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Speciale

2005-11-30

ASIA - “Una epidemia che può e deve essere prevenuta”: il messaggio dell’Arcivescovo Bernard Moras di Bangalore, Presidente della Commissione Sanitaria della Conferenza episcopale dell’India

Bangalore (Agenzia Fides) - “E’ una epidemia che può e deve essere prevenuta, poichè la diffusione del virus avviene solo attraverso un percorso ben definito, in particolare attraverso la via sessuale, il sangue e da madre a figlio”, questo l’appello della Conferenza episcopale dell’India in occasione della prossima Giornata mondiale dell’Aids.
La prevenzione, la cura e il sostegno delle persone che convivono con l’HIV e di quelle affette dall’AIDS in India è una delle priorità che la Chiesa nel settore sanitario deve rispettare. I giovani nel paese sono 280 milioni, il 25% della popolazione totale in India. Quasi il 50% delle nuove infezioni da HIV sono tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Inoltre, il 35% di tutti i casi di AIDS riportati sono registrati tra i giovani di quella fascia d’età.
L’Arcivescovo Bernard Moras di Bangalore, Presidente della Commissione Sanitaria della Conferenza episcopale indiana, ha voluto ricordare che il primo caso di Hiv venne registrato proprio in India nel 1986 e che a distanza di 20 anni il numero di contagi ha superato i 5,1 milioni.
“La Chiesa in India ha sviluppato una Politica su HIV/AIDS mirata ad affrontare le sfide poste dalla pandemia. Questa Politica è basata sui valori del Vangelo, gli insegnamenti della Chiesa, l’attuale scenario sociale, le scoperte e la ricerca scientifiche. Riafferma l’impegno di tutti nella lotta contro l’HIV/AIDS, implica ‘una promessa’ della Chiesa Cattolica in India. La nostra sfida è di ‘mantenere la promessa’, aggiunge mons. Moras. “Tutti i cattolici - continua l’arcivescovo - singoli, istituzioni, impegnati nel campo sanitario, dell’educazione, della ricerca, tutte le associazioni, le commissioni ecclesiali, diocesi, parrocchie, religiosi congregazioni, sacerdoti, fedeli dovrebbero considerare missione ‘mantenere questa promessa’, prevenire la diffusione della minaccia dell’AIDS e alleviare le sofferenze di quanti sono contagiati dal virus”.
(AP) (30/11/2005 Agenzia Fides; Righe:24; Parole:314)

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