|
Un
dibattito aperto nella società contemporanea
(terza parte)
Il bene ed il futuro della famiglia sono messi in
gioco:
Cardinale Antonio Ma Rouco |
Indice
|
| |
| |
| |
| |
| |
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
IL
BENE ED IL FUTURO DELLA FAMIGLIA SONO MESSI IN GIOCO
A seguito del disegno di legge che equipara le unioni omosessuali
al matrimonio del Cardinale Antonio Ma Rouco, Arcivescovo
di Madrid, 2 ottobre 2004
Miei cari
fratelli ed amici
Il Consiglio dei Ministri ha promosso un disegno di legge
che si propone di equiparare al matrimonio l’unione
di persone dello stesso sesso. La Conferenza Episcopale Spagnola,
cogliendo la dottrina permanente della Chiesa, aggiornata
dal Santo Padre l’estate scorsa, si è pronunziata
con chiarezza dentro e fuori dalla Spagna, sul grave errore
e la non meno grave ingiustizia, che si commette con una regolamentazione
giuridica simile a quella proposta nel disegno di legge presentato
al Congresso dei Deputati. Non si tratta di un parere più
o meno rispettabile e specifico della Chiesa cattolica, ma
di una concezione comune all’intera umanità.
Lo conferma la Storia Universale: nessuna società ha
dato alle unioni omosessuali il riconoscimento giuridico dell’istituzione
matrimoniale. Se, dunque, questo progetto fosse portato a
termine abbandoneremmo non soltanto il cammino della fede
cristiana, ma anche quello della saggezza umana e giuridica
di tutti i tempi: la via della retta ragione.
|
Soltanto il matrimonio, generando ed educando
i suoi figli, contribuisce in maniera insostituibile alla crescita
ed alla stabilità sociale; ragione per la quale gli è
dovuto il riconoscimento e l’appoggio legale dello Stato.
Alla convivenza tra omosessuali, invece, che non può mai
avere queste caratteristiche, non può essere attribuita una
dimensione sociale simile a quella del matrimonio e della famiglia.
E’ giusto, e dobbiamo esigerlo supportati con fermezza dalla
legge, che le persone omosessuali non siano discriminate riguardo
ai loro diritti di cittadini. Ma bisogna altrettanto pretendere
dalle norme di un diritto giusto ed attento al bene comune ed ai
diritti fondamentali dei più deboli –i bambini in questo
caso- che le istituzioni sociali fondamentali, radicate nella stessa
natura umana, vengano tutelate e promosse con reale impegno da parte
di una legislazione che cerchi la vera attuazione della giustizia
e della solidarietà. Il matrimonio, istituzione essenzialmente
eterosessuale, e cioè contratto unicamente tra persone di
diverso sesso, uomo e donna, è una delle istituzioni più
basilari; assolutamente vitale per il futuro della società!
A due persone dello stesso sesso non spetta alcun diritto di unirsi
in matrimonio. Lo Stato, da parte sua, non può riconoscere
questo diritto inesistente, se non agendo in un modo arbitrario
che supera le proprie capacità e che, senza dubbio, recherebbe
serio danno al bene di tutti. Le motivazioni di ordine antropologico,
sociale e giuridico che avallano questa affermazione sono di senso
comune.
Le conseguenze delle misure legislative che si vorrebbero adottare
saranno certamente negative, poiché sarebbe come riconoscere
ad alcune persone un diritto preteso che recherebbe danno ad altre.
Se lo Stato legalizza il presunto matrimonio tra persone dello stesso
sesso –ricordava il Comitato Esecutivo della CEE- capiterà
come quando si falsificano i soldi: la moneta legale si svaluta
e si mette in pericolo l’intero sistema economico. Allo stesso
modo, equiparare le unioni tra omosessuali ai veri matrimoni rappresenta
introdurre un pericoloso fattore di dissoluzione nell’istituzione
matrimoniale, e con essa, del giusto ordine sociale.
“Sarà possibile continuare a sostenere il senso vero
del matrimonio e ad educare i figli secondo questo, senza che genitori
ed educatori vedano calpestato questo diritto da un nuovo sistema
legale contrario alla ragione? Non si finirà per imporre
a tutti, con la pura forza della legge, una veduta delle cose contraria
alla verità del matrimonio?
(Comitato Esecutivo della CEE, In favore del vero matrimonio, n.
4 b e c).
L’adozione deve sempre contemplare il bene dei bambini, e
non i presunti diritti di coloro che li vogliono adottare. Due persone
dello stesso sesso che pretendono sostituirsi ad un matrimonio non
costituiscono un referente adatto per l’adozione. “Le
figure del padre e della madre sono fondamentali per la piena identificazione
sessuale della persona. Nessuno studio ha messo in discussione queste
evidenze in modo convincente”. (In favore del vero matrimonio,
n.4 a).
Risulta evidente che per una coscienza cittadina rettamente formata,
ed in particolar modo per i cristiani, dinanzi al drammatico calo
delle nascite e all’invecchiamento della popolazione che viviamo
oggi, s’impone il dovere d’intervenire attivamente nel
dibattito che si è aperto nella società spagnola e
di promuovere così uno stato dell’opinione pubblica
che incoraggi le opportune modifiche al disegno di legge presentato.
Non deve neanche mancare la preghiera di tutta la Chiesa, soprattutto
delle comunità di vita contemplativa, capace di smuovere
i cuori e di attuare cambiamenti nell’intimo delle persone
e della coscienza sociale.
Affidiamo le nostre suppliche alla cura materna della Madonna, Nostra
Signora de La Almudena.
Con tutto il mio affetto e la mia benedizione.
Scarica
Speciale Fides in formato doc 240kb >> |