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COMUNICATO STAMPA DEI VESCOVI DELLA
CATALOGNA: sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali,
Tarragona, 17 nov. 2004 |
Rivolgiamo questa comunicazione ai cristiani ed
alla società in generale, dal contesto pluralista e democratico
che garantisce a tutti la possibilità di esprimere ciò
che è ritenuto un bene per le persone e per la società
stessa.
Riguardo al dibattito, nel Parlamento della Catalogna, sul disegno
di legge che modifica le disposizioni legali in materia di adozione
e tutela di minori da parte delle coppie omosessuali, noi vescovi
della Catalogna riteniamo opportuno fare le seguenti considerazioni:
1. Innanzitutto, desideriamo reiterare quanto già dichiarato
di recente poiché punto di riferimento fondamentale per il
futuro della società: il matrimonio, inteso essenzialmente
come unione tra uomo e donna, è il fondamento della famiglia
e rappresenta lo spazio naturale per l’educazione dei figli.
La rilevanza dell’unico vero matrimonio per la vita dei popoli
è tale da poter difficilmente trovare ragioni sociali più
importanti di quelle che obbligano lo Stato al suo riconoscimento,
tutela e promozione. Non si tratta di disprezzare le persone, tutte
degne di rispetto e comprensione nelle diverse situazioni, ma di
affermare che il matrimonio è l’ambito adatto per le
possibili adozioni, nel rispetto dei diritti dei bambini.
2. In questo senso, consideriamo che l’adozione da parte
di due persone dello stesso sesso priva il minore dei riferimenti
al padre e alla madre, entrambi necessari per lo sviluppo integrale
del minore; motivo per il quale autorizzare queste adozioni potrebbe
recare gravi danni allo sviluppo dei bambini e non contribuirebbe
pertanto al bene comune della nostra società. I bambini privati
di una famiglia non vanno sottoposti ad una nuova prova dalle conseguenze
che non conosciamo nel suo insieme. Hanno il diritto di crescere
in un ambiente il più vicino possibile a quello della famiglia
naturale che non hanno.
3. Dal momento che, come sostenuto dallo stesso disegno di legge
per la modifica, l’adozione non può essere considerata
tecnicamente come un diritto dell’adottante ma bensì
come un diritto del bambino che ha bisogno di essere adottato, occorre
che i diritti del bambino si rispettino dovutamente e gli si offra
un ambiente familiare che contribuisca al suo pieno ed integro sviluppo.
4. D’altra parte, le motivazioni addotte nel disegno sostengono
che quest’iniziativa legislativa risponde ad un bisogno sociale,
ma né gli interessi, né le aspettative, né
le pressioni di un gruppo sociale determinato possono servire a
motivare questa riforma legislativa. Converrebbe, piuttosto, emanare
leggi che agevolassero l’adozione dei bambini da parte delle
coppie sposate che ne fanno richiesta.
Porgiamo queste considerazioni perché è desiderio
della Chiesa quello di servire alla persona in tutte le sue dimensioni
e di collaborare nell’attuazione del bene comune della nostra
società. Chiediamo ai legislatori che, consapevoli delle
loro responsabilità, veglino perché siano rispettati
i diritti di tutti, specialmente di coloro più deboli e indifesi,
quali i bambini. (Agenzia Fides 4/12/2004)
“IN FAVORE DEL VERO MATRIMONIO”
Nota del Comitato Esecutivo della
Conferenza Episcopale Spagnola. Madrid, 15 luglio 2004
COMUNICATI STAMPA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SPAGNOLA:
- a seguito dell’approvazione
del Disegno di legge con il quale si modifica il Codice Civile in
materia di separazione e divorzio. 17 settembre 2004
- a seguito dell’approvazione
del Progetto di legge che equiparerebbe le unioni omosessuali al
matrimonio. 1 ottobre 2004
- a seguito dell’approvazione
del Decreto Legge che applica la legge sulla riproduzione assistita.
29 ottobre 2004
COMUNICATO STAMPA DEI VESCOVI DELLA CATALOGNA
sulle adozioni da parte delle coppie
omosessuali. Tarragona - 17 novembre 2004
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