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LINK Speciale: MALTA 18 - 23 ottobre 2004
CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI SACERDOTI
“Sacerdoti, forgiatori di Santi per il nuovo millennio”
Sulle orme dell’Apostolo Paolo

fonte: www.clerus.org

Omelia del Card. Crescenzio Sepe
Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli
durante la Celebrazione Eucaristica

(martedì 19 ottobre, ore 18)

"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo; prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni"
(Gen.1,5 )
" Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo..."
(Mt. 28, 18 ).
I due passi biblici che abbiamo appena ascoltato dall'Antico e dal Nuovo Testamento sono correlativi e condensano l'identità e la vocazione missionaria, che è propria di ogni discepolo di Cristo.
Configurato a Cristo col Sacramento dell'Ordine, il sacerdote assimila anche l'essenza missionaria del Figlio, inviato dal Padre a compiere, nello Spirito Santo, l'opera della salvezza. " Come il Padre ha mandato me, anch'io vi mando Andate!"
E' in questa prospettiva teologico-trinitaria che dobbiamo vivere la nostra identità sacerdotale che trova nella dimensione missionaria la fonte della nostra santità e quella della comunità alla quale siamo stati inviati.
Il progetto di salvezza del Padre avviene nella storia e riguarda ognuno di noi. Dio, che ci ha
amati fin dall'eternità, desidera portare a compimento la sua Creazione finché questa giunga,
pienamente liberata, alla pienezza del suo disegno. Tale disegno ci è stato rivelato dal Figlio che il
Padre ci ha mandato. Così Cristo è diventato contenuto e strumento della missione del Padre, ma
anche rivelatore e sostanza di rivelazione. La sua esistenza di uomo perfetto (cfr. GS 22 e 41) ha
reso possibile la realizzazione della missione del Padre. Al culmine della sua ora "missionaria",
Gesù ci ha donato il suo Spirito, che è anche quello del Padre, e la cui missione ha prodotto in ogni
tempo segni prodigiosi della presenza salvifica di Dio. Lo Spirito Santo, che ha consacrato Gesù
come "missionario" del Padre, accompagna la Chiesa nella sua missione di evangelizzazione dei
Popoli, in ogni tempo e fino ai confini della terra.
A noi sacerdoti, amati da Dio fin dall'eternità e consacrati per dono gratuito, per essere nella Chiesa Missionari della buona Novella, ci è dato il compito di continuare la missione di Gesù Cristo nel Mondo di oggi.
Ma come si configura questo mondo, questo campo, all'inizio del Terzo Millennio, nel quale dobbiamo seminare la Parola di Dio?
Dopo le grandi "partenze missionarie" dei secoli scorsi, la Chiesa, nata dalla Pasqua, deve continuare a svolgere il suo compito missionario di annunciare Cristo, unico Salvatore, invitando tutti a lasciarsi riconciliare con Cristo, con la consapevolezza che i destinatari di questo annuncio sono uomini e donne che vivono in un mondo e in una realtà socio-culturale che la riflessione filosofica e teologica definisce "post-moderno".
Si tratta, cioè, di un essere missionari ed evangelizzatori in un tempo caratterizzato dalla frammentazione dei valori, dal pluralismo teologico e dal conseguente relativismo del problema della verità. Ma un tempo che manifesta anche una rinnovata domanda di senso, che si apre alle esigenze della speranza e della solidarietà, che vanno oltre i limiti dell'esistere umano.
Di fronte a questo scenario, la domanda che ognuno di noi, inviati ad evangelizzare, si pone è questa: come posso annunciare Gesù Cristo ai miei fratelli e sorelle che vivono nell'oggi del mondo e della chiesa? La prima e fondamentale risposta ci viene dallo Spirito del Signore: siate santi e santificatoli; siate sacerdoti santi, per essere sacerdoti forgiatori di Santi in questo nuovo millennio! Incarnate, innanzitutto con la testimonianza della vita, il Vangelo che predicate! Incarnare Cristo significa soprattutto accoglierlo senza limitazioni o condizionamenti, accettando coraggiosamente di farsi conquistare senza frapporre i muri del nostro umano interesse o del nostro egoismo; In altre parole, far si che Cristo viva e agisca in noi. La configurazione all'unico ed eterno Sacerdote diventa così non solo una realtà sacramentale, ma una forza dinamica ed esistenziale che ci spinge a dare generosamente, ogni giorno, la nostra vita per i fratelli.
Arricchiti dal dono della santità, dobbiamo farne partecipi, a quanti sono stati affidati alle nostre cure pastorali. La Grazia si deve fare carità pastorale. Più attingeremo alle sorgenti della santità, attraverso una dedizione sempre più profonda all'intimità con Cristo, più saremo conformati a Colui che serviamo e più sapremo "forgiare" gli altri. " L'attività missionaria della Chiesa insegna il Concilio Vaticano II, ne diffonde la fede che salva, ne perfeziona l'unità cattolica allargandola , testimonia, diffonde e promuove la sua santità" (Ad Gentes, n.6).
La santità contribuisce alla crescita della Chiesa, accende la fiamma della speranza nel cuore degli uomini e aderisce efficacemente e concretamente al comandamento del Signore: "andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo" (Mc 16,15).
Con la testimonianza e la santità di vita, il Vangelo incarnato diventa anche Vangelo inculturato. L'inculturazione del Messaggio è uno dei problemi principali che ogni evangelizzatore deve oggi affrontare, con molto impegno, ma anche con attenzione e delicatezza.
Se, infatti inculturazione e dialogo sono metodi necessari per una giusta evangelizzazione, essi, però, non sono fini a se stessi, ma strumenti per proporre l'unico " principio di verità che è Gesù Cristo". Diversamente, si finirebbe per cadere in quella proposta ermeneutica per la quale la Cristologia diviene una variabile dell'antropologia culturale, con conseguente relativizzazione della Persona di Gesù Cristo, della sua mediazione salvifica, unica e universale, della stessa Chiesa, quale sacramento universale di salvezza e, di conseguenza, del valore e del significato della "missino ad Gentes".
Noi tutti sacerdoti che, per natura sacramentale, siamo missionari ed evangelizzatori, siamo impegnati ad un dialogo vero con tutti i nostri fratelli. Questo "dialogo vero" non è una pura e semplice "trattativa", ma deve orientarsi verso l'"annuncio", che si concentra in Gesù Cristo " Via, Verità e Vita" (Gv 14,6; cfr. Istruzione "Dialogo e Annuncio" del P.C. per il dialogo interreligioso e della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, 1991).
Lo sesso vale per un altro tema di grande attualità e interesse: il forte legame esistente tra evangelizzazione e promozione umana. Laddove questa ultima rimane uno strumento per il raggiungimento dell'Evangelizzazione, la Chiesa in genere, e quella missionaria in specie, cresce ed edifica il Regno di Dio contribuendo, nello stesso tempo, a dare dignità e giustizia ad ogni uomo, soprattutto a quello oppresso nei suoi valori umani, culturali, sociali.
"Il messaggio cristiano, recita il Decreto conciliare 'Gaudium et Spes', lungi dal distogliere gli uomini dal compito di edificare il mondo, lungi dall'incitarli a disinteressarsi del bene dei propri simili, li impegna piuttosto a tutto ciò con un obbligo ancora più struggente" (n. 34).
"La missione di Cristo Redentore, affidata alla Chiesa, scrive il Santo Padre nella "Redemptoris Missino", è ancora ben lontana dal suo componimento" (n. 1). Cari Sacerdoti questa affermazione deve risuonare continuamente nel nostro cuore e spingerci e impegnarci ad affrontare la questione dell'Evangelizzazione come la massima sfida per la Chiesa del terzo millennio. Ciò appare ancora più urgente e necessario in quelle nazioni dove la Chiesa sta affrontando, pur tra mille difficoltà, l'impegno della prima evangelizzazione in un contesto pluri-culturale e pluri-religioso. Basti pensare, ad esempio, al continente asiatico dove vivono le grandi religioni orientali e il maggior numero degli abitanti del pianeta il 60% della popolazione mondiale. Di questi circa quattro miliardi di persone, noi cattolici siamo solo 130 milioni circa, ossia il 2,6% concentrati, per lo più, nelle Filippine e in India, mentre nellg altre Nazioni asiatiche non raggiungiamo neppure 'é 0,5% . E' vero che la fede non è valutabile in termini numerici, jna è anche vero che nella presente stagione, che ci vede protagonisti della missione in questo inizio^secolo e di millennio cristiano, non possiamo rimanere indifferenti o ciechi, perché la missione è parte essenziale del nostro essere Chiesa. L'Evangelizzazione, infatti, non è uno dei compiti della Chiesa ma, come afferma
L"Evangelii Nunziandf", "è la missione essenziale è la grazia, la vocazione, l'identità più profonda della Chiesa. Essa esiste per evangelizzare" (n°14). Ciò significa che dobbiamo mettere l'impegno missionario al centro del nostro ministero sacerdotale, guardando altre i confini della nostra comunità ecclesiale particolare. In tal modo la dimensione missionaria non è qualcosa di esterno o di sopraggiunto alla pastorale ordinaria, ma si situa al suo interno come momento essenziale della stessa, la quale ne riceve un dinamismo che la feconda interiormente e la configura nella sua identità.
Cari sacerdoti, andate, dunque, e ammaestrate tutte le Nazioni come hanno fatto e faranno migliaia di missionari, che hanno raggiunto i confini più sperduti e a volte sconosciuti della terra, da ghiacciai dell'Alaska alle savane dell'Africa, dal diversificato mondo culturale dell'Asia alle immense distese d'acqua dell'Oceania, spinti certo/dalla sete di conquiste territoriali o da sterili protagonismi, ma solo dall'amore per Cristo che li ha inviati ad annunciare la Buona Novella.
E' la storia di duemila anni, ma è anche la storia del futuro, che durerà fino a quando la Sposa di Cristo compirà la sua missione di edificare il Regno di Dio sulla terra.
Maria SS.ma, Stella dell'Evangelizzazione e Regina delle Missioni, ci aiuti a vivere la nostra vita e il nostro ministero sacerdotale con crescente gratitudine ed entusiasmo, nella consapevolezza che il nostro impegno missionario è un dono prezioso e necessario per la chiesa, perché apparteniamo alla sua vita, alla sua santità, alla sua missione universale di salvezza.
AMEN! (Agenzia Fides 20/10/2004 – fonte: www.clerus.org)

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