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IL CAMMINO VERSO LA V CONFERENZA GENERALE

ORGANISMI COINVOLTI NELLA PREPARAZIONE

Gli organismi coinvolti nella preparazione della V Conferenza Generale dell’Episcopato latinoamericano sono due: il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) e la Pontificia Commissione per l’America Latina (CAL).

Il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) nato per volontà di Papa Pio XII nel 1955 con la Lettera Apostolica Ad Ecclesiam Christi, è un organismo ecclesiale di coordinamento con sede nella capitale della Colombia, Santa Fé di Bogotà. In concreto è “un organismo di riflessione, di collaborazione e servizio alle Conferenze Episcopali dell’America Latina” (Statuti art.1,1). Tutti gli studi cattolici che si sono occupati della nascita e dello sviluppo del CELAM concordano nel segnalare due Pastori come i più importanti sostenitori dell’istituzione di questo organismo: il Card. Antonio Samoré (Italia) e Manuel Larraín (Cile). Naturalmente ci sono molti altri nomi di latinoamericani ed europei che giustamente potrebbero essere annoverati tra i “pionieri”, come Mons. Bernardino Echeverría (Ecuador), Juan Landázuri Ricketts (Perù) e Jaime de Barros Camara, allora Arcivescovo di Rio de Janeiro.
Una menzione speciale si può fare del Cardinale Adeodato Giovanni Piazza, Legato Pontificio che Pio XII nominò Presidente della Conferenza di Rio de Janeiro (25 luglio – 4 agosto 1955) in cui venne formulata al Papa la proposta – da parte dei 96 Vescovi partecipanti – di creare il CELAM. Per volontà dello stesso Pio XII, il Card. Piazza, il 24 settembre 1955, inviò a tutti i Vescovi latinoamericani una lettera che diceva: “Sua Santità ha accolto con benevolenza la richiesta della Conferenza Generale di dar vita al Consiglio Episcopale Latinoamericano e, allo stesso tempo, il Pontefice ha approvato il contenuto del progetto della Conferenza”. Il nuovo organismo si mise rapidamente all’opera e i frutti non tardarono ad arrivare. Il momento per la nascita del CELAM era sufficientemente maturo e contava sull’appoggio entusiasta dei Pontefici, così come sull’esperienza delle Conferenze Episcopali locali.
Il Presidente ed i Delegati delle 22 Conferenze Episcopali formano l’Assemblea Generale del CELAM sotto la guida del Presidente. Questa Assemblea ordinaria si riunisce ogni 4 anni. La trentunesima Assemblea ordinaria del CELAM che dovrà eleggere le nuove cariche ed elaborare il Piano Pastorale globale a partire dalle conclusioni della V Conferenza Generale, si terrà per la prima volta all’Avana (Cuba) dal 9 al 14 luglio 2007.

Le attuali autorità del CELAM sono:
Presidente: Card. Francisco Javier Errázuiz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile (Cile)
Primo Vicepresidente: Sua Ecc. Mons. Carlos Aguiar Retes, Vescovo di Texcoco (Messico)
Secondo Vicepresidente: Sua Ecc. Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Arcivescovo di Vitória da Conquista (Brasile)
Presidente del Comitato Economico: Card. Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Santa Fé di Bogotà (Colombia)
Segretario Generale: Sua Ecc. Mons. Andrés Stanovnik, Vescovo di Riconquista (Argentina).

La Pontificia Commissione per l’America Latina (CAL). Papa Pio XII, il 21 aprile 1958, creò la Pontificia Commissione per l’America Latina (CAL). Il 30 novembre 1963, Paolo VI con lo scopo di fare della Commissione una sede in cui studiare temi e problemi relativi alla realtà latinoamericana, istituì il Consiglio Generale del CAL, formato da 24 Membri e 12 Consiglieri, tra i quali ci sono la maggior parte dei Cardinali latinoamericani e altri Vescovi, membri della Curia Romana e ecclesiastici che dirigono istituzioni di aiuto in America Latina. Giovanni Paolo II, con il Motu proprio “Decessores Nostri” (18 giugno 1988) esortò la Pontificia Commissione ad offrire un aiuto efficace e con mezzi pastoralmente opportuni al Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM). La Pontificia Commissione per l’America Latina è presieduta dal Prefetto della Congregazione per i Vescovi, attualmente il Cardinale Giovanni Battista Re. Il suo Vicepresidente, l’Arcivescovo messicano Luis Robles Díaz, è mancato improvvisamente a Roma sabato 7 aprile 2007.

Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Decessores Nostri”, del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con la quale si riorganizza la Pontificia Commissione per l’America Latina (18 giugno 1988).

1. I nostri predecessori e noi stessi, mossi dalla quotidiana “sollicitudo omnium Ecclesiarum”, abbiamo riposto gran parte delle nostre cure e delle nostre ferme speranze nelle sorti della Chiesa nei Paesi dell’America Latina. Ne è testimonianza la creazione, da parte del Sommo Pontefice Pio XII, in data 21 aprile 1958, di un’apposita Commissione pontificia, con la finalità di studiare in maniera unitaria i principali problemi della vita cattolica, della difesa della fede e dell’incremento della religione nell’America Latina, favorendo la maggiore cooperazione fra gli organismi della Curia romana interessati alla loro soluzione, e di assistere con i mezzi pastoralmente più opportuni il Consiglio episcopale Latino-americano (CELAM).
Si aggiunse poi il Consiglio generale della Pontificia Commissione per l’America Latina, istituito da Paolo VI il 30 novembre 1963, con la espressa finalità di studiare i temi e i problemi di maggior interesse riguardanti il continente Latinoamericano, formulandone gli opportuni suggerimenti.
I frutti dati da entrambi gli organismi strettamente collegati fra loro e l’importanza della funzione che essi hanno lodevolmente svolto in questi anni consigliano oggi di potenziarli ulteriormente e di dare loro una struttura solida e articolata, in consonanza anche con la nuova organizzazione della Curia romana.
Perciò, “Motu Proprio”, con conoscenza di causa e dopo matura deliberazione, dichiariamo che rimangano unificati la Pontificia Commissione per l’America Latina e il Consiglio generale della Pontificia Commissione per l’America Latina. L’organismo così costituito continuerà a chiamarsi “Pontificia Commissione per l’America Latina”.
Questa commissione è strettamente vincolata alla Congregazione per i Vescovi e si reggerà secondo le norme che seguono.
I. La Pontificia Commissione per l’America Latina ha il compito primario di studiare in maniera unitaria i problemi dottrinali e pastorali concernenti la vita e lo sviluppo della Chiesa nell’America Latina, nonché di assistere e aiutare gli organismi della curia maggiormente interessati per propria autorità e competenza nella soluzione di questi specifici problemi. Tramite il suo presidente, la Commissione informa regolarmente in merito il Sommo Pontefice, e gli presenta anche tutti i suggerimenti di eventuali iniziative e misure di governo che si ritengono convenienti od opportuni.
II. La commissione svolge anche un’opera di specifico collegamento tra la Santa Sede e i diversi organismi soprannazionali o nazionali per l’America Latina. Concretamente, essa è in contatto regolare:
a) con il CELAM e il suo Segretariato generale, tenendo continui rapporti con gli stessi e seguendo attentamente quanto riguarda il loro funzionamento e le loro iniziative; in particolare, s’interessa all’esame, d’accordo con i competenti organismi della Curia romana, delle conclusioni e risoluzioni prese dal CELAM nelle proprie riunioni;
b) con gli organismi episcopali nazionali e altri enti di aiuto all’America Latina;
c) con la Confederazione latino americana dei religiosi (CLAR), chiedendo consiglio alla Congregazione che si chiamerà per gli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, specialmente per quanto concerne l’inserimento e la partecipazione dei religiosi nella pastorale della Chiesa in America Latina e, pertanto, i rapporti di detta Confederazione con i Vescovi diocesani, con le Conferenze episcopali e con lo stesso CELAM;
d) con le istituzioni cattoliche internazionali e le altre associazioni e movimenti che operano in America Latina, opportunamente udito il parere del Consiglio per i Laici.
III. Presidente della Pontificia Commissione è il prefetto della Congregazione per i Vescovi, che è coadiuvato da un Vescovo vicepresidente. Li assistono, come consiglieri, alcuni Vescovi scelti dal romano Pontefice, sia dalla Curia romana sia dall’episcopato di America Latina.
IV. Membri della medesima, nominati dal Sommo Pontefice, sono: - i segretari dei dicasteri maggiormente interessati; - due Vescovi che facciano parte del Consiglio episcopale Latinoamericano; - tre Presuli diocesani di America Latina.
V. La Commissione ha propri officiali.
VI. La CAL si riunirà di regola ogni tre mesi per l’esame di tutte le questioni ordinarie e straordinarie appartenenti alla competenza propria della Commissione (art. I e II).
VII. Per lo studio di questioni generali di particolare importanza la CAL si avvarrà di una propria assemblea Plenaria (“Consiglio Generale”) alla quale saranno invitati oltre ai membri della medesima commissione: il presidente del Consiglio episcopale Latinoamericano; i presidenti e i segretari degli organismi episcopali nazionali per l’aiuto alla Chiesa in America Latina e di altre istituzioni, a giudizio della Santa Sede;
- i presidenti dell’Unione dei Superiori Generali;
- e dell’Unione Internazionale delle Superiore;
- e della Confederazione latinoamericana dei religiosi.
VIII. In un regolamento, da sottoporre alla nostra approvazione, verranno ulteriormente specificate e dettagliate le norme con le quali si reggerà e funzionerà questa Pontificia Commissione.
Quanto stabilito da noi in questa lettera “Motu Proprio” comandiamo essere tutto confermato e ratificato, senza che nulla osti in contrario.
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 18 del mese di giugno dell’anno 1988, decimo del nostro Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
Entrambi gli organismi sono stati molto importanti nella preparazione e realizzazione delle Assemblee a partire da Medellín, così come nella diffusione e applicazione delle loro conclusioni giocando un ruolo decisivo nel processo di maturazione continentale della Chiesa in America.


IL LUOGO DI CELEBRAZIONE DELLA V CONFERENZA GENERALE

“Se il Brasile nacque all’ombra della croce, si organizzò, crebbe e prosperò, protetto sempre dalla Madre Santissima, venerata eternamente e invocata sotto numerosi titoli” (Papa Pio XII nel Radio messaggio del settembre 1954).
I lavori della V Conferenza Generale si svolgeranno per 18 giorni nelle strutture del Santuario Nazionale di “Nostra Signora di Aparecida”, Patrona del Brasile. Per la prima volta una Conferenza Generale sarà celebrata all’interno di un santuario della Vergine Maria. Secondo Padre Sidney Fones, Segretario aggiunto del CELAM, “scegliendo un santuario mariano così significativo per accogliere la Quinta Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, Benedetto XVI dimostra che l’appuntamento non deve essere solo un incontro di lavoro, ma anche, per usare un’espressione biblica, un “cenacolo”, un momento di orazione, di discernimento”.
Mons. Andrés Stanovnik, Segretario generale della Quinta Conferenza Generale ha affermato: “Quando ci hanno messo al corrente del fatto che il Santo Padre Benedetto XVI aveva deciso che la Quinta Conferenza sarebbe avvenuta all’interno del Santuario di Aparecida, ci siamo rallegrati moltissimo. Primo, perché la Conferenza si terrà all’interno di un santuario mariano che ha un profondo significato nella nostra regione. La devozione mariana è una caratteristica dei nostri popoli. La nostra gente si sente molto legata ai santuari mariani dove sperimenta una speciale vicinanza alla Vergine, e si lascia condurre da essa all’incontro con Gesù Cristo e con la Chiesa. I Vescovi saranno lì più di 20 giorni, accompagnati da numerosi pellegrini durante le celebrazioni quotidiane della Santa Messa all’altare maggiore della Basilica. La presenza della Vergine Maria, prima discepola e missionaria, ci ricorderà ad ogni passo la nostra comune vocazione di discepoli e missionari di Gesù Cristo. Per la Conferenza di Aparecida, l’appuntamento mariano si rende ancora più significativo se teniamo presente che l’inaugurazione e la chiusura coincidono provvidenzialmente con due feste mariane: il 13 maggio la Vergine di Fatima, ed il 31 maggio la Visitazione della Santissima Vergine Maria. Nel contesto del Santuario di Aparecida, dove si terrà la riunione dei Vescovi, la presenza di Nostra Signora ci riporta alla mente quei giorni in cui Lei, perseverando insieme agli Apostoli, cooperò per la nascita della Chiesa. In Essa noi confidiamo, affinché anche oggi sia con noi, ci mostri il cammino della docilità e dell’obbedienza allo Spirito Santo, e affinché con la sua luce sappiamo discernere il tempo presente e così, rinnovati dall’ardore missionario, lavoriamo tenacemente a favore della vita dei nostri popoli in Cristo, Via, Verità e Vita.”

Alcuni dati sulla città di Aparecida (conosciuta dai brasiliani come Aparecida del Nord). Ad alcuni chilometri da Guarantiguetá, città dello Stato di San Paolo, si trova il paese di Aparecida, che deve il suo nome e la sua origine al Santuario della Vergine che fu costruito nel 1743. Popolazione: 34.904 abitanti (censimento del 2000 ). Attualmente Aparecida accoglie circa 7 milioni di pellegrini l’anno. Distanza da San Paolo: 168 km.

Dati storici sul ritrovamento dell’immagine di “Nostra Signora di Aparecida”.
Nel 1717 il governatore del reggimento di San Paolo, Don Pedro de Almeida, sta facendo un viaggio verso Minas Gerais seguendo la strada di Valle del Paraíba. Per sfamare il governatore ed il suo seguito avevano chiesto ai pescatori del luogo di riunire la maggior quantità possibile di pesce. I pescatori, tra i quali c’erano Domingo Martins, Juan Alves e Felipe Pedroso, presero le loro canoe, si diressero al Río Paraíba e cominciarono a lavorare pieni di entusiasmo. Lanciavano le reti una, due volte, ma era inutile. Non riuscirono a pescare nulla. Navigarono per sei chilometri risalendo il fiume, fino al porto di Itaguassú. Gettarono nuovamente le reti ma l’unica cosa che riuscirono a tirare fuori fu una figura di ceramica, coperta di fango e senza testa. Dopo averle lanciate nuovamente presero la testa e scoprirono che si trattava dell’immagine di Nostra Signora della Concezione. Dopo questo ritrovamento presero una grande quantità di pesce. I pescatori ritornarono alle loro case felici di aver fatto una pesca così meravigliosa e molto stupiti per ciò che gli era successo.
Felipe Pedroso, uno dei pescatori, conservò l’immagine di ceramica a casa sua, insieme a Lorenzo de Sá, per circa sei anni. Quindi andò a vivere a Ponte Alta dove rimase per circa nove anni. Si trasferì poi a Itaguassú, dove aveva trovato l’immagine. Nel 1733 Felipe regalò l’immagine a suo figlio Atanasio Pedroso. Atanasio fece costruire un oratorio e collocò l’immagine della Vergine sul cosiddetto “altare di Paus”. In questo oratorio si riuniva tutti i sabati con la sua famiglia e un gruppo di vicini per recitare la terza parte del Santo Rosario e lodare la Santissima Vergine.
Subito cominciarono ad avvenire straordinari prodigi e la fama della Vergine cominciò a diffondersi spontaneamente. Il numero di pellegrini che venivano dai paesi vicini crebbe e la piccola cappella di Itaguassú non poteva certo contenerli. Allora Padre José Alves, vicario della parrocchia di Guaratinguetá, ordinò di costruire una cappella più grande nel Morro dei Coqueiros, che era più vicina alla parrocchia. Il tempio venne inaugurato il 26 luglio 1745, sotto il titolo di Nostra Signora Aparecida, e due anni dopo sorse intorno ad esso un piccolo paese. Il numero dei pellegrini continuò a crescere in modo straordinario e la devozione si estese per tutto il Brasile. Molto presto cominciarono a dedicare Cappelle e Chiese a Nostra Signora Aparecida, che da tutte le parti era invocata come Madre e Patrona.
Nel 1852 venne realizzata una nuova costruzione e più tardi, nel 1888, un’altra ancora. Nel 1904 l’immagine fu solennemente incoronata e nel 1908 il tempio fu elevato alla dignità di Basilica minore. Il 16 giugno 1930 Papa Pio XI dichiarò Nostra Signora Aparecida patrona del Brasile. Nel 1946 iniziò la costruzione dell’attuale Basilica, che il 4 giugno 1980 fu consacrata dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

Date principali
1717: tre pescatori trovano nella loro rete l’immagine di Nostra Signora della Concezione Aparecida e inizia la devozione.
1741: si costruisce una cappella per accogliere l’immagine dell’Aparecida.
1844: fu costruita una chiesa maggiore, conosciuta come la “Basilica minore”.
1955: iniziò la costruzione della “Basilica Nuova”, consacrata dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1980.

Incoronazione di Nostra Signora di Aparecida, Patrona e Regina del Brasile.
Papa Giovanni Paolo II inviò un suo Messaggio a Mons. Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida, in Brasile, in occasione del centenario dell’incoronazione della statua di Nostra Signora della Concezione di Aparecida. Il Santo Padre si univa spiritualmente al caro paese brasiliano in questo omaggio alla sua Regina e Protettrice, e nominava suo Inviato speciale ai riti ed alle celebrazioni di questo significativo evento, che avrebbe avuto luogo nel Santuario Nazionale di Nostra Signora Aparecida, il Cardinale Eugenio Araujo Sales.
“Sono passati quasi tre secoli – spiegava il Santo Padre nel Messaggio – da quando la Vergine ebbe un incontro singolare con il popolo brasiliano di questo luogo”. Infatti “le origini del santuario sono in relazione con la scoperta da parte di tre pescatori, di una piccola immagine di Nostra Signora, di colore nero e con il viso sorridente, che videro sorgere dalle acque, pescata con una rete, con la quale, dopo, ottennero una pesca molto abbondante”.
I tre pescatori riconobbero in questa azione un segnale di protezione speciale della Vergine. E a partire da questo remoto mese di settembre del 1717, “crebbe nel popolo un culto per l’immagine, che cominciarono a chiamare Aparecida. La moltitudine immensa di persone e fedeli che si presenta al santuario della Regina e Protettrice obbedisce – scriveva il Papa – a un commovente e sincero richiamo dell’anima di questo popolo brasiliano nella sua ricerca di Dio attraverso Nostra Signora”. “Nel passato della storia di questa immagine morena di Regina e Madre tanto amata – proseguiva il Pontefice – una moltitudine di uomini e donne di tutte le culture e condizioni l’ha proclamata Sovrana. Per questo il mio venerabile predecessore, Pio X, colpito dalla sollecitudine dei figli devoti della Vergine Aparecida, incoronò Nostra Signora come Regina del Brasile nel 1904”.
Giovanni Paolo II affidò ognuna delle Comunità Ecclesiali brasiliane alla protezione di Nostra Signora Aparecida, affinché i suoi figli fedeli rimanessero nella purezza delle fede, fossero collaboratori della speranza e generosi nella carità.

Alcuni dati sul Santuario Nazionale di Aparecida
È affidato alla cura pastorale dei padri Redentoristi; contiene 75 mila persone; la cupola centrale ha un’altezza di 70m e un diametro di 78m. La torre della Basilica misura 100m di altezza, i pellegrini possono salire grazie a moderni ascensori per osservare la città di Aparecida e il porto di Itaguassú dove venne ritrovata l’immagine di Nostra Signora.
L’Arcidiocesi di Aparecida include la Radio Aparecida che copre tutto il territorio brasiliano e recentemente ha inaugurato la TV Aparecida. L’Arcivescovo è Mons. Raymundo de Assis Damasceno.

PARTECIPANTI

Per quel che riguarda i partecipanti, eccetto la nomina della Presidenza, costituita da tre Presidenti e un Segretario generale, che è prerogativa del Santo Padre, il Regolamento della V Conferenza Generale, approvato da Benedetto XVI, stabilisce quanto segue:

Con diritto di parola e di voto partecipano 162 tra Cardinali e Vescovi, tra i quali:
A. I tre Presidenti nominati dal Santo Padre: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina; il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente del CELAM; il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di San Salvador de Bahía e Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile.
B. Tutti i Cardinali latinoamericani – residenti in America – che non hanno superato gli 80 anni.
C. I membri della Presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano – CELAM – in carica all’inaugurazione dell’Assemblea (secondo gli Statuti del CELAM sono il Presidente, i due Vicepresidenti, il Segretario Generale e il Presidente del Comitato Economico )
D. I Presidenti delle Conferenze Episcopali dell’America Latina che partecipano di diritto. Inoltre partecipano anche i Presidenti delle Conferenze Episcopali degli Stati Uniti d’America, del Canada, della Spagna e del Portogallo. Per la prima volta in questa Conferenza i Presidenti di questi paesi avranno diritto di parola e di voto. Finora erano stati solamente ospiti, senza diritto al voto.
E. I Vescovi delegati di ogni Conferenza Episcopale dell’America Latina ed eletti dalla stessa (i Vescovi emeriti possono essere eletti come Delegati). La proporzione è un Vescovo per ogni otto Vescovi, per garantire in questo modo la proporzionalità e la rappresentatività della Chiesa. Per questo il numero maggiore di rappresentanti sarà quello di Brasile e Messico.
F. Il Presidente e il Vicepresidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
G. Cardinali e Vescovi designati dal Papa.
H. Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

Tutti gli eletti devono essere ratificati dal Santo Padre.
Solo con diritto di parola partecipano inoltre: il Nunzio Apostolico in Brasile e altri due Rappresentanti Pontifici in America Latina designati dal Santo Padre; i Vescovi Presidenti o i Vescovi Segretari Generali del “Consilium Conferentiarium Episcopalium Europae”, del “Symposium” delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar e della Federazione delle Conferenza Episcopali dell’Asia; tre Vescovi degli Stati Uniti e uno del Canada designati dalla Presidenza delle loro rispettive Conferenze Episcopali.

Benché si tratti di una Conferenza dell’Episcopato, partecipano anche in qualità di Invitati, senza voto, ma possono prendere la parola quando la Presidenza li invita a parlare su un tema:
- 24 sacerdoti diocesani rappresentati delle Conferenze Episcopali.
- 4 diaconi permanenti.
- 23 membri di Istituti di Vita Consacrata (uomini e donne).
- 17 laici ( uomini e donne ).
- 6 rappresentanti ecumenici.
- 5 membri di Organismi di aiuto alla Chiesa dell’America Latina.
- 15 esperti in diverse specialità.

A questi si devono aggiungere alcune persone invitate espressamente dalla Presidenza. In qualità di Osservatori, sono presenti i Rappresentanti di altre Chiese e comunità ecclesiali proposte dal CELAM, in accordo con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
Alla Conferenza partecipano anche i Periti designati dalla Santa Sede. La funzione dei Periti è di assistere la Presidenza e la Segreteria Generale della Conferenza, secondo l’elaborazione di interventi e di testi, quando viene richiesta la loro collaborazione.
Numero totale di partecipanti: (vedi in allegato l’elenco dei partecipanti)
A. MEMBRI: 162
B. INVITATI: 81
C. OSSERVATORI: 8
D. ESPERTI 15
TOTALE 266


IL DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE

Il Documento di Partecipazione, come indica il suo nome, espone il tema della V Conferenza Generale e cerca di suscitare la partecipazione più ampia possibile nella fase di preparazione. E’ incentrato sulla vocazione dei discepoli e missionari di Cristo, chiamati da Lui all’inizio del terzo millennio, affinché “i nostri popoli possano soddisfare la loro sete di vita in Cristo”.
Il Capitolo I si rifà agli aneliti più profondi della nostra esistenza come esseri umani e come battezzati. Di fronte alla nascita di una nuova epoca, in mezzo a grandi disorientamenti, a nuove aspettative e rifiuti, era conveniente rifarsi agli aneliti più profondi della nostra esistenza, soprattutto a quelli di verità e felicità, perché fossero illuminati dalla rivelazione tanto dell’Antica come della Nuova Alleanza.
Il Capitolo II propone di prendere coscienza del fatto di essere stati benedetti, senza meriti da parte nostra, grazie alla Buona Novella che è arrivata, non senza sacrifici, come un messaggio di speranza nelle terre latinoamericane, e anche dalle sollecitazioni dello Spirito Santo, in questo momento di Nuova Evangelizzazione.
Questi capitoli vogliono aiutare le comunità che lavorano a prendere coscienza dei propri aneliti e della grande benedizione che hanno ricevuto da Dio. Sono capitoli che invitano alla gratitudine e a guardare la nostra vocazione, come le sfide del tempo attuale.
A partire da questa presa di coscienza, il Capitolo III, invita ad andare incontro a Gesù Cristo, e a rimanere in Lui come suoi discepoli e missionari che vivono nella comunione della Chiesa, proponendo di approfondire il contenuto biblico e teologico della condizione di discepoli e missionari, e di percorrere le strade che portano a convertirci realmente in discepoli e missionari di Gesù Cristo, per far sì che molti lo incontrino e lo seguano.
Aprire i nostri occhi sulla realtà del mondo e della Chiesa all’inizio del terzo millennio, vuol dire trovarsi di fronte a grandi sfide. Questo è il contenuto del Capitolo IV. La voce del tempo è la voce di Dio. Egli ci parla attraverso gli appuntamenti e le situazione che attraversiamo durante il nostro pellegrinaggio. La maggior parte di queste sono situazioni molto dolorose, come ad esempio il perdurare della povertà; altre sollevano dubbi, altre ancora parlano con gratitudine dei doni che lo Spirito Santo continua a fare alla Chiesa in America Latina e nei Caraibi. Tali sfide si valuteranno, completeranno o ridefiniranno con maggiore precisione e ampiezza. Questo capitolo si suddivide in quattro tematiche: Viviamo in mezzo ai dolori del parto della nuova epoca; la globalizzazione, una sfida per la Chiesa; le speranze e le tristezza dei nostri popoli ci chiamano; i cattolici e la Chiesa di fronte alle altre sfide interne al proprio contesto di vita.
L’ultimo capitolo si riferisce all’urgenza della missione di Gesù Cristo. Attraverso di Lui il Padre ci ha inviato a tutte le genti. La nostra missione richiede di evangelizzare la cultura dei nostri popoli, arrivando sino alle loro stesse radici (EN 18 e 20). È un compito che coinvolge tanto la Chiesa quanto la Società. Vogliamo che la cultura sia uno spazio che accoglie la vita in Cristo, in modo che tutti siano in Lui figli dello stesso Padre, e vivano come membri della famiglia di Dio, chiamati alla santità, alla gioia ed alla fecondità della Buona Novella. Vogliamo che anche i poveri e gli emarginati possano vivere in conformità alla loro dignità di figli di Dio, e che tutti lavorino con la passione “per la cultura della vita”, soprattutto della vita dei suoi membri più afflitti, essendo in Gesù Cristo i costruttori del suo Regno.
Il testo di questo capitolo è una breve introduzione al tema: “Affinché i nostri popoli in Lui abbiano vita”. Si distingue perché si tratta della vita “in Lui”, la vita che da Cristo resuscitato prende la sua forza, la sua ispirazione e il suo stile inconfondibile; perché ha la sua origine in Lui, si realizza con Lui e raggiunge in Lui la sua pienezza. Ci chiede di realizzare la missione della Chiesa in questo tempo di grazia, mediante un’azione in favore della vita dei nostri popoli in Lui. Sapendo che Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita, tutti potranno proporre come rispondere alle sfide dell’inizio del terzo millennio con la coerenza dei discepoli e dei missionari del Signore. E’ un capitolo che si apre decisamente alla testimonianza e all’azione missionaria. È un capitolo che mira verso la Grande Missione Continentale che si desidera iniziare con la celebrazione della V Conferenza Generale.
Il testo completo del documento di partecipazione
http://www.celam.info/download/documentoparticipacion_ultimo.doc


IL DOCUMENTO DI SINTESI.

Il documento di “Sintesi dei contributi ricevuti per la V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano” è stato presentato nella sede del CELAM a Bogotá (Colombia) il 30 marzo 2007 e costituisce il documento che accompagnerà il lavoro dei Vescovi riuniti ad Aparecida. Questo testo è il risultato di un intenso lavoro durato mesi, durante i quali sono stati raccolti i contributi di 21 Conferenze Episcopali della regione, dei Dipartimenti del CELAM, di alcuni Dicasteri Romani, di diversi organismi ed altre associazioni. I testi sono stati studiati da una Commissione speciale di Vescovi, teologi, e biblisti nominati dalla Presidenza del CELAM. Una volta studiati, i testi sono stati la base per redigere il documento di sintesi.
La Sintesi consta di una Introduzione, tre capitoli e le conclusioni. L’Introduzione spiega il grande cammino intrapreso in America dall’arrivo della fede, che lo convertì nel Continente della Speranza, e che è riuscito, con la sua singolare originalità, ad arricchire il cammino della Chiesa Universale. È espressamente riconosciuto che “la fede cattolica, che si stabilì nel Continente dal primo momento, segna profondamente la nostra storia”. Questa fede ha avuto una accoglienza positiva “grazie alla potente azione dello Spirito attraverso le gesta evangelizzatrici e la predisposizione di tanti missionari ad avvicinarsi alle culture autoctone in maniera chiara e comprensibile”, inoltre fu decisiva, “la missione evangelizzatrice di numerosi vescovi, missionari, religiosi e laici appassionati alla vita e al destino degli uomini e dei popoli”. Ma si nota anche che “in numerosi popoli l’identità culturale e cristiana è fragile” e che “i processi di evangelizzazione molte volte sono rimasti incompiuti”.
Il Primo Capitolo, “Guardiamo i nostri Popoli alla luce del Progetto del Padre”, esprime l’amore di Dio per il popolo latinoamericano, un amore che indipendentemente dalla sua immensità si è impoverito per il peccato dell’uomo. Questa realtà del peccato si riflette in America nelle recenti sfide e nei fenomeni come l’impatto della globalizzazione, l’egemonia del fattore economico e tecnico-scientifico e la crisi della famiglia e della cultura. Il Capitolo Secondo, “Gesù Cristo, fonte di vita degna e piena”, offre orientamenti e criteri per il discernimento e la missione a partire dalla rivelazione. Il Terzo Capitolo, “Lo Spirito ci stimola ad essere discepoli e missionari”, si occupa della missione evangelizzatrice della Chiesa, che stimolata e animata dallo Spirito Santo, convoca tutti i suoi membri per la missione, ispirandosi alla vita della Vergine Maria, degli Apostoli e dei Santi.
Il testo completo del documento di sintesi
http://www.fides.org/spa/documents/celam/vconferencia_sintesis_300307.pdf

IL CAMMINO DI PREPARAZIONE ALLA V CONFERENZA DEL CELAM.

Gli statuti del CELAM stabiliscono, tra le sue funzioni, quella di “preparare le Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi quando la Santa Sede le convoca” (Art. 4, 7). Per portare a termine questa missione si sono seguite cinque strade. Una prima strada di preparazione, il cammino più ampio e diretto, è stato realizzato nelle diocesi e nei paesi. Altra strada è stata quella di porsi in contatto con i differenti Dicasteri della Curia Romana, chiedendo i loro contributi nella preparazione della Conferenza. Una terza strada ha portato a orientare di nuovo, alla luce del tema della Conferenza di Aparecida, il compimento dei programmi scaturiti dalle precedenti Assemblee del CELAM, che configurano il Piano Globale del quadriennio. La quarta strada è stata convocare congressi e seminari di specialisti, affinché i partecipanti potessero arricchirsi con le loro riflessioni. Per ultima, la quinta strada consiste nel pubblicare alcuni libri sulla situazione dell’America Latina e dei Caraibi, e su temi biblici che illuminino il tema della Conferenza di Aparecida.

La preparazione delle Conferenze Episcopali e delle diocesi
Molte Conferenze Episcopali hanno accolto con entusiasmo il tema e l’invito a partecipare attivamente alla preparazione. Il Documento di Partecipazione è stato ristampato in molti paesi. Alcune Conferenze Episcopali hanno adattato le schede alla propria specifica realtà. Il lavoro si è rivelato molto fecondo in quelle diocesi che sono state invitate non solo a riflettere e ad apportare contributi, ma anche a pregare e ad iniziare quel processo di vita che implica l’ascolto della parola di Dio sul tema della Conferenza. In alcuni paesi le Assemblee delle Conferenze Episcopali hanno dedicato parte delle loro riflessioni alla V Conferenze Generale. La scheda per i Vescovi è stata il punto di partenza di interscambi sulla loro vita e sul loro ministero.
Nella sede del CELAM, a partire dal mese di novembre, sono stati raccolti i contributi delle Conferenze Episcopali. Durante il mese di dicembre 2006 sono stati classificati secondo il diverso tema. Hanno risposto 21 delle 22 Conferenze Episcopali. Le loro risposte hanno riempito 1421 pagine. Negli Stati Uniti d’America si è lavorato sul Documento di Partecipazione in 50 diocesi. Anche queste inviarono il frutto delle loro riflessioni. Si sono avuti, inoltre, contributi da persone e organismi di vari paesi, anche da organismi internazionali, inviati direttamente alla sede del CELAM, per un totale di 720 pagine.
Un gruppo di Vescovi e di teologi ha lavorato assiduamente a Bogotá, riassumendo i contributi arrivati e stendendo il “Documento di Sintesi” che è stato pubblicato il 30 marzo 2007.

Congressi, Incontri e Seminari
Gli Incontri ed i Seminari che facevano parte del Piano Globale 2003-2007, avviato dal momento in cui il Santo Padre ha approvato il tema della Conferenza di Aparecida, sono stati realizzati quasi sempre alla luce del tema scelto. Per questo in molte di tali occasioni sono scaturiti contributi diretti per la V Conferenza Generale. Tra questi Congressi si evidenziano:

Due Congressi Continentali con un’ampia partecipazione dei membri delle rispettive aree:

Il Primo Incontro Continentale dei Rappresentanti dei Movimenti Apostolici e delle Nuove Comunità in America Latina e nei Caraibi. Preparato insieme al Pontificio Consiglio dei Laici, e realizzato a Bogotá (Colombia) dal 9 al 12 marzo 2006. Tema: “Discepoli e Missionari di Gesù Cristo oggi” itinerari di fede e impegni. L’obiettivo dell’incontro era riflettere e raccogliere la valida esperienza dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità nel loro modo di condurre all’incontro con Gesù Cristo vivo e di formare discepoli e missionari al servizio dell’evangelizzazione, della cultura e della costruzione della società.
Un primo bilancio ha mostrato che questo Congresso, il primo realizzato in America Latina dai Movimenti Ecclesiali del Continente e dei Caraibi, ha avuto un grande risultato. Tanto il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, l’Arcivescovo Stanislaw Rylko, e i suoi collaboratori, quanto i membri del CELAM e i Vescovi presenti, hanno considerato di grande valore l’invito a offrire la propria esperienza e l’accoglienza ricevuta dal Consiglio Episcopale. I 180 partecipanti che rappresentavano 45 movimenti e comunità si riunirono in gruppi distinti secondo 7 diverse tematiche. Il primo gruppo si concentrò sul tema “Annuncio cristiano e pietà popolare”, sottolineando come la religiosità popolare è un tesoro o un patrimonio minacciato e pertanto i movimenti devono intensificare la pietà popolare secondo i propri carismi. Ogni movimento, inoltre, deve vivere lo spirito missionario secondo le proprie caratteristiche.
Il secondo gruppo si concentrò sulla minaccia della diffusione delle sette, constatando che la maggior parte di coloro che fanno parte di una setta sono ex-cattolici ed evidenziando il problema della mancanza di formazione tra i fedeli. Per questo venne proposto, tra le altre cose, di accentuare l’evangelizzazione extraparrocchiale, di creare gruppi e comunità come luoghi di incontro, e dare la priorità ai giovani nell’evangelizzazione.
Un altro dei gruppi di lavoro analizzò “le sfide culturali e il relativismo etico”, sottolineando il ruolo dei mezzi di comunicazione nella creazione di questa nuova cultura. Per questo si propose di sollecitare un’apertura verso le Chiese locali, una maggiore formazione tra i sacerdoti diocesani che permetta di conoscere meglio i movimenti, di evangelizzare i distinti ambienti essendo fermento nella massa, e di non aver paura di annunciare Cristo per cambiare la cultura attuale.
Rispetto al tema della “Presenza cristiana nella società e nella politica” si è notata una crescente presenza dei laici cattolici coinvolti in movimenti e azioni sociali, una presenza tuttavia ancora molto debole, e in special modo l’assenza dei laici nelle strutture politiche, che ha permesso la costruzione di una società senza riferimenti etici. Per questo si deve intensificare la presenza dei laici in questi spazi e offrire una permanente formazione nel campo politico basata sulla Dottrina Sociale della Chiesa.
“Il ruolo educativo: ricostruire il tessuto umano, familiare e sociale” è stato un altro dei temi trattati. E’ stato proposto di influire maggiormente sugli aspetti legislativi nazionali che colpiscono la famiglia, di scommettere sulla dignità della persona, di sostenere il primato sociale, un maggiore impegno sociale, politico ed economico.
Rispetto “all’immaginazione della carità davanti alle vecchie e nuove povertà” si è sottolineata l’importanza di vivere esperienze di carità che esigono il contatto personale con il povero, e si sono evidenziati i modi attraverso cui i movimenti devono rispondere alle necessità attuali, con opere e impegni concreti.
“La trasmissione e l’educazione alla fede dei giovani” è stato l’ultimo dei temi trattati dai gruppi. Come priorità ne sono state sottolineate tre: proclamare Cristo ai giovani in un ambiente di accoglienza, offrire ai giovani una comunità dove si possano fare incontri ed essere accolti, accompagnare i giovani in un itinerario di formazione.
Il testo completo delle conclusioni e dei contributi dei gruppi di lavoro, in spagnolo:
http://www.evangelizatio.org/portale/adgentes/chieselocali/chieselocali.php?id=222

L’Incontro Continentale e Congresso di teologia-pastorale mariana si è svolto a Cuautitlán, Messico, dal 27 settembre al 1 ottobre 2006. Tema: Sottolineare e accogliere la pietà mariana dei popoli latinoamericani verso la Santissima Vergine Maria, Madre di Gesù e dei suoi discepoli.
Attraverso questo incontro di Pastorale Mariana si intendevano aprire alcune strade alla devozione mariana dei popoli latinoamericani, in modo che i sacerdoti, gli agenti pastorali e tutti i membri del popolo di Dio, siano in grado di coltivarla ed essa dia i suoi frutti, approfondendo l’incontro con Gesù Cristo vivo e il vincolo di appartenenza alla Chiesa, ravvivando la vita liturgica, la formazione catechistica, la vita comunitaria, l’azione missionaria e di solidarietà, l’evangelizzazione della cultura, cioè tutte le dimensioni della vita cristiana.
Vi parteciparono 167 persone venute da tutti i paesi dell’America Latina e dei Caraibi, così come rappresentanti d’Italia e degli Stati Uniti. L’incontro fu presieduto dal Cardinale Francisco Javier Errázuiz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente del CELAM.
Al centro dell’Incontro vi fu il Congresso Teologico-Pastorale Mariano che annoverò diverse relazioni che abbracciarono numerose prospettive di teologia e dei dogmi mariani. Inoltre si realizzarono vari Laboratori tematici mariani, la cui finalità era quella di approfondire alcune dimensioni-chiave: Maria nella Chiesa,; Maria nella pietà popolare e nei santuari; Maria, “la donna eucaristica”; Maria e la donna di oggi; Maria e il nostro impegno sociale; Maria nell’arte; Maria nella catechesi.

Nove Seminari, cioè nove incontri di esperti con l’obiettivo di preparare sussidi (pubblicazioni) per i partecipanti alla V Conferenza Generale:
Seminario sulla Chiesa nell’Opinione Pubblica
Tema: raccogliere l’attuale opinione pubblica sulla Chiesa cattolica nelle diverse frange della popolazione. Luogo e data: Bogotá, settembre 2005
Seminario sul Presbiterato
Tema: il Presbitero, discepolo e missionario di Gesù Cristo in America Latina.
Luogo e data: Panama, marzo 2006
Seminari sui protagonisti sociali: politici, imprenditori, lavoratori
Tema: approfondire il ruolo dei laici nel momento presente e cercare le cause dell’incoerenza tra l’essere e l’agire di un gran numero di fedeli. Luogo e data: Bogotá agosto 2006. La convocazione del Seminario invitava a riflettere sui “laici nel tempo attuale in America Latina e nei Caraibi, sulle sfide e le opportunità, nel mondo dell’economia, della politica e del lavoro, per consolidare la partecipazione dei laici come discepoli e missionari di Gesù Cristo”.
Seminario sul cambiamento culturale
Tema: Discernere il cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, con le sue opportunità e minacce per i fedeli cristiani, come discepoli e missionari di Gesù Cristo. Luogo e data: dal 5 al 7 settembre 2006. L’obiettivo era discernere i segnali del cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, per scoprire le opportunità che si presentano per sviluppare l’identità, la vocazione e la missione dei fedeli cristiani – discepoli e missionari di Gesù Cristo – come anche identificare le possibili minacce.
Seminario di riflessione interdisciplinare
Tema: Riflettere sull’appuntamento della V Conferenza Generale nel contesto storico, ecclesiale e sociale attuale. Luogo e data: Bogotá, novembre 2006. Nella lettera di invito a questo seminario si avvertiva la necessità di aprire un dialogo, in uno spazio speciale e interdisciplinare, sul tema e sull’appuntamento ecclesiale: cosa significa celebrare la V Conferenza Generale nell’attuale momento storico della Chiesa in America Latina e nei Carabi ?
Seminario “Per la vita dei nostri popoli in Cristo” (riservato alle donne).
Tema: approfondire il contributo femminile nella prospettiva di vita racchiusa dal tema assegnato dal Santo Padre alla V Conferenza Generale. Luogo e data: Bogotá, novembre 2006. Si è cercato di raccogliere le riflessioni che scaturiscono dalla missione della donna e dalla sua maternità spirituale, a favore della vita e della società.
Seminario di Missionologia
Tema: apportare criteri e orientamenti pastorali sulla Missione Continentale. Luogo e data: Bogotá, marzo 2007.
Incontro tra Economisti mondiali ed il CELAM. Realizzato in collaborazione con MISEREOR
Tema: la globalizzazione, il superamento della povertà e l’iniquità. Luogo e data: Roma, marzo 2007.

Pubblicazioni sui differenti temi in relazione alla Conferenza di Aparecida.
Sebbene le comunità consultate abbiano lavorato con molto interesse ed entusiasmo, questo non vuol dire che la sintesi dei loro contributi sia sufficiente per ottenere una visione profonda, globale, della realtà con i suoi elementi più determinanti e dinamici, né è sufficiente al discernimento di ciò che si è ottenuto dal cuore e dalla volontà di Dio. Dall’inizio della preparazione, la Presidenza del CELAM ha stimato necessario offrire diversi studi e riflessioni sui temi centrali per il lavoro della V Conferenza Generale. Le materie e le prospettive per avvicinarla sono numerose. Perciò durante il tempo di preparazione sono stati pubblicati molti libri e scritti.

SVILUPPO DELLA V CONFERENZA

I lavori della V Conferenza si sviluppano in due tipi di sessione: Plenaria e per Commissioni. Ogni Commissione, con voto segreto, tra i Vescovi con diritto al voto, deve eleggere un moderatore e due relatori. Le votazioni si realizzano secondo le norme del Codice di Diritto Canonico. Per la votazione, è obbligatoria la presenza del Delegato in sala nel momento del voto. Si vota scrivendo su un foglio una delle tre alternative possibili: “Placet”, “Non Placet”, e “Placet iuxta modum”.


I TESTI CONCLUSIVI DELLA CONFERENZA

Sui testi conclusivi della V Conferenza Generale, il Regolamento stabilisce quanto segue: “L’eventuale documento finale, se così si deciderà, o il messaggio conclusivo della Conferenza, saranno elaborati attentamente, visionati meticolosamente dalla Commissione o dalle Commissioni designate per questo motivo, sotto la direzione della Presidenza e con la collaborazione del Segretario Generale, aiutato dai Periti”. Bisogna notare, secondo quanto stabilisce lo stesso Regolamento, che tale documento deve necessariamente essere presentato al Santo Padre prima della sua pubblicazione, per cui “prima dell’autorizzazione alla pubblicazione da parte del Santo Padre, resterà assolutamente riservato e non potrà essere diffuso”.

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