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2003-04-09

EUROPA/ITALIA - IL PRESIDENTE DI GIUSTIZIA E PACE PER IL 40° DELLA “PACEM IN TERRIS”: NEL 1948 FU STILATO UN ELENCO DEI DIRITTI INALIENABILI DELL’UOMO, OGGI È TEMPO DI SOTTOLINEARE MAGGIORMENTE I SUOI DOVERI

Padova (Agenzia Fides) - "Sarebbe assolutamente dannoso se i conflitti internazionali in atto provocassero anche la paralisi o addirittura la crisi di importanti organismi internazionali, primo fra tutti l'ONU". Lo ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, arcivescovo Renato Martino, commemorando a Padova il quarantesimo Anniversario della "Pacem in Terris" di Giovanni XXIII. Papa Roncalli nel famoso testo ha insistito molto sull'importanza dell'autorità per la pace tra le nazioni – ha sottolinea il Presule - giungendo addirittura a segnalare l'urgenza di un'autorità politica mondiale capace di perseguire un bene comune, ormai diventato esso stesso mondiale o, come anche oggi si dice, globale. “Quella intuizione è oggi di fondamentale importanza. Oserei dire più urgente di ieri. Infatti, rispetto a quarant'anni fa, l'esigenza di perseguire un bene comune mondiale risulta oltremodo evidente, dato che l'interdipendenza e l'integrazione tra le economie, le culture e le società sono molto aumentate".
Come al tempo della "Pacem in Terris", "anche nelle ore che stiamo vivendo – ha rilevato il Presidente di "Giustizia e Pace" - l'umanità è attraversata da lacerazioni, da guerre, da divisione negli organismi internazionali … La Pacem in Terris mostrava a tutti gli uomini la loro comunanza nell'unica famiglia umana, li invitava alla rivoluzione dell'eguaglianza e del riconoscimento reciproco, li spingeva ad accogliere i diritti di ogni uomo, che non possono dipendere dal cielo sotto cui si è nati…Quanto faceva Giovanni XXII allora, fa Giovanni Paolo II. I conflitti internazionali in atto, che tanto ci rattristano e ci preoccupano, richiedono ancora una volta che la Chiesa offra all'umanità il cuore stesso del suo messaggio eterno, quello del Vangelo della pace. Noi tutti avremmo preferito che il quarantesimo della Pacem in Terris fosse celebrato in un clima internazionale meno carico di tensione. A maggior ragione il suo messaggio acquista oggi particolare importanza, a patto che ne sappiamo cogliere in profondità tutti gli elementi di attualità". Tra questi mons. Martino ha citato il rapporto tra pace e terrorismo, tra pace e nuovo ordine mondiale, tra pace e unità della famiglia umana.
Con riferimento poi all'insistenza di Papa Giovanni sull'interconnessione tra diritti e doveri, mons. Martino ha affermato che "sarebbe auspicabile che l'umanità, la quale nel 1948 nell'ambito della Nazioni Unite ha stilato un elenco dei diritti inalienabili della persona umana, si impegnasse ora a sottolineare maggiormente i doveri dell'uomo, perché è il dovere che stabilisce i confini entro i quali i diritti sono veramente a servizio dell'uomo e non semplice esercizio di un vuoto libero arbitrio". (S.L.) (Agenzia Fides 9/4/2003; Righe 30 – Parole 414)

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