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Speciale Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II ed il Giubileo Straordinario del 1983

VATICANO -GIOVANNI PAOLO II ED IL GIUBILEO STRAORDINARIO DEL 1983

L’indizione

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Sulle orme di papa Pio XI, che nel 1933 aveva voluto celebrare un grande Giubileo nel 1900° anniversario della Redenzione, Giovanni Paolo II, a cinquant’anni dal precedente e dopo soli 5 anni di pontificato, volle indire un nuovo Giubileo straordinario. Fin dalla prima Enciclica il Papa aveva espresso grande attesa per la celebrazione dell’anno giubilare del 2000: in quel contesto egli già lo prospettava, con spirito profetico, come momento di grazia per tutta la Chiesa ed il mondo. Nelle intenzioni espresse nella Bolla Papale di indizione del Giubileo straordinario dell’anno 1983, questo periodo doveva educare il popolo di Dio a fissare gli occhi nel mistero della Redenzione salvifica di Cristo: frutto di questa contemplazione orante sarebbe stato che la Redenzione “penetrasse più a fondo nel pensiero e nell’azione di tutta la Chiesa” (Cfr. Bolla papale “Aprite Portas Redemptori” del 6 gennaio 1983, n. 2).
Le date prescelte per l’inizio e la fine del Giubileo furono ovviamente significative: l’apertura sarebbe avvenuta il 25 marzo 1983, solennità dell’Annunciazione del Signore, momento in cui per mezzo dell’annuncio dell’Angelo Gabriele, e il consenso mirabile di Maria, il Verbo di Dio si era incarnato per farsi uomo e divenire quindi partecipe della natura umana; la conclusione invece doveva cadere il 22 aprile dell’anno seguente, domenica di Pasqua, “giorno della pienezza di gioia procurata dal sacrificio redentore di Cristo, per il quale la Chiesa sempre “mirabiliter renascitur et nutritur”” (Cfr. Bolla papale “Aprite Portas Redemptori” del 6 gennaio 1983, n. 2).
Certamente, a soli otto anni di distanza dall’ultimo Anno Santo celebrato sotto la guida di Papa Paolo VI nell’anno 1975, l’impresa poteva risultare difficoltosa. Giovanni Paolo II tuttavia, durante un’udienza con i Cardinali poco prima del Natale del 1982, affermando l’intenzione di indire il Giubileo per l’anno seguente, aveva specificato che esso sarebbe stato “un anno ordinario celebrato in modo straordinario: il possesso della grazia della redenzione, vissuta ordinariamente nella e per mezzo della struttura stessa della Chiesa, diventa straordinario per la peculiarità della celebrazione indetta” (“Allocutio ad Patres Cardinales et Romanae Curiae Sodales habita” del 23 dicembre 1982, n. 3). Dunque un momento di riflessione e di preghiera, di contemplazione dell’amore di Dio per l’uomo, non avulso dalla quotidianità, ma immerso totalmente in essa. (Agenzia Fides)


I Sacramenti

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Molta attenzione viene posta dal Papa fin dall’inizio del Giubileo alla celebrazione dei Sacramenti, intesi come il segno efficace e fisico dell’opera trasformatrice e redentrice di Cristo. Nella prospettiva giubilare, il Papa rinnovò più volte l’indicazione di celebrare con maggiore impegno e devozione il sacramento della Penitenza, quale atto in cui l’amore di Cristo all’uomo si rivela in un rapporto uno a uno: scriveva infatti nella Bolla di Indizione del Giubileo: “Non può darsi, infatti, rinnovamento spirituale che non passi attraverso la penitenza-conversione, sia come atteggiamento interiore e permanente del credente e come esercizio della virtù che risponde all’invito dell’apostolo di “farsi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20), sia come accesso al perdono di Dio mediante il sacramento della penitenza. È, infatti, un’esigenza della sua stessa condizione ecclesiale che ogni cattolico niente ometta per mantenersi nella vita di grazia e tutto faccia per non cadere nel peccato, affinché sia sempre in grado di partecipare al corpo e al sangue del Signore e sia, così, di giovamento a tutta la Chiesa nella sua stessa santificazione personale e nell’impegno sempre più sincero al servizio del Signore” (Cfr. Bolla papale “Aprite Portas Redemptori” del 6 gennaio 1983, n. 4).
Dunque, già nell’atto dell’indizione era chiaro che il punto su cui il Papa voleva fosse fissato lo sguardo era che “La grazia specifica dell’anno della redenzione è dunque una rinnovata scoperta dell’amore di Dio che si dona, e un approfondimento delle ricchezze imperscrutabili del mistero pasquale di Cristo, fatte proprie mediante la quotidiana esperienza della vita cristiana, in tutte le sue forme. Le varie pratiche di quest’anno giubilare devono essere orientate verso tale grazia, con uno sforzo continuo che suppone ed esige il distacco dal peccato, dalla mentalità del mondo il quale “giace sotto il potere del maligno” (1Gv 5,19), da tutto ciò che impedisce o rallenta il cammino della conversione” (Cfr. Bolla papale “Aprite Portas Redemptori” del 6 gennaio 1983, n. 8). (Agenzia Fides)

L’amore di Cristo all’uomo

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Un Giubileo che volesse celebrare la Redenzione dell’uomo per opera di Cristo non poteva tralasciare di porre l’attenzione sull’origine di questo atto gratuito di Dio: l’amore di Cristo per l’uomo. In questa linea si svilupperà tutto il magistero del papa durante quell’anno. Durante la santa Messa per l’apertura dell’Anno Santo del 25 marzo 1983, Giovanni Paolo II pronunciò queste parole: “Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, … Tu, che dell’opera della Redenzione hai fatto la sorgente di un dono sempre nuovo per la tua Sposa terrena, fa’ penetrare la sua forza salvifica in tutti i giorni, le settimane, e i mesi di questo Anno, affinché esso diventi per noi veramente l’“Anno di grazia del Signore”… Fa’ sì che tutti si convertano all’Amore vedendo in Te, Figlio dell’eterno Amore, il Padre che è ricco di Misericordia” (25 marzo 1983). Il Papa vuole che in questo anno il popolo cristiano, e con esso, tutta l’umanità possa riconoscere questo amore: l’amore di Dio per l’uomo, per ciascun uomo. Ma questo amore di Dio per Giovanni Paolo II ha un volto ben preciso, è riconoscibile fra mille altri volti: è Cristo il volto carnale di questo amore, presenza fisica e amorosa che tocca e si avvicina ad ogni uomo. Nel messaggio Urbi et Orbi della Pasqua del 1983, rivolgendosi a Gesù come in un dialogo, modalità che negli anni tutta la Chiesa imparerà a conoscere come caratteristica di questo Pontefice, Giovanni Paolo II disse: “O Cristo risorto, nelle tue piaghe glorificate accogli le piaghe dolenti dell’uomo contemporaneo ed anche quelle che silenziosamente dolgono nel segreto nascosto dei cuori. Esse sono state curate nel mistero della tua Redenzione. Esse sono cicatrizzate e rimarginate mediante l’Amore” (Messaggio “Urbi et Orbi” del 3 aprile 1983). Il Papa vuole ricordare ed annunciare a tutti che Cristo ama ciascuno nella sua individualità, che Dio cerca ognuno perché ama la singolarità di ogni essere creato. E tanto più una persona è ferita, nel corpo o nello spirito, essa è amata in modo particolare, singolare. (Agenzia Fides)

Aprite le porte a Cristo!

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Ma il Papa non manca di rendersi conto chiaramente del fatto che l’uomo contemporaneo, “piagato” e ferito dalla storia e dai regimi, ormai ha il cuore indurito, fatica a concedersi a questo amore, non vuole e non è più in grado di accettare la Misericordia di Cristo e del Padre. L’invito alla frequentazione dei sacramenti, ed in particolare a quello della Penitenza, è accompagnato sempre dall’esortazione che all’inizio del pontificato il Papa aveva rivolto a tutta la Chiesa e al mondo intero: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”. La Bolla di Indizione del Giubileo straordinario del 1983 si apre con queste parole: ““Aprite le porte al Redentore!”. È questo l’appello che, nella prospettiva dell’anno giubilare della redenzione, rivolgo a tutta la Chiesa, rinnovando l’invito espresso all’indomani della mia elezione alla cattedra di Pietro. Da quel momento i miei sentimenti e pensieri sono stati sempre più diretti a Cristo redentore, al suo mistero pasquale, vertice della rivelazione divina ed attuazione suprema della misericordia di Dio verso gli uomini di ogni tempo” (Cfr. Bolla papale “Aprite Portas Redemptori” del 6 gennaio 1983, n. 1).
Durante la S. Messa per la chiusura dell’Anno Santo, Giovanni Paolo II gridò ancora: “Si aprano a Cristo le porte del cuore dell’uomo che rimane per se stesso un incomprensibile enigma finché Cristo non viene ad illuminarlo. Aprite, o uomini, le porte al Redentore! Apritegli le porte delle famiglie e di ogni ambiente umano, le porte delle società, delle nazioni e dei popoli! Apritegli le porte di questa nostra difficile età contemporanea!” (22 aprile 1984). Vi furono molti che ascoltarono questo grido, che seguirono questa indicazione. E alcuni vedono in questa richiesta, in questo invito, il segno profetico di quello che accadrà nel 1989, con la caduta del muro di Berlino…(Agenzia Fides)

La Pace in Terra Santa

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - L’attenzione del Papa durante il Giubileo non è rivolta tuttavia solamente alla conversione di ogni uomo. Nella Lettera Apostolica con cui chiude l’Anno Santo, nella quale si propone di sintetizzare l’esperienza vissuta da tutta la Chiesa durante le celebrazioni giubilari, con il pensiero Giovanni Paolo II corre alla Terra Santa, e a quella città tanto divisa dal dolore e dalle lotte interne, Gerusalemme. Scrisse infatti: “Se non mi è stato possibile essere fisicamente là, mi sento, però, spiritualmente pellegrino nella terra dove fu operata la nostra riconciliazione con Dio, per chiedere al Principe della pace il dono prezioso della redenzione e quello della pace, sospirata dal cuore degli uomini, dalle famiglie, dai popoli e, in particolare, dalle genti che abitano proprio in quella regione. Penso specialmente alla città di Gerusalemme, dove Gesù, offrendo la sua vita, «ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo... distruggendo in se stesso l'inimicizia» (Ef 2,14)” (Lettera Apostolica “Redemptionis Anno” del 20 aprile 1984, n. 1).
Come altre volte, infinite altre volte, il Papa invita i fedeli alla preghiera perché si possa giungere ad una situazione di pace, ed esorta i politici, i responsabili di quei popoli, i capi di istituzioni internazionali, a realizzare programmi reali di pacificazione: “In numerose occasioni, la Santa Sede ha invitato alla riflessione e ha esortato a trovare una soluzione adeguata alla complessa e delicata questione. Lo ha fatto perché profondamente preoccupata della pace tra i popoli, non meno che per motivi spirituali, storici, culturali, di natura eminentemente religiosa” (Lettera Apostolica “Redemptionis Anno” del 20 aprile 1984, n. 2). Il Papa vuole far sì che tutti pongano lo sguardo su ciò che accade in quei luoghi, e desidera che chi può compia degli atti concreti. Sempre nella Lettera Apostolica “Redemptionis Anno” ricorda che “E' naturale, in questo contesto, ricordare che nella regione due popoli, l'israeliano e il palestinese, sono da decenni contrapposti in un antagonismo che appare irriducibile. La Chiesa, che guarda a Cristo redentore e ne ravvisa l'immagine nel volto di ogni uomo, invoca pace e riconciliazione per i popoli della terra che fu sua. Per il popolo ebraico che vive nello Stato di Israele e che in quella terra conserva così preziose testimonianze della sua storia e della sua fede, dobbiamo invocare la desiderata sicurezza e la giusta tranquillità che è prerogativa di ogni nazione e condizione di vita e di progresso per ogni società. Il popolo palestinese, che in quella terra affonda le sue radici storiche e da decenni vive disperso, ha il diritto naturale, per giustizia, di ritrovare una patria e di poter vivere in pace e tranquillità con gli altri popoli della regione. Tutte le genti del Medio Oriente, ciascuna con un proprio patrimonio di valori spirituali, non potranno superare le tragiche vicende nelle quali sono coinvolte - penso al Libano tanto provato - se non sapranno riscoprire il vero senso della loro storia, che tramite la fede nell'unico Dio le chiama a una convivenza pacifica di intesa e di mutua collaborazione” (Lettera Apostolica “Redemptionis Anno” del 20 aprile 1984, n. 2). Questo grido del Papa per la pace si ripeterà instancabilmente in tutti gli anni del suo pontificato. (Agenzia Fides )

 
 
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