AMERICA/BRASILE - La situazione dei popoli indigeni susciti una “santa indignazione” nel cuore di tutti, specialmente dei cristiani

mercoledì, 1 febbraio 2023 indigeni   diritti umani   chiese locali  

Cnbb

Brasilia (Agenzia Fides) – La Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB) chiede alle autorità “un trattamento adeguato dedicato al popolo Yanomami e ad ogni comunità indigena presente nel territorio brasiliano. Data la gravità di ciò che si verifica nel nord del paese, le morti, soprattutto di bambini e anziani, vengano individuati i responsabili, in modo che prevalga la giustizia. Il genocidio degli Yanomami è un capitolo mai dimenticato nella storia del Brasile, non si ripeta un crimine simile contro la vita dei nostri fratelli e sorelle”.
La Nota della Presidenza della CNBB diffusa ieri, intitolata "In difesa dei popoli originari", è motivata dalla situazione drammatica che sta vivendo il popolo Yanomami (vedi Fides 30/1/2023). Si ricorda anzitutto che la mancanza di rispetto dei diritti dei popoli indigeni, che si è aggravata negli ultimi anni, “ è stata denunciata dal Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) nel suo rapporto annuale”, quindi la realtà vissuta dal popolo Yanomami è una sintesi di ciò che il rapporto CIMI presenta. “I popoli originari, integrati con la natura, sono stati disprezzati in modo ostinato, dall'avidità, dallo sfruttamento predatorio dell'ambiente, che propaga la morte in nome del denaro”.
I Vescovi rilevano che questa situazione deve suscitare “una santa indignazione” nel cuore di ogni persona, specialmente dei cristiani. “La vita deve essere difesa efficacemente, non solo in una fase specifica, ma durante tutto il suo corso. E la difesa della vita umana è inseparabile dalla cura dell'ambiente”.
La Chiesa cattolica del Brasile ribadisce la sua vicinanza e solidarietà al popolo Yanomami, attraverso la sua rete di comunità di fede. “I dolori di ogni indigeno sono anche della Chiesa, che, secondo la sua dottrina, il magistero di Papa Francesco, insegna l'importanza dei popoli originari nella conservazione del pianeta” evidenzia la nota. Nonostante “il momento di tristezza e desolazione”, la Chiesa “continuerà a lavorare, intensificando sempre più le sue azioni, in unione con molte realtà della società e del potere pubblico, affinché prevalga la speranza, fiduciosa che ogni yanomami sarà rispettato nella sua dignità di figlio e figlia di Dio”.
“L'emergenza vissuta dal popolo Yanomami, che ha acquisito grande visibilità negli ultimi giorni, è una conseguenza dell'invasione del loro territorio da parte di migliaia di cercatori che svolgono attività illegali associate a gruppi criminali” spiega l’amministratore diocesano della diocesi di Roraima, don Lucius Nicoletto, tra le informazioni diffuse al riguardo dalla Conferenza Episcopale. Le azioni di questi gruppi hanno generato mancanza di assistenza sanitaria diffusa, devastazione ambientale, impatti sulle comunità indigene, composte da circa 30.000 persone (da 11 a 13.000 colpite dalla crisi umanitaria) e il collasso del sistema sanitario, che ha portato il governo federale a dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica nel territorio yanomami.
Il Cardinale Leonardo Steiner, Arcivescovo di Manaus, Vicepresidente della Conferenza Episcopale dell'Amazzonia, si è recato ieri a Boa Vista, capitale dello Stato di Roraima, per esprimere a nome di Papa Francesco e della Presidenza della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), la sua solidarietà al popolo Yanomami. Lo scopo era anche quello di incontrare i leader indigeni per dialogare, per ascoltare, in modo di valutare una presenza ancora maggiore della Chiesa.
La CNBB ha inviato, con il contributo di Adveniat, l'importo di R$ 350.000,00 per aiuti umanitari e di emergenza al popolo Yanomami. Le risorse, che saranno gestite dalla diocesi di Roraima, sono destinate a contribuire a fornire cibo, medicine, vestiario, materiali per sostenere l'economia delle comunità e per sostenere gli sfollati e il trasporto aereo e terrestre.
(SL) (Agenzia Fides 1/2/2023)


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