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Una «risposta missionaria» al Messaggio del Santo Padre per la Quaresima
Chi accoglie un bambino accoglie il Signore

Da L’Osservatore Romano (GIUSEPPE BUONO)

Nel messaggio per la Quaresima del 2004 — che ha come riferimento la frase di Gesù: «Chi accoglie anche solo uno di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Mt 18, 5) — il Papa, dopo aver ricordato gli innumerevoli drammi che conivolgono centinaia di milioni di bambini in tutto il mondo, sospira accorato: «Che male hanno fatto questi bambini per meritare tanta sofferenza?» (n. 4).
A noi sembra l'eco della stessa domanda che Gesù, schiaffeggiato dalla guardia del Sommo Sacerdote, gli rivolgeva: «Perché mi percuoti?» (Gv 18, 23). Che male ti ho fatto? E c'è anche tutto il dramma delle bibliche domande di Dio al suo Popolo: «In cosa ti ho contristato? Che male ti ho fatto? Rispondimi».
La domanda angosciosa
Il dramma delle mille violenze ai bambini nel mondo d'oggi è di proporzioni mai pensate, e purtroppo non accenna a diminuire ma ad aumentare. È un dramma universale che impietrisce dal dolore di fronte a tanta barbarie sui piccoli; che lascia senza fiato per l'incredibile mancanza di sensibilità, anche solo umana, in chi violenta e uccide in tanti modi i piccoli; che ci fa piegare le ginocchia davanti al Padre di tutti perché abbia pietà dei piccoli, delle nostre drammatiche paure e anche della mancanza di umanità la più elementare nei carnefici.
Il Papa, il Mercoledì delle Ceneri, avviando il cammino quaresimale della Chiesa, ha voluto ribadire la sua preoccupazione.
Ha detto: «Nel messaggio per la Quaresima ho voluto attirare l'attenzione, in particolare, sulle difficili condizioni in cui versano tanti bambini nel mondo. Chi, infatti, più del fanciullo inerme e fragile ha bisogno di essere difeso e protetto? Molte e complesse sono le problematiche che investono il mondo dell'infanzia. Auspico vivamente che a questi nostri fratelli più piccoli, spesso abbandonati a se stessi, venga riservata la dovuta cura grazie anche alla nostra solidarietà...».
Il Papa mette subito tutti di fronte alle proprie responsabilità. Chiede con chiarezza «come sono trattati i bambini nelle nostre famiglie, nella società civile e nella Chiesa». Come dire che nessuno si può sentire esonerato da una responsabilità che è umana, sociale e anche squisitamente ecclesiale. L'esempio che il Papa propone è di disarmante verità: «Gesù amò i bambini e li predilesse». Allora la comunità non può non amare i piccoli, non può non accoglierli e non custodirli perché Gesù ha stabilito con essi una somiglianza totale: «Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Mt 18, 5).
Il dramma della realtà
Guardando solo in modo sommario la situazione dei bambini in difficoltà nel mondo, siamo messi di fronte a un vero e proprio dramma crudele. Per esempio, sono 90 milioni i bambini cosiddetti «di strada»: 40 milioni in America Latina, 10 milioni in Africa, 18 milioni nella sola India, desolatamente abbandonati a se stessi e quindi condannati a qualsiasi violenza pur di sopravvivere alla fame, alla malattia, a continue minacce di morte.
Questo fenomeno è intenso in America Latina, ma anche nelle Filippine vi sono centinaia di bambini di strada uccisi con colpi di arma da fuoco dagli squadroni della morte. Spesso questi ragazzi e giovani si organizzano a loro volta in squadre violente, soprattutto in America centrale, chiamate pandillas o maras (bande giovanili) che seminano altre violenze. In Guatemala i membri di queste squadre sono oltre i 100 mila; 80 mila in Honduras, 35 mila in El Salvador.
Duecento milioni di bambini sono sfruttati oltre ogni loro capacità di resistenza, costretti a 16-18 ore di massacrante lavoro al giorno con paghe che sembrano solo una violenza ulteriore alla loro drammatica situazione.
Poi c'è la piaga insostenibile dell'Aids, che mina spesso i bambini fin dalla nascita, soprattutto in Africa. In quel continente le ultime statistiche parlano di due milioni e mezzo di bambini affetti dalla malattia; un quinto di essi è morto l'anno scorso. 11 milioni sono i minori rimasti orfani per la morte dei genitori a causa dell'Aids.
Ancora in Africa c'è il fenomeno degli enfants sorciers, bambini uccisi perché ritenuti stregoni cattivi. Siamo nel misterioso mondo della magia nera che tira in ballo il mondo dell'occulto ogni volta che si verifica una disgrazia o qualcosa di grave e inspiegabile. Ma mentre una volta erano gli adulti ad essere accusati e condannati come causa di questi eventi negativi, da un po' di tempo a questa parte sono i piccoli a essere incolpati e uccisi; l'unica colpa loro è quella di trovarsi vicini alle disgrazie inevitabili di tutti i giorni. Spesso questi baby stregoni sono bruciati vivi, e a volte dai loro stessi genitori.
Poi la fame, questa interminabile via crucis che colpisce nel mondo 200 milioni di bambini. Ogni anno, solo per denutrizione, muoiono 13 milioni di bambini nel mondo. Di fame si muore sotto lo sguardo indifferente, e a volte anche irritato, del mondo che mangia spesso sopra lo sfruttamento delle ricchezze naturali dei paesi di questi bambini.
L'analfabetismo è un'altra piaga che colpisce i bambini. Attualmente 121 milioni di bambini non possono soddisfare l'obbligo scolastico. L'analfabetismo è la porta poi di tante altre miserie e violenze.
Poi c'è il crudelissimo e vergognoso traffico di esseri umani venduti e mutilati. Si parla di un milione di bambini coinvolti ogni anno in questo nefando commercio. Aggiungiamo la realtà dei bambini-soldato, piccole vittime strappati a ogni sogno di infanzia e costretti a imbracciare armi e a far guerra, spesso facendo da scudo umano ai soldati adulti. Sono più di 300 mila questi bambini-soldato, che se non sono uccisi in battaglia diventano spesso a loro volta esecutori crudeli.
In tutto questo drammatico scenario c'è poi la rivoltante situazione di milioni di bambini vittime di abusi e di violenze sessuali.
La speranza
C'è speranza in questo devastato mondo dell'infanzia e della prima fanciullezza? Grazie a Dio, e a migliaia di persone che danno la vita per redimere e salvare i bambini in queste situazioni drammatiche, diciamo sì.
Io stesso ho visto, girando per il mondo come missionario, la commovente storia di tanti missionari, suore, laici, volontari, anche non cristiani, dare la vita tutta, assieme alla Chiese locali, per questo nobilissimo scopo.
È ragione di speranza il lavoro nascosto, spesso al limite dell'impossibile, con una passione unica e rara, di questi agenti di amore per i bambini. Qualche volta hanno dato anche la vita per salvarli: sono i martiri, quasi sempre nascosti, per la salvezza dei bambini.
Il Papa lo afferma: «Penso con grata ammirazione a coloro che si prendono cura della formazione dell'infanzia in difficoltà e alleviano le sofferenze dei bambini e dei loro familiari causate dai conflitti e dalla violenza, dalla mancanza di cibo e di acqua, dall'emigrazione forzata e da tante forme di ingiustizia esistenti nel mondo».
L'impegno quaresimale che il Papa offre alla Chiesa è nel diventare coscienti di questi drammi del mondo dei bambini e attivarsi per alleviare, se non si possono distruggere, le cause della sofferenza dei piccoli.
Un dovere che investe i responsabili degli Stati e degli Organismi internazionali, ma è anche un dovere preciso di ogni uomo e di ogni cristiano. A partire dei bambini che sono a casa nostra.
Questa è anche la missione della Chiesa, come ricorda, per esempio, l'istituzione della Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria.
(Da L’Osservatore Romano del 7 marzo 2004)
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FOTOGRAFIE DI LIBERO UTILIZZO DISPONIBILI PER LA STAMPA

Africa/Rwanda: Bambini nel Campo profughi delle Nazioni Uniti a Kiziva :

Africa/Etiopia : Zway :

Asia/Corea : Bambini abbandonati nell'Holy Infant Adoption Center

Asia /Mongolia : Bambini abbandonati ospitati nella Casa di accoglienza dei Padri del CICM

Spagna/Mostra: "I volti della schiavitù: Non sono bambini lavoratori, sono schiavi"

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DOCUMENTI:

Il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2004:>>

Il Dossier di Fides sui bambini per la Giornata dell’Infanzia Missionaria: >>

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