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LINK Speciale Fides: Leggi e Famiglia (2)
Famiglia sotto attacco
Di David Botti (Fattisentire.net - Lobby etica pro famiglia in Internet)

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Se per proporre un’adeguata terapia occorre far precedere un’accurata diagnosi, è necessario ricercare le cause storiche che hanno portato l’Italia nella condizione attuale, nella quale già tre Regioni italiane hanno chiesto - e praticamente ottenuto - la parificazione tra “matrimonio” e “unioni di fatto”, nonché la “libertà di orientamento sessuale”.
La famiglia è una istituzione di diritto naturale le cui caratteristiche non sono pertanto determinate o determinabili da un credo filosofico o religioso, ma piuttosto sono comuni a tutti i popoli di ogni tempo e luogo. Tuttavia, posto che in Italia da quasi 2000 anni ha sede il Papato, per comprendere come si è potuti giungere ai parossismi attuali è necessario tenere conto anche del comportamento degli esponenti della Chiesa Cattolica.
In Italia, il diritto di famiglia ha vissuto un profondo mutamento, a seguito dell’introduzione del divorzio (Governo Rumor, 1974), ma, soprattutto, del nuovo diritto di famiglia (Governo Moro, 1975). Nei mesi e anni successivi, su pressioni sempre più forti di area socialistica e libertaria, vengono varate leggi sulla contraccezione e sui consultori e, nel 1978, l'aborto.

Questi provvedimenti non vedono una forte opposizione da parte del popolo italiano perché emanati sotto Governi a guida democristiana. Anche l’Episcopato reagisce debolmente, sia perché colto di sorpresa che, forse, perché in alcuni suoi settori non sufficientemente libero da coinvolgimenti partitici.
Anche se la situazione attuale sembra essere un tunnel senza uscita, tenendo conto dell’esperienza del passato si possono ricevere lumi sul da farsi per evitare guai peggiori, quali ad es. quelli che la Spagna sta vivendo con il Governo Zapatero, non a caso successore di un Governo democristiano.
La direzione verso cui operare è stata intelligentemente iniziata dal Forum delle Associazioni Familiari, ed è caratterizzata da due aspetti. Il primo consiste nel non “firmare deleghe in bianco” a nessun partito politico, ma piuttosto nel valutare ogni partito in base ai comportamenti legislativi da esso tenuti. Il secondo discende dal primo e consiste in una costante opera di pressione (lobbying) nei confronti di ogni partito politico, convocandone i rappresentanti, proponendo loro di firmare proposte di legge, monitorandone l’adesione ai principi del diritto naturale classico.
In questa stessa ottica, limitandosi però al mondo di Internet e ai suoi utilizzatori, opera la “lobby etica” FattiSentire.net, che invita decine di migliaia di persone a scrivere ai propri rappresentanti su temi che, tutti, hanno la famiglia al centro dell’attenzione.
Occorrerebbe forse fare di più, per esempio segnalando ai massmedia e ai cittadini come hanno votato i singoli esponenti politici sui temi etici (in modo da impedirne o promuoverne la rielezione), oppure esortando l’Episcopato a più coerenti prese di posizione verso chi la famiglia vuole distruggere.
Ma l’azione degli italiani è – almeno – meglio impostata che in passato.
(Agenzia Fides 22/1/2005)

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