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LINK APPROFONDIMENTI - JOZEF Card. TOMKO
Luce e vita del nuovo Millennio nel Cenacolo allargato del mondo

JOZEF Card. TOMKO
Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali

L'annuncio dell'Anno dell'Eucaristia che il Santo Padre ha indetto nella recente Festa del Corpo e del Sangue del Signore poteva sembrare a qualcuno inatteso. Da altre parti si fa notare che Giovanni Paolo II guida la barca di Pietro verso le realtà centrali che sono fondamentali per la fede e per la Chiesa. L'Eucaristia, che il Concilio Vaticano II ha definito come «fonte ed apice di tutta la vita cristiana» (LG, 11), è senza dubbio una di queste realtà. L'attenzione dei fedeli viene sempre più attirata sul suo ruolo essenziale per la Chiesa e per l'umanità: dopo l'Enciclica «Ecclesia de Eucharistia», seguita dall'Istruzione «Redemptionis Sacramentum» della Congregazione per il Culto divino e per la Disciplina dei Sacramenti, vi sarà dal 10 al 17 ottobre 2004 il Congresso Eucaristico Internazionale a Guadalajara, in Messico, e nell'ottobre 2005 l'Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi che ha l'Eucaristia per tema. L'Anno dell'Eucaristia si colloca molto opportunamente fra i due ultimi avvenimenti che riguardano la Chiesa universale.
Il Congresso Eucaristico Internazionale ha una propria importanza ma ora diventa anche la tappa iniziale e quasi la prima fase dell'Anno dell'Eucaristia. I Congressi Eucaristici sono sorti come una forma della devozione eucaristica con la quale i discepoli di Gesù manifestano la loro risposta all'amore del Signore che ci amò «sino alla fine» (Gv 13, 1), sino all'estremo. La risposta può provenire da una Chiesa locale-parrocchiale, particolare-diocesana o universale. I Congressi internazionali ebbero inizio nel 1881 con il Congresso di Lille, in Francia, quello di Guadalajara sarà già il 48° in ordine. Avendo assunto una notevole importanza per la Chiesa universale, essi vengono ora organizzati in coordinameno con il Pontificio Comitato a Roma. Il Comitato ha come finalità generale «di far sempre meglio conoscere, amare e servire nostro Signore Gesù Cristo nel suo Mistero eucaristico, centro della vita della Chiesa e della missione per la salvezza del mondo», e come principale scopo specifico quello di «promuovere la celebrazione periodica» di tali Congressi (Statuti, art. 2 e 3).
Il prossimo Congresso di Guadalajara ha per tema: «Eucaristia — Luce e Vita del nuovo millennio». La posizione geografica di questa grande città al centro delle due Americhe, dove risiede più della metà di tutti i cattolici del mondo, in mezzo ad una popolazione hispanofona largamente diffusa nell'America Latina ma anche nell'America del Nord, nonchè la presenza di un aeroporto internazionale faciliteranno l'afflusso dei fedeli. Durante una settimana, ogni giorno i fedeli si raduneranno, sotto la guida dei Presuli di un Continente dopo l'altro, per celebrare il Sacrificio eucaristico e per ascoltare la catechesi tematica, mentre nei pomeriggi avranno modo di incontrarsi per lingua o nazione. Una giornata sarà dedicata al pellegrinaggio al santuario mariano di Zapopan per onorare la «Donna eucaristica». L'ultimo giorno si avrà la celebrazione conclusiva, la «Statio Orbis» che è tradizionalmente presieduta dal Papa. Un simposio teologico di tre giorni, nel quale i rinomati studiosi approfondiranno i maggiori temi dell'Enciclica «Ecclesia de Eucharistia», è previsto per la settimana pecedente il Congresso stesso.
Il centro del Congresso è ovviamente, anche a Guadalajara, l'Eucaristia, mistero della fede e dono inestimabile. Non un dono come un oggetto, perché «la Chiesa ha ricevuto l'Eucaristia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza» (Ecclesia de Eucharistia, 11). La Chiesa, raccolta dai confini del mondo, si radunerà nel Congresso per ravvivare e professare con stupore di gioia, di venerazione, di adorazione e di amore la propria fede nella Persona e nella Presenza di Gesù Cristo vivo e vero sotto il velo sacramentale. È lui, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, che è indicato nel tema del Congresso di Guadalajara: «Eucaristia — luce e vita del nuovo millennio». Questo tema suona come un richiamo a ciò che è essenziale per l'umanità e indica dove si trova l'unico Salvatore. del mondo. Esso riecheggia i più belli titoli evangelici di Gesù Cristo e della sua opera di salvezza: «Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6, 51). Cristo è luce e vita anche per il nostro mondo del terzo millennio!
La domanda, molto «laica» ma abbastanza corrente su che cosa porterà il Congresso eucaristico e lo stesso Anno dell'Eucaristia al mondo di oggi, è in fondo la domanda se Gesù Cristo e Dio stesso significhi qualcosa per l'uomo moderno. Il nuovo millennio è già segnato da esplosioni di guerra, di terrore, di violenza e orrore, di secolarismo in varie parti del nostro planeta, ma anche di grande aspirazione alla pace, alla fraternità e solidarietà, al rispetto dell'uomo e della vita umana. Queste aspirazioni vengono animate e portate al frutto nei Congressi Eucaristici Internazionali.
Se il mondo ha bisogno di un «supplemento dell'anima», potrà trovarne un notevole contributo nell'allargato cenacolo che è ogni Congresso. Infatti, esso raccoglie nei momenti culminanti attorno a Cristo Eucaristico in media più di ottanta Nazioni rappresentate, diventando una vera «statio Orbis». L'atmosfera di preghiera, lo spirito di pace e fraternità, il fervore della fede vengono irradiate da queste adunate e largamente diffuse come luce e vita per larghi strati di popolazione terrestre. Quale migliore rimedio contro il vuoto del nuovo materialismo agnostico che si diffonde in certe regioni cristiane e si manifesta con la perdita del senso della vita e con una specie di nichilismo dei valori? Chi ha potuto assistere o almeno si ricorda dei memorabili Congressi Eucaristici di Bombay (1964), di Nairobi (1985), di Seoul (1989), di Sevilla (1993), di Wroc{l-lslash}aw (1997) e di Roma (durante il Grande Giubileo del 2000), saprà misurare l'importanza di questi avvenimenti per la vita della Chiesa e della società umana.
Tuttavia, il Congresso Eucaristico Internazionale sarà solo l'inizio dell'Anno dell'Eucaristia che si protrarrà fino all'Assemblea sinodale dell'autunno 2005. Sarà un periodo propizio per portare i frutti del Congresso a tutte le Chiese particolari. Ma sarà soprattutto un anno di intenso rilancio della fede e devozione eucaristica nell'intera Chiesa. Si tratta certamente di un grandioso progetto pastorale di Giovanni Paolo II che Egli ha additato nella Lettera apostolica «Novo Millennio ineunte», invitando i fedeli a «ripartire da Cristo». L'Anno dell'Eucaristia che avrà inizio con il Congresso Eucaristico Internazionale «si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in lui la vita trinitaria, e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste» (n. 29).

(Da L’Osservatore Romano del 7 luglio 2004)

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