Nacque in Tafalla, Navarra (España),
il 14 de marzo de 1868. Al battesimo gli fu messo il nome
di Florentina. La prima educazione che ricevette fu quella
dell’ambiente e delle famiglie cristiane dell’epoca.
Era la più piccola di quattro fratelli.
A 14 anni entrò nel collegio di Santa Rosa da Lima
nella città di Huesca. Il contatto con la vita religiosa
domenicana la fece interrogare sulla sua vocazione; quando
prese la decisione di essere religiosa, al termine dei suoi
studi, preferì tornare un anno nella famiglia per essere
certa della sua scelta. Ritornò nel collegio nel 1885
disposta a cominciare il suo noviziato. Un anno dopo emise
i primi voti e cominciò a lavorare come insegnante,
impegno che svolgerà per ventotto anni. Condivise con
altre sorelle il desiderio di servire i più poveri,
anche quelli nelle terre più lontane, di cui giungevano
notizie attraverso le riviste missionarie dell’epoca.
Il Regno si converte in impegno
Lo Stato spogliò le domenicane di Huesca della Scuola
Normale e della Graduata che reggevano: tutte e due dovevano
passare alla Deputazione provinciale. Le sorelle persero subito
gran parte del loro lavoro e del loro apostolato. Desiderando
da tempo lavorare nelle missioni, subito scrissero in America
e nelle Filippine per offrire la loro disponibilità.
Dal Vicariato Apostolico di Porto Maldonado nella selva del
Perú giunse a Huesca il Servo di Dio fra Ramón
Zubieta OP nel 1913; portava la lettera ricevuta dalle suore
e sollecitò la loro collaborazione. Madre Ascensión,
che desiderava offrirsi a Dio «disposta ad ogni sacrificio»,
dette il suo nome e fu accettata. Nel novembre del 1913 si
fece la prima spedizione missionaria. Il gruppo formato da
5 sorelle e tre missionari giunse in Perù il 30 dicembre;
erano accompagnati da Mons. Zubieta, esperto in viaggi e spedizioni
missionarie difficili. Le religiose si stabilirono nel Convento-Beaterio
delle Domenicane del Patrocinio, in Lima, mentre preparavano
il viaggio al nuovo Vicariato Apostolico.
Evangelizzare partendo dai poveri
Madre Ascensión, con altre due religiose, in una prima
spedizione missionaria giunse sino alla selva. La notizia
suscitò ammirazione in Lima, poiché nessuno
aveva mai realizzato un viaggio così lungo e rischioso;
si doveva attraversare la cordigliera delle Ande e dopo navigare
attraverso fiumi pericolosi. In questo primo viaggio di 24
giorni fino a giungere alla sua prima missione in Maldonado,
fece esperienza di quella che sarebbe stata la sua vita religiosa
missionaria. Porto Maldonado, dove giunsero nel 1915, è
un piccolo villaggio collocato alla confluenza di due grandi
fiumi, il Madre de Dios e il Tambopata, attraverso i quali
si realizzano tutte le comunicazioni.
Le sorelle furono ricevute con dimostrazioni di gioia e affetto;
aiutarono nella promozione della donna e nell’educazione
dei bambini, cose mai viste nella selva. Madre Ascensión
era la prova che Dio era presente in questa immensa selva,
tra i poveri. I grandi sacrifici di questa nuova vita per
lei perdevano importanza confrontati con la gioia che gli
dava la sua vita missionaria.
I poveri... criterio di confronto
Era felice di poter stare in missione, la sua scelta dei piccoli
la riempiva e la colmava di gioia. Dopo pochi giorni dall’arrivo
a Maldonado aprirono un collegio per le ragazze; subito dopo
costruirono i locali per ricevere le ragazze più povere
e dei luoghi più lontani della selva. Giunsero le prime
ragazze della tribù Baraya, e l’internato si
riempì. Stando sul posto si approfondì la riflessione
sulla situazione sociale che si viveva nella selva: lo scontro
tra i nativi e i raccoglitori di caucciù. Le sorelle
optarono per i nativi e decisero che nel collegio c’era
posto per tutti coloro che lo desideravano, però dando
la preferenza ai nativi.
Dopo iniziarono a giungere infermi gravi chiedendo aiuto;
le sorelle, senza mezzi, aprirono anche la loro casa per accoglierli
in attesa di altre soluzioni. Esse stesse andarono a visitare
i malati e cercare di prestar loro i primi soccorsi. Secondo
le necessità andavano via via aprendo nuovi campi di
apostolato.
Madre Ascensión manifestò sempre una grande
fede e viveva con stretta osservanza quello che si riferiva
alle pratiche di preghiera. Sentì che Dio era in cammino.
Con Lui dialogava nei giorni di viaggio in barca, sul dorso
di un asino, in canoa, mentre scopriva la bellezza della cordigliera
delle Ande, o mentre si incontrava con l’impressionante
bellezza della selva. Sopratutto sperimentava l’incontro
con Dio nelle ragazze che giungevano dalla selva, nei malati
che doveva curare, nelle donne che vivevano in una maniera
diversa da quella che loro conoscevano. L’esperienza
di Dio era tanto forte che diceva: Non posso spiegare quello
che sente l’anima... Mai mi sono sentita tanto vicina
a Dio come nei miei sedici mesi di montagna.
La Congregazione delle Missionarie Domenicane del
Rosario
Nè Madre Ascensión nè Monsignor Zubieta
ebbero all’inizio l’idea di fondare un Istituto
religioso, gli lo consigliò il Maestro dell’Ordine
dei Predicatori. Il 5 ottobre 1918, vespri della Vergine del
Rosario, fu scelto per iniziare la nuova congregazione con
una cerimonia celebrata nella chiesa di Nostra Signora del
Patrocinio, in Lima. La congregazione nascente contava quattro
case di cui una era sede del noviziato. Madre Ascensión
fu nominata Superiora Generale e dedicherà alla nascente
congregazione il resto della sua vita. Morì il 24 febbraio
del 1940.
Il 24 settembre del 1962 ebbe luogo a Pamplona (Spagna) la
solenne apertura del Processo di Canonizzazione. Il 12 aprile
del 2003, alla presenza del Papa Giovanni Paolo II, è
stato letto il Decreto sulle virtù eroiche, e il 20
dicembre del 2004 quello sul relativo miracolo. Il 15 maggio
del 2005, nel giorno della Pentecoste, viene beatificata.
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