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LINK Speciale: MALTA 18 - 23 ottobre 2004
CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI SACERDOTI
“Sacerdoti, forgiatori di Santi per il nuovo millennio”
Sulle orme dell’Apostolo Paolo

fonte: www.clerus.org

Celebrazione penitenziale
Card. Marian Jaworsky
Arcivescovo di Lviv dei Latini, Lituania

(martedì 19 ottobre, ore 15,30)

1. Il Decreto del Concilio Vaticano II Sul ministero e la vita sacerdotale ci parla del compito dei sacerdoti di tendere alla perfezione. Questa chiamata alla perfezione, alla santità soggettiva è una dilaniata universale d'ogni uomo, ma il Decreto sottolinea che, in modo particolare, ne sono chiamati i presbiteri, i quali sono stati consacrati a Dio nel momento delle ordinazioni. II Concilio ci insegna anche quale è lo specifico della santità di vita dei sacerdoti: tramite sacre azioni che svolgono quotidianamente, come anche di tutto il ministero che esercitano, essi si avvicinano alla perfezione di vita in Cristo.
2. Nel mio discorso vorrei soffermare l'attenzione sull'insegnamento e l'invito del Decreto conciliare riguardo alla celebrazione dei sacramenti, ed in particolare del Sacramento della penitenza. Leggiamo nel Decreto; "Allo stesso modo come nel Mistero Eucaristico, i presbiteri, quando amministrano i sacramenti sì uniscono all'intenzione e alla carità di Cristo; il che realizzano in modo particolare nell'esercizio del sacramento della penitenza, se si mostrano sempre e pienamente disposti ad amministrarla ogniqualvolta i fedeli ne. facciano ragionevolmente richiesta" (N 13).
3. In riferimento a questo insegnamento del Concilio poniamoci una domanda e cerchiamo di rispondere: Come è nella vita sacerdotale la disponibilità e l'amministrazione del Sacramento della penitenza?
Nei nostri giorni, in alcune comunità della Chiesa, sembra che si scorga una mancanza della piena comprensione nella fede su che cosa sia il Sacramento della penitenza, e quindi la mancanza della disponibilità e il fervore nell'amministrarlo ai fedeli. Com'è difficile convincere alcune comunità della Chiesa affinché non sostituiscano il Sacramento della penitenza con una liturgia penitenziaria! Questo avviene anche nel Tempo della Quaresima (della Settimana Santa). In questo caso, i fedeli cercheranno il sacerdote chiedendo in quale chiesa ci sia la possibilità di confessarsi. I fedeli, che spesso hanno tanta resistenza per accostarsi alla santa confessione, ne approfittano.
4. Affinché cresca in noi il fervore nel l'amministrare il Sacramento della penitenza, cerchiamo di comprendere meglio l'intenzione e l'amore del Cristo, i quali ci si rivelano nella consegna a noi del dono del perdono dei peccati. Il Signore Gesù, volendo manifestare la sua soprannaturale
missione del Messia, non si è limitato solo a curare le malattie fisiche, ma proclamava apertamente: / tuoi peccati sono rimessi. I miracoli della guarigione fisica dovevano solo confermare che Gesù è Colui che ha il potere della remissione dei peccati. Ciò era necessario per i credenti giudei, i quali, consapevoli che solo Dio può rimettere i peccati, lo accusavano della bestemmia.
La remissione dei peccati significa che Dio crea per l'uomo una nuova realtà: lo unisce a Sé, gli ridona la partecipazione alla vita eterna.
5. La grandezza della nostra partecipazione nel sacerdozio di Cristo sta nel fatto che Lui ci ha donato la Sua potenza divina della remissione dei peccati, nel nome della Santissima Trinità. Ce l'ha affidata!
Apparendo ai suoi discepoli dopo la risurrezione, Gesù ha detto: "Pace a voi! Come: il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20, 21). Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spinto Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi (Gv 20, 22-23). E' un "tento classico per il Sacramento della penitenza: ci parla della consegna agli Apostoli ed ai loro successori del potere della remissione dei Peccati" (Bibbia del Nuovo Testamento, Roma 1990, commento p. 238).
6.. Nel suo discorso ai partecipanti al corso sul foro interno promosso dal Tribunale della Penitenzeria Apostolica, il 27 febbraio 2004, il Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha detto tra l'altro: "Sarebbe illusorio voler tendere alla santità, secondo la vocazione che ciascuno ha ricevuto da Dio, senza accostarci con frequenza e fervore a questo sacramento della conversione e della santificazione". Tale constatazione riguarda tutti i credenti. Possiamo però allargarla in riferimento a noi sacerdoti: Sarebbe illusorio voler fendere alla santità sacerdotale, senza amministrarlo con fervore ai fedeli affidati alla nostra cura.
7. In questa giornata della penitenza facciamoci un esame di coscienza:
a. quale o la nostra comprensione nella fede di questo grande dono del Sacramento della penitenza e com'è la nostra disponibilità di amministrarlo ai fedeli?
b. esercitiamo questo ministero con bontà, sapienza e coraggio1)
c. facciamo "tutto, per rendere questo sacramento amabile e desiderabile ai penitenti? (Dal discorso di Giovanni Paolo II come sopra).
8. Dopo uno scrupoloso esame della nostra coscienza, confessiamo davanti al Salvatore le nostre omissioni e presentiamo una giusta riparazione: un sacrificio scelto come ripago per i nostri peccati d'omissione in questo servizio.
9. Facciamo un buon proposito, penso soprattutto:
a. una regolare presenza in confessionale, della quale sappiano i fedeli;
b. di un insegnamento su che cosa sia il dono della santa confessione e di un saggio e pieno di tatto incoraggiamento dei fedeli di accostarsi ad essa.
10. Alla fine una testimonianza del cosiddetto periodo passato dei tempi sovietici nella Archidiocesi di Leopoli. L'attività pastorale dei pochi sacerdoti era quasi completamente limitata. Tra l'altro non era permesso di catechizzare bambini e gioventù. Per la Prima Comunione si preparavano di nascosto, La si riceveva anche segretamente. Si può dire che la pastorale si svolgeva principalmente nella celebrazione del Sacramento della penitenza. 1 sacerdoti generosamente, spesso di nascosto, amministravano questo sacramento: è grazie ad esso che i fedeli persistevano nella fede. (Agenzia Fides 20/10/2004 – fonte: www.clerus.org)

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