Un
Pontificato inaugurato nella Giornata Missionaria Mondiale
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Ogni anno in
occasione della Giornata Missionaria Mondiale (GMM), che si celebra
nella penultima domenica del mese missionario di ottobre, il Papa
si rivolge a tutti i fedeli con un messaggio incentrato sui temi
e le necessità della missione.
Nel primo messaggio di Giovanni Paolo II pubblicato il 14 giugno
1979 per tale ricorrenza, il Papa ricorda la “felice coincidenza”
dell’inaugurazione del suo Pontificato, il 22 ottobre 1978,
con la Giornata Missionaria Mondiale: “Non potei omettere”
scrive Papa Giovanni Paolo II “tra le intenzioni primarie
che fervevano nel mio animo in quella solenne circostanza, il
riferimento al problema sempre attuale ed urgente della dilatazione
del Regno di Dio tra i popoli non cristiani. Rivolgendomi, infatti,
a tutti i fedeli sparsi nel mondo, ricordai come in quel giorno
la Chiesa pregasse, meditasse ed agisse perché le parole
di vita del Cristo giungessero a tutti gli uomini, per essere
da essi accolte come messaggio di speranza, di salvezza, di liberazione
totale (cfr. «Omelia per l'inizio del pontificato»,
22 ottobre 1978)”.
Filo conduttore dei 25 messaggi per la Giornata Missionaria Mondiale
che seguirono da allora e che, fino al 2002, venivano pubblicati
ogni anno nella solennità di Pentecoste, è soprattutto
l’invito alla corresponsabilità di tutte le componenti
della Chiesa – vescovi, sacerdoti, religiosi, laici, famiglie,
giovani e bambini e naturalmente le persone che hanno consacrato
la loro vita alle missioni sia nelle Chiese di antica tradizione
cristiana che nelle Chiese giovani in Asia, Africa e America Latina
- all’opera dell’evangelizzazione del mondo sotto
il profilo spirituale e materiale. In questo contesto il Papa
ricorda in modo particolare ogni anno nei suoi messaggi, anche
il ruolo centrale che svolgono le Pontificie Opere Missionarie
alle quali e affidata la promozione dell’animazione e della
collaborazione e della formazione missionaria.
La Giornata Missionaria Mondiale fu introdotta da Pio XI nel 1926
su richiesta della Pontificia Opera della Propagazione della fede
come “giornata di preghiere e di propaganda per le missioni”
da celebrarsi “in uno stesso giorno in tutte le diocesi,
le parrocchie e gli istituti del mondo cattolico …”
(cfr. Sacra Congregazione dei Riti: Istituzione della Giornata
missionaria mondiale, 14. Aprile 1926)
Nei suoi messaggi Papa Giovanni Paolo II. collega i temi, le esigenze,
le urgenze e le speranze delle missioni con le ricorrenze più
rilevanti nelle vita della Chiesa universale. Cosi ricorda nel
1983 il Giubileo straordinario della Redenzione, che per la missione
è “invito alla speranza” e spiega nel 20mo
anniversario del Concilio Vaticano II, il “significato catechetico”
della Giornata Missionaria Mondiale (1986). In occasione della
conclusione dell’Anno Mariano (1987) dedica il Messaggio
del 1988 alla presenza di Maria nella missione universale della
Chiesa. Nel 150mo della fondazione della Pontifica Opera dell’Infanzia
Missionaria (1993) sottolinea che “anche i bambini possono
diventare missionari dei loro coetanei” e nell’Anno
della Famiglia (1994) spiega in particolare i vari aspetti della
dimensione missionaria della famiglia.
Negli anni di preparazione al Grande Giubileo dell’anno
2000 i Messaggi del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale
sono incentrati sullo Spirito Santo (1998) e sul Padre (1999).
Ricorda che “lo Spirito Santo è protagonista di tutta
la missione ecclesiale” e spiega la preghiera del “Padre
Nostro” sotto il profilo delle “motivazioni fondamentali
che la rendono missionaria”. In occasione del Grande Giubileo
dell’anno 2000 sottolinea che celebrare i “2000 anni
dalla nascita di Gesù vuol dire celebrare anche la nascita
delle missioni” e che “duemila anni dopo l’inizio
della missione sono ancora vaste le aree… in cui Cristo
e il suo Vangelo non sono ancora penetrati”.
Per invitare a “guardare in avanti”, nel suo messaggio
per la prima Giornata Missionaria Mondiale del terzo millennio,
Giovanni Paolo II fa ampio riferimento alla Lettera Apostolica
“Novo Millennio Ineunte”. In occasione dell’Anno
del Rosario (2003) il Papa ricorda che ha voluto mettere il suo
pontificato “sotto il segno della speciale protezione di
Maria” e spiega il rapporto tra “Maria e la missione
della Chiesa”. Infine sceglie come titolo per il messaggio
per la Giornata Missionaria Mondiale dell’Anno dell’Eucaristia
(2004) il binomio “Eucaristia e Missione” ricordando
che “quando si partecipa al sacrificio eucaristico si percepisce
più a fondo l’universalità della redenzione
e, di conseguenza, l’urgenza della missione della Chiesa”.
A conclusione di ogni messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale,
Giovanni Paolo II. affida sempre l’opera missionaria alla
protezione della Vergine Maria. (Agenzia Fides)
Quadro riassuntivo dei temi affrontati
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – L’inizio
del pontificato di Papa Giovanni Paolo II, il 22 ottobre 1978,
coincise con la Giornata Missionaria Mondiale (GMM) di quell’anno,
che si celebra nella penultima domenica del mese missionario di
ottobre in tutte le diocesi del mondo. In occasione di tale ricorrenza
il Papa ogni anno si rivolge in un messaggio a tutti i fedeli
nei quali ricorda principalmente la corresponsabilità di
tutte le componenti della Chiesa all’opera di evangelizzazione
nel mondo. Nella tabella che segue riportiamo una sintesi dei
temi e dei contenuti dei Messaggi con il riferimento alle ricorrenze
della vita della Chiesa che Giovanni Paulo II ricorda.
Tutti
Messaggi di Giovanni Paolo II per la Giornata Missionaria Mondiale
(1979-2003) >>
Messaggio
di Giovanni Paolo II per la Giornata Missionaria Mondiale 2004
>>
Messaggi di Giovanni Paolo II per la Giornata Missionaria Mondiale
1979-2004
Anno Data pubbl. Tema e Titoli Circostanze
1978 22 ottobre (Giornata Missionaria Mondiale) Inaugurazione
del ministero apostolico di Giovanni Paolo II
1979 14 giugno 1.La Missione non è distruzione di valori
2. La Missione è riassunzione di valori
3. La Missione è una nuova costruzione
4. La Cooperazione e le Pontificie Opere Missionarie
1980 25 maggio (Pentecoste)
1. La Chiesa "missione incarnata" dinamicamente aperta
al mondo
2. Le missioni strumenti di evangelizzazione e centri di promozione
umana
3. La Cooperazione e le Pontificie Opere Missionarie
1981 7 giugno 1. Per una Chiesa missionaria
2. Il servizio missionario del Papa
3. La funzione evangelizzatrice della famiglia
4. Le Pontificie Opere Missionarie al servizio della missione
universale
1982 30 maggio (Pentecoste). 1. I Vescovi, responsabili della
evangelizzazione del mondo
2. La carenza di apostoli, urgenza primaria della missione
3. Sviluppo della coscienza missionaria delle Chiese locali
4. La cooperazione missionaria reciproco scambio di energie ed
esperienze
5. Ruolo prioritario delle Pontificie Opere Missionarie
1983 10 giugno (Sacr. Cuore di Gesù) 1.Non esiste servizio
all'uomo più grande di quello missionario.
2.La cooperazione, dovere di tutti i cristiani.
3.Dall'Anno Santo un invito alla speranza. Giubileo straordinario
della Redenzione
1984 10 giugno
(Pentecoste) 1. Valore redentivo della croce
2. La sofferenza, prezioso strumento di evangelizzazione
3. La valorizzazione della sofferenza: un programma per le Pontificie
Opere Missionarie Viaggio in estremo Oriente. Canonizzazione dei
martiri coreani
1985 9 giugno
(Pentecoste) 1. La Chiesa nasce sotto il soffio dello Spirito
Santo nel giorno di Pentecoste
2. La Chiesa, comunità in perenne stato di missione.
3. I giovani, speranza dell'evangelizzazione.
4. La cooperazione missionaria: impegno grave e urgente di tutto
il popolo di Dio.
5. Le Pontificie Opere Missionarie, strumento privilegiato della
cooperazione.
1986 18 maggio
(Pentecoste) 1.Il significato catechetico della Giornata Missionaria
mondiale
2. L'urgenza di una nuova evangelizzazione
3. Il prezioso servizio delle Pontificie Opere Missionarie 60.ma
GMM
20 anni dal Concilio Vaticano II
1987 7 giugno
(Pentecoste) 1. Il Sinodo sulla missione dei laici
2. La vocazione battesimale come vocazione missionaria
3. Un corpo unito e ordinato
4. I catechisti
5. Il volontariato laico
6. Apertura ad altre forme di servizio
7 Le Pontificie Opere Missionarie.
8. La Madre che ci precede nella fede e nella missione Sinodo
dei Vescovi sulla missione dei laici
Anno Mariano in preparazione al Giubileo del 2000
1988 22 maggio
(Pentecoste) 1. Maria Stella dell'evangelizzazione e madre di
tutte le genti
2. Maria modello di consacrazione alla missione
3. Come preparare un nuovo avvento missionario con Maria
Conclusione dell’Anno Mariano
(Messaggio dedicato alla la presenza di Maria nella missione universale
della Chiesa)
1989 14 maggio
(Pentecoste) 1. Il clero autoctono, speranza della Chiesa missionaria
2. La Pontificia Opera di San Pietro apostolo: da 100 anni a servizio
del clero locale
3. Tutti i membri della Chiesa devono impegnarsi per promuovere
le vocazioni sacerdotali e missionarie e per annunciare il Vangelo
4. Il permanente servizio di animazione e di formazione delle
Pontificie Opere Missionarie
1990 3 giugno
(Pentecoste) 1.La cura di annunciare il Vangelo spetta innanzitutto
al collegio dei Vescovi
2.Tutti i sacerdoti siano profondamente convinti che la loro vita
è stata consacrata anche per il servizio delle missioni
3.L'evangelizzazione dei non cristiani, presenti nell'ambito di
una diocesi o di una parrocchia, è dovere primario del
rispettivo Pastore
3. Per avere un cuore e svolgere un'azione pastorale di tale ampiezza,
occorre una solida formazione missionaria
4. Il ruolo importante della Pontificia Unione Missionaria Sinodo
dei Vescovi sulla formazione permanente del clero
1991 19 maggio "Dio è Amore"
1. Consacrati e inviati per la Missione
2. Come cooperare all'attività missionaria della Chiesa
3. L'animazione delle Pontificie Opere Missionarie Pubblicazione
enciclica “Redemptoris missino” il 7/12/1990 (25mo
della pubblicazione del decreto Ad Gentes)
1992 7 giugno
(Pentecoste) 1.Mentre ci avviciniamo al terzo Millennio della
redenzione, la missione universale si fa ancora più urgente
2. Tutte le Chiese particolari … sentono di dover guardare
oltre se stesse per farsi corresponsabili della missione
3. Oggi i missionari non provengono soltanto dalle Chiese di antica
evangelizzazione, ma anche dalle Chiese dell'Africa, dell'Asia
e dell'America Latina,
4. Le necessità materiali delle missioni sono molte e crescono
ogni giorno (Ruolo delle POM)
5. Scorgo l'alba di una nuova era missionaria Quinto centenario
dell’evangelizzazione dell’America
1993 18 giugno
(Sacro Cuore di Gesù) “ Sono venuto perché
abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza”
1.Educare al Vangelo della vita: ecco il grande compito
2. I bambini possono diventare missionari dei loro coetanei.
3. I Missionari dedicano ogni loro energia fisica e spirituale
affinché si diffonda il vangelo della speranza (Ruolo delle
POM nel loro sostentamento) Ottava giornata mondiale della gioventù
a Denver.
150 anni della Pontificia Opera dell’ Infanzia Missionaria
1994 22 maggio
(Pentecoste) "Chiunque fa la volontà del Padre mio
che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella
e madre" (Mt 12, 50).
1. Tra la missione della Chiesa e la famiglia intercorre uno stretto
rapporto
2. L' amore di Cristo che consacra il patto coniugale è
anche il fuoco sempre ardente che sospinge l' evangelizzazione
3. La famiglia riflette il mistero della Chiesa nella dimensione
domestica
4.La famiglia è missionaria anzitutto con la preghiera
e col sacrificio
5. La famiglia, in tal modo, corrisponde anche alla funzione più
vera della comunicazione sociale
6.La famiglia prepari vocazioni missionarie Anno della Famiglia
1995 11 giugno
(Santissima Trinità) “Guai a me se non predicassi
il Vangelo”
1. La GMM è l' occasione per implorare dal Signore una
sempre più grande passione per l' evangelizzazione:
2. Possa la GMM trovare l' intera Chiesa pronta ad annunciare
la Verità e l' Amore di Dio
3. Alle Chiese di antica e di recente fondazione è rivolta
la medesima esortazione
4. L' annuncio coraggioso del Vangelo è affidato in modo
speciale a voi giovani
5. Ruolo delle Pontificie Opere Missionarie.
1996 18 maggio “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà
su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea
e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (At
1, 8).
1. Tutti sono chiamati a lasciarsi interpellare personalmente
dal Signore
2. Fede e missione vanno di pari passo
3. Ogni cristiano è chiamato ad essere missionario e testimone
4. La missione è insieme "testimonianza e irradiazione"
5. Senza la croce non può sussistere autentica testimonianza
1997 18 maggio
(Pentecoste) "Lo Spirito del Signore è sopra di me...;
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio"
(Lc 4,18); "Bisogna che io annunzi il Regno di Dio anche
alle altre città; per questo sono stato mandato" (Lc
4,43).
1. Gesù Cristo, l'inviato del Padre, il primo Missionario,
è l'unico Salvatore del mondo
2. Nessun uomo, però, potrà mai invocare Gesù,
credere in Lui, se non ne avrà prima sentito parlare
3. Non bisogna lasciarsi intimorire: non siamo soli!
4. Memoria di Santa Teresa
5. Non è determinante il "dove", ma il "come".
Anno di Gesù Cristo in preparazione al Grande Giubileo
del 2000
Centenario della morte di Santa Teresa del Bambino Gesu
175.mo della fondazione dell’Opera della Propagazione della
fede (1822)
1998 31 maggio
(Pentecoste) "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà
su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea
e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (At
1,8).
1. Lo Spirito è il protagonista di tutta la missione ecclesiale
2. La consapevolezza che lo Spirito agisce nel cuore dei credenti
e interviene negli eventi della storia invita all'ottimismo della
speranza.
3. Un grande segno della presenza dello Spirito è la rinascita
del senso religioso tra i popoli.
4. Lo Spirito è presente nella Chiesa e la guida nella
missione alle genti
5. Nelle giovani Chiese la presenza dello Spirito si rivela con
segni molto forti
6. Lo Spirito si manifesta nella diversità dei carismi,
i quali arricchiscono e fanno crescere la Chiesa universale
7. Ruolo delle Pontificie Opere Missionarie Anno dello Spirito
Santo in preparazione al Grande Giubileo dell’anno 2000
1999 23 maggio
(Pentecoste) “Padre nostro che sei nei cieli”
1 Leggendo il "Padre nostro", … comprendiamo quali
sono le motivazioni fondamentali che rendono la Chiesa missionaria
I paragrafi riprendono la preghiera del Padre Nostro
2. Missionaria è la Chiesa, perché annuncia instancabilmente
che Dio è Padre
3. Il cristiano domanda che Dio sia santificato nei suoi figli
di adozione
4. Questo desiderio, però, non li distoglie dalla quotidiana
missione nel mondo; anzi, li impegna maggiormente.
5. La comunità cristiana è chiamata a cooperare
allo sviluppo e alla pace con opere di promozione umana
6. Il lavoro missionario non può non recare ad individui
e popoli il lieto annuncio della bontà misericordiosa del
Signore.
7. I credenti hanno il compito di offrire segni di perdono e di
amore.
8. I credenti sono chiamati a portare l'annuncio della salvezza
in un mondo dominato dal peccato
9. Ruolo delle POM e della Congregazione per l’Evangelizzazione
dei Popoli Anno del Padre in preparazione al Grande Giubileo dell’anno
2000
2000 11 giugno
(Pentecoste) “Gesù Cristo è il primo e il
più grande missionario”
1. Ricordare i 2000 anni della nascita di Gesù vuol dire
celebrare anche la nascita della missione:
2. In modo diverso, tutti sono invitati a continuare nella Chiesa
la missione di Gesù.
3. Il ricordo di tanti missionari, martiri della fede
4. Duemila anni dopo l'inizio della missione, sono ancora vaste
le aree geografiche, culturali, umane o sociali in cui Cristo
e il suo Vangelo non sono ancora penetrati
5. Il ruolo dei numerosi protagonisti della missione specifica
"ad gentes”
7. Vasto è il campo e c'è ancora tanto da fare:
è necessaria la collaborazione di tutti. (Ruolo delle POM)
Giubileo per il bimillenario dell’Incarnazione di Cristo
Congresso Missionario Mondiale a Roma
2001 3 giugno
(Pentecoste) “E' tempo di guardare in avanti”
"Misericordias Domini in aeternum cantabo"
1. La misericordia divina ci spinge a "prendere il largo"…
Questa spinta verso il futuro, illuminato dalla speranza, deve
essere la base dell'agire di tutta la Chiesa nel nuovo millennio.
2. E' tempo, sì, di guardare in avanti, mantenendo gli
occhi fissi sul volto di Gesù
3. Frutto del Grande Giubileo è anche l'atteggiamento che
il Signore chiede ad ogni cristiano, quello di guardare in avanti
con fede e speranza.
4. Ricordo di tutti i missionari e le missionarie che hanno fatto
della missione ad gentes e ad vitam la ragione del proprio esistere
5. La Chiesa non si può sottrarre all'attività missionaria
verso i popoli
6. La missione esige preghiera e impegno concreto. Pubblicazione
della lettera apostolica “Novo Millennio Ineunte”
(6 gennaio 1991)
75.mo dell’istituzione della GMM
2002 19 maggio
(Pentecoste) “La missione è annuncio e perdono”
1. La missione evangelizzatrice della Chiesa è essenzialmente
l'annuncio dell'amore, della misericordia e del perdono di Dio.
2. All'inizio del terzo millennio cristiano si impone con maggiore
urgenza il dovere della missione
3. Il cuore del messaggio cristiano è l'annuncio del mistero
pasquale di Cristo crocifisso e risorto.
4. Dalla croce Gesù indica a quali condizioni è
possibile esercitare il perdono
5. Cristo risorto dona ai suoi discepoli la pace. La Chiesa, fedele
al comando del suo Signore, continua a proclamarne e diffonderne
la pace
6. Con la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, è
offerta a tutti l'opportunità di misurarsi con le esigenze
dell'amore infinito di Dio. (Ruolo delle POM) Lettera Apostolica
Rosarium Virgine Maria
(16 ottobre 2002)
2003 12 gennaio
(Festa del Battesimo del Signore) "Erano assidui e concordi
nella preghiera... con Maria, la madre di Gesù" (At
1,14).
1. Maria e la missione della Chiesa nell'Anno del Rosario
2. Chiesa più contemplativa: il Volto di Cristo contemplato
3. Chiesa più santa: il Volto di Cristo imitato e amato
4. Chiesa più missionaria: il Volto di Cristo annunciato
5. Una precisa consegna: Il compito dell'animazione missionaria
deve continuare ad essere impegno serio e coerente di ogni battezzato
e di ogni Comunità ecclesiale (Ruolo delle POM)
Con Maria tutto possiamo ottenere dal Figlio Gesù. Anno
del Rosario
Pubblicazione dell’Enciclica “Ecclesia de Eucaristia”
2004 19 aprile "Eucaristia e Missione"
1. Le sfide sociali e religiose che l'umanità affronta
in questi nostri tempi stimolano i credenti a rinnovarsi nel fervore
missionario. … Raccolta intorno all'altare, la Chiesa comprende
meglio la sua origine e il suo mandato missionario.
2. Quando si partecipa al Sacrificio eucaristico si percepisce
più a fondo l'universalità della redenzione e, di
conseguenza, l'urgenza della missione della Chiesa
3. L'Eucaristia, sottolinea il Concilio Vaticano II, "è
fonte e apice di tutta la vita cristiana" (Lumen gentium,
11), "fonte e culmine di tutta l'evangelizzazione …
Per evangelizzare il mondo c'è bisogno di apostoli "esperti"
nella celebrazione, adorazione e contemplazione dell'Eucaristia
4. Nutriti di Lui, i credenti comprendono che il compito missionario
consiste nell'essere "un'oblazione gradita, santificata dallo
Spirito Santo" (Rm 15,16), per formare sempre più
"un cuor solo e un'anima sola" (At 4,32) e diventare
testimoni del suo amore sino agli estremi confini della terra.
5. Ruolo delle POM Anno dell’Eucaristia
Canonizzazione di Santa Teresa di Bambino Gesù,
Patrona delle Missioni
Congresso Eucaristico Internazionale in Messico
150.mo del Dogma dell’Immacolata Concezione
(Agenzia Fides)
Il ruolo delle Pontificie Opere Missionarie
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Nei suoi Messaggi
per la Giornata Missionaria Mondiale, Giovanni Paolo II dedica
una particolare attenzione al ruolo primario che svolgono le Pontificie
Opere Missionarie come “organo centrale e ufficiale della
Santa Sede per l’animazione e la cooperazione missionaria”,
compito sottolineato anche dal Decreto conciliare “Ad gentes”
che il Papa spesso richiama nei suoi messaggi. “A queste
Opere - avverte il Concilio - deve essere riservato il primo posto,
perché costituiscono altrettanti mezzi per infondere nei
cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito
veramente universale e missionario... (Ad Gentes, 38)” scrive
il Papa nel suo primo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale
del 1979.
Papa Giovanni Paolo II approvò nei suoi primi anni di Pontificato
anche i nuovi Statuti delle Pontificie Opere Missionarie (26 giugno
1980) e riserva pertanto nel suo messaggio in occasione della
Giornata Missionaria Mondiale dell’anno seguente, un capitolo
centrale ai compiti e ai fini primari e principali di queste Opere.
“L'organizzazione dell'azione missionaria durante il mese
di ottobre, il mese delle missioni, di cui la Giornata Mondiale
è il punto culminante, è affidata alle Pontificie
Opere Missionarie, poiché l'istituzione di questa giornata
è dovuta alla loro iniziativa” scrive il Papa. Infatti
la Giornata ebbe origine da un'esplicita richiesta della Pontificia
Opera della Propagazione della fede, accolta da Papa Pio XI nel
1926. Il Papa prosegue: “Esse sono l'istituzione destinata
anche a promuovere la cooperazione missionaria di ogni Chiesa
particolare, di ogni Vescovo, di ogni parrocchia, di ogni comunità,
di ogni famiglia e di ogni persona. Essendo questo un dovere per
tutti, si può chiedere a ciascuno di sostenere con priorità
l'azione delle Pontificie Opere Missionarie.”
Giovanni Paolo II ricorda soprattutto le diverse forme di espressione
della sollecitudine missionaria e sottolinea che “essendo
l'evangelizzazione anzitutto un'azione dello Spirito Santo, bisogna
riservare il primo posto alla preghiera e al sacrificio“
come ricordato anche negli Statuti delle Pontificie Opere Missionarie.
Il Papa però rileva anche le necessità materiali
della missione e il bisogno delle giovani Chiese di essere sostenute:
“La cooperazione missionaria ha anche per scopo di sostenere
materialmente l'evangelizzazione. Trascurare o criticare questo
aspetto potrebbe essere un sottile pretesto per dispensarsi dall'essere
generosi. Le necessità finanziarie delle giovani Chiese,
che appartengono quasi tutte ai Paesi del Terzo Mondo, sono ancora
enormi, nonostante i loro sforzi per giungere ad una autonomia
finanziaria. Ad esse occorre un aiuto sia per i Seminari, che
assicurano la formazione e il mantenimento dei futuri sacerdoti,
sia per far vivere gli attuali collaboratori della missione o
per permettere la costruzione di Chiese, Scuole, Dispensari o
Centri indispensabili per l'azione sociale. Per far fronte a queste
necessità quotidiane ed essenziali, le giovani Chiese devono
poter contare su un aiuto regolare e sicuro. E' questa la ragione
per cui faccio appello a tutti, affinché contribuiscano
al fondo centrale delle Pontificie Opere Missionarie, che hanno
precisamente per scopo di assicurare loro questo contributo regolare”.
Come carattere proprio delle Pontificie Opere Missionarie, il
Papa indica la loro “universalità” e sottolinea
che “il mese di ottobre deve essere dappertutto il mese
della missione universale, il mese del vicendevole aiuto missionario
sotto l'egida delle Pontificie Opere Missionarie“ che attuano
in tale occasione un “programma di sensibilizzazione capillare”
e organizzano “la rete della carità universale”.
Il Papa ricorda anche che tali programmi che affida “in
modo speciale alle Pontificie Opere Missionarie, che sono lo strumento
privilegiato del dinamismo missionario della Chiesa“ devono
essere promossi “non solo nella specifica Giornata Mondiale,
ma nel corso di tutto l'anno” e che quindi devono costantemente
“promuovere lo spirito missionario, elemento non già
marginale ma essenziale della natura del corpo mistico”.
Le singole opere quali “l'Opera della Propagazione della
fede, l'Opera di san Pietro apostolo per i seminari e le vocazioni
sacerdotali e religiose nelle terre di missione, l'Opera della
santa Infanzia, l'Unione Missionaria dei sacerdoti, religiosi,
religiose e istituti secolari, costituiscono altrettanti strumenti,
collaudati da decenni di esperienze, per la promozione missionaria
nei diversi settori” scrive Giovanni Paolo II a conferma
della singolare competenza delle Pontificie Opere Missionarie.
“Sostenendo le Pontificie opere missionarie, ogni cristiano
potrà sentirsi parte viva e vitale della Chiesa universale
e penetrare il senso più autentico della sua cattolicità“
scrive il Papa circa la cooperazione di tutti i credenti all’opera
missionaria “perché i cristiani tutti, cooperando
allo sforzo missionario della Chiesa stessa, si sentano e siano
a tutti gli effetti le "pietre vive" (cfr. 1Pt 2,5)
che edificano il corpo mistico”.
“Nella storia della cooperazione missionaria, le Pontificie
Opere Missionarie hanno costruito “ponti di solidarietà”
che non potranno certamente cedere, perché radicati sulla
fede della risurrezione di Cristo, alimentata dall'Eucaristia”,
afferma il Papa in uno dei suoi messaggi per la Giornata Missionaria
Mondiale. In particolare ricorda che nell’anno del Grande
Giubileo del 2000 si è svolta con particolare solennità
a Roma la celebrazione del Congresso Missionario Mondiale, al
quale egli stesso ha partecipato personalmente, che ha riunito
“tutti membri delle Pontificie Opere Missionarie provenienti
da ogni angolo della terra, in rappresentanza delle Chiese locali
di ogni continente, quale segno dell'universalità del messaggio
di salvezza di Gesù”.
In ogni suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, Giovanni
Paolo II ringrazia a nome di tutti le Pontificie Opre Missionarie
per il “prezioso servizio che rendono alla nuova evangelizzazione
e alla missione ad gentes” e invita ogni volta a sostenerle
spiritualmente e materialmente, “perché anche grazie
al loro apporto, l'annuncio evangelico possa giungere ad ogni
popolo della terra”. (Agenzia Fides)
Il servizio del Papa: “I miei viaggi hanno una
finalità eminentemente religiosa e missionaria“
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Nel Messaggio
per la Giornata Missionaria Mondiale del 1981, pubblicato il 7
giugno dello stesso anno, Giovanni Paolo II si sofferma in particolare
sul servizio missionario del Papa.
“Spetta al Papa richiamare il dovere missionario a tutti
i suoi fratelli in Cristo. In quanto Pastore supremo di una Chiesa
interamente missionaria, egli deve essere il primo missionario,
sforzandosi di imitare l'esempio di Cristo, ‘il primo ed
il più grande evangelizzatore’ (Evangelii Nuntiandi
7) e mettendosi sotto la guida dello Spirito Santo, ‘l'Agente
principale dell'evangelizzazione’ (ibid., 75)”. Il
Papa nel suo messaggio sottolinea che fin dall'inizio del suo
pontificato, ha “meditato le parole del Concilio Vaticano
II, dove si dice che al successore di Pietro "è stato
affidato, in modo particolare, il grande compito di propagare
il nome cristiano” (Lumen Gentium, 23; cfr. Evangelii Nuntiandi,
67)”.
In questo contesto del servizio missionario inserisce anche i
suoi viaggi pastorali. “I miei viaggi in America Latina,
in Africa ed in Asia hanno avuto una finalità eminentemente
religiosa e missionaria, come dicevo prima di partire per l'Africa.
Ho voluto annunciare io stesso il Vangelo, facendomi in qualche
modo catechista itinerante” spiega Giovanni Paulo II. “Il
contatto con queste masse umane che ancora ignorano Cristo mi
ha convinto ancor più di prima circa l'urgenza dell'annuncio
evangelico. Il mondo ha tanto bisogno di Cristo!” (MS) (Agenzia
Fides)
I Vescovi, responsabili dell’evangelizzazione
del mondo
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Sulla responsabilità
dei vescovi per l’evangelizzazione del mondo Giovanni Paolo
II si sofferma nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale
del 1982, ricordando l’enciclica “Fide donum”
di Pio XII che richiamava solennemente “il principio della
corresponsabilità dei Vescovi, in forza della loro appartenenza
al Collegio Episcopale, nella evangelizzazione del mondo”.
“Ad essi, infatti, quali successori degli Apostoli, Cristo
ha affidato ed affida, prima che a chiunque altro, il mandato
comune di proclamare e propagare la Buona Novella fino ai confini
della terra” afferma il Papa, che sottolinea anche il fatto
che “essi sono stati consacrati non soltanto per una diocesi,
ma per la salvezza di tutto il mondo (Ad Gentes, 38)”.
“Pertanto ogni Vescovo, a capo e guida della Chiesa locale,
dovrà impegnare in questo senso le sue energie, dovrà
cioè adoperarsi il più possibile per imprimere un
vigoroso impulso missionario alla sua diocesi: a lui spetta innanzitutto
creare nei fedeli una mentalità cattolica nel senso pieno
della parola, aperta alle necessità della Chiesa universale”
scrive Giovanni Paolo II sull’impegno concreto dei Vescovi
riguardo all’evangelizzazione. (Agenzia Fides)
I giovani, speranza dell’evangelizzazione
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In occasione
dell’Anno Internazionale della Gioventù, nel suo
messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 1985 Papa Giovanni
Paolo II sottolinea come l’impegno missionario riguardi
in modo particolare i giovani: “Rivolgo il mio appello alle
loro energie, alla loro generosità, alla loro intelligente
dedizione, che mai viene meno quando si tratta di sostenere una
giusta causa”.
Invitando i giovani a “non avere paura” e a non delegare
ad altri questo compito, il Papa offre loro indicazioni precise:
“Ognuno di voi deve far comprendere a chi gli sta vicino,
nella famiglia, nella scuola, nel mondo della cultura, del lavoro,
che Cristo è la via, la verità, la vita; che Lui
soltanto può debellare la disperazione e l'alienazione
dell'individuo, dando una spiegazione dell'esistenza dell'uomo,
creatura dotta di un'altissima dignità perché fatta
a immagine e somiglianza di Dio”.
Papa Giovanni Paulo II si rivolge ai giovani di tutto il mondo,
dicendo: “Vi chiamo, pertanto, giovani di tutto il mondo,
e vi invio come Cristo inviò gli Apostoli, con la forza
che viene dalla parola di Cristo stesso: il futuro della Chiesa
dipende da voi, l'evangelizzazione della terra nei prossimi decenni
dipende da voi! Siate Chiesa! Rendete giovane, mantenete giovane
la Chiesa, con la vostra entusiastica presenza, imprimendole dappertutto
vitalità e vigore profetico”. (Agenzia Fides)
I laici, componenti di un popolo che per sua natura
è missionario
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In occasione
del Sinodo dei Vescovi sulla missione dei laici, Papa Giovanni
Paolo II dedica il messaggio del 1987 a “quella porzione
vasta ed eletta del Popolo di Dio, i fedeli laici - uomini e donne
di ogni età e condizione -, al fine di ravvivare in loro
la coscienza di essere componenti di un popolo che è per
sua natura missionario”. Il Papa sottolinea che “l'evangelizzazione
non è riservata alla sola gerarchia, ma ad ogni discepolo
di Cristo incombe il dovere di diffondere, secondo quanto gli
spetta, la fede (Lumen Gentium, 17)” e che “la radice
di questo dovere è nel primo dei sacramenti della fede.
Così tutti i cristiani laici, proprio in virtù del
battesimo, sono chiamati dal Signore ad un effettivo apostolato”.
Pertanto il Papa rinnova l’invito a tutti i laici “perché,
riscoprendo la loro originaria dignità di discepoli del
Signore, approfondiscano il senso della responsabilità
apostolica e diano un generoso contributo all'opera di evangelizzazione”.
Sottolineando che “diversi sono i doni di Dio, ma sempre
abbondanti, non esclusivi, ma complementari, tutti finalizzati
all'unica comunione e missione” il Papa ringrazia e incoraggia
“tutti i laici, già inseriti nell'azione missionaria
della Chiesa” confermando ciascuno di loro nel rispettivo
lavoro e ricordano in particolare l’importante contributo
all’evangelizzazione dato dai catechisti e dal volontariato
laico.
Infine il Papa sottolinea che bisogna “considerare e sostenere
molteplici forme di partecipazione dei laici alla vita liturgica
delle comunità cristiane, ai loro programmi e consigli
pastorali, alla pratica della carità e alla presenza cristiana
nel mondo culturale, sociale, economico” e desidera “una
più larga ed attiva partecipazione del laicato femminile
nell'assunzione di quei servizi, che l'immenso campo della missione
attende dalla loro generosità e dal loro specifico apporto”.
(Agenzia Fides)
I bambini possono diventare missionari dei loro coetanei,
nel 150° dell’Infanzia Missionaria
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Nel suo messaggio
per la Giornata Missionaria Mondiale del 1993 il Papa ricorda
in particolare il 150.mo anniversario della Pontificia Opera dell’Infanzia
Missionaria fondata dall’allora Vescovo di Nancy, Mons.
Charles de Forbin-Janson, nel 1843.
“Il servizio ecclesiale che quest'Opera, insignita poi del
titolo di Pontificia, svolge in tutti i Continenti, si rivela
sempre più prezioso e provvidenziale. Esso contribuisce
a dare rinnovato impulso all'azione missionaria dei bambini in
favore dei loro coetanei. Sostiene il diritto dei fanciulli a
crescere nella loro dignità di uomini e di credenti, aiutandoli
soprattutto a realizzare il loro desiderio di conoscere, amare
e servire Dio. La collaborazione dei giovani all'evangelizzazione
è quanto mai necessaria: la Chiesa ripone grandi speranze
nella loro capacità di cambiare il mondo” scrive
Papa Giovanni Paulo II.
“I bambini possono diventare missionari dei loro coetanei”
sottolinea il Papa, poiché “con innocente candore
e con generosa disponibilità essi possono attrarre alla
fede i loro piccoli amici e far nascere negli adulti la nostalgia
di una fede più ardente e gioiosa”.
“Sono convinto - afferma Papa Giovanni Paolo II - che dal
duplice impegno dell'evangelizzazione e della promozione umana,
a cui bisogna sensibilizzare anche i bambini, potranno scaturire
nuove vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, perché,
come ho avuto modo di osservare nell’enciclica Redemptoris
Missio, la fede si rafforza donandola (RM, 2)”. (Agenzia
Fides)
Tutte le Chiese particolari corresponsabili della missione
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Nella
Giornata Missionaria Mondiale tutte le Chiese particolari, dalle
più giovani alle più antiche, da quelle che godono
libertà a quelle che soffrono persecuzioni, da quelle che
hanno sufficienti risorse a quelle che sono nelle ristrettezze,
sentono di dover guardare oltre se stesse per farsi corresponsabili
della missione ad gentes. Rispondendo, pertanto, all'invito della
Giornata, ciascuno si impegni a partecipare alla missione universale”:
così scrive Papa Giovanni Paolo II sull’impegno missionario
delle Chiese locali nel suo messaggio per la Giornata Missionaria
Mondiale del 1992.
Riferendosi in particolare al quinto Centenario dell'evangelizzazione
dell'America, Papa Giovanni Paolo II ricorda “i missionari
che, partendo dall'Europa, portarono il Vangelo ai popoli di quelle
terre” e ricorda che “oggi noi vediamo con gioia che
i missionari non provengono soltanto dalle Chiese di antica evangelizzazione,
ma anche dalle Chiese dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina,
dove molti si consacrano al primo annuncio del Vangelo. In diversi
Paesi di missione continua, preziosa e indispensabile, l'opera
dei catechisti locali, i quali si sentono mossi da forte spirito
missionario, che li rende animatori instancabili di fede e di
speranza.“
“Sono motivi di grande speranza - scrive ancora il Papa
nel suo messaggio - il moltiplicarsi delle vocazioni missionarie,
specialmente nelle giovani Chiese, e l'aiuto fraterno che le Chiese
si danno con lo scambio dei sacerdoti, secondo lo spirito dell'Enciclica
Fidei Donum”. (Agenzia Fides)
La famiglia partecipa alla vita e alla missione ecclesiale
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La Chiesa ha
dichiarato il 1994 Anno della Famiglia e pertanto anche nel suo
Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, Papa Giovanni
Paulo II si riferisce a questo tema, sottolineando che “Cristo
stesso ha scelto la famiglia umana come ambito della sua incarnazione
e della preparazione alla missione affidatagli dal Padre celeste”
e che “egli, inoltre, ha fondato una nuova famiglia, la
Chiesa, quale prolungamento della sua universale azione di salvezza”.
Pertanto “Chiesa e famiglia, nella prospettiva della missione
di Cristo, manifestano vicendevoli legami e convergenti finalità”.
“La famiglia partecipa alla vita e alla missione ecclesiale
secondo una triplice azione evangelizzatrice: al suo stesso interno,
nella comunità di appartenenza e nella Chiesa universale”
evidenzia il Papa. E ancora, in particolare, “la famiglia
è missionaria anzitutto con la preghiera e col sacrificio”
che insieme ad “un'educazione ricca di slancio e di entusiasmo,
con l'esempio quotidiano dell'attenzione agli altri, con la partecipazione
alle attività parrocchiali e diocesane, con l'impegno nell'
associazionismo e nel volontariato” può preparare
anche alla chiamata ad un servizio missionario.
“La famiglia, che coltiva lo spirito missionario nel modo
d' impostare lo stile di vita e la stessa educazione, prepara
il buon terreno per il seme della divina chiamata e rafforza,
al tempo stesso, i vincoli affettivi e le virtù cristiane
dei suoi membri” afferma Giovanni Paolo II. (Agenzia Fides)
Maria, modello di consacrazione alla missione
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – A conclusione
dell’Anno Mariano, Giovanni Paolo II dedica il suo messaggio
per la Giornata Missionaria Mondiale del 1988 a Maria, modello
di consacrazione alla missione. “La Chiesa, nella sua vocazione
e sollecitudine evangelizzatrice, prende esempio e stimolo da
Maria, la prima evangelizzata e la prima evangelizzatrice. E'
Lei che ha accolto con fede la buona notizia della salvezza, trasformandola
in annunzio, canto, profezia. E' Lei che ha dato a tutti gli uomini
la migliore direttiva spirituale che essi abbiano mai ricevuta:
‘Fate quello che (Gesù) vi dirà’ (Gv
2,5). Alla scuola di Maria, la Chiesa impara a consacrarsi alla
missione” scrive il Papa.
“Gli araldi del Vangelo, spesso ignorati, dimenticati o
perseguitati, che spendono la vita agli avamposti della missione
della Chiesa, trovano un modello perfetto di dedizione e di fedeltà
in Maria, la quale consacrò totalmente se stessa quale
ancella del Signore alla persona e all'opera del Figlio (Lumen
Gentium, 56)” sottolinea ancora il Papa che rivolge ad essi
e “a tutte le famiglie religiose e secolari, maschili e
femminili, dedite alla missione come componente fondamentale della
loro consacrazione, un affettuoso saluto e un vivo incoraggiamento,
a nome di tutta la Chiesa, esortandoli a non scoraggiarsi per
le difficoltà del loro apostolato, a confidare in Maria
e a seguirne le orme”.
Del resto a conclusione di tutti i suoi messaggi per la Giornata
Missionaria Mondiale, Papa Giovanni Paolo II, che ha voluto porre
il suo Pontificato sotto il segno della speciale protezione della
Vergine, non manca mai di affidare l’intera opera missionaria
a Maria. (Agenzia Fides)
Eucaristia e Missione, un binomio inscindibile
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Raccolta
intorno all'altare, la Chiesa comprende meglio la sua origine
e il suo mandato missionario” scrive Giovanni Paolo II nel
suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale del 2004, nella
prospettiva dell'Anno dell’Eucaristia e definisce pertanto
il tema scelto per la Giornata Missionaria di quest’anno
- “Eucaristia e Missione” - un “binomio inscindibile”.
In particolare il Papa ricorda l'Enciclica “Ecclesia de
Eucaristia”: “L'Eucaristia edifica la Chiesa e la
Chiesa fa l'Eucaristia: così scrivevo, osservando come
la missione della Chiesa si collochi in continuità con
quella di Cristo, e tragga forza spirituale dalla comunione con
il suo Corpo e con il suo Sangue” dice il Papa.
“A1 termine di ogni santa Messa, quando il celebrante congeda
l'assemblea con le parole "Ite, Missa est", tutti debbono
sentirsi inviati come ‘missionari dell'Eucaristia’
a diffondere in ogni ambiente il grande dono ricevuto” sottolinea
ancora il Papa circa l’impegno missionario di tutto il popolo
di Dio.
“Potrebbe la Chiesa realizzare la propria vocazione senza
coltivare una costante relazione con l'Eucaristia, senza nutrirsi
di questo cibo che santifica, senza poggiare su questo sostegno
indispensabile alla sua azione missionaria?” si chiede poi
papa Giovanni Paolo II nell’ultimo Messaggio del suo Pontificato,
e afferma che “per evangelizzare il mondo c'è bisogno
di apostoli ‘esperti’ nella celebrazione, adorazione
e contemplazione dell'Eucaristia”.
Ricordando due ricorrenze importanti nella vita della chiesa universale
dell’anno, il Papa conclude il suo messaggio con l’auspicio
“che la felice coincidenza del Congresso Eucaristico Internazionale
con il 150° anniversario della definizione del dogma dell'Immacolata,
offra ai fedeli, alle parrocchie e agli Istituti missionari l'opportunità
di rinsaldarsi nell'ardore missionario, perché si mantenga
viva in ogni comunità ‘una vera fame dell'Eucaristia’
(Ecclesia de Eucharistia, n. 33)”. (Agenzia Fides)