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Un dibattito aperto nella società contemporanea (terza parte)
Comunicato stampa della Conferenza Episcopale Spagnola

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Comunicato stampa della Conferenza Episcopale Spagnola
a seguito del disegno di legge che equiparerebbe le unioni omosessuali al matrimonio. Madrid, 30 dicembre 2004

Errore ed ingiustizia
Il Consiglio dei Ministri ha promosso oggi un disegno di legge che si propone di equiparare al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso. Proposta sbagliata ed ingiusta poiché “il matrimonio, generando ed educando i figli, contribuisce in maniera insostituibile alla crescita e alla stabilità della società; ragione per cui gli sono quindi dovuti il riconoscimento e l’appoggio legale dello Stato. Alla convivenza tra omosessuali, invece, che non avrà mai queste caratteristiche, non può essere attribuita una dimensione sociale paragonabile a quella del matrimonio e della famiglia” (Commissione Permanente della Conferenza Episcopale Spagnola - Matrimonio, famiglia e “unioni omosessuali”- n.13).

Uso arbitrario del potere
Le persone omosessuali non devono essere discriminate riguardo i loro diritti come cittadini, ma le istituzioni sociali vanno tutelate e promosse dalle leggi. Il matrimonio è un’istituzione essenzialmente eterosessuale, cioè, “può essere contratto unicamente tra persone di sesso diverso: uomo e donna.

Due persone dello stesso sesso non hanno il diritto di unirsi in matrimonio tra loro. Lo Stato, da parte sua, non può riconoscere un diritto inesistente, se non agendo in un modo arbitrario che va oltre le sue capacità e che, senza dubbio, recherà serio danno al bene comune. Le ragioni che avallano queste affermazioni sono di ordine antropologico, sociale e giuridico” (Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale Spagnola –In favore del vero matrimonio- n.3).

Come la falsa moneta, dannosa per tutti
La misura proposta avrà conseguenze negative che riguarderanno l’intera società. Non si tratta di riconoscere ad alcune persone un loro preteso diritto che non recherebbe danno ad altri. “Se lo Stato legalizza un ipotetico matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’istituzione matrimoniale ne risulterà seriamente danneggiata. Falsificare il denaro significa svalutare la moneta legale e mettere in pericolo l’intero sistema economico. Allo stesso modo, equiparare le unioni omosessuali ai veri matrimoni rappresenta introdurre un pericoloso fattore di dissoluzione dell’istituzione matrimoniale, e con essa, del giusto ordine sociale”. “Sarà possibile continuare a sostenere il senso vero del matrimonio e ad educare i figli secondo questo, senza che genitori ed educatori vedano calpestato questo diritto da un nuovo sistema legale contrario alla ragione? Non si finirà per imporre a tutti, con la pura forza della legge, una veduta delle cose contraria alla verità del matrimonio?” (In favore del vero matrimonio, n.4 b e c).
I bambini, abbandonati
L’adozione deve sempre salvaguardare il bene dei bambini, non i presunti diritti di coloro che vogliono adottarli. Due persone dello stesso sesso che intendono sostituirsi ad un matrimonio, non costituiscono un valido riferimento per l’adozione. “Le figure del padre e della madre sono fondamentali per la piena identificazione sessuale della persona. Nessuno studio ha messo in discussione queste evidenze in modo convincente” (In favore del vero matrimonio, n.4 a).
Se questa legislazione viene portata avanti, si abbandonerebbe la saggezza umana e giuridica di tutta l’umanità. “La storia universale lo conferma: nessuna società ha concesso alle relazioni omosessuali il riconoscimento giuridico dell’istituzione matrimoniale” (In favore del vero matrimonio, n.4 b).
La differenza sessuale costituisce la base antropologica indispensabile del matrimonio: “Uomo e donna li creò” (Gen 1, 27). (Sottocommissione Episcopale per la Famiglia e Difesa della Vita –Uomo e donna li creò).

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