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Una breve riflessione umana e cristiana
sull’attuale pensiero laicista
di Sua Eminenza il Cardinale Darío Castrillón
Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero |
Indice
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Due
veloci riflessioni. Con proverbiale saggezza, Il Libro dell’Ecclesiaste,
all’inizio del suo terzo capitolo, definisce a grandi
tratti i tempi della storia di ogni uomo, che visti in maniera
astratta, altro non sono che i momenti in cui la società
– quella di ogni tempo - costruisce la propria storia.
Ogni cosa ha il suo tempo e la sua attualità. C’è
un tempo per la semina e un tempo per la raccolta; un tempo
per le lacrime e un tempo per i sorrisi; un tempo per la guerra
e un tempo per la pace…In questo modo, mettendo insieme
realtà temporali e comuni, l’agiografo prospetta
sagacemente il fare di ogni uomo.
Ma in tutto questo fare e disfare, tessere e stessere, esiste
un qualcosa che l’Ecclesiaste presenta come la riconferma
di una verità assoluta: “Un tempo per nascere e
un tempo per morire”. E’ come se dicesse che (per
la storia di ogni uomo e per la storia nel modo più assoluto)
si apre una parentesi che non rimarrà aperta per sempre,
ma che si chiuderà un giorno (un tempo) più o
meno lontano. |
E questa parentesi è “tutto”
per l’uomo, così come lo è per la storia. Nel
tempo racchiudiamo la fatica e i successi, la scienza e gli esperimenti,
la verità e la sua ricerca…Percorrendo la storia dell’umanità
ci rendiamo conto del durissimo ed encomiabile lavoro che è
stato fatto per trovare quei princìpi che sono alla base
della storia stessa: “Fare il bene e detestare il male”,
“la verità come adeguamento dell’intendimento
alla realtà delle cose”, “la vita di ogni uomo
come dono della natura”, “la libertà della persona
come elemento primordiale dell’essere umano”, “la
famiglia come cellula primigenia della società”.
Si potrebbero sgranare tanti altri principi fondamentali della storia,
la cui ricerca, scoperta e accettazione, per così dire, hanno
richiesto nel tempo una lotta e uno sforzo. L’umanità
ha ottenuto i suoi migliori successi nel corso del suo divenire
storico; ha trovato quei princìpi che, configurandola, sono
diventati la sua eredità e costituiscono, ancor di più,
il suo DNA, senza il quale l’uomo e l’umanità
stessa non sarebbero quello che sono.
Approfitto della celebre frase di Graziano: “Homo sum…,
uomo sono e nulla di umano mi è estraneo” .
Non riesco ad immaginare cosa penserebbero Graziano, Aristotele,
Agustín de Hipona, Isidoro di Siviglia, Tommaso d’Aquino,
Pascal, Guglielmo Marconi o tanti altri, se vivessero i momenti
storici attuali che, lo si voglia o no, appartengono ad una grande
parentesi storica. Non posso immaginare cosa penserebbero se vedessero
come, in uno spazio di tempo così breve, alcuni cercano di
mandare all’aria tutto ciò che la storia ha ottenuto
con il sudore intellettuale, ponderato con la pratica nei secoli.
Non riesco ad immaginare cosa penserebbero se vedessero come i “princìpi”
che l’uomo, osservando dentro e fuori di sé, ha elaborato
adoperando tutto l’impegno della sua mente nel corso dei tempi,
attualmente si scambiano con altri e che queste novità sono
il prodotto dell’irriflessione, o in modo ancora più
degradante, del puro e semplice edonismo.
La fede ci induce ad un’altra seria riflessione. E’
Cristo stesso che ci invita a cercare nel più intimo del
nostro essere la profondità del nostro stesso essere. E da
questa ricerca può nascere solo il migliore dei frutti; la
verità, poiché…”la verità vi renderà
liberi”.
Cristo, alfa e omega della storia, è la luce che illumina
ogni uomo; è la luce che illumina le tenebre dell’umanità.
Lui ha dato risposta ad ognuno degli interrogativi sull’uomo;
ha dato risposta ad ognuna delle domande che l’uomo si pone
per incontrare sé stesso, gli altri e la natura.
Le risposte di Cristo sono la ricchezza dell’umanità
perché Lui è il cammino, la verità e la vita.
Chi lo segue non incontra la fitta nebbia dell’errore o dell’indifferenza.
Il problema del laicismo che regna nel momento attuale, e più
precisamente in territorio europeo, ha delle soluzioni. Occorre
soltanto che gli uomini della storia attuale usino la ragione per
scoprire la verità sull’uomo, sulla società
e sul mondo; se così fosse, questa apparirebbe diafana alla
mente, poiché la verità si trova nel più intimo
della coscienza…Basterebbe volerlo come lo hanno voluto coloro
che, senza pregiudizi né velleità, interrogarono la
metafisica dell’uomo.
Un’altra soluzione –la più grande e la più
importante- è il ritorno alle vere radici cristiane: L’Europa
non può dimenticare che non sarebbe ciò che è
senza il labaro della croce. Occorre, dunque, “aprire senza
ostacoli” le porte a Cristo, quelle degli Stati e quelle di
ogni cittadino…, perché “Cristo è la risposta,
l’unica risposta per l’uomo”.
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