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LINK Speciale Fides: Leggi e Famiglia (2)
Il laicismo selvaggio
di Sua Ecc. Mons. Francisco Pérez González, Arcivescovo Castrense e Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Spagna

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Quando una nazione, un popolo o una famiglia perde le sue radici storiche, possiamo affermare che esiste qualche circostanza anomala che lo rende possibile. La vita non deve valutarsi in base alle ideologie, ma dall’obiettività storica e dalle basi solide che la sostengono.
In Spagna, attualmente, l’errato orientamento politico sta sradicando le radici profonde che sorreggono la società stessa. Se il programma politico proposto verrà realizzato, possiamo dire che assisteremo ad una vera involuzione storica. Oggi non si uccide più nessuno a bastonate, ma incidendo col bisturi il grembo materno o una vita in embrione; non si conduce l’anziano al bordo di un precipizio, ma gli si può fare un’iniezione letale; non si costringe nessuno a sposarsi, però si possono sposare persone dello stesso sesso e chiamare cinicamente questa unione “ matrimonio”; la religione era “l’oppio dei popoli” e ora la si rifiuta perché, dicono, non apporta nulla alla cultura. Con l’affanno di voler essere “moderni” si commette il più grande errore storico che la storia stessa giudicherà in maniera crudele.

La Chiesa, esperta in umanità, per sua fedeltà e in nome del Vangelo che le è stato affidato, denuncia tutto ciò che può far regredire l’essere umano. Anche ad essa si possono addebitare le proprie debolezze perché è fragile, dato che i suoi membri sono spesso prigionieri del peccato. Ciò che invece non si può fare – ad onor del vero – è giustificare il peccato o affermare che non esista. Gesù Cristo e la Chiesa hanno sempre condannato il peccato, ma al peccatore è sempre stata concessa la possibilità di convertirsi. Per questo noi cristiani non possiamo essere infedeli alla verità. Le “ideologie moderniste” dimenticano che l’uomo è fragile e peccatore e la ragione è molto semplice: sostengono che l’uomo basta a sé stesso poiché è “Dio” di se stesso.
Non possiamo rimanere in silenzio, soprattutto ora che ci si vuole far credere che la “cicuta” sia la cura migliore per la società. Non parlare mi sarebbe più comodo, ma tradirei la mia coscienza e, ciò che è ancor più grave, diventerei complice dell’estinzione etico-morale a cui ci si vuole sottoporre. Mi importa dell’essere umano perché è “figlio di Dio” e fratello mio, ed un fratello non si abbandona a sé stesso né si lascia in balia di coloro che pensano soltanto a sé stessi ed alle loro ideologie sciocche e prive di contenuto. Il tempo ci darà ragione e, come dice un proverbio castigliano, “Chi semina vento, raccoglie tempesta”. Come essere umano, come credente e come pastore della Chiesa non soltanto non approvo, ma rifiuto ciò che vorrebbero imporci. Questo “laicismo selvaggio” assomiglia di più ad un campo di sterminio morale che ad un gioioso giardino di libertà. Perché voler snaturare la natura e tagliare la testa alla ragione? Lo capisco soltanto se penso che esiste la malvagità; altrimenti non lo capisco proprio.

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