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Un dibattito aperto nella società contemporanea (terza parte)
Il servizio al vero matrimonio ed alla famiglia: Cardinale A. Ma Rouco

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IL SERVIZIO AL VERO MATRIMONIO ED ALLA FAMIGLIA: UN DOVERE SERIO ED URGENTE DEI CATTOLICI
del Cardinale Antonio Ma Rouco Varela
Arcivescovo di Madrid e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola Madrid, 18 settembre 2004

Miei cari fratelli ed amici:
Sicuramente, l’inizio dell’anno scolastico riporta in primo piano all’opinione pubblica “la scuola”; istituzione secolare decisiva per le nuove generazioni. Ma ripropone anche, e non con minore vivacità, un’altra istituzione più basilare ancora, essenziale per lo sviluppo e la crescita fisica, umana e spirituale del bambino e del giovane, concorde con la dignità della persona e con il suo destino temporale ed eterno: la famiglia ed il matrimonio quale suo fondamento. Se non è consigliabile la permanente sperimentazione politica e giuridica di uno strumento pedagogico così importante per l’educazione dell’uomo nella sua fase iniziale e basilare dell’esistenza quale è la scuola, lo è ancor meno fare esperimenti con il matrimonio e con la famiglia, che costituiscono la prima e più intima cornice per la nascita della vita umana, dell’essere umano, e della sua maturazione personale nell’amore e per l’amore.

La concezione del potere tipica della nostra epoca, a cui già Romano Guardini dedicava poco più di mezzo secolo fa uno dei suoi più illustri trattati (Die Macht, 2a Edizione 1989), tende sempre di più a concretizzarsi come la facoltà di disporre totalmente dell’esistenza umana, persino riguardo agli aspetti più intimamente rappresentativi della sua personalità, senza riconoscere altri limiti che il successo economico, il trionfo sociale o l’egemonia culturale. Guardini, grande maestro dell’Europa contemporanea, osserva come durante tutto il ventesimo secolo l’uso del potere si caratterizzi da un maldestro tentativo di allontanamento dalle grandi e fondamentali esigenze morali che hanno nutrito il meglio della storia europea degli ultimi due millenni. Agli inizi del terzo millennio della nostra era, la tendenza non sembra essere cambiata; si accentua addirittura il suo relativismo etico nonostante gli sforzi per consolidare una società libera, democratica e solidale, ed il proposito di costruire un vero Stato di diritto. La verità dell’essere umano, dei suoi diritti e doveri fondamentali e delle istituzioni basiche nelle quali nasce, cresce e si sviluppa, è invece intrinseca nell’essenza dell’uomo, disegnato e creato da Dio! Non si trova a disposizione o all’arbitrio dell’uso individuale o istituzionale che un qualunque tipo di potere umano ne voglia fare. La sua attuazione va anzi rispettata scrupolosamente, curata, promossa ed agevolata con tutte le risorse di cui dispongono una società ed una comunità politica, giustamente ordinate e sinceramente interessate ad un progresso degno di tale nome.
Il matrimonio composto da un uomo e una donna uniti nell’amore reciproco, fedele ed aperto alla vita e all’educazione amorevole dei loro figli, nucleo generatore della prima cellula sociale che si costituisce e vive per l’amore gratuito, sperimentato come filiazione e fraternità, non può essere discriminato né ostacolato, ma promosso e favorito senza limitazioni da tutte le forze ed istituzioni sociali, specialmente dallo Stato e dalla comunità politica oltre che, naturalmente, dalla Chiesa e dai cristiani. Le prospettive della nostra società non miglioreranno con il forte aumento del numero dei divorzi o dei bambini ed adolescenti immersi in drammatiche crisi matrimoniali e familiari, tanto meno se non cessa l’ondata di aborti che investe in maniera particolarmente crudele le adolescenti e pre-adolescenti.
I giovani disposti ad accettare e vivere con gioia la vocazione al matrimonio secondo il modello inciso da Dio nell’essere umano, uomo e donna, costituiscono la grande maggioranza! Hanno bisogno dell’aiuto efficace e tempestivo della società e di tutte le istituzioni coinvolte per poter conciliare la professione con la vita matrimoniale e familiare; l’impegno di lavoro con la maternità e la paternità responsabili e per disporre delle risorse imprescindibili per creare e sostenere degnamente una famiglia: lavoro ed abitazione in particolar modo. Non possono non avere la vicinanza affettiva e concreta della Chiesa! Dovrebbe essere questo l’impegno pubblico e privato dei cattolici agli inizi del nuovo corso 2004-2005. Si tratta di compiere una delle esigenze più vere ed urgenti dei comandamenti di Dio e di poterli vivere nella loro pienezza; quella che ne deriva dall’amore verso di Lui e verso il nostro prossimo. Sarà uno dei più grandi contributi al bene comune che si possa e si debba aspettare da noi, davanti a Dio e agli uomini. Il Suo progetto salvifico sull’uomo, che include il matrimonio e la famiglia come percorsi imprescindibili per la sua attuazione nella Chiesa e nella società, non rappresenta un ideale impossibile né, in alcun modo, la fantasticheria di sognatori romantici che non hanno i piedi per terra nella realtà attuale in cui vivono, bensì tutto il contrario: per Gesù Cristo e per il suo Vangelo, vissuto e sperimentato nella comunione della Chiesa, è dono a portata immediata di tutti e, certamente, anche dei giovani del nostro tempo. Quando lo conoscono a fondo, si abbracciano a Lui e si entusiasmano con Lui con ammirevole generosità. Sono tanti i giovani matrimoni che cercano di metterlo in pratica come una delle più belle imprese di amore che si possano immaginare. Se accettiamo, come loro, di essere veri testimoni del Vangelo del matrimonio e della famiglia per i giovani del nostro tempo, diventeremo fecondi portatori di speranza per l’ora presente, così ricca di rischi e pericoli per il futuro delle nuove generazioni.
Affidiamo alla Madre della Speranza e della Grazia e alla Vergine Maria i matrimoni e le famiglie madrilene. Ci affidiamo a Lei, Madre della Chiesa e degli uomini, Vergine dell’Almudena!
Con tutto il mio affetto e la mia benedizione.

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