il portale congregazione pp.oo.mm. collegio urbano urbaniana fides santa sede
testata banner mongolia
 
 HOME ITALIANO ESPAÑOL ENGLISH FRANÇAIS PORTUGUÉS DEUTSCH CHINESE
Attualità
360° News
Approfondimenti
Dossier
Vita della Chiesa
Statistiche
 
Opinioni
Block Notes
Interviste
Recensioni
 
Multimedia
RadioFides
Fotografie
 
In primo piano
Da non perdere
Le sfide della missione
 
 
Comunicati
Bollettino
 
III. DALLE ASSEMBLEE ECCLESIASTICHE DEL XVI SECOLO AD APARECIDA

Fin quasi dall’inizio della storia dell’America Latina, si rese evidente la preoccupazione dei Pastori di coordinare gli sforzi per una dimostrazione di collegialità episcopale nel continente. Le enormi difficoltà, la vastità e la complessità geografica del Nuovo Mondo, così come la sua ricchezza culturale, li portarono a riunirsi per ricercare soluzioni comuni alle sfide poste alla prima evangelizzazione.
Un’iniziale manifestazione di questo spirito di collegialità e comunione nel Nuovo Mondo furono le Assemblee ecclesiastiche della cosiddetta Nuova Spagna e dei Carabi, celebrate nel 1524, 1536, 1539, 1541 e 1544. La più importante fu quella del 1539, poiché è servita come base per il lavoro missionario fino al primo Concilio Provinciale del Messico.
Le Assemblee in seguito cederanno il passo ad una forma più organica di incontri episcopali, chiamata Concili Provinciali. Così, tanto in Messico quanto a Lima, si celebrarono queste Assemblee con il fine di organizzare il lavoro della Chiesa, regolamentare giuridicamente la sua azione e stabilire cammini pastorali comuni per la diffusione del Vangelo.

Il primo Concilio Provinciale fu celebrato a Lima nel 1552, convocato dal suo primo Arcivescovo, Jerónimo de Loaysa. Questi Concili Provinciali furono organizzati anche in Messico a partire dal 1555. A questi seguiranno altri Concili Provinciali tanto in Messico (1565) quanto a Lima (1567), con la finalità di applicare il Concilio di Trento (1563).
Tra questi memorabili e decisivi Concili Provinciali, bisogna considerare in modo particolare il III Concilio Limense, celebrato nel 1582-1583, e il III Concilio Messicano, realizzato due anni più tardi, nel 1585. Entrambi avevano come fine comune quello di continuare ad applicare il Concilio di Trento alle nuove realtà dell’America e di stimolare ed approfondire l’evangelizzazione intrapresa. La storia dell’evangelizzazione dell’America è intimamente legata a questi due decisivi Concili Provinciali.

Il caso del Brasile è in parte diverso da quello dell’America ispanica. L’evangelizzazione infatti non fu organizzata in modo così rapido. L’iniziativa evangelizzatrice sarà assunta dagli ordini religiosi, specialmente dai Gesuiti. Ma sarà solo all’inizio del XVIII secolo che si scoprirà l’esigenza di una pianificazione comune del servizio apostolico. Così nel 1707 si realizzerà un Sinodo nell’Arcidiocesi di San Salvador di Bahía le cui conclusioni e direttive furono assunte nel resto delle diocesi del Brasile.

Una nuova epoca per la Chiesa in America Latina si aprì con il Concilio Plenario dell’America Latina, convocato da Papa Leone XIII e celebrato a Roma nel 1899. Riunì una significativa rappresentanza di diocesi e giurisdizioni ecclesiastiche latinoamericane, con più di cinquanta Vescovi. In quella circostanza furono preparati diversi decreti che sarebbero stati un sostegno importante per la vita della Chiesa in tutta la prima metà del XX secolo.

Il successivo passo importante nella storia della Chiesa in America Latina è stato costituito dall’organizzazione delle Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano.
La I Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano venne celebrata nella città di Rio de Janeiro nel 1955. Fu convocata da Papa Pio XII. La Conferenza aveva l’evidente desiderio di promuovere una rinnovata evangelizzazione e il rafforzamento della fede in America Latina. I principali temi delle riflessioni episcopali furono la scarsezza di sacerdoti, l’impegno dei laici, l’istruzione religiosa dei popoli (“battezzato ma non catechizzato”), la difficile situazione socio-economica della regione, l’impegno della comunità ecclesiale nell’ambito dell’educazione e della promozione sociale e, in ultimo, le grandi questioni della situazione delle popolazioni indigene e dei fenomeni migratori. Oltre a questi temi principali, i 6 Cardinali e i 95 Vescovi presenti, presero in considerazione altre questioni come i mezzi di comunicazione sociale (visti come un importante strumento di evangelizzazione e catechesi), i flussi migratori, la penetrazione protestante e il risorgere delle pratiche spiritiche e simili. Si notò la necessità di stimolare una campagna vocazionale e di promuovere una formazione più profonda e integrale.
Uno dei più grandi contributi che vennero da questa I Conferenza Generale fu l’iniziativa di chiedere al Santo Padre Pio XII la creazione del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) che ha ricoperto un ruolo importante in America Latina nel coordinamento e nel servizio alla comunione episcopale ed ecclesiale. Dopo nemmeno due mesi Pio XII approvò la creazione del CELAM decidendo che la sua sede fosse a Bogotà (Colombia). Tra il 5 e il 14 novembre dello stesso anno si tenne la prima riunione costitutiva del CELAM.
I Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano (Rio de Janeiro, 1955)
Il testo integrale del Documento conclusivo che include la Lettera Apostolica Ad Ecclesiam Christi del Santo Padre Pio XII
http://multimedios.org/docs/d000383

La II Conferenza Generale del Episcopato Latinoamericano si celebrò nella città di Medellín (Colombia) nel 1968 (26 agosto-6 settembre). Si tenne immediatamente dopo il Concilio Vaticano II ed ebbe come obbiettivo quello di applicare il rinnovamento conciliare alla realtà latinoamericana. Sono anni molto difficili non solo per l’America Latina, ma per tutto il mondo. Nel continente si sta estendendo il fenomeno del militarismo e della guerriglia, mentre migliaia di persone vivono in condizioni di povertà estrema e apparentemente senza nessuna speranza. Il tema scelto fu: “Presenza della Chiesa nell’attuale trasformazione dell’America Latina alla luce del Concilio Vaticano II”. L’accento che percorre tutto il documento è la necessità dello sviluppo integrale della persona. La II Conferenza Generale venne convocata da Papa Paolo VI, che la inaugurò personalmente il 24 agosto 1968, nella Cattedrale di Bogotà. Questo fu il sesto viaggio apostolico internazionale del Santo Padre Paolo VI e la prima occasione in cui un Pontefice visitava l’America Latina. Significò anche l’inizio di un tempo nuovo per la Chiesa del continente.
II Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano (Medellín, 1968).
Il testo integrale del Documento conclusivo che include il Discorso di apertura del Santo Padre Paolo VI
http://multimedios.org/docs/d000273

La III Conferenza Generale dell’ Episcopato Latinoamericano venne celebrata undici anni dopo, nel 1979, nella città messicana di Puebla de los Àngeles. Il tema scelto questa volta fu: “L’evangelizzazione nel presente e nel futuro dell’America Latina”. L’accento principale del documento finale è il binomio comunione e partecipazione. Venne inaugurata personalmente da Papa Giovanni Paolo II. Rappresentò un momento molto importante della vita della Chiesa nel continente. Il suo documento ha suggellato molto profondamente l’impegno del Popolo di Dio.
III Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano ( Puebla, 1979).
Il testo integrale del Documento conclusivo che include la Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai Vescovi Diocesani dell’America Latina ed il Discorso di apertura del Santo Padre
http://multimedios.org/docs/d000363

La IV Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano venne convocata da Papa Giovanni Paolo II e da Lui inaugurata il 12 ottobre 1992 nella città di Santo Domingo. Questa Conferenza venne preparata e sviluppata nel segno del V Centenario dell’Evangelizzazione dell’America, cioè nel contesto dei 500 anni della scoperta dell’America (12 ottobre 1492) e dell’inizio dell’Evangelizzazione. Il tema fu: “Nuova evangelizzazione, promozione umana e cultura cristiana, Gesù Cristo ieri, oggi e sempre ( Eb 13, 8 )”. Nel suo discorso il Santo Padre, Giovanni Paolo II affrontò con chiarezza tutte le questioni principali della vita ecclesiale e dei cattolici in America Latina e nei Caraibi. Le riflessioni e gli orientamenti del Papa si concentrarono su 5 punti: “Gesù, ieri, oggi e sempre; la Nuova Evangelizzazione; la promozione umana integrale; la cultura cristiana; una nuova era sotto il segno della speranza.
L’accento principale del documento finale è la persona e il messaggio del Signore Gesù. Questo accento Cristocentrico si estende a tutta la realtà, per spingere una nuova evangelizzazione che alimenti una più profonda promozione umana e sia strumento di edificazione di una cultura più cristiana. A questa estensione Cristocentrica si devono aggiungere due accenti, che sono le chiavi fondamentali per comprendere il documento dominicano e i nuovi orizzonti pastorali della Chiesa nel continente: la riconciliazione e la solidarietà, la presenza mariana.
IV Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano (Santo Domingo, 1992).
Il testo integrale del Documento conclusivo che include la Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai Vescovi Diocesani dell’America Latina ed il Discorso di apertura del Santo Padre
http://multimedios.org/docs/d000420

Le Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano sono state espressione e impulso del processo di maturazione ecclesiale in America Latina e occasione di revisione e riflessione sulle sfide pastorali per la missione della Chiesa in America Latina. All’interno del suo carattere ecclesiale, nonostante la grande partecipazione del Popolo di Dio, sono propriamente assemblee episcopali. La preparazione precedente nelle Chiese locali, così come la larga partecipazione al loro sviluppo, non diminuisce in nessun modo questo fatto fondamentale.
Da queste Conferenze sono maturati molti frutti importanti per la Chiesa in America Latina. Sono state senza dubbio un motivo in più per il rinnovamento. Attraverso i loro documenti si sono concretizzate le grandi linee di uno sforzo evangelizzatore comune e di un intenso impegno pastorale con gli uomini e le donne dell’America Latina. I documenti delle ultime tre Conferenze hanno avuto un’ampia e affettuosa accoglienza nelle Chiese locali dell’America Latina, arrivando ad occupare un posto particolare nella riflessione e nell’impegno delle comunità ecclesiali. Così si è rafforzata in questi tempi una forma comune di esprimere e vivere la fede che, manifestando il substrato dell’identità culturale meticcia forgiata dal calore del Vangelo, ha permesso di porre in rilievo la varietà, la ricchezza e le caratteristiche singolari delle Chiese locali dell’America Latina.

Come ultimo segnale di questa storia antecedente alla Conferenza di Aparecida bisogna segnalare l’Assemblea speciale per l’America del Sinodo dei Vescovi. Questa Assemblea Sinodale fece parte del cammino percorso dal Popolo di Dio guidato da Giovanni Paolo II in preparazione al Grande Giubileo dell’Anno 2000, attraverso i cosiddetti Sinodi continentali. Convocati dal Santo Padre, si riunirono a Roma, dal 16 novembre al 12 dicembre 1997, 235 Vescovi – oltre agli uditori, esperti e delegati di altre confessioni – tanto dell’America del Nord quanto dell’America Latina.
Per la prima volta le due principali porzioni della Chiesa pellegrina nel continente – quella del nord con una matrice anglo-francese e quella del sud chiaramente ispanica – si riunirono sotto la guida del Successore di Pietro per riflettere e approfondire le sfide che la Chiesa affronta in queste terre di fronte al lavoro della Nuova Evangelizzazione, orizzonte comune per tutti gli uomini e le donne del continente. In questo senso possiamo davvero dire che il Sinodo è stato realmente un’occasione e un segnale di riconciliazione.
Il tema dell’Assemblea Sinodale fu: “Incontro con Gesù Cristo vivo, cammino per la conversione, la comunione e la solidarietà in America”. Questo programma evangelizzatore fu proposto da Papa Giovanni Paolo II nell’Esortazione apostolica Postsinodale “Ecclesia in America” presentata in Messico ai piedi di Nostra Signora di Guadalupe, così intimamente legata alla prima evangelizzazione.

>> Torna all'indice <<
 
Indice
Palazzo "de Propaganda Fide" - 00120 - Città del Vaticano Tel. +39-06-69880115 - Fax. +39-06-69880107 - e-mail: fides@fides.va © AGENZIA FIDES