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Un
dibattito aperto nella società contemporanea
(terza parte)
Il matrimonio e le unioni tra omosessuali: Mons. Rafel
Palmero Ramos |
Indice
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SONO
EQUIPARABILI IL MATRIMONIO E LE UNIONI TRA OMOSESSUALI ?
Di Sua Ecc. Mons. Rafel Palmero Ramos
Vescovo di Palencia, Agosto 2004
Il Governo socialista
ha annunciato che il prossimo mese di settembre farà
pervenire alla Camera del Deputati un disegno di legge per
equiparare le unioni tra omosessuali all’unico e vero
matrimonio: quello tra un uomo ed una donna, stabilito da
Dio nella natura stessa.
Con questa misura si pretende dare copertura legale a qualcosa
di irrazionale e di inaccettabile, da un punto di vista giuridico
e morale.
E’ evidente che ogni essere umano, dal momento stesso
della sua concezione e a prescindere delle sue tendenze sessuali,
possiede una dignità personale inalienabile che nessuno
può né deve disprezzare o discriminare. Nonostante
questo, però, pur avendo tutti la stessa dignità,
non tutti abbiamo gli stessi diritti. La natura del Diritto,
precisava Cicerone, deve dedursi dalla natura dell’uomo.
E se diversa è la natura, fisica e psichica dell’uomo
e della donna, lo sono anche i loro diritti. Nasce da qui
il discorso della complementarietà; concetto che non
esiste tra due uomini o tra due donne.
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Non può, dunque, esserci matrimonio che tra persone
di diverso sesso, uomo e donna. E’ un’esigenza dell’ordine
naturale. Due persone dello stesso sesso non hanno, quindi, alcun
diritto di contrarre matrimonio.
Ecco perché il Governo non dovrebbe riconoscere un diritto
che non esiste, né dare il suo appoggio a qualcosa che attenta
contro la natura stessa dell’istituzione e contro il bene
comune della società. Per il Comitato Esecutivo della Conferenza
Episcopale, “falsificare denaro è svalutare la valuta
legale e mettere in pericolo tutto il sistema economico” (15.07.2004).
L’amore all’interno del matrimonio non può mai
ridursi al solo sesso o allo scambio di favori. Istituzionalmente,
il matrimonio è l’unione corporale dell’uomo
e della donna quale espressione reciproca di un amore che chiude
le porte alle rotture o all’eventualità. Soltanto questo
amore può dare pienezza alle loro rispettive esistenze e
dare amorosa accoglienza ad altre nuove vite. E soltanto in questo
amore i bambini possono imparare le due virtù sociali più
importanti: l’amore verso il prossimo e la giustizia. E’
difficile, per le stesse ragioni, che unioni di altro tipo tra persone
dello stesso sesso, possano contribuire alla perfezione dei loro
componenti. Privati della differenziazione sessuale, lo saranno
anche della naturale complementarietà.
Inoltre, e ne ho già parlato in un’altra lettera precedente,
nel caso in cui venisse offerto a queste unioni la possibilità
di adottare figli, “questi si vedrebbero privati del diritto
fondamentale di avere un padre e una madre e del loro rispettivo
contributo psicologico ed affettivo alla propria identificazione
sessuale e, soprattutto, al proprio sviluppo emozionale, così
importante nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza…da
rendere troppo difficile la sua sostituzione quando viene a mancare”.
Inoltre, il matrimonio e la famiglia precedono lo Stato e costituiscono
la base insostituibile della crescita e della stabilità della
società. Lo Stato ha, dunque, l’obbligo di proteggerli
e promuoverli. Equiparando l’unione tra omosessuali al matrimonio,
si introduce un pericoloso fattore di dissoluzione dell’istituzione
matrimoniale e del giusto ordine sociale, che per nulla contribuirà
a superare l’allarmante crisi demografica che si registra
in Spagna.
Per concludere, a seguito dell’annunciato proposito del Governo,
uniamo le nostre voci a quella di coloro che desiderano far scattare
l’allarme. Tutti coloro che intendono farsi guidare dalla
ragione, e non soltanto i cattolici, devono riflettere in tempo
ed evitare che il nostro paese promulghi leggi che attentino contro
l’unico e vero matrimonio.
Seguendo la stessa linea, il recente comunicato del Comitato Esecutivo
della Conferenza Episcopale Spagnola ricorda direttamente ai parlamentari
cattolici il dovere di esprimere il loro disaccordo con il disegno
di legge di cui sopra e di votare contro lo stesso (15.07.2004).
Possa il Signore continuare a prenderci tutti per mano.
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