificati dal Santo Padre.
Solo con diritto di parola partecipano inoltre: il Nunzio Apostolico in
Brasile e altri due Rappresentanti Pontifici in America Latina designati
dal Santo Padre; i Vescovi Presidenti o i Vescovi Segretari Generali del
“Consilium Conferentiarium Episcopalium Europae”, del “Symposium”
delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar e della
Federazione delle Conferenza Episcopali dell’Asia; tre Vescovi degli
Stati Uniti e uno del Canada designati dalla Presidenza delle loro rispettive
Conferenze Episcopali.
Benché si tratti di una Conferenza dell’Episcopato, partecipano
anche in qualità di Invitati, senza voto, ma possono prendere la
parola quando la Presidenza li invita a parlare su un tema:
- 24 sacerdoti diocesani rappresentati delle Conferenze Episcopali.
- 4 diaconi permanenti.
- 23 membri di Istituti di Vita Consacrata (uomini e donne).
- 17 laici ( uomini e donne ).
- 6 rappresentanti ecumenici.
- 5 membri di Organismi di aiuto alla Chiesa dell’America Latina.
- 15 esperti in diverse specialità.
A questi si devono aggiungere alcune persone invitate espressamente dalla
Presidenza. In qualità di Osservatori, sono presenti i Rappresentanti
di altre Chiese e comunità ecclesiali proposte dal CELAM, in accordo
con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità
dei Cristiani.
Alla Conferenza partecipano anche i Periti designati dalla Santa Sede.
La funzione dei Periti è di assistere la Presidenza e la Segreteria
Generale della Conferenza, secondo l’elaborazione di interventi
e di testi, quando viene richiesta la loro collaborazione.
Numero totale di partecipanti: (vedi in allegato l’elenco dei partecipanti)
A. MEMBRI: 162
B. INVITATI: 81
C. OSSERVATORI: 8
D. ESPERTI 15
TOTALE 266
IL DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE
Il Documento di Partecipazione, come indica il suo nome, espone il tema
della V Conferenza Generale e cerca di suscitare la partecipazione più
ampia possibile nella fase di preparazione. E’ incentrato sulla
vocazione dei discepoli e missionari di Cristo, chiamati da Lui all’inizio
del terzo millennio, affinché “i nostri popoli possano soddisfare
la loro sete di vita in Cristo”.
Il Capitolo I si rifà agli aneliti più profondi della nostra
esistenza come esseri umani e come battezzati. Di fronte alla nascita
di una nuova epoca, in mezzo a grandi disorientamenti, a nuove aspettative
e rifiuti, era conveniente rifarsi agli aneliti più profondi della
nostra esistenza, soprattutto a quelli di verità e felicità,
perché fossero illuminati dalla rivelazione tanto dell’Antica
come della Nuova Alleanza.
Il Capitolo II propone di prendere coscienza del fatto di essere stati
benedetti, senza meriti da parte nostra, grazie alla Buona Novella che
è arrivata, non senza sacrifici, come un messaggio di speranza
nelle terre latinoamericane, e anche dalle sollecitazioni dello Spirito
Santo, in questo momento di Nuova Evangelizzazione.
Questi capitoli vogliono aiutare le comunità che lavorano a prendere
coscienza dei propri aneliti e della grande benedizione che hanno ricevuto
da Dio. Sono capitoli che invitano alla gratitudine e a guardare la nostra
vocazione, come le sfide del tempo attuale.
A partire da questa presa di coscienza, il Capitolo III, invita ad andare
incontro a Gesù Cristo, e a rimanere in Lui come suoi discepoli
e missionari che vivono nella comunione della Chiesa, proponendo di approfondire
il contenuto biblico e teologico della condizione di discepoli e missionari,
e di percorrere le strade che portano a convertirci realmente in discepoli
e missionari di Gesù Cristo, per far sì che molti lo incontrino
e lo seguano.
Aprire i nostri occhi sulla realtà del mondo e della Chiesa all’inizio
del terzo millennio, vuol dire trovarsi di fronte a grandi sfide. Questo
è il contenuto del Capitolo IV. La voce del tempo è la voce
di Dio. Egli ci parla attraverso gli appuntamenti e le situazione che
attraversiamo durante il nostro pellegrinaggio. La maggior parte di queste
sono situazioni molto dolorose, come ad esempio il perdurare della povertà;
altre sollevano dubbi, altre ancora parlano con gratitudine dei doni che
lo Spirito Santo continua a fare alla Chiesa in America Latina e nei Caraibi.
Tali sfide si valuteranno, completeranno o ridefiniranno con maggiore
precisione e ampiezza. Questo capitolo si suddivide in quattro tematiche:
Viviamo in mezzo ai dolori del parto della nuova epoca; la globalizzazione,
una sfida per la Chiesa; le speranze e le tristezza dei nostri popoli
ci chiamano; i cattolici e la Chiesa di fronte alle altre sfide interne
al proprio contesto di vita.
L’ultimo capitolo si riferisce all’urgenza della missione
di Gesù Cristo. Attraverso di Lui il Padre ci ha inviato a tutte
le genti. La nostra missione richiede di evangelizzare la cultura dei
nostri popoli, arrivando sino alle loro stesse radici (EN 18 e 20). È
un compito che coinvolge tanto la Chiesa quanto la Società. Vogliamo
che la cultura sia uno spazio che accoglie la vita in Cristo, in modo
che tutti siano in Lui figli dello stesso Padre, e vivano come membri
della famiglia di Dio, chiamati alla santità, alla gioia ed alla
fecondità della Buona Novella. Vogliamo che anche i poveri e gli
emarginati possano vivere in conformità alla loro dignità
di figli di Dio, e che tutti lavorino con la passione “per la cultura
della vita”, soprattutto della vita dei suoi membri più afflitti,
essendo in Gesù Cristo i costruttori del suo Regno.
Il testo di questo capitolo è una breve introduzione al tema: “Affinché
i nostri popoli in Lui abbiano vita”. Si distingue perché
si tratta della vita “in Lui”, la vita che da Cristo resuscitato
prende la sua forza, la sua ispirazione e il suo stile inconfondibile;
perché ha la sua origine in Lui, si realizza con Lui e raggiunge
in Lui la sua pienezza. Ci chiede di realizzare la missione della Chiesa
in questo tempo di grazia, mediante un’azione in favore della vita
dei nostri popoli in Lui. Sapendo che Gesù Cristo è la Via,
la Verità e la Vita, tutti potranno proporre come rispondere alle
sfide dell’inizio del terzo millennio con la coerenza dei discepoli
e dei missionari del Signore. E’ un capitolo che si apre decisamente
alla testimonianza e all’azione missionaria. È un capitolo
che mira verso la Grande Missione Continentale che si desidera iniziare
con la celebrazione della V Conferenza Generale.
Il testo completo del documento di partecipazione
http://www.celam.info/download/documentoparticipacion_ultimo.doc
IL DOCUMENTO DI SINTESI.
Il documento di “Sintesi dei contributi ricevuti per la V Conferenza
Generale dell’Episcopato Latinoamericano” è stato presentato
nella sede del CELAM a Bogotá (Colombia) il 30 marzo 2007 e costituisce
il documento che accompagnerà il lavoro dei Vescovi riuniti ad
Aparecida. Questo testo è il risultato di un intenso lavoro durato
mesi, durante i quali sono stati raccolti i contributi di 21 Conferenze
Episcopali della regione, dei Dipartimenti del CELAM, di alcuni Dicasteri
Romani, di diversi organismi ed altre associazioni. I testi sono stati
studiati da una Commissione speciale di Vescovi, teologi, e biblisti nominati
dalla Presidenza del CELAM. Una volta studiati, i testi sono stati la
base per redigere il documento di sintesi.
La Sintesi consta di una Introduzione, tre capitoli e le conclusioni.
L’Introduzione spiega il grande cammino intrapreso in America dall’arrivo
della fede, che lo convertì nel Continente della Speranza, e che
è riuscito, con la sua singolare originalità, ad arricchire
il cammino della Chiesa Universale. È espressamente riconosciuto
che “la fede cattolica, che si stabilì nel Continente dal
primo momento, segna profondamente la nostra storia”. Questa fede
ha avuto una accoglienza positiva “grazie alla potente azione dello
Spirito attraverso le gesta evangelizzatrici e la predisposizione di tanti
missionari ad avvicinarsi alle culture autoctone in maniera chiara e comprensibile”,
inoltre fu decisiva, “la missione evangelizzatrice di numerosi vescovi,
missionari, religiosi e laici appassionati alla vita e al destino degli
uomini e dei popoli”. Ma si nota anche che “in numerosi popoli
l’identità culturale e cristiana è fragile”
e che “i processi di evangelizzazione molte volte sono rimasti incompiuti”.
Il Primo Capitolo, “Guardiamo i nostri Popoli alla luce del Progetto
del Padre”, esprime l’amore di Dio per il popolo latinoamericano,
un amore che indipendentemente dalla sua immensità si è
impoverito per il peccato dell’uomo. Questa realtà del peccato
si riflette in America nelle recenti sfide e nei fenomeni come l’impatto
della globalizzazione, l’egemonia del fattore economico e tecnico-scientifico
e la crisi della famiglia e della cultura. Il Capitolo Secondo, “Gesù
Cristo, fonte di vita degna e piena”, offre orientamenti e criteri
per il discernimento e la missione a partire dalla rivelazione. Il Terzo
Capitolo, “Lo Spirito ci stimola ad essere discepoli e missionari”,
si occupa della missione evangelizzatrice della Chiesa, che stimolata
e animata dallo Spirito Santo, convoca tutti i suoi membri per la missione,
ispirandosi alla vita della Vergine Maria, degli Apostoli e dei Santi.
Il testo completo del documento di sintesi
http://www.fides.org/spa/documents/celam/vconferencia_sintesis_300307.pdf
IL CAMMINO DI PREPARAZIONE ALLA V CONFERENZA DEL CELAM.
Gli statuti del CELAM stabiliscono, tra le sue funzioni, quella di “preparare
le Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi
quando la Santa Sede le convoca” (Art. 4, 7). Per portare a termine
questa missione si sono seguite cinque strade. Una prima strada di preparazione,
il cammino più ampio e diretto, è stato realizzato nelle
diocesi e nei paesi. Altra strada è stata quella di porsi in contatto
con i differenti Dicasteri della Curia Romana, chiedendo i loro contributi
nella preparazione della Conferenza. Una terza strada ha portato a orientare
di nuovo, alla luce del tema della Conferenza di Aparecida, il compimento
dei programmi scaturiti dalle precedenti Assemblee del CELAM, che configurano
il Piano Globale del quadriennio. La quarta strada è stata convocare
congressi e seminari di specialisti, affinché i partecipanti potessero
arricchirsi con le loro riflessioni. Per ultima, la quinta strada consiste
nel pubblicare alcuni libri sulla situazione dell’America Latina
e dei Caraibi, e su temi biblici che illuminino il tema della Conferenza
di Aparecida.
La preparazione delle Conferenze Episcopali e delle diocesi
Molte Conferenze Episcopali hanno accolto con entusiasmo il tema e l’invito
a partecipare attivamente alla preparazione. Il Documento di Partecipazione
è stato ristampato in molti paesi. Alcune Conferenze Episcopali
hanno adattato le schede alla propria specifica realtà. Il lavoro
si è rivelato molto fecondo in quelle diocesi che sono state invitate
non solo a riflettere e ad apportare contributi, ma anche a pregare e
ad iniziare quel processo di vita che implica l’ascolto della parola
di Dio sul tema della Conferenza. In alcuni paesi le Assemblee delle Conferenze
Episcopali hanno dedicato parte delle loro riflessioni alla V Conferenze
Generale. La scheda per i Vescovi è stata il punto di partenza
di interscambi sulla loro vita e sul loro ministero.
Nella sede del CELAM, a partire dal mese di novembre, sono stati raccolti
i contributi delle Conferenze Episcopali. Durante il mese di dicembre
2006 sono stati classificati secondo il diverso tema. Hanno risposto 21
delle 22 Conferenze Episcopali. Le loro risposte hanno riempito 1421 pagine.
Negli Stati Uniti d’America si è lavorato sul Documento di
Partecipazione in 50 diocesi. Anche queste inviarono il frutto delle loro
riflessioni. Si sono avuti, inoltre, contributi da persone e organismi
di vari paesi, anche da organismi internazionali, inviati direttamente
alla sede del CELAM, per un totale di 720 pagine.
Un gruppo di Vescovi e di teologi ha lavorato assiduamente a Bogotá,
riassumendo i contributi arrivati e stendendo il “Documento di Sintesi”
che è stato pubblicato il 30 marzo 2007.
Congressi, Incontri e Seminari
Gli Incontri ed i Seminari che facevano parte del Piano Globale 2003-2007,
avviato dal momento in cui il Santo Padre ha approvato il tema della Conferenza
di Aparecida, sono stati realizzati quasi sempre alla luce del tema scelto.
Per questo in molte di tali occasioni sono scaturiti contributi diretti
per la V Conferenza Generale. Tra questi Congressi si evidenziano:
Due Congressi Continentali con un’ampia partecipazione
dei membri delle rispettive aree:
Il Primo Incontro Continentale dei Rappresentanti dei Movimenti Apostolici
e delle Nuove Comunità in America Latina e nei Caraibi. Preparato
insieme al Pontificio Consiglio dei Laici, e realizzato a Bogotá
(Colombia) dal 9 al 12 marzo 2006. Tema: “Discepoli e Missionari
di Gesù Cristo oggi” itinerari di fede e impegni. L’obiettivo
dell’incontro era riflettere e raccogliere la valida esperienza
dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità nel loro modo di
condurre all’incontro con Gesù Cristo vivo e di formare discepoli
e missionari al servizio dell’evangelizzazione, della cultura e
della costruzione della società.
Un primo bilancio ha mostrato che questo Congresso, il primo realizzato
in America Latina dai Movimenti Ecclesiali del Continente e dei Caraibi,
ha avuto un grande risultato. Tanto il Presidente del Pontificio Consiglio
per i Laici, l’Arcivescovo Stanislaw Rylko, e i suoi collaboratori,
quanto i membri del CELAM e i Vescovi presenti, hanno considerato di grande
valore l’invito a offrire la propria esperienza e l’accoglienza
ricevuta dal Consiglio Episcopale. I 180 partecipanti che rappresentavano
45 movimenti e comunità si riunirono in gruppi distinti secondo
7 diverse tematiche. Il primo gruppo si concentrò sul tema “Annuncio
cristiano e pietà popolare”, sottolineando come la religiosità
popolare è un tesoro o un patrimonio minacciato e pertanto i movimenti
devono intensificare la pietà popolare secondo i propri carismi.
Ogni movimento, inoltre, deve vivere lo spirito missionario secondo le
proprie caratteristiche.
Il secondo gruppo si concentrò sulla minaccia della diffusione
delle sette, constatando che la maggior parte di coloro che fanno parte
di una setta sono ex-cattolici ed evidenziando il problema della mancanza
di formazione tra i fedeli. Per questo venne proposto, tra le altre cose,
di accentuare l’evangelizzazione extraparrocchiale, di creare gruppi
e comunità come luoghi di incontro, e dare la priorità ai
giovani nell’evangelizzazione.
Un altro dei gruppi di lavoro analizzò “le sfide culturali
e il relativismo etico”, sottolineando il ruolo dei mezzi di comunicazione
nella creazione di questa nuova cultura. Per questo si propose di sollecitare
un’apertura verso le Chiese locali, una maggiore formazione tra
i sacerdoti diocesani che permetta di conoscere meglio i movimenti, di
evangelizzare i distinti ambienti essendo fermento nella massa, e di non
aver paura di annunciare Cristo per cambiare la cultura attuale.
Rispetto al tema della “Presenza cristiana nella società
e nella politica” si è notata una crescente presenza dei
laici cattolici coinvolti in movimenti e azioni sociali, una presenza
tuttavia ancora molto debole, e in special modo l’assenza dei laici
nelle strutture politiche, che ha permesso la costruzione di una società
senza riferimenti etici. Per questo si deve intensificare la presenza
dei laici in questi spazi e offrire una permanente formazione nel campo
politico basata sulla Dottrina Sociale della Chiesa.
“Il ruolo educativo: ricostruire il tessuto umano, familiare e sociale”
è stato un altro dei temi trattati. E’ stato proposto di
influire maggiormente sugli aspetti legislativi nazionali che colpiscono
la famiglia, di scommettere sulla dignità della persona, di sostenere
il primato sociale, un maggiore impegno sociale, politico ed economico.
Rispetto “all’immaginazione della carità davanti alle
vecchie e nuove povertà” si è sottolineata l’importanza
di vivere esperienze di carità che esigono il contatto personale
con il povero, e si sono evidenziati i modi attraverso cui i movimenti
devono rispondere alle necessità attuali, con opere e impegni concreti.
“La trasmissione e l’educazione alla fede dei giovani”
è stato l’ultimo dei temi trattati dai gruppi. Come priorità
ne sono state sottolineate tre: proclamare Cristo ai giovani in un ambiente
di accoglienza, offrire ai giovani una comunità dove si possano
fare incontri ed essere accolti, accompagnare i giovani in un itinerario
di formazione.
Il testo completo delle conclusioni e dei contributi dei gruppi di lavoro,
in spagnolo:
http://www.evangelizatio.org/portale/adgentes/chieselocali/chieselocali.php?id=222
L’Incontro Continentale e Congresso di teologia-pastorale mariana
si è svolto a Cuautitlán, Messico, dal 27 settembre al 1
ottobre 2006. Tema: Sottolineare e accogliere la pietà mariana
dei popoli latinoamericani verso la Santissima Vergine Maria, Madre di
Gesù e dei suoi discepoli.
Attraverso questo incontro di Pastorale Mariana si intendevano aprire
alcune strade alla devozione mariana dei popoli latinoamericani, in modo
che i sacerdoti, gli agenti pastorali e tutti i membri del popolo di Dio,
siano in grado di coltivarla ed essa dia i suoi frutti, approfondendo
l’incontro con Gesù Cristo vivo e il vincolo di appartenenza
alla Chiesa, ravvivando la vita liturgica, la formazione catechistica,
la vita comunitaria, l’azione missionaria e di solidarietà,
l’evangelizzazione della cultura, cioè tutte le dimensioni
della vita cristiana.
Vi parteciparono 167 persone venute da tutti i paesi dell’America
Latina e dei Caraibi, così come rappresentanti d’Italia e
degli Stati Uniti. L’incontro fu presieduto dal Cardinale Francisco
Javier Errázuiz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente
del CELAM.
Al centro dell’Incontro vi fu il Congresso Teologico-Pastorale Mariano
che annoverò diverse relazioni che abbracciarono numerose prospettive
di teologia e dei dogmi mariani. Inoltre si realizzarono vari Laboratori
tematici mariani, la cui finalità era quella di approfondire alcune
dimensioni-chiave: Maria nella Chiesa,; Maria nella pietà popolare
e nei santuari; Maria, “la donna eucaristica”; Maria e la
donna di oggi; Maria e il nostro impegno sociale; Maria nell’arte;
Maria nella catechesi.
Nove Seminari, cioè nove incontri di esperti con l’obiettivo
di preparare sussidi (pubblicazioni) per i partecipanti alla V Conferenza
Generale:
Seminario sulla Chiesa nell’Opinione Pubblica
Tema: raccogliere l’attuale opinione pubblica sulla Chiesa cattolica
nelle diverse frange della popolazione. Luogo e data: Bogotá, settembre
2005
Seminario sul Presbiterato
Tema: il Presbitero, discepolo e missionario di Gesù Cristo in
America Latina.
Luogo e data: Panama, marzo 2006
Seminari sui protagonisti sociali: politici, imprenditori, lavoratori
Tema: approfondire il ruolo dei laici nel momento presente e cercare le
cause dell’incoerenza tra l’essere e l’agire di un gran
numero di fedeli. Luogo e data: Bogotá agosto 2006. La convocazione
del Seminario invitava a riflettere sui “laici nel tempo attuale
in America Latina e nei Caraibi, sulle sfide e le opportunità,
nel mondo dell’economia, della politica e del lavoro, per consolidare
la partecipazione dei laici come discepoli e missionari di Gesù
Cristo”.
Seminario sul cambiamento culturale
Tema: Discernere il cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, con
le sue opportunità e minacce per i fedeli cristiani, come discepoli
e missionari di Gesù Cristo. Luogo e data: dal 5 al 7 settembre
2006. L’obiettivo era discernere i segnali del cambiamento d’epoca
che stiamo vivendo, per scoprire le opportunità che si presentano
per sviluppare l’identità, la vocazione e la missione dei
fedeli cristiani – discepoli e missionari di Gesù Cristo
– come anche identificare le possibili minacce.
Seminario di riflessione interdisciplinare
Tema: Riflettere sull’appuntamento della V Conferenza Generale nel
contesto storico, ecclesiale e sociale attuale. Luogo e data: Bogotá,
novembre 2006. Nella lettera di invito a questo seminario si avvertiva
la necessità di aprire un dialogo, in uno spazio speciale e interdisciplinare,
sul tema e sull’appuntamento ecclesiale: cosa significa celebrare
la V Conferenza Generale nell’attuale momento storico della Chiesa
in America Latina e nei Carabi ?
Seminario “Per la vita dei nostri popoli in Cristo” (riservato
alle donne).
Tema: approfondire il contributo femminile nella prospettiva di vita racchiusa
dal tema assegnato dal Santo Padre alla V Conferenza Generale. Luogo e
data: Bogotá, novembre 2006. Si è cercato di raccogliere
le riflessioni che scaturiscono dalla missione della donna e dalla sua
maternità spirituale, a favore della vita e della società.
Seminario di Missionologia
Tema: apportare criteri e orientamenti pastorali sulla Missione Continentale.
Luogo e data: Bogotá, marzo 2007.
Incontro tra Economisti mondiali ed il CELAM. Realizzato in collaborazione
con MISEREOR
Tema: la globalizzazione, il superamento della povertà e l’iniquità.
Luogo e data: Roma, marzo 2007.
Pubblicazioni sui differenti temi in relazione alla Conferenza
di Aparecida.
Sebbene le comunità consultate abbiano lavorato con molto interesse
ed entusiasmo, questo non vuol dire che la sintesi dei loro contributi
sia sufficiente per ottenere una visione profonda, globale, della realtà
con i suoi elementi più determinanti e dinamici, né è
sufficiente al discernimento di ciò che si è ottenuto dal
cuore e dalla volontà di Dio. Dall’inizio della preparazione,
la Presidenza del CELAM ha stimato necessario offrire diversi studi e
riflessioni sui temi centrali per il lavoro della V Conferenza Generale.
Le materie e le prospettive per avvicinarla sono numerose. Perciò
durante il tempo di preparazione sono stati pubblicati molti libri e scritti.
SVILUPPO DELLA V CONFERENZA
I lavori della V Conferenza si sviluppano in due tipi di sessione: Plenaria
e per Commissioni. Ogni Commissione, con voto segreto, tra i Vescovi con
diritto al voto, deve eleggere un moderatore e due relatori. Le votazioni
si realizzano secondo le norme del Codice di Diritto Canonico. Per la
votazione, è obbligatoria la presenza del Delegato in sala nel
momento del voto. Si vota scrivendo su un foglio una delle tre alternative
possibili: “Placet”, “Non Placet”, e “Placet
iuxta modum”.
I TESTI CONCLUSIVI DELLA CONFERENZA
Sui testi conclusivi della V Conferenza Generale, il Regolamento stabilisce
quanto segue: “L’eventuale documento finale, se così
si deciderà, o il messaggio conclusivo della Conferenza, saranno
elaborati attentamente, visionati meticolosamente dalla Commissione o
dalle Commissioni designate per questo motivo, sotto la direzione della
Presidenza e con la collaborazione del Segretario Generale, aiutato dai
Periti”. Bisogna notare, secondo quanto stabilisce lo stesso Regolamento,
che tale documento deve necessariamente essere presentato al Santo Padre
prima della sua pubblicazione, per cui “prima dell’autorizzazione
alla pubblicazione da parte del Santo Padre, resterà assolutamente
riservato e non potrà essere diffuso”.
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